lunedì 3 dicembre 2007

Forze dell’ordine in piazza: “Troppi tagli alla sicurezza”


Forze dell’ordine in piazza: “Troppi tagli alla sicurezza”
Politica - dom 2 dic

ARoma e Milano sfilano in 120mila • Casini al corteo, messaggio di Berlusconi • Amato ammette: "Problema reale"
di Emanuela Fontana

Tratto da del 2 dicembre 2007

Non c’era competizione ieri, tra le piazze di Roma e di Milano, tra sindacati autonomi e confederali. Non c’era rivalità, tra polizia e carabinieri. E si sono uniti tutti: anche la Finanza, il corpo forestale, i vigili del fuoco, le guardie penitenziarie. Gli uomini che tutelano lo Stato da criminalità, terrorismo, incendi. Gli uomini della sicurezza. Tutti in piazza, a Roma e a Milano, per dire: mancano i soldi. E quindi: meno soldi, meno sicurezza.

Centomila manifestanti a Roma, ventimila a Milano, e per una volta le forze dell’ordine non hanno contestato i dati sulla partecipazione, perché arrivavano proprio dai colleghi: poliziotti e militari. Si protesta contro i tagli in Finanziaria: le pattuglie che diminuiscono, le auto da riparare, le autobotti senz’acqua, le scuole specializzate che chiudono, gli straordinari non pagati. Per la polizia dopo 10 ore lo straordinario diventa gratis, e non importa «se stai arrestando qualcuno». Quasi due miliardi di euro in meno in due anni, 821 milioni di euro di tagli solo nell’ultima Finanziaria.

È la prima volta che i militari scendono in piazza come presenza di massa e non con adesioni singole, esponendo i loro striscioni «non autorizzati». Lo hanno fatto anche per ottenere una rappresentanza sindacale. Rischiano un procedimento interno: «In teoria è così, volendo anche davanti al tribunale militare - spiegava il luogotenente Salvatore Trinx, del Cocer della Finanza - ma è indicativo della durezza con cui ci opponiamo ai tagli di questo governo». Anche a costo di venire processati.

«Prodi ci hai ridotto all’osso!», è stato uno degli slogan dei cortei. E dall’Unione nessuno ha obiettato. Poco rincuoranti le dichiarazioni del Guardasigilli Clemente Mastella: «Non ci saranno mai forze di polizia sufficienti a sgominare completamente il male». Più collaborativo il ministro dell’Interno Giuliano Amato: «La manifestazione di oggi pone problemi reali». I fondi in Finanziaria, ha ammesso, sono attualmente «insoddisfacenti». E ha annunciato il probabile reinserimento nel dibattito alla Camera di «69 milioni per il ripristino degli straordinari».

Silvio Berlusconi ha scritto un messaggio ai manifestanti per esprimere la vicinanza «a voi, senza il minimo dubbio: un principio deve esser chiaro - ha sottolineato -: fra i carabinieri e i manifestanti violenti di Genova noi siamo dalla parte dei carabinieri, fra la polizia e i teppisti fuori dagli stadi noi saremo sempre dalla parte degli agenti». Questo governo, ha attaccato, «ha permesso una campagna denigratoria delle Forze dell’ordine fino al tentativo di istituire una commissione d’inchiesta sul G8 di Genova». Una commissione che rischierebbe di diventare «un plotone di esecuzione contro i tutori della legge».

«Mi piacerebbe che qui in piazza ci fossero anche Berlusconi e Veltroni», ha risposto Pier Ferdinando Casini, al corteo romano.

Ma gli slogan intorno a lui non parlavano di loro, piuttosto di numeri, problemi, soldi che mancano: «Il diritto alla sicurezza non è di sinistra o di destra: è di tutti», si leggeva su un cartello. Finale di manifestazione sotto le finestre del Viminale. In prima fila lo striscione della rabbia: «E ce tocca pure scortarli!».


