<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941</id><updated>2011-09-19T17:42:42.754+01:00</updated><category term='SICUREZZA'/><category term='TERRORISMO ISLAMICO'/><category term='MISSIONI DI PACE'/><category term='MILITARI CADUTI'/><category term='RELIGIONE CRISTIANA'/><category term='IRAQ'/><category term='STORIA'/><category term='AMBIENTE - KYOTO'/><category term='ISRAELE'/><category term='NATALE'/><category term='OSAMA BIN LADEN'/><category term='Personale'/><category term='MAGDI ALLAM'/><category term='MISSIONI DI PACE - IRAQ'/><category term='ISLAM'/><category term='AFGANISTAN'/><title type='text'>Biancaluna</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>197</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-1870644172389677962</id><published>2010-09-27T11:17:00.001+01:00</published><updated>2010-09-27T11:17:12.490+01:00</updated><title type='text'>Un genio, due compari e un pollo</title><content type='html'>&lt;span xmlns=''&gt;&lt;p/&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1870644172389677962?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1870644172389677962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1870644172389677962' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1870644172389677962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1870644172389677962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2010/09/un-genio-due-compari-e-un-pollo.html' title='Un genio, due compari e un pollo'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-7854723921595174999</id><published>2010-02-14T23:17:00.000Z</published><updated>2010-02-14T23:18:24.867Z</updated><title type='text'>Così tramonta l'era dei Kennedy di Giuseppe De Bellis</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;sabato 13 febbraio 2010, 07:00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È finita davvero, adesso. Finita con l’attualità, con la cronaca, col costume, con la realtà. I Kennedy si consegnano alla storia. Il mito sgualcito finisce in un cassetto: l’ultimo erede ha detto basta, chiude con Washington e con un seggio al Congresso, con la politica e quindi con l’affare che è stato di famiglia per più di sessant’anni. Patrick, eccolo l’ex rampollo che chiude a chiave la dinastia. È il figlio più piccolo di Ted, il senatore morto qualche mese fa. Siede in Congresso anche lui, deputato dello Stato del Rhode Island da 16 anni. Fino al prossimo novembre, fino alle elezioni di metà mandato che metteranno in valigia la storia politica di questa famiglia amata e chiacchierata, diventata mitologica anche al di là della effettiva portata politica dei suoi componenti. Pat lascia schiacciato dal peso di essere il reggente di qualcosa che si fa fatica a sopportare. Il peso di un cognome che vale molto, forse troppo: «Continuerò a servire il pubblico e a usare il mio peso politico. Non voglio farlo 24 ore al giorno sette giorni su sette».&lt;br /&gt;È il tramonto di un’era. Il post Depressione, la Guerra, la ricostruzione, gli anni Sessanta, la ribellione dei Settanta, la felicità degli Ottanta che per loro è stata un calvario, il rampantismo clintoniano che li ha rimessi in gioco, l’arrivo di Bush e l’alternativa fintamente chic della famiglia. I Kennedy sono un ricordo del Novecento: hanno attraversato capitoli, tirati dentro come protagonisti anche quando non lo erano. Perché il cognome era un certificato da usare a comando. Quella stagione adesso è una leggenda da libro, da documentario, da film. Non abbiamo finito di vedere le foto della famiglia sulle spiagge del Massachusetts e neppure quelle dei padri, dei fratelli e dei figli nelle stanze della Casa Bianca. Abbiamo finito, però, di vedere le facce che hanno reso quelle immagini anacronisticamente attuali fino a ieri. L’addio del figlio di Ted chiude una stagione infinita: dal 1946 c’era sempre stato un Kennedy a Washington. Al Congresso o alla Casa Bianca. Potere e fascino tutto alimentato da misteri, gialli, chiaroscuri, dalle voci e sussurri. John, Bobby, Ted, i loro figli, i loro nipoti, diventati personaggi globali. Bastava il cognome per essere parte di un mito senza spazio e senza tempo. I guai e gli affari loschi hanno paradossalmente alimentato la grandezza della dinastia. Non c’è stato un Kennedy felice, nella storia. Né direttamente, né indirettamente. Patrick non è sfuggito: ha combattuto contro problemi mentali, di alcol, di dipendenze da farmaci. Un incidente a Capitol Hill nel 2006 mentre guidava sotto l’effetto dell’Ambien lo aveva portato in riabilitazione. Era tornato in clinica nel 2009, con il padre già in cura per un cancro al cervello. La morte di Ted era stata lo spartiacque e uno spunto di riflessione. «Per tutto l’autunno Patrick ha partecipato a cerimonie in memoria del padre. Finalmente a Natale ha avuto un momento per se stesso», ha scritto il Rhode Island Monthly che ieri, sul sito, pubblica una lunga intervista-profilo: «Mi sono accorto che avere una vita privata in questo momento è la cosa che mi importa di più. Che ci sono rapporti umani che contano più di ogni altra cosa». Per Patrick, cresciuto senza la madre in lotta con l’alcolismo, Ted era stato un faro: «Il centro del mio universo», aveva detto a dicembre. Ora tutti fanno a gara a comprendere il motivo dell’addio, la ragione della scelta di ritirarsi. Tra sociologia e psicologia spicciola. Lo fanno soprattutto gli amici dei Kennedy, da sempre in bilico tra la comprensione e lo sciacallaggio. Ora parla Darrell West, vicepresidente della Brookings Institution e autore di un libro su Patrick e su come è difficile essere un Kennedy. Spiegazioni e letture interiori: «È stata la morte del padre. Gli ha fatto capire che il tempo corre e non lo puoi fermare. Che bisogna vivere l’attimo fuggente». Eppure non c’è solo questo. C’è anche di più, forse di meglio. C’è la politica, soprattutto. Cioè la consapevolezza di non essere più quello che erano: potenti, affascinanti, magnetici. Il tempo ha sbiadito l’immagine di Jfk trasformandola in un’icona spesso deformata della retorica buonista. E se non era un santo John, non lo sono stati gli altri. Così l’America ha cominciato a rimuovere, a sostituire, a incasellare: hanno fatto un po’ di storia, ma possono essere messi da parte. E la botta, la famiglia l’ha presa qualche settimana fa con la vittoria di Scott Brown sul seggio che fu proprio di Ted. Un repubblicano nel feudo di Camelot. La fine del potere è stata lì. La fine della dinastia è adesso. La fine del mito non c’è. Non ancora.&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/interni/cosi_tramonta_lera_kennedy/13-02-2010/articolo-id=421441-page=0-comments=1 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-7854723921595174999?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/7854723921595174999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=7854723921595174999' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7854723921595174999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7854723921595174999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2010/02/cosi-tramonta-lera-dei-kennedy-di.html' title='Così tramonta l&apos;era dei Kennedy di Giuseppe De Bellis'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-2094691093933471754</id><published>2010-02-05T22:45:00.000Z</published><updated>2010-02-05T22:46:41.745Z</updated><title type='text'>Caffè politically correct</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;venerdì 05 febbraio 2010, 08:51&lt;br /&gt;Se il marocchino è "moretto" Senato: caffè politically correct&lt;br /&gt;di Paola Setti&lt;br /&gt;Baristi alla buvette pronti a correggere i clienti. I parlamentari esterrefatti: "Cambieranno nome anche al cappuccino, troppo offensivo verso i frati?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Un marocchino per favore». «Voleva dire un moretto, senatore». Non è dato sapere se la direttiva l’abbiano messa per iscritto. Alla buvette di Palazzo Madama, l’unico ordine certo è quello che impone la consegna del silenzio, provi a chiedere e ti pare di stare al Sismi: «Non siamo autorizzati a dare informazioni interne». «Mi hanno detto però che è una questione di politically correctness - racconta un divertito senatore Franco Orsi, Pdl -. Ora aspettiamo di ribattezzare il cappuccino con un nome meno riconducibile ai frati». Ieri c’era la fila al bar del Senato. Tutti a chiedere un marocchino per verificare se fosse vero. Ebbene sì. Se i ciechi sono ormai «non vedenti» e i bassi saranno presto «verticalmente svantaggiati», non si vede perché il fervore egualitario non dovrebbe entrare anche nel lessico di chi sta dietro al bancone. E che importa se, insomma, il caffè marocchino è il più buono, con la panna e il cacao in polvere, e quindi, se mai, sarebbe un riconoscimento in più al popolo degli aromi e delle spezie. I baristi alla buvette li correggono, come se lorsignori onorevoli stessero dando prova di bassezza razzista.&lt;br /&gt;Fra i pochi a non mettersi in coda alla cassa, ieri c’era il senatore Cesarino Monti, quello che da sindaco leghista di Lazzate per mettere al riparo il suo comune dalla costruzione di moschee fece inserire nel piano regolatore un codicillo che vietava le costruzioni «in stile moresco», e che, correva l’anno 1997, vinse la guerra contro l’allora ministro dell’Interno Rosa Russo Iervolino che lo voleva sollevare dall’incarico per aver assunto un’impiegata «padana doc».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non ordino marocchino per principio» commenta. E il politicamente corretto? «Di corretto conosco solo il caffè: ma corretto latte, perché sono astemio». Fra il divertito e l’indignato Francesco Casoli, vicecapogruppo del Pdl: «Siamo anche noi impegnati in un’operazione di pulizia semantica alla buvette: cambieremo nome ai baci di dama, troppo sessisti, alle lingue di gatto, antianimaliste, e soprattutto alle palle di Mozart, irriverenti verso il grande compositore». Ma se fosse vero, è dal lessico che bisogna partire per educare il Paese all’integrazione? «Ha certo un senso, ma anche la tradizione della lingua italiana ne ha, e un conto è la mancanza di rispetto, altra cosa è pensare che nominare marocchino un caffè sia segno di disprezzo».&lt;br /&gt;Così, tocca scoprire che il «marocchino» deve il nome al colore di un tipo di pelle usata come fascia per cappelli in voga negli anni Trenta, il Marocco, che ha appunto una colorazione simile alla bevanda, e che nasce a Torino, dal «Bicerin» di Cavour, evoluzione della bevanda sabauda con l’avvento delle moderne macchine del caffè. «E questo dimostra quanto stupido sia il politically correct a tutti i costi» s’infervora Giorgio Stracquadanio. Lui sta alla Camera, dove il «marocchino» è ancora tale. Ma è autore di diverse crociate contro quello che ha definito «luogocomunismo». «È un atteggiamento nato a sinistra che inquina la vita sociale e disturba le menti - analizza -. Nel tentativo di nobilitare la persona apostrofata, le si scarica addosso il problema, inchiodandola a uno stigma sociale. Così, l’handicappato è “portatore di handicap”, come fosse colpa sua, o “diversamente abile”, una ridicolizzazione. La stortura è che quando poi si dice un’ovvietà come quella che la clandestinità fa aumentare la criminalità, tutti si sentono titolati a indignarsi». Per fortuna ci si può scherzare ancora su: «Alla Camera le deputate brutte oggi sono “diversamente f...”. Ma forse questa lei non la può scrivere...». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/interni/se_marocchino_e_moretto__senato_caffe_politically_correct/05-02-2010/articolo-id=419346-page=0-comments=1 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-2094691093933471754?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/2094691093933471754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=2094691093933471754' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/2094691093933471754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/2094691093933471754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2010/02/caffe-politically-correct.html' title='Caffè politically correct'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-8762990167028585266</id><published>2010-01-05T21:37:00.000Z</published><updated>2010-01-05T21:38:19.096Z</updated><title type='text'>L'enigma della stella di Betlemme</title><content type='html'>martedì, 05 gennaio 2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Storia libera traggo questo interessante brano di Vittorio Messori, tratto da "Ipotesi su Gesù", SEI:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene ancora dall'archeologia un'altra serie di strane testimonianze. Noi oggi sappiamo con sicurezza che la più celebre astrologia del mondo antico, quella babilonese, non soltanto era anch'essa in attesa del Messia dalla Palestina.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ma ne aveva previsto la data con una precisione ancor maggiore di quella degli esseni. Ecco qui di seguito la vicenda: libero ciascuno di trarne le conclusioni che gli pare.&lt;br /&gt;Tutto parte dalla stella (il testo non parla mai di cometa, come molti credono) che avrebbe brillato nel cielo di Betlemme alla nascita di Gesù e dal conseguente arrivo di certi magi dall'Oriente. Così, almeno, quanto si racconta nel vangelo di Matteo.&lt;br /&gt;Non si è naturalmente raggiunta la certezza che le cose si siano davvero svolte come raccontato da Matteo, né si giungerà mai a questa sicurezza: è però certo che l'ipotesi che si tratti di un racconto simbolico deve fare i conti con una serie di scoperte effettuate nell'arco degli ultimi tre secoli.&lt;br /&gt;Pare intanto provato ormai scientificamente che gli astrologi babilonesi (quasi certamente i magi di Matteo) attendevano la nascita del «dominatore del mondo» a partire dall'anno 7 a.C. Questa data, con l'anno 6 a.C., è tra quelle che gli studiosi danno come più sicure per la nascita di Gesù. Il monaco Dionigi il Piccolo, infatti, calcolando nel 533 l'inizio della nuova era, si sbagliò e posticipò di circa 6 anni la data della Natività.&lt;br /&gt;In questa luce, acquistano nuovo suono i due versetti del secondo capitolo di Matteo: «Nato Gesù in Betlemme di Giuda, al tempo del re Erode, ecco dei magi arrivare dall'oriente a Gerusalemme, dicendo: "Dov'è nato il re dei Giudei? Abbiamo veduto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo"».&lt;br /&gt;Ecco le tappe che avrebbero portato a chiarire il perché dell'arrivo e della domanda dei magi. Una vicenda che ha quasi il sapore di un «giallo».&lt;br /&gt;Nel dicembre del 1603 il celebre Keplero, uno dei padri dell'astronomia moderna, osserva da Praga la luminosissima congiunzione (l'avvicinamento, cioè) di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci. Keplero, con certi suoi calcoli, stabilisce che lo stesso fenomeno (che provoca una luce intensa e vistosa nel cielo stellato) deve essersi verificato anche nel 7 a.C. Lo stesso astronomo scopre poi un antico commentario alla Scrittura del rabbino Abarbanel che ricorda come, secondo una credenza degli ebrei, il Messia sarebbe apparso proprio quando, nella costellazione dei Pesci, Giove e Saturno avessero unito la loro luce.&lt;br /&gt;Pochi diedero qualche peso a queste scoperte di Keplero: prima di tutto perché la critica non aveva ancora stabilito con certezza che Gesù era nato prima della data tradizionale. Quel 7 a.C., dunque, non «impressionava». E poi anche perché l'astronomo univa troppo volentieri ai risultati scientifici le divagazioni mistiche.&lt;br /&gt;Oltre due secoli dopo, lo studioso danese Münter scopre e decifra un commentario ebraico medievale al libro di Daniele, proprio quello delle «settanta settimane». Münter prova con quell'antico testo che ancora nel Medio Evo per alcuni dotti giudei la congiunzione Giove-Saturno nella costellazione dei Pesci era uno dei «segni» che dovevano accompagnare la nascita del Messia. Si ha così una riprova della credenza giudaica segnalata da Keplero che, con le «date» di Giacobbe e di Daniele, può avere alimentato l'attesa ebraica del primo secolo.&lt;br /&gt;Nel 1902 è pubblicata la cosiddetta Tavola planetaria, conservata ora a Berlino: è un papiro egiziano che riporta con esattezza i moti dei pianeti dal 17 a.C. al 10 d.C. I calcoli di Keplero (già confermati del resto dagli astronomi moderni) trovano una conferma ulteriore, basata addirittura sull'osservazione diretta degli studiosi egiziani che avevano compilato la «tavola». Nel 7 a.C. si era appunto verificata la congiunzione Giove-Saturno ed era stata visibilissima e luminosissima su tutto il Mediterraneo.&lt;br /&gt;Infine, nel 1925 è pubblicato il Calendario stellare di Sippar. E' una tavoletta in terracotta con scrittura cuneiforme proveniente appunto dall'antica città di Sippar, sull'Eufrate, sede di un'importante scuola di astrologia babilonese. Nel «calendario» sono riportati tutti i movimenti e le congiunzioni celesti proprio del 7 a.C. Perché quell'anno? Perché, secondo gli astronomi babilonesi, nel 7 a.C. la congiunzione di Giove con Saturno nel segno dei Pesci doveva verificarsi per ben tre volte: il 29 maggio, il 1° ottobre e il 5 dicembre. Da notare che quella congiunzione si verifica soltanto ogni 794 anni e per una volta sola: nel 7 a.C., invece, si ebbe per tre volte. Anche questo calcolo degli antichissimi esperti di Sippar fu trovato esatto dagli astronomi contemporanei.&lt;br /&gt;Gli archeologi hanno infine decifrato la simbologia degli astrologi babilonesi. Ecco i loro risultati: Giove, per quegli antichi indovini, era il pianeta dei dominatori del mondo. Saturno il pianeta protettore d'Israele. La costellazione dei Pesci era considerata il segno della «Fine dei Tempi», dell'inizio cioè dell'era messianica.&lt;br /&gt;Dunque, potrebbe essere qualcosa di più di un mito il racconto di Matteo dell'arrivo dall'Oriente a Gerusalemme di sapienti, di magi, che chiedono «Dov'è nato il re dei giudei?».&lt;br /&gt;E' ormai certo, infatti, che tra il Tigri e l'Eufrate non solo si aspettava (come in tutto l'Oriente) un Messia che doveva giungere da Israele. Ma che si era pure stabilito con stupefacente sicurezza che doveva nascere in un tempo determinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel tempo in cui, per i cristiani, il «dominatore del mondo» è veramente apparso&lt;br /&gt;Qui potete trovare un interessante dossier sull'argomento&lt;br /&gt;http://www.storialibera.it/epoca_antica/cristianesimo_e_storicita/nascita_di_gesu/i_magi_e_la_stella/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-8762990167028585266?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/8762990167028585266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=8762990167028585266' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8762990167028585266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8762990167028585266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2010/01/lenigma-della-stella-di-betlemme.html' title='L&apos;enigma della stella di Betlemme'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-5880663484264784273</id><published>2009-12-30T15:10:00.000Z</published><updated>2009-12-30T15:11:30.879Z</updated><title type='text'>La squadra dei sogni</title><content type='html'>Travaglio vicepremier e Genchi al Viminale: il governissimo della manetta&lt;br /&gt;DALLE CONSULTAZIONI AL GIURAMENTO: LA VERA STORIA DELL’ESECUTIVO GUIDATO DA DI PIETRO.&lt;br /&gt;A FIANCO DEL LEADER DELL’IDV CI SONO FURIO COLOMBO (ESTERI), BEATRICE BORROMEO (PARI OPPORTUNITÀ), VLADIMIR LUXURIA (DIFESA) E BEPPE GRILLO (AMBIENTE)&lt;br /&gt;Lo chiamarono “il Golpe di velluto”.&lt;br /&gt;Non tanto a causa della ferocia degli eventi che portarono all’abdicazione di Silvio Berlusconi - i trattori che sfondano Porta Pia, l’onda viola, la massa furiosa dei No B Day all’assedio di palazzo Grazioli. No. Il “Golpe di velluto” fu per via del tessuto della giacchetta a coste sottili comprata all’Oviesse di Termoli, che Antonio Di Pietro indossava al Quirinale il giorno del giuramento. Era il suo primo mandato alla Presidenza del Consiglio; e Tonino, povero cristo, non aveva avuto tempo per cambiarsi d’abito. D’altronde gli avvenimenti attorno a lui turbinavano incontrollati sulla giostra della Storia. Prima l’editoriale di chiamata alle armi di Paolo Flores D’Arcais (che, in fondo, voleva soltanto un posticino al Senato, non pensando di scatenare l’inferno...); poi Marco Travaglio che nella sua tournée teatrale iniziò misteriosamente a disertare i congiuntivi e a tradurre i testi in molisano stretto, un segnale in codice che dare il via all’attacco; infine l’orda dei cosacchi comunisti, i quali richiamati dal traditore gramsciano Antonio Ricci, arrivarono ad abbeverare i cavalli al Laghetto dei Cigni dopo aver fucilato il Gabibbo. Fu per tale susseguirsi concitato d’avvenimenti che il popolo - che, si sa, è bue - cambiò idea: mollò, non senza riluttanza, l’esausto Silvio e si gettò nelle braccia di Tonino. Solo che Di Pietro Presidente del Consiglio era la parte più facile, nonostante Napolitano gli avesse fatto ripetere per tre volte il giuramento (qualcosa non andava; non era l’emozione, ma la consecutio...). Il dramma vero, però, era nominare tutto il nuovo governo; accontentare la folla dei rivoluzionari -antiberlusconiani, giustizialisti, fuorusciti bersaniani, diccì geneticamente modificati, giornalisti del Fatto- richiedeva paraculismo e innate doti d’equilibrio; e se sul paraculismo Tonino era preparatissimo, sull’equilibrio, da sempre, difettava. La prima scelta fu, naturalmente, Travaglio co-premier al posto strategico che era di Gianni Letta; a dire il vero, Tonino lo voleva alla Giustizia, ma sapendo che Marco avrebbe rotto i coglioni anche alla sinistra, preferì metterci uno più moderato. Flores D’Arcais. Il quale, ebbro d’insospettata gioia, subito piazzò la redazione di Micromega direttamente al Palazzo di giustizia di Milano -casa e bottega- e produsse la riforma per l’unificazione totale delle carriere, coi segretari di redazione e i correttori di bozze che potevano turnarsi, all’occasione, come pubblici ministeri.&lt;br /&gt;Dopo qualche mese di vaporosa follia, il premier decise che era il caso di affiancare al Guardasigilli un tecnico: Gherardo Colombo non poteva, arrivò il giudice Santi Licheri. Tonino scelse poi i suoi sottosegretari: Massimo Donadi, Beppe Giulietti sbendato dalle elezione del 2006 e Checco Zalone chiamato “per competenza territoriale”a risolvere l’emergenza rifiuti in Campania. Zalone tentò di spiegare di essere un comico («Perché, Flores secondo te è un ministro?», rispose Tonino); e di essere di Bari e che Bari era in Puglia, ma non ci fu nulla da fare. Tonino proseguì sulla linea della creatività. Nominò Fazio (Fabio) all’Attuazione del programma (convinto che il programma fosse su Raitre);Homer Simpson alla Semplificazione Normativa; alla Pubblica Amministrazione Pancho Pardi, che vestito con poncho e sombrero riuscì ad estendere le assunzioni selvagge nelle Poste, ai catasti e nei dicasteri di Croazia, Bosnia Erzegovina e Tunisia occidentale; e Beatrice Borromeo alle Pari Opportunità, non tanto per le competenze professionali quanto perché «Se Berlusconi ci aveva messo una gnocca, io no?». C’era del raziocinio, nella sua strategia politica.&lt;br /&gt;Luca di Montezemolo che passava di lì per caso, divenne ministro del Turismo, senza portafoglio, non si sa mai. Gli Esteri andarono, per esclusione, a Furio Colombo, l’unico della compagine che sapeva l’inglese e non scambiava il Senato di Washington per un trullo riuscito male. Inconsueta fu la scelta di Gioacchino Genchi, Interceptor, il superpoliziotto dei tabulati impossibili agli Interni. In realtà gli uscieri videro Genchi aggirarsi per palazzo Chigi affannato, con un pacco di faldoni in mano alla ricerca di una toilette; s’infilò, per sbaglio, nell’ufficio del Presidente del Consiglio, e ne uscì, venti minuti dopo, Guardasigilli. Ma senza i faldoni. Altra cooptazione bizzarra fu il recupero di Vladimir Luxuria alla Difesa. La nomina del transgender, dettata certo da un clima pacificatorio (e anche perchè in divisa Vlady sta un figurino), comportò qualche innovazione e provocò lo sconcerto della Nato e del Patto Atlantico. Fu ripristinata la leva maschile obbligatoria, ma il kit della nuova fanteria meccanizzata prevedeva, curiosamente, smalto per le unghie, tette finte e giarrettiere peraltro scomodissime sotto gli anfibi, specie nelle marce alpine. Il ministero del Lavoro, per capacità, toccò a Tito Boeri; quello dell’Economia, per riconoscenza, a Carlo De Benedetti. Il quale, grazie ai micidiali attacchi del suo partito mediatico -Repubblica e compagnia bella- era riuscito a dare una spallata decisiva al Popolo delle Libertà. E anche al Pd. Lo spin doctor Eugenio Scalfari inizialmente sottosegretario, ritenendo di non essere mai stato “sotto” in vita sua divenne “soprasegretario”. Beppe Grillo, oramai fantasma di sè stesso, andò ai trasporti in virtù della sua patente nautica. Il medico Daniele Luttazzi alla Sanità, e cominciò a non ridere più. Dariofoefrancarame - tutt’attaccato - s’aggrapparono all’Istruzione, coordinati da Michele Serra che potè sbizzarrirsi ai Beni Culturali.&lt;br /&gt;Dopo due giorni Michele -la nemesi- iniziò a scrivere liriche scanzonate come Sandro Bondi. Santoro alle Comunicazioni, Ruotolo sottosegretario. Cristiano Di Pietro omonimo e casualmente figlio del premier fu indicato alle Politiche Giovanili, Agricoltura e Trasporti; la Freccia Rossa venne sostituita con comodi e più sicuri trattori a due ottani. Fred Bongusto venne nominato sottosegretario. Non si capì mai di preciso il perchè, ma era molisano....&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-5880663484264784273?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/5880663484264784273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=5880663484264784273' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5880663484264784273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5880663484264784273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/12/la-squadra-dei-sogni.html' title='La squadra dei sogni'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-5460180131388434247</id><published>2009-12-21T22:44:00.000Z</published><updated>2009-12-21T22:45:46.548Z</updated><title type='text'>Riscaldamento Globale la grande bufala (parte 3)</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eArSoDkG4OU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed 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(parte 1)</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6pvITBYmrNQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/6pvITBYmrNQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-8515482751667187186?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/8515482751667187186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' 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Ecco perché anche in seguito alla caduta del comunismo sovietico, sono numerosi gli intellettuali occidentali che hanno conservato la convinzione che sia il capitalismo la radice di tutti i mali. (Washington Post)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il muro di Berlino caduto vent’anni fa è stato un simbolo che ben si addice al comunismo. Ha rappresentato un tentativo storicamente senza precedenti d’impedire alla gente di “passare dall’altra parte” e lasciarsi alle spalle una società che non approvava. Il muro era solo il segmento più evidente dell’immenso sistema di ostacoli e fortificazioni della Cortina di Ferro, che si estendeva per migliaia di chilometri lungo il confine del “Commonwealth socialista”. Io sono uno di quelli che sono riusciti a superare questi ostacoli nel novembre del 1956, quando vennero parzialmente e temporaneamente smantellati lungo il confine austro-ungarico. Le esperienze vissute nell’Ungheria comunista, dove ho vissuto sino all’età di 24 anni, hanno inciso per molto tempo sulla mia vita e sul mio lavoro.&lt;br /&gt;Benché gli americani, tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta del Novecento, fossero estremamente interessati al comunismo - qualcuno con ostilità, qualcun altro con simpatia - del comunismo sapevano in realtà ben poco. E poco vien detto, qui e oggi, sul crollo dell’impero sovietico. La fugace attenzione prestata dai media al gran peso degli eventi della fine degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta fa il paio con la loro iniziale indifferenza nei confronti dei sistemi comunisti. La percezione pubblica delle atrocità su vasta scala, degli omicidi e delle violazioni dei diritti umani che si verificarono negli stati comunisti è scarsa. Lo è ancor di più se confrontata con la percezione dell’Olocausto o del nazismo, che comunque hanno portato a un numero di vittime molto inferiore. La quantità di documentari, lungometraggi o programmi televisivi sulle società comuniste è qualcosa di ridicolo in rapporto a quelli sulla Germania nazista e/o sull’Olocausto, e sono poche le università che organizzano corsi sugli stati ancora comunisti e su quelli che non lo sono più. Per la maggior parte degli americani il comunismo e le sue variegate incarnazioni sono rimasti nulla di più di un’astrazione.&lt;br /&gt;Le diverse risposte morali al nazismo e al comunismo in Occidente possono essere interpretate come un risultato della percezione delle atrocità commesse dal comunismo in quanto sottoprodotti di nobili intenzioni. Di propositi che si sono dimostrati troppo difficili da mettere in atto senza ricorrere alle maniere forti. Invece, le oltraggiose violenze naziste sono percepite come un male assoluto privo di giustificazioni elevate e che non gode dell’appoggio di un’ideologia davvero allettante. Esistono molte più informazioni e prove materiali sugli omicidi di massa perpetrati dai nazisti e sui loro metodi di sterminio turpi e premeditati. Ma allo stesso modo molte tra le vittime dei sistemi comunisti sono morte a causa delle impossibili condizioni di vita dei posti in cui erano detenute. La maggior parte delle vittime del comunismo non è stata causata da tecniche industriali avanzate.&lt;br /&gt;I sistemi comunisti hanno spaziato dalla piccola Albania all’immensa Cina, dai paesi dell’Europa orientale a quelli sottosviluppati dell’Africa. Pur se divergenti sotto vari aspetti, tutti avevano in comune la fiducia nel marxismo-leninismo come fonte di legittimazione, il sistema monopartitico, il controllo dell’economia e dei media e la presenza di un'imponente forza di polizia politica. Senza contare il fatto di aver condiviso un impegno verosimile per la creazione di un essere umano moralmente superiore, l’uomo socialista o comunista.&lt;br /&gt;Sotto il comunismo la violenza di natura politica aveva un’origine idealistica, e un obiettivo in qualche modo purificatore. Chi veniva oppresso e ammazzato era considerato moralmente corrotto e pericoloso per un sistema sociale superiore. La stessa dottrina marxista della lotta di classe ha fornito un adeguato supporto ideologico all’omicidio di massa. La gente era perseguitata non per quel che faceva ma per l’appartenenza a categorie sociali che la rendeva sospetta.&lt;br /&gt;In seguito alla caduta del comunismo sovietico molti intellettuali occidentali hanno conservato la convinzione che sia il capitalismo la radice di tutti i mali. La tradizione di una tale animosità è lunga fra quegli intellettuali d’Occidente che hanno concesso il beneficio del dubbio se non la propria totale simpatia a quei sistemi politici che denunciavano il movente del profitto e che proclamavano l’impegno per la creazione di una società più umana ed egualitaria e di esseri umani finalmente liberi dall’egoismo. Il fallimento dei sistemi comunisti nel migliorare la natura umana non significa che ogni tentativo in tal senso debba essere destinato al fallimento, ma che di fatto i miglioramenti saranno modesti e che ottenerli con la coercizione sarà tutt’altro che facile.&lt;br /&gt;Le ragioni del collasso del comunismo sovietico sono state molteplici. Tra queste, l’inefficienza economica che ha avuto come risultato la cronica penuria di cibo e beni di consumo, e la propaganda, pervasiva e mendace, limitata a un travisamento di routine della realtà che metteva in evidenza l’abisso tra la teoria e la pratica, tra il fare una promessa e il mantenerla. La volontà politica dei leader dietro la Cortina di Ferro è scemata con il passar del tempo, in parte per le rivelazioni di Nikita Khrushchev nel 1956 sui crimini di Stalin ma anche a causa della loro personale esperienza delle falle nel sistema. Non avevano più la volontà di stroncare il dissenso. Negli anni Ottanta del Novecento Mikail Gorbaciov consentì la diffusione di nuove rivelazioni sugli errori e sui mali del comunismo, minando così ancor di più la legittimità del governo comunista.&lt;br /&gt;Il collasso del comunismo sovietico non fa che confermare come gli esseri umani motivati da alti ideali siano capaci di infliggere grande sofferenza con la coscienza pulita. Ma il crollo del comunismo conferma anche che a certe condizioni la gente è in grado di rilevare la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. L’abbracciare o il rifiutare il comunismo corrisponde alla gamma di attitudini che vanno dall’idealismo illuso e distruttivo alla presa d’atto che la natura umana preclude di per sé all'attuazione di organizzazioni sociali utopistiche e che l’accurato equilibrio di mezzi e fini è la condizione primaria ed essenziale per la creazione e la conservazione di una società rispettabile. &lt;br /&gt;© Washington Post&lt;br /&gt;Traduzione Andrea Di Nino&lt;br /&gt;http://www.loccidentale.it/articolo/il+muro+di+berlino+ella+vergogna+%C3%A8+stata.0081231&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1396219142422314237?