Ridotti i fondi ai carabinieri: in due anni -10%

Nei secoli fedele, tradita dal governo. L’Arma per eccellenza esce a pezzi dalla politica economica dell’esecutivo che continua a combattere il crimine pensando più agli enti locali che a chi rischia la pelle nel contrasto alla delinquenza più o meno organizzata. Per i carabinieri la situazione si fa davvero complicata se si dà un’occhiata ai documenti interni al Comando Generale e alle relazioni del Cocer. Il primo dato che salta agli occhi è il bis, rispetto alla Finanziaria 2007, concesso per il 2008 sui tagli alle caserme. Meno cinque per cento l’anno in corso, -5% per il prossimo anno: un taglio pari al 10% in totale, sulle spese per gli immobili delle forze di polizia. Spese che per il governo Prodi vanno ridotte attraverso «accorpamenti e soppressioni» degli stabili a loro in uso. Il tutto avviene senza tenere minimamente in conto la reale situazione del Paese infestato dalla criminalità, con i carabinieri impegnati a fare i salti mortali e obbligati a chiudere le stazioni il pomeriggio per mancanza di personale (funziona il citofono). Sulla carenza di uomini il dato più aggiornato rivela che ad oggi mancano 6mila carabinieri. Una carenza destinata a lievitare di 450 unità l’anno grazie al blocco del turnover che stima in 1.200 il numero dei carabinieri che ogni 365 giorni vengono congedati. Altro dato choc: circa 44mila militari dell’Arma hanno vagliato la soglia della povertà. Per riuscire a campare hanno chiesto prestiti e mutui, sono indebitati fino al collo.

Quanto alla Finanziaria è ingente il danno arrecato ai carabinieri. Appositi studi segnalano che mancano i fondi necessari al rinnovo del parco macchine, mancano i fondi per il rinnovo del contratto 2008-2009 essendo stati stanziati 200 milioni di euro che non coprono neanche l’inflazione reale e programmatica, mancano i fondi per un più completo ed esaustivo addestramento del personale, mancano i fondi per creare la previdenza complementare che garantisca una pensione decente ai militari che vanno in pensione (oggi la stessa si attesta a circa il 70% dello stipendio e negli anni a venire la situazione potrebbe peggiorare), mancano i fondi per concepire il riordino delle carriere, e quanto ai 120 milioni di euro stanziati dal Governo Berlusconi non si sa più che fine hanno fatto; mancano i fondi per coprire gli straordinari, (la Finanziaria prevede un -10%) ed oggi ogni carabiniere perde 13 ore di straordinario mensili.

E ancora. Mancano i fondi necessari al rinnovo del parco macchine per il controllo del territorio, tanto che a fronte dell’acquisto delle nuove «159» l’Arma si vede costretta a ridisegnare il parco macchine dei Nuclei Radiomobili ricorrendo, quando ce la fa, a modelli non proprio equivalenti all’ammiraglia dell’Alfa Romeo. Altra nota dolente, il tanto pubblicizzato aumento di stipendio ai carabinieri: una beffa. Nel 2006 il personale della Benemerita (come peraltro quello della polizia e della Finanza) ha percepito un aumento di 12 euro mensili lordi. Per il 2007 l’aumento è salito sulla carta a 100 euro mensili lordi ma questo mese, a causa delle aliquote Irpef aumentate e degli importi di attribuzione rimodulati, quasi 3mila uomini dell’Arma hanno ricevuto uno stipendio inferiore a quello di settembre. Gli altri sono andati pari, o hanno avuto poco più di 30 euro. Lordi. Mettevi, allora, nei panni dei carabinieri come di altri operatori di polizia: appena 1.200-1.500 euro al mese, col rischio (quotidiano) di lasciarci la pelle. Con un governo che continua a pensarle tutte pur di complicare loro la vita.
http://www.mascellaro.it/web/index.php?page=articolo&CodAmb=-1&CodArt=17954

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