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1396219142422314237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1396219142422314237' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1396219142422314237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1396219142422314237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/11/riflessioni-sul-comunismo-da-parte-di.html' title='Riflessioni sul comunismo da parte di chi l&apos;ha sperimentato sulla propria pelle'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-7597820423621347446</id><published>2009-10-10T23:26:00.001+01:00</published><updated>2009-10-10T23:26:23.872+01:00</updated><title type='text'>Gino Strada</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il nobel per la pace del 2009 è stato assegnato a Barack Obama, uomo che finora non ha fatto nulla per meritarselo, e che anzi è a capo della più grande potenza militare del mondo, e risulta impegnato in due guerre, Afghanistan ed Iraq, e minaccia di aprirne una terza in Iran.Questo premio è l’ulteriore esempio di gratifica con un nobel di un personaggio i cui meriti non sono effettivi ma ideologici, quindi fondati sull’adesione alla corrente del “pensiero unico” progressista. Sarebbe facile riportare altri casi di figure, o figuri, insigniti di nobel per la pace, ma qui si preferisce ricordare succintamente un soggetto che è stato candidato a tale premio, pur non avendolo vinto, e che è italiano: Gino Strada.Questi durante gli anni della “contestazione” era stato un membro di spicco del famigerato e violentissimo Movimento Studentesco del l'Università Statale di Milano. Questa era un’organizzazione di estrema sinistra, il quale si auto-definiva “stalinista”, al punto da gridava nelle proprie manifestazioni “viva Stalin, viva Berja, via la Ghepeu”, in questo modo inneggiando sia al dittatore georgiano, sia al più noto dei suoi capi dei servizi segreti. Questo movimento disponeva del più organizzato e pericoloso fra tutti i “servizi d’ordine”, in realtà reparti paramilitari, di quegli anni, i cosiddetti “katanga” o “katanghesi”.I “katanghesi” avevano un armamento individuale uniforme ed accuratamente predisposto dai loro capi: il casco da combattimento, le "caramelle", ossia sassi nelle tasche (con l’obbligo di portarli sempre con sé), e la cosiddetta “penna", la famosa Hazet 36 cromata, una chiave inglese d'acciaio lunga quasi mezzo metro che andava nascosta sotto l'eskimo o nelle tasche del loden, tipici segni di riconoscimento degli estremisti comunisti dell’epoca. Questi estremisti avevano infine selezionato la Hazet 36 dopo aver scartato altri strumenti di offesa, quali i manici di piccone, le mazze ecc., poiché avevano sperimentato direttamente che presentavano rispetto alla chiave inglese una minore efficacia. La “penna” aveva anche il vantaggio aggiuntivo di facilitare la difesa in caso d’arresto, poiché si poteva tentare di giustificarla quale “strumento di lavoro”.I “katanghesi” non erano soltanto armati, ma molto bene organizzati e disciplinati, con una serie di reparti inquadrati da comandanti ed una disciplina interna molto severa. Manovravano sulle piazze e nelle vie in formazioni serrate ed ordinate, di centinaia e centinaia di uomini, simili all’assetto da battaglia di una coorte romana. Accadeva sovente che non fosse la polizia ad attaccarli, ma al contrario che fossero i “katanga” a caricare la polizia con estrema violenza. Oltre alla polizia ed ai carabinieri, il Movimento Studentesco assaliva gli avversari di destra, e giudicava nemici praticamente tutti gli altri movimenti di sinistra di quegli anni: Avanguardia Operaia, Lotta Continua, Lotta Comunista (con cui si ebbe a Milano uno scontro di straordinaria violenza), ed altri ancora. Persino i primi gruppi di Comunione e Liberazione, del tutto pacifici, furono vittime della violenza del “Movimento Studentesco”.Gino Strada era membro di tale organizzazione paramilitare stalinista, ed aveva anzi un ruolo importante. Il capo supremo dei “katanga” era Luca Cafiero, ed al di sotto della sua autorità esistevano i vari comandanti subordinati, ognuno con un reparto ai propri ordini: si trovavano ad esempio Mario Martucci ed il suo gruppo "Stalin"della Bocconi, Franco Origoni per la squadra di Architettura, Roberto Tuminelli alla guida del gruppo "Dimitroff" (il comunista che forse incendiò il Reichstag) e molti altri ancora. Fra queste squadre spiccava quella dal nome “Lenin”, tratta dalla facoltà di Medicina e Scienze, ed alla cui guida si trovava proprio Gino Strada. La squadra “Lenin”, che aveva ricevuto un nome così illustre nella storia del comunismo, era giudicata da Luca Cafiero quale la più fidata ed aggressiva, costituendo in tal modo una sorta di unità scelta.Questo è il passato, per nulla pacifico, anzi sicuramente illegale ed eversivo (alcuni direbbero criminale) di Gino Strada, che ora si definisce pacifista e si presenta quale una sorta di missionario laico. E’ degno di nota che il dottor Strada ha definito “delinquenti politici” i suoi avversari e critici, dopo essere divenuto responsabile di una grossa associazione dal notevole fatturato come “Emergency” (società sedicente “no profit”, e sviluppatasi grazie a finanziamenti ed aiuti di vario tipo). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-7597820423621347446?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/7597820423621347446/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=7597820423621347446' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7597820423621347446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7597820423621347446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/10/gino-strada.html' title='Gino Strada'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-6847682570407094519</id><published>2009-09-17T20:35:00.000+01:00</published><updated>2009-09-17T20:38:06.595+01:00</updated><title type='text'>Kabul - 17 settembre 2009</title><content type='html'>In onore dei nostri fratelli caduti a Kabul 17/09/09&lt;a href="mhtml:%7B05F94D17-0138-4AC5-BF55-038D52E84731%7Dmid://00000457/!x-usc:http://78lupiditoscana.files.wordpress.com/2009/09/logofolgore.gif"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tenente Antonio Fortunato, originario di Lagonegro (Potenza)&lt;br /&gt;Presente !&lt;br /&gt;Sergente maggiore Roberto  Valente, di Napoli&lt;br /&gt;Presente !&lt;br /&gt;Primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano&lt;br /&gt;Presente !&lt;br /&gt;Primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, nativo di Glarus (Svizzera)&lt;br /&gt;Presente !&lt;br /&gt;Primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, di Orvieto&lt;br /&gt;Presente !&lt;br /&gt;Primo caporal maggiore Massimiliano Randino, nato a Pagani (Salerno)&lt;br /&gt;Presente !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preghiera del Paracadutista&lt;br /&gt;Eterno immenso Iddio,&lt;br /&gt;che creasti gli eterni spazi e ne misurasti le misteriose profondità,&lt;br /&gt;guarda benigno a noi, Paracadutisti d’Italia,&lt;br /&gt;che nell’adempimento del nostro dovere,&lt;br /&gt;balzando dai nostri apparecchi,&lt;br /&gt;ci lanciamo nella vastità dei cieli.&lt;br /&gt;Manda l’Arcangelo S. Michele a nostro custode,&lt;br /&gt;guida e proteggi l’ardimentoso volo.&lt;br /&gt;Candida come la seta del paracadute sia sempre la nostra fede&lt;br /&gt;e indomito il coraggio.&lt;br /&gt;La nostra giovane vita è tua o Signore!&lt;br /&gt;Se è scritto che cadiamo, sia!&lt;br /&gt;Ma da ogni goccia del nostro sangue&lt;br /&gt;sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri,&lt;br /&gt;orgogliosi del nostro passato,&lt;br /&gt;sempre degni del nostro&lt;br /&gt;immancabile avvenire.&lt;br /&gt;Benedici, o Signore, la Patria, le famiglie, i nostri cari!&lt;br /&gt;Per loro, nell’alba e nel tramonto,sempre la nostra vita!&lt;br /&gt;E per noi, o Signore, il tuo glorificante sorriso.                                                          &lt;br /&gt;Così sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="mhtml:%7B05F94D17-0138-4AC5-BF55-038D52E84731%7Dmid://00000457/!x-usc:http://78lupiditoscana.wordpress.com/"&gt;http://78lupiditoscana.wordpress.com&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-6847682570407094519?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/6847682570407094519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=6847682570407094519' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/6847682570407094519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/6847682570407094519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/09/kabul-17-settembre-2009.html' title='Kabul - 17 settembre 2009'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-5166442122425479834</id><published>2009-08-20T17:16:00.002+01:00</published><updated>2009-08-20T17:19:54.442+01:00</updated><title type='text'>Afghanistan - elezioni</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Siamo a Kabul per salvare le nostre città&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Renato Farina&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pubblicato il giorno: 20/08/09&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Afghanistan non è solo l'Afghanistan. Le elezioni che ci sono lì proprio quest'oggi, gli attentati che cercano di impedirle, non accadono solo in Afghanistan. Se non capiamo questo, è inutile stare a parlarne, e non serve a niente occuparsene. Se noi stessimo rischiando la vita dei nostri soldati per consentire a Karzai di fare il tirannello asiatico parademocratico e pasthun, saremmo dei cretini al cubo, anzi dei delinquenti che fanno ammazzare i propri figli e fratelli per i disegni oscuri degli americani, da Bush a Obama. In realtà l'Afghanistan è sempre di più, in stretta unione di fatto con buona parte del Pakistan, il regno di Talibanistan. E - se vogliamo essere spiritosi un po' fuori luogo - Kabul è, per Osama e Al Qaeda, Binladonia come Topolinia per Topolino anche quando è in trasferta con Pippo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per questo la partita che si gioca nelle elezioni di queste ore sono un fatto tremendamente serio. Non riguardano appena i 17 milioni di potenziali elettori afghani, ma l'intero mondo. Se fossero una barzelletta senza sugo democratico, perché i talebani e i loro sodali di Al Qaeda spunterebbero con tanta forza contro questo voto? Perché comunque lì il popolo si esprime, e se va alle urne in una percentuale decente (diciamo il 40 per cento) vorrebbe dire che neanche le minacce e le esecuzioni tramite autobomba non distolgono la gente dalla volontà di sottrarsi ai padroni in nome di Allah.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I nostri alpini e la nostra folgore non sta in Afghanistan come i bersaglieri di Cadorna in Crimea per ordine di Cavour, un prezzo in uomini (più di 2000) e mezzi per far parte del circolo dei potenti. Oggi siamo ancora minacciati direttamente da questa organizzazione terroristico-religiosa globale a nome Al Qaeda. Essa ha il suo santuario in quelle regioni. Da quando non ha più uno Stato a disposizione non è riuscita a pianificare o almeno a realizzare un attentato paragonabile a quello dell'11 settembre. In Afghanistan la presenza degli eserciti occidentali è utile per presidiare territori e tenere occupate le milizie fondamentaliste, ed impedire anche che il Pakistan, dotato di circa 50 bombe atomiche, finisca sotto il controllo di Bin Laden. Già adesso nell'esercito e nei servizi segreti di Islamabad lo sceicco yemenita gode di considerazione, e quando Obama da Washington fa sapere di voler dialogare con i talebani moderati, in realtà cerca di indurre a patti i generali pakistani fondamentalisti e propensi a considerare il mullah Omar come un possibile Alleato, come lo fu fino a una decina di anni fa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mandando i soldati lì in realtà, un po' egoisticamente, difendiamo noi stessi e il nostro futuro. Ma è un egoismo sano e responsabile, perché oltre a salvare noi stessi preserva buona parte del mondo dalla catastrofe di un Regno Talebano, dove le vittime sarebbero innanzitutto le donne e i bambini. Le donne si sa perché: impossibilitate a studiare, a uscire di casa, vere schiave dei mariti-padroni. I bambini perché indottrinati, condizionati a essere plastilina modellata dai capiguerriglia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ovvio: la democrazia non si esporta. Esige un cambio di cultura. Ma che i capi si debbano eleggere non è un dato della democrazia occidentale, lo fanno anche nelle tribù africane, e la volontà di un uomo lo capiscono da ogni parte del mondo che non è fatta per essere conculcata. Per questo le elezioni sono importanti. Stabiliscono un metodo. Consentono un minimo di libertà nel progettare il futuro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si dirà: Karzai è lo stesso figuro che consente alle famiglie sciite di trattare le donne come tranquillamente stuprabili purché all'interno della casa? Sì, è lui. Non può piacere un tipo così. E bisognerà far valere il nostro peso morale e non solo morale con lui, anche riguardo alla libertà di religione e di coscienza che i cristiani lì non hanno. Ma qui non c'è da difendere Karzai, e le sue convinzioni infami magari dettate dal calcolo elettorale. Siamo da quelle parti per impedire la proliferazione della peste talebana.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vincerà Karzai? Pare abbastanza scontato. Nonostante gli attentati mirino a impedire che si rechino ai seggi i votanti del Sud, quelli di etnia pasthun, in passato compattamente pro Karzai (al potere da cinque anni).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Ministero degli esteri aveva chiesto di evitare la diffusione di notizie riguardanti violenze tra le 6 e le 20 (ora locale) della giornata elettorale, in corrispondenza dell'apertura dei seggi, per «garantire l'ampia partecipazione» degli elettori al voto. Per fortuna gli americani hanno spiegato ai loro "protetti" che la democrazia non coincide con l'oscurantismo. Pur essendo la situazione seria e la paura palpabile: grave il fatto che per la prima volta le milizie talebane non si siano infatti limitate a chiedere il boicottaggio del voto ma abbiano minacciato di attaccare i seggi (secondo la Nato solo l'1% delle sedi elettorali rischierebbe di diventare l'obbiettivo di un attentato: ma questo dato basterebbe in tutto il mondo a stare a casa…).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto, da Bruxelles la Commissione europea ha denunciato il rischio di «brogli elettorali».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che comunque le elezioni mobilitino insospettabili energie, lo si capisce anche dal numero e dalla qualità dei candidati alla presidenza. Sono 41!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Hanid Karzai abbiamo detto, è pasthun, è un capo pragmatico, disponibile a compromessi anche coi talebani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il più pericoloso rivale di Karzai è l'oftalmologo Abdullah Abdullah, già ministro degli esteri, molto stimato quand'era in carica da Gianfranco Fini. L'ultimo sondaggio gli assegna il 26% dei voti, contro il 44% per Karzai. Era il braccio destro e consigliere politico del comandante Ahmad Shah Massud, impegnato contro i sovietici. Io tifo per lui, ma è difficile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con possibilità zero ma con molto coraggio (sono morte, lo sanno, e insistono) ci sono due donne candidate. Sono Frozan Fana e Shahla Ata. Lo slogan di Fana (40 anni) è: "pace e sicurezza, libertà di stampa e difesa della sovranità nazionale". È vedova di un ministro assassinato nel 2002. Ata ha 42 anni, che non pensa neppure lontanamente all'eventualità di indossare burqa. Allegra ed estroversa, si trucca gli occhi e si pittura le unghie. Che qui è un fatto politico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-5166442122425479834?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/5166442122425479834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=5166442122425479834' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5166442122425479834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5166442122425479834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/08/afghanistan-elezioni.html' title='Afghanistan - elezioni'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-350791617139669553</id><published>2009-08-20T10:39:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T10:40:49.141+01:00</updated><title type='text'>La Centrale nucleare di Montalto di Castro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;monumento simbolo della sconfitta della politica energetica potrebbe essere riattivato&lt;br /&gt;La centrale (fallita) di Montalto è costata 250 euro a ogni italiano&lt;br /&gt;Spesi 7 mila- miliardi di lire. E il nuovo impianto lavora 3.000 ore sulle 8.600 previste&lt;br /&gt;La centrale nucleare di Montalto di Castro (Olycom)&lt;br /&gt;ROMA — Sprezzanti del ridicolo l'hanno pomposamente battezzata: «Centrale Alessandro Volta». Pensate! Dare il nome dell'inventore della pila, praticamente il padre dell'elettricità, a una centrale che sta quasi sempre spenta. Insomma, una specie di pila esausta. Benvenuti a Montalto di Castro: monumento gigantesco al fallimento della politica energetica italiana costruita sulle ceneri del nucleare, inutilmente costato almeno 250 euro a ogni italiano, lattanti e vegliardi compresi. E come sempre accade in Italia le responsabilità di un simile disastro si dissolvono in una nebbia impalpabile, dove tutti sono un po' colpevoli, quindi nessuno lo è. I politici della prima Repubblica, quelli della seconda, l'Enel, i petrolieri. Perfino gli ambientalisti che si battevano contro l'energia atomica. La centrale di Montalto di Castro è stata anzi la loro più grande sconfitta.&lt;br /&gt;A metà degli anni 80 erano agguerritissimi. Qualche anno prima c'era stato l'incidente di Three Mile Island che aveva dato spunto al famoso film Sindrome cinese e il movimento antinucleare si era diffuso in tutta Europa. Anche se non aveva molta udienza presso i governi. Per gli oppositori dell'atomo, in Italia, non andava molto meglio. Finché, nella primavera del 1986 a Chernobyl, in Ucraina, si verificò la catastrofe nucleare più grave della storia. E gli eventi precipitarono. Il governo del segretario socialista Bettino Craxi cavalcò immediatamente l'onda antinucleare. Ben presto furono superate anche le resistenze all'interno della Democrazia cristiana e dello stesso Partito comunista. E il referendum del 1987 passò con un consenso mai registrato prima. Di colpo, in Italia, i nuclearisti erano scomparsi. Era novembre, al governo Craxi era subentrato quello di Giovanni Goria: tutto avvenne con una rapidità impressionante, considerando i tempi geologici delle decisioni italiane. Con un paradosso, che gestire la frase di transizione toccò a un ministro, tra gli altri, Adolfo Battaglia, esponente dell'unico partito, quello repubblicano, che aveva sostenuto fino all'ultimo, contro tutto e tutti, la scelta nucleare. Per prima cosa la chiusura delle centrali in attività. I quesiti referendari non avrebbero in teoria obbligato l'Enel a fermare i reattori. Ma il Psi e la Dc, con l'appoggio del Pci, interpretarono così la volontà politica degli elettori. E fecero spegnere gli interruttori. E i lavori alla centrale di Montalto di Castro, quasi completata, vennero interrotti. A quel punto cominciò una danza a suon di quattrini. L'Enel e le imprese fornitrici rivendicarono innanzitutto i danni. E pure il pagamento dei pezzi ordinati e non consegnati, come appunto il reattore di Montalto di Castro. Poi la società elettrica, allora guidata da Franco Viezzoli, fece presente che si rischiava il blackout. Bisognava provvedere e il Parlamento, nel quale erano entrati anche gli alfieri del movimento antinucleare, come Gianni Mattioli, non alzò un dito. Non lo alzò quando le importazioni di elettricità prodotta con il nucleare in Francia esplosero. Ma non le alzò neppure quando si decise di costruire, accanto alla centrale nucleare di Montalto di Castro, già costata 7 mila miliardi di lire e che non fu smantellata perché si sarebbe speso troppo (sic!), un secondo impianto da ben 3.200 Megawatt, a policombustibile. Grande quattro volte di più e con una specie di sberleffo agli ambientalisti costituito da una orrenda ciminiera alta 150 metri che si può ammirare da decine di chilometri. Altri 7 mila miliardi di lire, per una centrale nata già vecchia (non era a ciclo combinato, come quelle che venivano costruite allora in tutto il mondo) e con costi di esercizio insostenibili. Tanto insostenibili che oggi una delle centrali più grandi d'Europa resta accesa soltanto 2 o 3.000 ore l'anno, sulle teoriche 8.600 ore, perché l'energia prodotta lì è troppo cara. Intanto i privati non se ne stavano con le mani in mano.&lt;br /&gt;Molti italiani che avevano votato sì al referendum antinucleare erano stati convinti dalla promessa che si sarebbe abbandonata la strada dell'atomo per quella delle energie rinnovabili. Il governo approvò una delibera, la famosa delibera del Cip 6 che concedeva incentivi profumati ai produttori di elettricità pulita. Soltanto che ci infilarono all'ultimo momento, dopo «energie rinnovabili», le paroline «e assimilate». Spalancando un'autostrada agli industriali siderurgici ma anche ai petrolieri che intascarono migliaia di miliardi di contributi pubblici, bruciando i «Tar»: così si chiamano gli scarti della lavorazione del petrolio. Montedison, Falck, Riva, Moratti, fecero soldi a palate.&lt;br /&gt;E le famose energie rinnovabili? Di quelle per vent'anni neanche l'ombra. Nel 2007 l'Italia produceva con il solare un cinquantesimo dell'elettricità prodotta in Germania attraverso il fotovoltaico. In compenso siamo diventati il Paese con il record mondiale del consumo degli inquinanti idrocarburi per la produzione di energia elettrica. Per non parlare dei costi. Quanti italiani dopo aver già sborsato 8 miliardi di euro per pagare all'Enel e ai suoi fornitori i danni dell'uscita dal nucleare, sanno che ancora pagano sulla bolletta elettrica un sovraprezzo destinato a una società pubblica, la Sogin, per lo smaltimento delle vecchie scorie? E che lo pagheranno ancora per una quindicina d'anni nella migliore delle ipotesi? Se la fallimentare operazione di Montalto di Castro è costata 250 euro a ogni cittadino italiano, 15 miliardi e mezzo di euro in tutto compresi i maggiori costi del petrolio rispetto a quelli dell'uranio, l'uscita dal nucleare è stata ancora più cara: 424 euro pro capite, cioè 25,5 miliardi di euro. E con quale risultato? Che siamo il Paese europeo più dipendente dal petrolio e dove l'energia costa più cara, che siamo il fanalino di coda delle energie rinnovabili, che abbiamo il primato delle importazioni e che ora abbiamo deciso di tornare al nucleare, per volontà di alcuni di quei politici che venti anni fa avevano persuaso gli italiani a uscirne. E Montalto? Tranquilli, ci sono buone probabilità che l'atomo torni anche lì. Secondo il presidente di Edf, il partner nucleare dell'Enel, Pierre Gaddonneix, quello è un posto ideale per una centrale nucleare. Come la chiameranno stavolta?&lt;br /&gt;Sergio Rizzo13 luglio 2009&lt;br /&gt;sul CORSERVA&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-350791617139669553?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/350791617139669553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=350791617139669553' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/350791617139669553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/350791617139669553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/08/la-centrale-nucleare-di-montalto-di.html' title='La Centrale nucleare di Montalto di Castro'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-7428012082252417870</id><published>2009-08-11T11:18:00.000+01:00</published><updated>2009-08-11T11:19:04.448+01:00</updated><title type='text'>Chi di spada ferisce......</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il boomerang morale colpì anche il vecchio Pci&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giancarlo Lehner&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pubblicato il giorno: 16/07/09&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intervento&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro Vittorio, induce a pena la sparatoria sulla Croce rossa, pardon, sulle perversioni sessuali del Pd. Fra l'altro, c'è il rischio di offrire a qualche malvissuto il destro di uscirsene con panegirici nostalgici a favore del defunto Pci, magari dipinto come partito serio, rigoroso, perbene e innervato di eticità. Per non dire della vecchia sinistra Dc, sulla cui moralità basterebbe chiedere ai patrioti sopravvissuti di Budapest o agli operai di Danzica, allibiti davanti ai nostri rossocrociati, prima, vocati a fraternizzare ed a trafficare coi carnefici; poi, a riempire le valigie di calze di nylon per comprare sotto costo sesso centro-est europeo.Il Pd, nel suo piccolo, non ha inventato niente e non possiede copyright alcuno, sia riguardo all'alcova usata come clava politica, sia rispetto ai vizi privati celati sotto pubbliche virtù. In tali arti, anzi, il Pci, ad esempio, fu maestro. Non mi riferisco ai crimini contro l'umanità, a quelli politici o finanziari e neppure alla colossale, organica e dialettica evasione fiscale, talora ai danni di più Stati, Urss ed Italia in primis. No, intendo proprio il sesso in tutte le sue varianti, a cominciare dal magistrale e cinico impiego del pettegolezzo, disciplina che è giunta sino ad oggi, per testare la resistenza dell'esecutivo Berlusconi.Noi, egregio Feltri, nel 1953-1954, stazionavamo innocenti dentro il grembiulino blu, ma erano i tempi in cui l'eros si apprendeva di straforo, perciò incuriosì anche noi scolaretti la morbosità pruriginosa dell'affare Wilma Montesi.I giornali di destra e di sinistra erano, infatti, riusciti a trasformare il malore, purtroppo con esito infausto, della povera Wilma, in una storiaccia di potenti, vip e ragazzine, con tanto di festini, orge e cocaina. Neanche il fatto che Wilma, dopo l'autopsia, risultasse vergine fece calare la micidiale campagna mediatica.Il Pci, come si legge nel saggio di Victor Ciuffa sulla dolce vita romana, mirò diritto al cuore della Dc, in vista delle elezioni del 1953 e per evitare lo spauracchio della cosiddetta «legge truffa». Scese in campo addirittura Togliatti, conclamato concubino e adultero, il quale pontificò, esortando alla castità, alla purezza e alla «lotta contro l'omertà e la corruzione». Ipocrita e stalinista, per essere libero di amare la Iotti, teneva prigionieri in Urss la moglie Rita e il figlio debole di mente, Aldo, e, intanto, batteva sulla questione morale, affinché «il regime clericale possa giungere ad un crollo».Fu proprio la stampa del Pci ad accusare Piero Piccioni, musicista jazz, figlio di Attilio, allora vicepresidente del Consiglio, ministro degli esteri, massimo dirigente Dc, in pista di lancio per la successione a De Gasperi.Quando il figlio Piero fu arrestato con l'accusa di omicidio colposo e di uso di stupefacenti, il padre Attilio fu costretto a dimettersi da tutte le cariche. Tuttavia, i comunisti non sanno fare i coperchi. Alcuni giornalisti di «Momento Sera», in quella medesima stagione di veleni, erano alle prese con la morte sospetta di «Pupa », una teatina di 22 anni. Da bravi segugi arrivano, infine, alla signora Margherita Fantini, tenutaria d'una casa d'appuntamenti in via Filippo Corridoni 15, Roma, quartiere Prati.Casa Fantini è il porto franco di tutte le perversioni sessuali. Lì, fra gli altri, vanno i mariti che amano rimirare la propria donna, mentre fa sesso con altri maschi o altre donne. Tra i perversi abituali c'è Giuseppe Sotgiu, presidente comunista della Giunta provinciale di Roma, docente universitario, principe del foro, distintosi come Savonarola rosso nel montare il caso Montesi contro la Dc. Togliatti in persona - coincidenza davvero beffarda - l'aveva voluto come presidente della Commissione per la riabilitazione dei minorenni.Ed ora proprio l'avvocato moralista viene beccato come guardone compiaciuto degli amplessi della propria moglie, con vari ragazzi, fra cui uno, forse, minorenne. Chi di alcova altrui ferisce, di sporcizia morale perisce.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-7428012082252417870?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/7428012082252417870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=7428012082252417870' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7428012082252417870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7428012082252417870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/08/chi-di-spada-ferisce.html' title='Chi di spada ferisce......'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-6328104080538126202</id><published>2009-08-11T00:36:00.001+01:00</published><updated>2009-08-11T00:36:36.071+01:00</updated><title type='text'>L'Europa ha condannato Prodi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sorpresa: anche l'Europa ha condannato Prodi&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Enrico Paoli&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pubblicato il giorno: 30/07/09&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per aver diffuso informazioni falseI fatti risalgono al biennio 2002-2003. La sentenza della Corte di Giustizia Europea, che condanna Romano Prodi, all'epoca dei fatti presidente della Commissione Ue, porta la data dell'8 luglio del 2008.Poco più di un anno fa. Eppure di quella sentenza, nella quale il nome di Romano Prodi non viene mai fatto, ma si cita esplicitamente il «presidente della Commissione», non ne ha mai parlato nessuno. Come se fosse roba di un'altra epoca.la condannaRomano Prodi viene condannato dalla terza sezione del Tribunale della Corte di Giustizia europea per aver fornito al Parlamento Europeo notizie false e non documentate; aver emesso comunicati che mettevano in dubbio l'onorabilità di alti dirigenti che non si erano sottomessi alle sue imposizioni (tanto che vengono rimossi e, non potendoli licenziare, lasciati senza incarico sino alla pensione) e per aver tentato di ostacolare la giustizia. I fatti che hanno portato alla condanna si riferiscono a una contorta vicenda relativa all'Eurostat (ovvero l'ufficio Statistico delle Comunità Europea, travolto da un scandalo nel 2004 che ha visto il direttore generale Michel Vanden Abeele -sostituito poi dall'attuale Günther Hanreich - dichiarare che il governo greco aveva falsificato le statistiche economiche e finanziarie in modo che la Grecia potesse entrare nell'euro-zona). Una polemica innescata dalla lettera di una funzionaria che si riteneva discriminata. L'inchiesta viene aperta dai giudici europei e condotta materialmente dall'Olaf, l'organismo di controllo interno alla Commissione, per capire se tali irregolarità fossero state effettuate su iniziativa di dirigenti o addirittura dallo stesso responsabile della Commissione, Prodi. Un dettaglio, questo, sul quale i giudici della Ue sono arrivati ad una conclusione sufficientemente chiara e lineare.La sentenza«Ugualmente, per quanto concerne il discorso del Presidente della Commissione», si legge a pagina 50 della sentenza, capitolo 404, «non potrà essere negato che con le sue dichiarazioni davanti al Parlamento ha attentato alla reputazione e all'onore dei richiedenti e che, da allora, esiste un legame di casualità diretto fra queste dichiarazioni e questo pregiudizio». Insomma, con le sue parole il presidente della Commissione ha creato un danno a coloro che hanno dato avvio al procedimento. Non solo. La sentenza parla anche di «rimbalzo delle responsabilità», nonché di «fughe di notizie», depistate verso giornali amici. Per capire meglio quest'ultimo capitolo d'accusa occorre rifarsi al paragrafo della sentenza che analizza l'intervento del presidente della Commissione del 25 settembre 2003. Pagina 41 della sentenza, capitolo 326. «Certamente, in questo discorso, il presidente della Commissione sottolinea la mancanza di trasparenza e comunicazione fra il direttore generale di Eurostat e il membro della commissione che esercita la tutela», si legge nel dispositivo, «perciò, lascia intendere che l'implicazione nelle irregolarità del direttore generale di Eurostat, come quella di un altro alto funzionario, è indubbia». Insomma, Prodi prova a scaricare su altri le proprie responsabilità. «In queste circostanze, c'è modo di considerare che, con questo discorso, il presidente della Commissione non ha pienamente rispettato i diritti fondamentali dei richiedenti e, particolarmente, il principio della presunzione d'innocenza», si legge a pagina 42 della sentenza, capitolo 331. Da qui le ragioni della condanna: « Un tale comportamento costituisce una violazione sufficientemente caratterizzata e ben precisa di questo principio (cioè di presunzione d'innocenza ndr)». Alla fine del procedimento la Commissione guidata da Prodi è stata condannata a versare ai due funzionari 56 mila euro e al pagamento delle spese processuali. Il testo integrale della sentenza è pubblico e si può ottenere dal cancelliere della corte Europea.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-6328104080538126202?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/6328104080538126202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=6328104080538126202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/6328104080538126202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/6328104080538126202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/08/leuropa-ha-condannato-prodi.html' title='L&apos;Europa ha condannato Prodi'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-9177900241093278715</id><published>2009-08-08T19:18:00.001+01:00</published><updated>2009-08-08T19:20:10.703+01:00</updated><title type='text'>Piccola storia stalinista</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/Sn3Bv88MteI/AAAAAAAAAbM/mluyIy5VH38/s1600-h/copertina_argamakow.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 171px; FLOAT: right; HEIGHT: 279px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367659360452130274" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/Sn3Bv88MteI/AAAAAAAAAbM/mluyIy5VH38/s320/copertina_argamakow.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Igor Argamakow, Morte da cani. Piccola storia stalinista, il Mulino, Bologna 2000, ISBN-13: 9788815077707, pp. 160, € 10,33&lt;br /&gt;Argamakov Argamante (a cura di), Archivio KGB di Vilnius (Ltsr). Dossier N° 51879, con una introduzione di Alberto Gasparini, Isig. Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, Gorizia 2003&lt;br /&gt;La memoria è il punto più debole dei russi, soprattutto la memoria del male» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n1#n1"&gt;(1)&lt;/a&gt;. Il «rifiuto» di ricordare, specialmente il male, che Aleksandr Solženicyn attribuisce al popolo russo quasi come una caratteristica psicologica propria, ha avuto qualche eccezione.&lt;br /&gt;Anzitutto, lo stesso Solženicyn, che, con Arcipelago Gulag, ha voluto preservare dall’oblio – pur avendo potuto «vedere […] soltanto da una feritoia» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n2#n2"&gt;(2)&lt;/a&gt; –, se non il nome, almeno la sofferenza – e la causa di essa –, dei milioni e milioni – sessantasei, secondo il professore di statistica Ivan Kurganov &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n3#n3"&gt;(3)&lt;/a&gt; – di persone rinchiuse e sterminate nei campi di concentramento del sistema comunista sovietico. Nei quali la fame, il freddo, le vessazioni, il lavoro forzato in condizioni estreme e le malattie svolgevano il ruolo che nei Lager nazionalsocialisti era affidato al gas. E con Solženicyn hanno vinto la fobia per il ricordo del male anche uomini come Varlam Tichonovič Šalamov (1907-1982), con I racconti di Kolyma &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n4#n4"&gt;(4)&lt;/a&gt;, nei quali, secondo lo stesso Solženicyn, «il lettore avvertirà più esattamente lo spirito spietato dell’Arcipelago e il limite della disperazione umana» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n5#n5"&gt;(5)&lt;/a&gt;, e coloro che oggi, nella Federazione Russa, con l’associazione Memorial &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n6#n6"&gt;(6)&lt;/a&gt;, si sforzano di conservare la memoria delle vittime del comunismo nell’impero sovietico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la «dimenticanza» delle vittime del comunismo non è stata – e non è – conseguenza soltanto di una – reale o pretesa che sia – connotazione psicologica del popolo russo. Essa ha avuto una dimensione così universale da poter essere considerata un fenomeno ben più complesso, che ha molte cause. Non ultime tra le quali, la percezione da parte di neo- e vetero-illuministi e progressisti che il comunismo faccia parte dell’«album di famiglia», e l’egemonia culturale, e sui mezzi di diffusione e divulgazione del pensiero e delle immagini, conquistata gramscianamente dai comunisti, dove più, dove meno, in tutto il mondo. Lo studioso francese Alain Besançon ha parlato di «amnesia» – che diventa «amnistia»– per le vittime e per i crimini del comunismo, e di «ipermnesia» per le vittime e i crimini del nazionalsocialismo &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n7#n7"&gt;(7)&lt;/a&gt;. Si può dire che, se a tutti è stata riservata una «morte da cani», gli uni sono stati anche dimenticati come cani, gli altri, almeno, sono stati e sono ricordati come uomini.&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;E proprio Morte da cani &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n8#n8"&gt;(8)&lt;/a&gt; s’intitola l’opera d’esordio di un altro russo, che non ha paura di ricordare e di far ricordare, Igor Argamante (italianizzazione dell’originario Argamakow). Nato a Vilnius – allora non capitale della Lituania, ma città polacca con il nome Wilno –, poi naturalizzato italiano e in Italia da sessant’anni, già dirigente industriale della Olivetti e console onorario della Repubblica del Sudafrica a Trieste, Argamante, finalmente in pensione, si è potuto dedicare nella sua piccola patria d’elezione triestina agli studi storici.&lt;br /&gt;E tra le tante storie delle vittime del Novecento, il «secolo del male» di Besançon, egli ha scelto quella di un «uomo qualunque», quella di suo padre, Aleksej Aleksandrovič Argamakow. Un uomo come tanti, che viveva a Wilno. Un uomo che, giŕ sfuggito al tritacarne del golpe dell’Ottobre e della Guerra fra eserciti «bianchi» e «rossi» che ne era seguita, dai fragili confini della Polonia si sentiva protetto. Almeno finché non aveva capito che, con lo scellerato patto «rosso-bruno», più noto come «Molotov-Ribbentrop», si stava organizzando, per lui, come per altre centinaia di migliaia di piccoli e grandi uomini (ma quale uomo è davvero «piccolo»?), fra i quali le vittime di Katyn del 1940, un viaggio.&lt;br /&gt;Un viaggio «in luogo d’ogni luce muto» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n9#n9"&gt;(9)&lt;/a&gt;, in quell’inferno storico che era il comunismo realizzato, e dell’inferno nel cerchio più profondo: il GULag, precisamente il KARlag, in Kazachstan. Un viaggio senza ritorno. La sua colpa? Esistere, appartenendo a una classe – nel suo caso la piccola nobiltà – che lo «Stato giardiniere», come lo chiama Zygmunt Bauman &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n10#n10"&gt;(10)&lt;/a&gt;, rubrica fra le erbacce da estirpare per bonificare la società e trasformarla nel giardino «edenico» prospettato dall’utopia socialcomunista. Gli ultimi brandelli della vita di Aleksej Aleksandrovič Argamakow, finché letteralmente sparisce nell’abisso del GULag, vengono riassunti in una pratica, la n. 51879, istruita dall’Nkvd e conservata «permanentemente» negli archivi del Kgb lituano, «aperti» e messi a disposizione dei ricercatori quando la Lituania ha conquistato la sua indipendenza. Così, Igor Argamante ha potuto ottenere una copia del dossier.&lt;br /&gt;Da quelle aride e demoniache carte, e dai ricordi personali e di famiglia, ricava Morte da cani.Storia amara e triste di un calvario, una «cronaca familiare» temperata dalla tenerezza con la quale l’autore osserva il suo personaggio, che sottrae per sempre all’oblio per farne un esempio incarnato dell’esito anti-umano dell’utopia comunista. Argamante segue con ovvio e trasparente affetto suo padre, e ne vien fuori un’opera che, per il nitore dello stile, la vivacità del racconto, il sarcasmo e la pietà che ne intridono le pagine, l’inesorabile giudizio di condanna del comunismo e dei suoi volenterosi e meschini carnefici, merita d’essere divorata d’un fiato.&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;Ultimamente, Argamante è riuscito a pubblicare la traduzione integrale, da lui curata e commentata, del dossier, con il titolo Archivio KGB di Vilnius (Ltsr). Dossier N° 51879, edito dall’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (&lt;www.isig.it&gt;) alla fine del 2003 &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n11#n11"&gt;(11)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Egli così mette a disposizione dei lettori e degli studiosi un documento unico: per la prima volta tutti gli atti di una… Come chiamarla? «Istruttoria»? Ma manca il giudice. «Indagine preliminare»? Ma oltre al giudice, manca pure il pubblico ministero. Meglio allora chiamarla «inchiesta di polizia». Attraverso di essa si perveniva alla consegna del perseguito (meglio «perseguitato»?) o al tribunale militare – che avrebbe applicato la misura suprema di «difesa sociale», qualche grammo di piombo sparato nella nuca –, ovvero all’Oso. La sigla è l’acronimo di Osoboje SOveščanie, «Consiglio Speciale» presso la polizia politica (allora l’Nkvd), composto da un membro di questa, da uno della procura e da uno del comitato centrale del partito comunista. Si trattava di un organo che con un tratto di penna (letteralmente) consegnava il malcapitato al sistema di rieducazione sovietico, all’«arcipelago GULag» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n12#n12"&gt;(12)&lt;/a&gt;, con provvedimento amministrativo, quindi non motivato. La durata della rieducazione mediante il lavoro forzato di Argamakow fu fissata in otto anni, comunque prorogabili, se il soggetto si fosse mostrato tardo a comprendere la lezione, fino a venticinque, sempre con un tratto di penna e senza dover motivare: la stessa misura che, solo quattro anni dopo, fu riservata a Solženicyn.&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;Il volume, dopo una premessa del curatore – lo stesso Argamante – (p. 5), si apre con una introduzione del professor Alberto Gasparini, dell’Università di Trieste e direttore dell’Isig, intitolata puntualmente Dossier n. 51879. Dove si descrivono i modi di mantenere la rivoluzione (pp. 7-16).&lt;br /&gt;In essa, con sintesi felice, egli coglie il carattere di «utopia violenta» della Rivoluzione. L’espressione rimanda ai «coercitive utopians»,gli «utopisti coercitivi», di Rael Jean Isaac e Erich Isaac &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n13#n13"&gt;(13)&lt;/a&gt;, che «[…] sono sempre stati poco inclini ad accettare la natura umana, ecco perché i loro sogni non si sono mai potuti realizzare senza violenza […]. L’errore fondamentale consiste nella credenza antiscientifica e disumana che l’uomo sia malleabile all’ infinito e che, alle “giuste” condizioni sociali, sia “perfettibile”, ovvero possa essere cambiato nel senso che piace a loro. Di conseguenza essi non ammettono che le istituzioni base che la nostra civiltà ha sviluppato nel corso dei millenni riflettano i caratteri essenziali della natura umana. La proprietà privata, la famiglia, la religione e la nazione, tutte insieme e separatamente, sono state sottoposte a continui attacchi negli ultimi due secoli, con risultati inevitabilmente disastrosi. Si è trattato, in definitiva, di una guerra combattuta per due secoli contro l’individuo, i suoi diritti, la sua dignità e la sua sovranità […].&lt;br /&gt;Il comunismo era l’espressione più coerente delle loro aspirazioni» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n14#n14"&gt;(14)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il Direttore dell’Isig, quindi, non cade nella trappola terminologica secondo la quale si dovrebbe separare l’idea rivoluzionaria comunista, in sé nobile e giusta, dagli orrori che ne sono derivati, e addebitarli ad un suo preteso tradimento da parte di soggetti deviati e devianti, utilizzando allo scopo come categoria il termine «stalinismo», quasi contrapponendolo a «comunismo». È ormai sufficientemente noto agli studiosi che Josif Vissarionovič Džugasvili, detto «Stalin», (1879-1953) ha semplicemente applicato le leggi ed i sistemi voluti da Vladimir Il’ič Ulianov, detto «Lenin», (1870-1924), senza inventare nulla. Ma è pur vero che ciò è molto meno noto al grande pubblico, non è ancora «luogo comune». Non è cioè di «dominio pubblico» il fatto che, ben prima che Stalin avesse il tempo, il potere e la forza per attuarle compiutamente, era stato Lenin a dare le direttive. «Le masse devono sapere che […] loro compito sarà l’implacabile annientamento del nemico» (29 agosto 1906) &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n15#n15"&gt;(15)&lt;/a&gt;. «Purgare la terra russa da ogni sorta di insetti nocivi» (Come organizzare la competizione, articolo del 7 e 10 gennaio 1918) &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n16#n16"&gt;(16)&lt;/a&gt;. «Compagni, la rivolta di cinque distretti di kulaki deve essere repressa spietatamente. […] 1. Impiccare, in modo che il popolo veda, non meno di un centinaio di kulaki noti. […] 3. Prendere loro tutto il grano. 4. Designare gli ostaggi. 5. Attuare un implacabile terrore di massa contro kulaki, pope e guardie bianche; rinchiudere i sospetti in un campo di concentramento fuori della città» (Telegramma del 9 agosto 1918 al Comitato Esecutivo del Partito di Penza) &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n17#n17"&gt;(17)&lt;/a&gt;. «È ora e soltanto ora, quando nelle regioni affamate la gente mangia carne umana e migliaia di cadaveri coprono le strade, che possiamo (e perciò dobbiamo) procedere alla confisca dei preziosi della Chiesa con la più selvaggia e spietata energia […] senza fermarci dinanzi a nulla. […] sono giunto alla conclusione inequivocabile della necessità di attaccare adesso con la massima decisione e spietatezza i preti […] e vincere la loro resistenza con una brutalità tale che non la dimenticheranno per decenni. Quanto più clero e borghesia reazionari giustizieremo per questo, tanto meglio» (Lettera segreta al Politbjuro del 19 marzo 1922) &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n18#n18"&gt;(18)&lt;/a&gt;. «Il tribunale non deve eliminare il terrore; prometterlo significherebbe ingannare se stessi o ingannare gli altri; bisogna giustificarlo e legittimarlo sul piano dei principi, chiaramente, senza falsità e senza abbellimenti» (1922) &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n19#n19"&gt;(19)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;La risoluzione sui campi di concentramento è del maggio 1918; quella sul «terrore rosso» del 5 settembre 1918; quella sugli ostaggi del 15 febbraio 1919. Gli stessi sistemi sono stati applicati ovunque il comunismo – e non Stalin – abbia conquistato il potere: dalla Spagna del Fronte Popolare (1934-1939), alla Cina; dall’Etiopia del colonnello Hailé Mariam Menghistu, a Cuba; dall’Europa centro-orientale, al Sud Est asiatico, e così via. È un’unica storia di orrore e morte, terrore e miseria. D’altra parte, i «padri fondatori» l’avevano promesso: «I comunisti ricusano di celare le loro opinioni e le loro intenzioni. Dichiarano apertamente che i loro scopi possono attuarsi solo tramite l’abbattimento violento di tutto l’ordinamento sociale sin qui esistente. Le classi dominanti tremino di fronte a una rivoluzione comunista» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n20#n20"&gt;(20)&lt;/a&gt;. E se il messaggio non fosse chiaro, viene accuratamente precisato. Si tratta «semplicemente» del fatto che «questa persona [“il proprietario borghese”] senz’altro deve essere abolita» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n21#n21"&gt;(21)&lt;/a&gt;. Così Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895) nel Manifesto dei comunisti del 1848. Se pure fosse stato necessario, i fatti, la marxiana «prassi», si sono incaricati di dare l’interpretazione autentica di simili «opinioni» e «intenzioni». Insomma, come ha scritto Vladimir Bukovskij, che più che averlo conosciuto lo ha «saggiato», il socialismo reale «[…] era disumano non perché perseguitava gli uomini […] occupava i paesi limitrofi e minacciava il mondo intero, ma proprio per la ragione opposta: il regime faceva quelle cose perché lui era disumano». Ed era disumano perché «l’ideologia comunista era una fonte di male» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n22#n22"&gt;(22)&lt;/a&gt;, o, come dice Solženicyn, «un cancro» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n23#n23"&gt;(23)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il professor Gasparini, dunque, nella sua Introduzione spiega bene come la Rivoluzione uccida non per quello che le sue vittime hanno fatto e fanno, e meno che meno per una deviazione psicotica di tipo sadico dei suoi attori. Essa uccide per quello che le persone sono, «pues el delito mayor / del hombre es haber nacido» («poiché il delitto maggiore / dell’uomo è d’essere nato») &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n24#n24"&gt;(24)&lt;/a&gt;, soprattutto se è nato nella classe, nella razza, nella nazione sbagliate. E perciò gli «utopisti coercitivi», guidati dall’«idea» che ha individuato la causa del male nel mondo – in primo luogo quello stesso Dio che l’ha creato male –, ne organizzano la chirurgica rimozione. Allo scopo, istituiscono, una volta impadronitisi del potere, una burocrazia che trasforma in attività di routine la bonifica sociale e la totale «ricostruzione» («ri-creazione») della Città, per trasformarla in «stampo» dell’Uomo e del Mondo Nuovi, finalmente redenti e per «mille anni» perfetti e paradisiaci. È pertanto il «progetto» stesso, cioè l’ideologia che lo alimenta, fin dalla fondazione, come dichiara apertamente il Manifesto, ad avere la pretesa di aver individuato le categorie – che per i comunisti sono di tipo sociale e religioso-culturale, per altri anche etnico-razziali – di uomini da eliminare per risanare il mondo. Ma, sebbene i Rivoluzionari fin dall’inizio ci diano dentro con impegno per estirpare il male dalle radici, né l’Uomo né il Mondo Nuovi, e meno che meno il paradiso, si profilano all’orizzonte. È allora il turno dei «capri espiatori» dell’inevitabile fallimento: altre «fiumane» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n25#n25"&gt;(25)&lt;/a&gt; in marcia verso l’universo concentrazionario, luogo tipico della Rivoluzione, in cui lo sterminio viene pianificato secondo i canoni moderni e tecnocratici della produzione industriale e perciò «razionali». «Espropriazione, concentramento, deportazione, le “unità mobili di sterminio”, l’esecuzione giudiziaria e lo sfruttamento del lavoro forzato fino alla totale consunzione fisica favorita dalla denutrizione e dal freddo»: questi, secondo Besançon &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n26#n26"&gt;(26)&lt;/a&gt;, i tempi e i modi tipici del potere comunista nella sua azione di distruzione fisica del «nemico di classe»: di quella morale, che ha causato la «catastrofe antropologica» dei sopravvissuti, rimando ad altra occasione.&lt;br /&gt;Stupisce, però, che un osservatore così acuto come il professor Gasparini inserisca nella sua Introduzione, fra gli esecutori del crimine Rivoluzionario nel XX secolo, che così bene descrive e stigmatizza, accanto ai comunisti vari, ai nazi[onalsociali]sti e ai fascisti – e anche per questi ci sarebbe da discutere –, il generale Francisco Franco Bahamonde (1892-1975) e i non meglio identificati «franchisti». Appare davvero problematico ritenere che il Caudillo perseguisse – come è invece giusto dire che la perseguivano comunisti e nazionalsocialisti – la realizzazione di una «modernizzazione intesa […] come affrancamento dalla tradizione, trasposizione al futuro di una nuova religione “secolarizzata” […] come inizio di una nuova e millenaria era» (p. 10), e che mirasse – come gli «altri» miravano – alla reductio ad unum della società, con l’eliminazione di ogni altra istituzione e corpo intermedio fra il singolo e lo Stato. Se la Rivoluzione è anche – come è, e come giustamente la descrive il professor Gasparini – «tecnica del futuro», progetto ideocratico di un Uomo e di un Mondo Nuovi, «utopia coercitiva» del paradiso in terra con esclusione di ogni altra fede, soprattutto se rivolta al trascendente. Se è azione «catartica» e violenta sull’esistente riottoso alla propria trasformazione, e in concreto nei confronti di milioni di uomini perseguitati per il fatto stesso che esistono, pur non essendo previsti dal «progetto» e condannati dall’ideologia, e perché «sordi» al richiamo dell’ artefice della storia. Se la Rivoluzione è, come è, tutto questo, allora inserire Franco fra i «rivoluzionari», e quindi tra i «colpevoli» degli effetti tragici di tali propositi e azioni, appare quasi «convenzionale», e può essere spiegato solo come una sorta di riflesso condizionato da «correttezza politica». Infatti, un simile giudizio è lontanissimo dalla realtà personale, del pensiero e dell’agire politico di Franco, a prescindere dall’opinione che si abbia dell’uomo e della sua parabola storica.&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;A sua volta, il dossier messo a disposizione dei lettori (pp. 19-120) contiene tra i numerosi atti della procedura (se ne contano trentotto) i dieci verbali d’interrogatorio (quasi sempre notturno), le note delle spie comuniste, che sorvegliavano fin dal 1928 i frequentatori – quorum l’inquisito – di uno studio odontoiatrico di Wilno ritenuto covo di cospiratori monarchici e contro-rivoluzionari, il verbale delle dichiarazioni del figlio primogenito del prigioniero, Anatolij, ingenuamente entrato nell’Urss nel 1935 da comunista, e immediatamente fucilato. Soprattutto contiene i tratti di penna che segnano il destino di un uomo fino ad allora tranquillo e pacifico, e, quel che più conta, innocente di tutto quello che il senso comune intende come «colpa». Ma «colpevole» di attività anti-sovietica – in realtà, «anti-sovietica» era la sua origine sociale, la sua stessa esistenza. E perciò «condannato» ad otto anni di Itl, «campo correzionale di lavoro», dal quale il povero Aleksej Aleksandrovič non tornerŕ più, nemmeno da morto. Otto anni – in concreto una condanna a morte – inflitti con tre frettolose annotazioni apposte e sottoscritte in tempi diversi dai tre componenti dell’Oso a margine dell’atto, di cui possiamo «ammirare» anche la riproduzione dall’originale, con le «conclusioni dell’ accusa» (p. 88).&lt;br /&gt;Le circolari successive dell’Nkvd, emanate nel 1940, quando Wilno era divenuta Vilnius, siccome la città era stata assegnata dai sovietici alla Lituania, e poi che questa aveva ricevuto l’onore di essere ammessa tra le Repubbliche Socialiste Sovietiche – non senza un «aiutino» dall’Armata Rossa –, precisarono che i soggetti «anti-sovietici» da «liquidare» dovevano essere individuati, tra l’altro, «in base sia al loro stato sociale […] sia alle convinzioni religiose» (p. 152). Per Argamakow, quindi, non ci sarebbe stata comunque speranza, essendo d’origine nobile – e perciò appartenente alla classe degli «sfruttatori», anche se non aveva mai «sfruttato» nessuno –, e credente.&lt;br /&gt;Il fascicolo si conclude con la vergognosa corrispondenza «segreta» tra i «colonnelli burloni» del Kgb di Mosca e di Minsk (pp. 113-119). Nel 1961, «in piena era di Kruščiov [Nikita Sergeevič (1894-1971)], del disgelo e delle prime timide riabilitazioni» (p. 154), disposero che alla richiesta promossa dalla vedova e inoltrata attraverso la Croce Rossa Internazionale di avere notizie di Aleksandr Aleksandrovič, si dovesse rispondere, ovviamente mentendo, «che non è noto dove si trovi ARGAMAKOW A. A.» (p. 117). L’ultimo colpo: segregato per sempre anche da morto, e nessuna notizia vera, né sul modo né sulla data della sua fine.&lt;br /&gt;Fra gli annessi al dossier, un interessante «glossario degli acronimi» e una rassegna degli articoli dei codici penali sovietici russo e bielorusso del 1922, del 1926 e del 1961, concernenti la «repressione delle attività anti-sovietiche e controrivoluzionarie e dei delitti contro lo Stato» (pp. 127-138).&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;La lettura degli atti del dossier non appare interessante soltanto per lo studioso o comunque per il tecnico della materia. Ed essi non costituiscono soltanto un reperto unico nel genere – il che basterebbe di per sé a conferire valore insolito alla pubblicazione –, ma rappresentano un modello.&lt;br /&gt;È il modello di come il persecutore di tutti i tempi – sia esso «giudice», «pubblico ministero», commissario politico o «inquirente» della polizia politica che si dica –, anziché risalire dal fatto, e dal suo rapporto con la condotta di una persona, all’ipotesi di reato, discenda da questa – tante volte pura «scatola vuota», in assenza di ogni tipizzazione ragionevole – alla persona, il cui destino è segnato dall’origine sociale – ossessivamente richiamata in ogni atto –, e/o dalla religione che pratica, dalle idee che professa, o altrove dalla «razza» cui appartiene.&lt;br /&gt;«Istruttoria e processo non sono che forme giuridiche, non possono cambiare la tua sorte decisa in anticipo. Se dovete essere fucilati, lo sarete anche se siete innocenti. Se dovete essere assolti, lo sarete, lavati da qualunque macchia, anche se eravate colpevolissimi» (così il giudice istruttore Mironenko, rivolto al condannato a morte Babic, nel lager di Dzidda, 1944) &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n27#n27"&gt;(27)&lt;/a&gt;. Perché, come fin dal 1° novembre 1918, aveva scritto il cekista Martin Lacis (1888-1937), «noi non stiamo combattendo una guerra contro gli individui. Stiamo sterminando la borghesia come classe. Nel corso delle indagini non cercate di dimostrare che il soggetto ha detto o fatto qualcosa contro il potere sovietico. Le prime domande che dovete porvi sono a quale classe appartiene, qual è la sua origine. Le risposte a queste domande devono determinare il destino dell’accusato. In ciò risiedono il significato e l’essenza del terrore rosso» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n28#n28"&gt;(28)&lt;/a&gt;. Tanto, come sosteneva il pubblico accusatore presso la Corte Suprema dell’Urss, Nikolaj Vasil’evič Krylenko (1885-1940) «le finezze giuridiche non occorrono perché non occorre chiarire se l’imputato sia colpevole o innocente: il concetto di colpevolezza, vecchio concetto borghese, è stato adesso sradicato» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n29#n29"&gt;(29)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Veniamo così posti plasticamente al cospetto di un potere che giustifica se stesso, perché l’«idea» (meglio, l’ideologia) che lo anima si pretende salvifica. Esso, perciò, si ritiene autorizzato a ricorrere ad ogni mezzo – anzi, qualifica il mezzo in funzione dal servizio che rende al «progetto»: «la verità è rivoluzionaria» significa che è vero solo ciò che giova alla Rivoluzione a giudizio dei Rivoluzionari – per affermarsi, conservarsi e perseguire i propri scopi. La sua azione è per definizione «giusta», al di là di ogni concezione «borghese» di giustizia.&lt;br /&gt;Ma allora, perché ricorrere a tutte quelle «formalità» – si pensi solo alle sette richieste di proroga della carcerazione preventiva (il cui termine massimo è un mese!) in dieci mesi, dall’esito scontato, ma che farebbero sorridere un nostro Pm, che ha a disposizione ben altri tempi per ammorbidire un «indagato» – che hanno gonfiato il dossier? Perché gli interrogatori notturni – defatiganti, lo si dice senza ironia, anche per l’inquirente –, le varie formule procedurali, l’attenzione alle imputazioni e al nomen juris di reati che si sa inesistenti, in un contesto in cui non v’è difesa e non v’è processo perché, anche oltre l’Oso, non v’è giudice terzo ed imparziale, non v’è Appello, non v’è Cassazione?&lt;br /&gt;Una risposta potrebbe essere nel fatto che la Rivoluzione si pretende Weltgericht, «giudizio del mondo», che mette in stato di accusa per purificarlo, e perciò deve – DEVE – agire paludata delle vesti del diritto e del processo. E lo fa fin dal tempo del Grande Terrore giacobino, come spiega il grandissimo giurista sardo Salvatore Satta (1902-1975), non meno grande come scrittore, dimostrando come il processo sia così trasformato in «azione rivoluzionaria» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n30#n30"&gt;(30)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;Igor Argamante illustra, nella sua intensa postfazione che chiude il volume (pp. 141-157), il modo in cui l’esistenza di suo padre è stata cancellata, e come i colpevoli di tutto questo sono stati di fatto «amnistiati» dalla coscienza storica contemporanea, perché una sorta di «amnesia» collettiva ha coperto le loro colpe. E quando pure se ne parla, se la risposta non è un cenno di fastidio, analogo a quello con il quale nella calura estiva si scaccia una mosca petulante, si pretende comunque di discorrerne «in modo contenuto ed educato ed in ambiente ristretto» (p. 157).&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;Sia Morte da cani, che la solo apparentemente più arida (ma tali non sono certamente l’Introduzione e la Postfazione) pubblicazione del Dossier n. 51879, meritano non poca attenzione, e soprattutto un ringraziamento all’autore e a chi gli ha consentito di pubblicarle. Si tratta di opere uniche, per le ragioni già evocate, ma anche perché si tratta della prima testimonianza da parte del figlio di una vittima dei crimini del comunismo. È la prima testimonianza «ereditaria». In modo tipicamente tradizionale, cioè con pietà filiale, Igor Argamante Argamakow ha ricevuto una consegna e non l’ha tenuta per sé, ma si è preoccupato di trasmetterla, in qualche modo di «eternarla».&lt;br /&gt;I suoi lavori, fra tante cose, aiutano a capire che le decine di milioni di vittime del comunismo sono tanti Aleksej Aleksandrovič Argamakow, uomini veri, in carne ossa e affetti, e non numeri, del cui sterminio è diretta responsabile l’idea – che nega loro il diritto all’esistenza storica, e con il materialismo anche la stessa dignità di persona – e non già un qualche preteso tradimento di essa. La volontà di negare l’ordine della creazione e di ricostruire il mondo senza Dio, anzi contro Dio, si è tradotta inevitabilmente, come è proprio dell’utopia, in un’azione contro l’uomo &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n31#n31"&gt;(31)&lt;/a&gt;. Lezione importante in un’epoca in cui, da parte di troppi, non si vuole accettare a proposito del comunismo – ma non solo – che, come ancora Besançon scrive, «quando si pretende di applicare alla realtà una sua concezione falsata, i risultati sono devastanti. La causa ultima del disastro è quindi un’idea inetta che si è impadronita di cervelli inetti o resi tali da questa idea. Grande mistero! Ma spiega perché Dzeržinskij [Feliks Edmundovič, 1877-1926] ammetteva già nel 1917 che per costruire il socialismo sarebbe stato necessario “sterminare alcune classi” e Zinov’ev [Gregorij Evseevič Apfelbaum, detto Z. (1883-1936)] parlava di “annientare” dieci milioni di russi su cento» &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#n32#n32"&gt;(32)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Giovanni Formicola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota1#nota1"&gt;(1)&lt;/a&gt; Aleksandr Isaevič Solženicyn, Arcipelago GULag. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa, Aleksandr Isaevic' Solz'enicyn, Arcipelago GULag. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa, trad. it., 3 voll. in 6 tomi, Mondadori, Milano 1975, vol. II, p. III e p. 127. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota2#nota2"&gt;(2)&lt;/a&gt; Ibid., p. 8. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota3#nota3"&gt;(3)&lt;/a&gt; Cit. ibid., p. 12. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota4#nota4"&gt;(4)&lt;/a&gt; Cfr. Varlam Tichonovič Ŝalamov (1907-1982), I racconti di Kolyma, trad. it., Einaudi, Torino 1999. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota5#nota5"&gt;(5)&lt;/a&gt; A. I. Solženicyn, Arcipelago GULag. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa, cit., vol. II, p. 8. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota6#nota6"&gt;(6)&lt;/a&gt; Cfr. Centro Studi «Memorial» (Mosca), Il sistema dei lager in URSS, trad. it., in GULag. Il sistema dei lager in URSS, trad. it., a cura di Marcello Flores e Francesca Gori, Mazzotta, Milano 1999, pp. 25-27. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota7#nota7"&gt;(7)&lt;/a&gt; Cfr. Alain Besançon, Novecento, il secolo del male. Nazismo, comunismo, Shoah, trad. it., Ideazione, Roma 2000, p. 42. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota8#nota8"&gt;(8)&lt;/a&gt; Cfr. Igor Argamakow, Morte da cani. Piccola storia stalinista, il Mulino, Bologna 2000. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota9#nota9"&gt;(9)&lt;/a&gt; Dante Alighieri (1265-1321), La Divina Commedia, Inferno, Canto V, v. 28. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota10#nota10"&gt;(10)&lt;/a&gt; Cfr. Zygmunt Bauman, Modernità e Olocausto, trad. it., il Mulino, Bologna 1992, p. 31 e passim. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota11#nota11"&gt;(11)&lt;/a&gt; Cfr. I. Argamakov Argamante (a cura di), Archivio KGB di Vilnius (Ltsr). Dossier N° 51879, con una introduzione di Alberto Gasparini, Isig. Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, Gorizia 2003. Tutti i riferimenti tra parentesi nel testo rimandano a questo volume. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota12#nota12"&gt;(12)&lt;/a&gt; Si tratta «di quello straordinario paese […], geograficamente stracciato in arcipelago, ma psicologicamente forgiato in continente, paese quasi invisibile, quasi impalpabile, abitato dal popolo dei detenuti» (A. I. Solženicyn, Arcipelago GULag. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa,cit., vol. I, Premessa, p. 10). Besançon sostiene che nel GULag fossero ristretti i prigionieri a «regime duro»; nel resto dell’Urss, quelli a «regime ordinario» (cfr. A. Besançon, Novecento, il secolo del male. Nazismo, comunismo, Shoah,cit., p. 38). Il termine «GULag» è l’acronimo di Glavnoe Upravlenie Lagerej (Amministrazione Centrale dei Lager). &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota13#nota13"&gt;(13)&lt;/a&gt; Cfr. Rael Jean Isaac; e Erich Isaac, The Coercitive Utopians, Social Deception by America’s Power Players, Regnery Gateway, Chicago (USA) 1983. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota14#nota14"&gt;(14)&lt;/a&gt; Vladimir Kostantinovič Bukovskij, Gli archivi segreti di Mosca, trad. it., Spirali, Milano 1999, pp. 787-788. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota15#nota15"&gt;(15)&lt;/a&gt; Cit. in Victor Serge (1890-1947), L’anno primo della rivoluzione russa, trad. it., Einaudi 1991, p. 29. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota16#nota16"&gt;(16)&lt;/a&gt; Cit. in A. I. Solženicyn, Arcipelago GULag. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa, cit., vol. I, p. 43. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota17#nota17"&gt;(17)&lt;/a&gt; Cit. in Pietro Sinatti, L’atroce logica dell’annientamento, in Il sole-24 ore, Milano 2-2-1997. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota18#nota18"&gt;(18)&lt;/a&gt; Cit. in Richard Pipes, Il regime bolscevico. Dal Terrore rosso alla morte di Lenin, trad. it., Mondadori, Milano 2000, pp. 405-406. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota19#nota19"&gt;(19)&lt;/a&gt; Cit. in Mihail Geller (1922-1997); e Aleksandr Nekrič, Storia dell’URSS dal 1917 a Eltsin, trad. it., Bompiani, Milano 1997, p. 159. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota20#nota20"&gt;(20)&lt;/a&gt; Karl Marx; e Friedrich Engels, Manifesto del Partito Comunista, trad. it., Newton Compton, Roma 1977, p. 105.&lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota21#nota21"&gt;(21)&lt;/a&gt; Ibid., p. 74. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota22#nota22"&gt;(22)&lt;/a&gt; V. K. Bukovskij, op. cit., pp. 741-42. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota23#nota23"&gt;(23)&lt;/a&gt; A. I. Solženicyn, I pericoli che incombono sull’Occidente a causa della sua ignoranza della Russia, in Idem, L’errore dell’Occidente. Gli ultimi interventi su comunismo, Russia e Occidente con, in appendice, il «discorso di Harvard», trad. it., La Casa di Matriona, Milano 1980, p. 20. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota24#nota24"&gt;(24)&lt;/a&gt; Pedro Calderòn de la Barca (1600-1681), La vita è sogno, vv. 111-112. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota25#nota25"&gt;(25)&lt;/a&gt; Cfr. A. I. Solženicyn, Arcipelago GULag. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa, cit., vol. I, pp. 40-107. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota26#nota26"&gt;(26)&lt;/a&gt; Cfr. A. Besançon, Novecento, il secolo del male. Nazismo, comunismo, Shoah,cit., pp. 31-43. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota27#nota27"&gt;(27)&lt;/a&gt; Cit. in A. I. Solženicyn, Arcipelago GULag. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa, cit., vol. I, p. 159. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota28#nota28"&gt;(28)&lt;/a&gt; In Krsnij Terror («Terrore Rosso»), periodico della Ceka, cit. in Cristopher Andrew; e Oleg Gordiewskij, La storia segreta del KGB, trad. it., Rizzoli, Milano 1991, p. 58. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota29#nota29"&gt;(29)&lt;/a&gt; Cit. in A. I. Solženicyn, Arcipelago GULag. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa, cit., vol. I, p. 313. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota30#nota30"&gt;(30)&lt;/a&gt; Cfr. Salvatore Satta (1902-1975), Il mistero del processo, Adelphi, Milano 1994, pp. 11-37, in particolare, p. 37. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota31#nota31"&gt;(31)&lt;/a&gt; «Un mondo senza Dio si costruisce, presto o tardi, contro l’uomo» (Giovanni Paolo II, Messaggio ai giovani di Francia, Parigi, 1 giugno 1980). Cfr. anche: «Il tentativo di plasmare le cose umane facendo completamente a meno di Dio ci conduce sempre più sull’ orlo dell’abisso, verso l’accantonamento totale dell’ uomo» (Joseph Ratzinger, L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture, trad. it., Cantagalli, Siena 2005, p. 62). La tesi viene successivamente così articolata e argomentata, questa volta con l’autorità pontificia: «Chi esclude Dio dal suo orizzonte falsifica il concetto di “realtà” e, in conseguenza,, può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive. La prima affermazione fondamentale è, dunque, la seguente: Solo chi riconosce Dio, conosce la realtà e può rispondere ad essa in modo adeguato e realmente umano. La verità di questa tesi risulta evidente davanti al fallimento di tutti i sistemi che mettono Dio tra parentesi» (Benedetto XVI, Discorso all’inaugurazione della V Conferenza generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, Santuario dell’Aparecida, Aparecida do Norte (San Paolo del Brasile), 13-5-2007, in Supplemento a L’Osservatore Romano del 2-6-2007, p. 9). In questi pronunciamenti si sente l’eco di Henri De Lubac (1896-1991): «Non è poi vero, come pare si voglia dire qualche volta, che l’uomo sia incapace di organizzare la terra senza Dio. Ma ciò che è vero è che, senza Dio, egli non può, alla fine dei conti, che organizzarla contro l’uomo» (Henri De Lubac, Il dramma dell’umanesimo ateo, 1945, trad. it., Morcelliana, Brescia 1988, p. 9. &lt;a href="http://www.identitanazionale.it/stco_5025.php#nota32#nota32"&gt;(32)&lt;/a&gt; A. Besançon, La guerra dei bolscevichi contro i contadini, in La Vandea, con una Prefazione di Raoul Girardet e un messaggio di Pierre Chaunu, trad. it., con una Premessa di Sergio Romano e un saggio di Jules Michelet, Corbaccio, Milano 1995, pp. 219-233 (pp. 220-221).&lt;br /&gt;http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=2792&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-9177900241093278715?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/9177900241093278715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=9177900241093278715' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/9177900241093278715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/9177900241093278715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/08/piccola-storia-stalinista.html' title='Piccola storia stalinista'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/Sn3Bv88MteI/AAAAAAAAAbM/mluyIy5VH38/s72-c/copertina_argamakow.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-2977343185667256002</id><published>2009-08-01T02:16:00.000+01:00</published><updated>2009-08-01T02:17:51.324+01:00</updated><title type='text'>De Magistris</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le furbate del compare di Di Pietro&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Davide Giacalone&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pubblicato il giorno: 31/07/09&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;de magistris&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se Luigi De Magistris non esistesse, si dovrebbe inventarlo. Egli svolge un ruolo sociale di grande importanza, consistente nel dimostrare perché il prestigio della magistratura è in inarrestabile crollo. Critico spesso i costumi della politica, ne denuncio quelle che mi sembrano imperdonabili insufficienze, ne detesto le cadute di stile. Qualche volta mi coglie il dubbio d'esagerare, qualche altra temo d'essere troppo reticente, rimproverandomi di non utilizzare giudizi ancor più severi. C'è una formazione politica, però, in cui non riesco a trovare un solo lato positivo, un solo aspetto convincente, una sola parola che non desti ripulsa istituzionale: l'Italia dei Valori. Gioca un ruolo nefando nei confronti della sinistra, trattenendola in atteggiamenti reazionari.Rappresenta un rigurgito dell'Italia peggiore. Da ultimo, ne è dimostrazione De Magistris, che dall'esibizionismo giudiziario, dalle inchieste a mezzo stampa, passa direttamente ad un seggio europeo, pronunciando parole bugiarde. Aveva detto che si sarebbe dimesso dalla magistratura, invece ha chiesto l'aspettativa, che sarebbe la versione burocratica del tenere il piede in due scarpe, del fare i faziosi e pretendersi al di sopra delle parti. Il suo capo, del resto, Antonio Di Pietro, si dimise, ma solo per non essere buttato fuori. I due sono gemelli nell'avere utilizzato il ruolo di pm allo scopo di promuovere e propagandare se stessi, adeguandosi all'idea che il diritto s'incarni in quello proprio di mettersi in mostra ed incassare al più presto il corrispettivo della fama così conquistata. Dicono che, adesso, i due siamesi si trovino in un qualche contrasto. Sarebbe ragionevole, giacché non è facile far convivere gente che si considera al servizio esclusivo della propria scalata sociale.Circa la bugia detta da De Magistris, si potrebbe essere indulgenti ed osservare che la falsità è intrinseca alla politica, e le promesse violate ne sono il cacio sui maccheroni. Non la penso così: la politica è materia di alto valore, il praticarla dovrebbe essere un onore, le sue finalità possono essere nobili. A patto non s'empia d'ignobili. Delle bugie di De Magistris, però, non vale la pena occuparsi più di tanto, il fondo limaccioso su cui poggia il partito che lo ha candidato esclude se ne possa ragionare seriamente. Interessa, invece, l'aspetto generale: ai magistrati che si candidano deve essere impedita l'aspettativa, chi intraprende la carriera politica non deve più potere tornare indietro.Risponderanno che, così, si viola la Costituzione, che un magistrato deve avere, almeno, gli stessi diritti politici degli altri. È vero il contrario: la Costituzione prevede esplicitamente che i diritti di taluni abbiano una regolamentazione particolare, quindi si tratta di applicarla, smettendo di violarla. L'articolo 98 è chiarissimo: «Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d'iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera (?) i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici (?)». Ed è giusto che sia così, perché i cittadini non devono temere d'essere inquisiti o giudicati da gente presa da passione politica. I Costituenti, invece, vengono trattati come degli scemi, pertanto non solo non si è fatta la legge necessaria ad applicare questo precetto, ma s'immagina, come nel caso di De Magistris, che non sia violazione della Costituzione l'essere stati eletti, quindi l'essersi candidati per un partito, se prima non s'è presa la tessera. Un imbroglio, reso ancor più grave dal non volere neanche rinunciare ai privilegi dell'anzianità e del futuro stipendio, quindi della doppia pensione. Non si tratta, sia chiaro, del solo De Magistris. Ci sono altri casi, ma tutti, senza nessuna eccezione, scandalosamente incostituzionali.I magistrati hanno una montagna di garanzie, a tutela della loro indipendenza, anche i cittadini hanno diritto a qualche garanzia. La Costituzione ne ha descritto alcune, ma i diretti interessati hanno preso quelle pagine e ne hanno fatto aeroplanini di carta, da tirarsi durante le ore di ozio fra una ripresa tv e le foto per i rotocalchi, in attesa che qualche cittadino arrestato consegni la possibilità di divenire preziosi sul mercato elettorale. Questa storia è parte della malagiustizia italiana, ma evidenzia anche una gravissima corruzione costituzionale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grazie a De Magistris, la cosa è ancora più chiara.&lt;/div&gt;www.davidegiacalone.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-2977343185667256002?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/2977343185667256002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=2977343185667256002' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/2977343185667256002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/2977343185667256002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/08/de-magistris.html' title='De Magistris'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-8781485169221013181</id><published>2009-07-31T00:20:00.001+01:00</published><updated>2009-07-31T00:20:39.434+01:00</updated><title type='text'>Obamacare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La sanità di Obama costa troppo e non piace neppure ai democratici&lt;br /&gt;di &lt;a title="Vedi tutti i contributi di Karl Rove" href="http://www.loccidentale.it/autore/karl+rove"&gt;Karl Rove&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;27 Luglio 2009&lt;br /&gt;I sondaggi d’opinione stanno iniziando a diventare ostili al piano di assistenza sanitario di Obama. E anche il calendario politico.&lt;br /&gt;Lunedì 20, un sondaggio Washington Post/ABC riportava che il 49 per cento degli americani approvava il modo in cui il presidente stava portando avanti il progetto, contro un 44 per cento di gente che non lo approvava. Ma quello che tanti hanno mancato di osservare è che coloro che disapprovano fermamente la politica sanitaria del presidente sono il 33 per cento, e superano di molto quelli che la approvano senza riserve (25 per cento). Un dato che fa presagire un’ulteriore perdita di consensi in futuro. Già adesso, il 49 per cento di indipendenti si schiera contro il presidente, in netta crescita dal 30 per cento di aprile: un impressionante cambiamento, per essere avvenuto in sole 11 settimane.&lt;br /&gt;Obama sta perdendo terreno anche in economia. Attualmente, coloro che disapprovano con forza il suo operato in questo campo superano quelli che lo approvano caldamente (35 per cento contro 29 per cento), così anche per il deficit (38 per cento contro 19 per cento) e la disoccupazione (31 per cento contro 26 per cento). Giovedì, la Gallup ha stimato la popolarità di Obama al 55 per cento, in diminuzione dal 60 per cento di poche settimane fa e più bassa del 56 per cento che George W. Bush aveva a questo punto del suo mandato.&lt;br /&gt;I sondaggi stanno crollando a causa del flusso di cattive notizie che arrivano dalle proposte obamiane in merito alla riforma sanitaria. Una parte di queste notizie è arrivata da uno studio realizzato dal Lewin Group per la Heritage Foundation, reso noto il 17 luglio. Si prevede che, se la riforma voluta dalla Casa Bianca diventasse legge, 83,4 milioni di persone – circa la metà di coloro che sono titolari di un’assicurazione sanitaria privata – perderebbero la loro polizza, perché i datori di lavoro annullerebbero le polizze collettive stipulate a favore dei dipendenti. Obama ha promesso che sarà possibile mantenere la propria polizza, ma la scarsa attenzione concessa dal presidente su questo punto fa immaginare che i rischi non siano affatto scomparsi.&lt;br /&gt;Un altro grappolo di cattive notizie per Obama è arrivato la scorsa settimana quando i governatori democratici di Colorado, Tennessee, New Mexico e Washington si sono uniti ai colleghi del GOP (Grand Old Party, i repubblicani – ndr) che all’incontro estivo della National Governors Association hanno attaccato l’intenzione di spostare milioni di famiglie al Medicaid (l’assistenza sanitaria pubblica offerta alle persone a basso reddito, introdotta nel 1965 dal presidente democratico Lyndon Johnson assieme al Medicare, l’assistenza sanitaria a carico dello stato per gli over 65 – ndr). Ciò potrebbe comportare per i singoli stati una spesa di 440 miliardi di dollari in dieci anni.&lt;br /&gt;Ma la notizia più dannosa è arrivata dal direttore del Congressional Budget Office (CBO), Douglas Elmendorf, il quale ha dichiarato la scorsa settimana che la riforma sanitaria voluta dalla Casa Bianca “non ridurrebbe in modo significativo la traiettoria di spesa federale per la salute”. Ciò ha mandato in frantumi l’argomento principale avanzato da Obama, ossia che la riforma sanitaria porterebbe a una diminuzione dei costi. In una lettera del 17 luglio, Elmendorf ha aggiunto che la riforma porterebbe a un “incremento netto del deficit federale pari a 239 miliardi” nei prossimi dieci anni. Si tratta di una stima per difetto, perché vi si assume che nel frattempo il Congresso abbia aumentato le tasse per un ammontare complessivo, in quei dieci anni, di 583 miliardi di dollari.&lt;br /&gt;Charlie Rangel, presidente del Ways and Means Committee (una commissione congressuale preposta a stilare la legislazione fiscale legata alla previdenza sociale, in particolare a Medicaid e Medicare – ndr), ha detto che finanzierà la riforma di Obama alzando le tasse a chi guadagna più di 280 mila dollari l’anno (350 mila per le coppie). Gran parte di questa stangata si abbatterà sui piccoli imprenditori. Persino ai democratici non piace una tale soluzione: 21 sui 39 deputati neoeletti dell’Asinello hanno sottoscritto una lettera contro questa impennata fiscale. Molti di loro vengono da quei distretti dove Bush o McCain hanno fatto campagna elettorale nel 2008. Obama ha preferito far finta di nulla, dicendo che quella sovrattassa si limiterà a far sì che qualcuno paghi “un po’ di più”.&lt;br /&gt;Il comitato nazionale democratico ha cominciato a fare pressioni sui rappresentanti democratici affinché diano il loro voto alla riforma, marcando stretto quei deputati nel Ways and Means Committee della camera bassa che hanno sollevato domande sul versante fiscale della questione. E’ difficile pensare a un segnale più chiaro di debolezza dell’attacco ai membri del proprio stesso partito.&lt;br /&gt;Lo staff di Obama sta affrettando i tempi per avere la legge approvata entro agosto, prima che le ferie permettano ai congressisti di tornare a casa e diano loro l’opportunità di sentire cosa ne pensa la gente. Americans for Prosperity e altri stanno già organizzando incontri pubblici dedicati al tema. Mi immagino che deputati e senatori avranno molto di cui parlare con i loro elettori in merito alla sanità che diventa proprietà del governo, alle nuove tasse sull’energia, al fallimento dello “stimolo”, al deficit record e alla crescente disoccupazione.&lt;br /&gt;Karl Rove è stato consigliere capo e vicecapo dello staff del presidente George W. Bush&lt;br /&gt;Tratto da Wall Street Journal&lt;br /&gt;Traduzione di Enrico De Simone&lt;br /&gt;http://www.loccidentale.it/articolo/la+riforma+sanitaria+di+obama+costa+troppo+e+non+piace+neanche+ai+democratici.0075814&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-8781485169221013181?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/8781485169221013181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=8781485169221013181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8781485169221013181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8781485169221013181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/obamacare.html' title='Obamacare'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-3439127383390042579</id><published>2009-07-31T00:19:00.001+01:00</published><updated>2009-07-31T00:19:55.555+01:00</updated><title type='text'>Succede oggi a Rubaix, in Francia. Quando in Italia?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;28.07.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riportiamo le dichiarazioni di Mohamed Sabaoui, giovane sociologo dell'università cattolica di Lille, d'origine algerina, naturalizzato francese, indicative di Eurabia in arrivo :&lt;br /&gt;&lt;a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.resonoelusono.com/EurabiaMap.jpg&amp;amp;imgrefurl=http://www.resonoelusono.com/&amp;amp;usg=__xxMWjMjN0pRnFj_hJ-GEnU164cQ=&amp;amp;h=329&amp;amp;w=340&amp;amp;sz=37&amp;amp;hl=it&amp;amp;start=1&amp;amp;tbnid=yyJWLxeIzDhHvM:&amp;amp;tbnh=115&amp;amp;tbnw=119&amp;amp;prev=/images?q=eurabia&amp;amp;gbv=2&amp;amp;hl=it"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La nostra invasione pacifica a livello europeo non è ancora giunta a termine .. Noi intendiamo agire in tutti i paesi simultaneamente. Siccome ci date sempre più spazio , sarebbe stupido da parte nostra non approfittarne. Noi saremo il vostro Cavallo di Troia. I Diritti dell'uomo di cui vi proclamate autori , ora vi tengono in ostaggio. Così, per esempio , se voi doveste parlarmi in questo modo in Algeria , o in Arabia Saudita , come stò facendo ora io con voi , sareste immediatamente arrestati . Voi Francesi non siete capaci di imporre rispetto ai nostri giovani. Perché dovrebbero rispettare un paese che capitola davanti a loro ? Si rispetta solo chi si teme . Quando avremo il potere noi , non vedrete più un solo immigrato dar fuoco a una macchina o svaligiare un negozio........ Gli Arabi sanno che la punizione inesorabile per un ladro è, da noi , il taglio della mano .&lt;br /&gt;E sempre lo stesso Mohamed Sabaoui in un'intervista recente : “”Le leggi della vostra repubblica non sono conformi a quelle del Corano e non devono essere imposte ai musulmani che possono essere governati solo dalla Sharia . Noi quindi dovremo agire per prendere il potere che ci è dovuto. Cominceremo da Roubaix che è attualmente musulmana al 60%. Alle prossime elezioni municipali , mobilizzeremo i nostri effettivi e il prossimo sindaco sarà musulmano. Dopo aver negoziato con lo Stato e la Regione, dichiareremo Roubaix enclave musulmana indipendente e imporremo la Sharia(la legge di Dio) a tutti gli abitanti . La minoranza cristiana avrà lo statuto di Dhimmi . Sarà una categoria a parte che potrà riscattare libertà e diritti col pagamento di una tassa speciale. Inoltre faremo ciò che serve per portarli alla nostra religione . Decine di migliaia di francesi hanno già abbracciato l'Islam di loro volontà , perché mai i cristiani di Roubaix non dovrebbero farlo ? Attualmente all'Università di Lille organizziamo le brigate della fede, incaricate di convertire gli abitanti di Roubaix riluttanti , cristiani o ebrei che siano , per farli entrare nella nostra religione, perché Dio lo vuole ! Noi siamo i più forti perché Dio l'ha voluto . Noi non abbiamo l'obbligo cristiano di portare aiuto all'orfano, al debole , all'handicappato . Noi possiamo e dobbiamo invece schiacciarli se costituiscono un ostacolo , soprattutto se sono infedeli.&lt;br /&gt;Mohamed Sabaoui ripete questi concetti fin dal 1996 quando aveva 25 anni ed era studente .Ora è sociologo ma anche cofondatore del “Comitato per la Difesa dei musulmani di Francia “ quindi rappresenta il famoso Islam delle moschee.&lt;br /&gt;Questi concetti sono stati più volte ripetuti in interviste ,articoli e libri . E non crediate siano il frutto di un pensiero isolato , se l'islam diventasse maggioritario in Europa , di questo passo è previsto nel 2050 se non reagiamo , è l'insieme dei musulmani che adotterà questi concetti e questo pensiero e siate sicuri che il loro modo di agire sarà pari all'odio che gli ispiriamo .&lt;br /&gt;http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=30387&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-3439127383390042579?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/3439127383390042579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=3439127383390042579' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/3439127383390042579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/3439127383390042579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/succede-oggi-rubaix-in-francia-quando.html' title='Succede oggi a Rubaix, in Francia. Quando in Italia?'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-7944069472509839688</id><published>2009-07-28T00:16:00.001+01:00</published><updated>2009-07-28T00:18:17.691+01:00</updated><title type='text'>L'inno nazionale: una libera traduzione del testo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Italiani, fratelli in una stessa Patria! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È giunta la nostra ora, finalmente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’Italia si è risvegliata da un sonno troppo lungo e ha indossato nuovamente l’elmo che fu di Scipione l’Africano, l’eroe di Zama. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se riusciremo a vincere? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma non vedete che la dea Vittoria ha scelto di offrirsi alla nuova Italia, affinché rinnovi la gloria di quella Roma antica di cui essa stessa fu schiava, per volere divino? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Considerate la nostra condizione: da secoli siamo schiacciati sotto il tallone straniero, da secoli abbiamo perduto dignità e onore. Questo perché non siamo un vero popolo, perché la nostra Patria è smembrata in sette stati, sette confini, sette insegne. Ma se ci raccogliamo attorno a un unico vessillo di libertà, se ci affidiamo tutti alla medesima speranza di libertà, allora capiremo che è scoccata l’ora di divenire una cosa sola, un’anima sola. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uniamoci nella concordia, amiamoci nella fratellanza: soltanto attraverso l’unione, soltanto grazie all’amore riusciremo a scorgere e a intraprendere il cammino che il Signore ha voluto destinarci. Giuriamo, allora, di far libera la nostra Patria: se lo faremo, e se Dio ci renderà uniti, nessuno sarà in grado di sconfiggerci! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardatevi attorno. Non vedete che ovunque, dalle Alpi alla Sicilia, si rinnova l’antico giuramento di libertà della Lega Lombarda contro il Barbarossa, che rese sacra la giornata di Legnano? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non vi accorgete che ognuno di noi è degno di figurare, per generosità e coraggio, accanto a Francesco Ferrucci, colui che difese, nel 1530, la libertà di Firenze contro l’esercito imperiale di Carlo V? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Su di lui, ferito e prigioniero, si scagliò la furia omicida di Maramaldo, italiano al soldo straniero. Ma fece in tempo, Francesco, a scagliargli l’anatema del disprezzo – Tu uccidi un uomo morto – che avrebbe segnato per sempre, col marchio dell’infamia, il nome del suo uccisore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non capite che anche nei più giovani figli d’Italia cova l’animo e l’ardimento del figlio del popolo genovese, il Balilla? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quel sasso scagliato dalla mano di fanciullo divenne un macigno e accese la rivolta che travolse gli Austriaci e li scacciò dalla Superba, giusto cento anni fa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E non sentite che, oggi, ogni campana d’Italia sta battendo gli stessi rintocchi che, sei secoli fa, chiamarono i siciliani ai loro Vespri? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli eserciti mercenari d’Austria sono deboli come giunchi piegati dal vento, e la nera aquila bicipite d’Asburgo, una volta fiera e tracotante, è ormai una spennacchiata parodia di se stessa. È riuscita ancora, è vero, insieme con l’alleato russo, a straziare l’Italia e la fiera Polonia, bevendo il sangue che sgorgava dalle crudeli ferite. Ma quel sangue si è tramutato in veleno, dilaniandole il cuore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È tempo di agire: ovunque ci si serri in armi, ogni cittadino si faccia soldato. E ciascuno sia pronto a morire, perché a chiamarci è stata la nostra Madre Italia!&lt;br /&gt;GOFFREDO MAMELI&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Genova, 1847&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-7944069472509839688?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/7944069472509839688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=7944069472509839688' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7944069472509839688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7944069472509839688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/linno-nazionale-una-libera-traduzione.html' title='L&apos;inno nazionale: una libera traduzione del testo'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-5784492962659842004</id><published>2009-07-25T12:12:00.000+01:00</published><updated>2009-07-25T12:13:38.409+01:00</updated><title type='text'>Cattive Difesa?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Di Lisio: le responsabilità della sua morte non ricadono solo sui talebani&lt;br /&gt;di &lt;a title="Vedi tutti i contributi di Giovanni Marizza" href="http://www.loccidentale.it/user/Giovanni+Marizza"&gt;Giovanni Marizza&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;25 Luglio 2009&lt;br /&gt;Il 14 luglio 2009, in Afghanistan un ordigno esplode al lato della strada 517 e il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio perde la vita. Ma se il mezzo investito dall’onda d’urto dell’esplosione fosse stato costruito a prova di IED (Improvised Explosive Device), il nostro militare oggi sarebbe ancora vivo.&lt;br /&gt;E’ il 12 ottobre 1492. Le tre caravelle di Cristoforo Colombo, la “Nina”, la “Pinta” e la “Santa Maria”, veleggiano verso le Indie, o presunte tali. Alle due di notte un grido sveglia i marinai della “Pinta”: “Terra, terra!”. Chi grida è il marinaio andaluso Juan Rodriguez Bermejo, detto dagli amici Rodrigo De Triana, abbarbicato sulla coffa della nave. Oggi, in linguaggio militarese, lo chiameremmo il “coffista”. Rodrigo ha intravisto la terra illuminata dalla luna ed ha annunciato agli altri marinai della spedizione che la missione era compiuta. Le Indie erano a portata di mano. Anzi no, si trattava dell’America, ma poco importava.&lt;br /&gt;Oggi a Siviglia, nel quartiere Triana che diede i natali a Rodrigo, un monumento lo raffigura in piedi sulla coffa, la mano destra aggrappata all’albero, la sinistra rivolta verso il nuovo continente, la bocca aperta nel grido rimasto famoso. Sul basamento, una scritta semplice ed eloquente in lingua spagnola: “Tierra, tierra!”&lt;br /&gt;Pochi sanno che il Bermejo, di religione islamica, dovette convertirsi al cristianesimo per potersi imbarcare sulle caravelle del cristianissimo Re di Spagna, altrimenti nessuno lo avrebbero accettato. Un forte incentivo fu rappresentato dall’ingente premio in denaro che Cristoforo Colombo promise a colui che per primo avrebbe avvistato la terra agognata. Ma Rodrigo non ricevette alcun premio. I maligni spiegano il fatto sottolineando che Colombo, in fin dei conti, era genovese. E così, al ritorno dal suo lungo viaggio, a causa della delusione per il mancato pagamento della ricompensa promessa da Colombo, Rodrigo si riconvertì alla religione cui apparteneva suo padre. E la spedizione ritornò in Europa con un cristiano in meno e un musulmano in più.&lt;br /&gt;Nel mezzo millennio successivo, la figura del “coffista” passò gradatamente di moda, fino a scomparire del tutto. L’invenzione della bussola, del sestante, del cannocchiale, la migliorata precisione delle carte nautiche, la radio, il radar, i satelliti, il GPS e tutte le più moderne diavolerie consentirono alla marineria di archiviare la benemerita figura del “coffista”, che oggi sarebbe assurda su qualsiasi nave da guerra o mercantile.&lt;br /&gt;E’ il 14 luglio 2009. In Afghanistan, sulla strada 517, quella che collega Farah, una provincia nell’estremo ovest del Paese, con la Ring Road, il “grandissimo raccordo anulare” di asfalto che circonda tutto l’Afghanistan, un IED (Improvised Explosive Device) posto al lato della strada esplode al passaggio di un convoglio italiano. Il mezzo investito dall’onda d’urto dell’esplosione si ribalta. Per il militare che sporgeva dal mezzo, come Rodrigo sulla “Pinta” ben 517 anni fa, non c’è niente da fare. In quelle condizioni, se non è fatale l’onda d’urto dell’esplosione, lo sono gli effetti del ribaltamento del mezzo.&lt;br /&gt;Il mezzo in questione viene spesso magnificato in quanto portatore di una innovazione avveniristica: un alloggiamento interno dotato di una piastra corazzata a forma di “V” che devia verso i lati gli effetti delle esplosioni. Ebbene, l’innovazione è talmente “avveniristica” che nel 1992, quando siamo andati in Mozambico a sostituire l’esercito zimbabwano che presidiava il corridoio di Beira, ci siamo accorti che gli Zimbabwani (e non, si badi bene, gli Israeliani, gli Americani o i Marziani, bensì gli Zimbabwani dello Zimbabwe) già possedevano da vari anni la stessa tecnologia. Lo strategico corridoio di Beira, a quel tempo, era percorso da pattuglie dell’ex Rhodesia del Sud a bordo di veicoli trasporto truppa dalla forma sagomata a V. Brutti a vedersi e somiglianti a strani animali preistorici (noi peacekeepers del contingente italiano dell’ONU li chiamavamo scherzosamente “blindosauri”), questi blindati erano particolarmente efficaci quando si trattava di attraversare tratti di terreno minato: se la mina scoppiava, l’onda d’urto che partiva da terra veniva deviata verso i lati delle fiancate ma non riusciva a bucare il fondo. E la squadra fucilieri che stava all’interno era salva.&lt;br /&gt;Ma il Mozambico del 1992 (secolo scorso, millennio scorso) è diverso dall’Afghanistan del 2009. Oggi le mine non sono più a basso potenziale e non scoppiano più sotto la pancia dei mezzi quando ci si va a sbattere sopra, oggi gli IED sono ad elevato potenziale, magari a carica cava, e vengono posti ai lati delle strade, vengono perfettamente mimetizzati tanto da assomigliare a rocce qualunque e vengono azionati da lontano, elettricamente o via radio.&lt;br /&gt;Se la tecnologia della corazza a “V” è in ritardo di un ventennio su un decoroso ma modesto esercito dell’Africa Australe, la ralla lo è di mezzo millennio rispetto alla coffa della “Pinta”. La ralla è quell’arnese circolare su cui ruota la mitragliatrice in torretta, azionata dal malcapitato rallista che per manovrarla si deve sporgere dal mezzo.&lt;br /&gt;Questa procedura può essere utile per missioni di ordine pubblico in ambienti urbani e di bassa intensità, ma nulla può contro gli IED afgani provenienti dall’Iraq, dove sono stati testati, sviluppati, resi sempre più micidiali e poi esportati.&lt;br /&gt;Inizialmente in Iraq i mezzi americani che pattugliavano il territorio erano anch’essi armati con una mitragliatrice in torretta protetta da uno scudo corazzato, manovrata da un mitragliere che stava seduto a cavalcioni su una cinghia basculante (come le strisce di plastica incrociate dei salvagente per bambini, su cui si accucciano i neonati alle loro prime esperienze balneari) che gli permetteva di sporgere dal veicolo soltanto dal torace in su. Man mano che la minaccia degli IED aumentava, quella cinghia basculante è stata battezzata “il sedile dell’uomo morto”.&lt;br /&gt;Il passo successivo è stato quello - ovvio ma non per tutti - di adottare un sistema di comando dell’arma dall’interno del mezzo, oggi in vigore su quasi tutti i mezzi militari e non solo. Anche i veicoli in dotazione alle compagnie private di sicurezza come la “Blackwater”, infatti, hanno le mitragliatrici che vengono azionate da un operatore che sta all’interno del mezzo. Che i mitraglieri della Blackwater sparino lungo il percorso contro tutto ciò che si muove, è un’altra storia ma intanto, protetti all’interno del veicolo, potranno morire d’infarto o di vecchiaia, ma non certo per gli effetti di un’esplosione. E nemmeno per il ribaltamento del mezzo.&lt;br /&gt;I rallisti italiani, invece, continuano a sporgere all’esterno del veicolo, novelli Rodrigo De Triana, e sembrano condannati fin dal momento della partenza del convoglio: più bersagli che Bersaglieri.&lt;br /&gt;Riusciremo un bel giorno a superare il 1492? Riusciremo mai a non giocare a calcio come se fossimo in guerra e a non andare in guerra come se fosse una partita di calcio? Riusciremo mai a far sì che la Difesa pretenda e ottenga dall’Industria ciò che serve anziché farsi imporre dall’Industria ciò che quest’ultima preferisce? I soldati che impieghiamo in missioni all’estero hanno diritto al “meglio”, al non plus ultra degli armamenti, degli equipaggiamenti e della sicurezza. Per salvaguardare le loro vite non dobbiamo badare a spese.&lt;br /&gt;E se siamo così miserabili da non poterci permettere le spese, teniamoli a casa. Un Paese che non dà il meglio ad Alessandro Di Lisio, non è degno di Lui.&lt;br /&gt;http://www.loccidentale.it/articolo/s.0075590&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-5784492962659842004?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/5784492962659842004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=5784492962659842004' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5784492962659842004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5784492962659842004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/cattive-difesa.html' title='Cattive Difesa?'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-5619987731927239963</id><published>2009-07-22T00:40:00.002+01:00</published><updated>2009-07-22T00:44:34.322+01:00</updated><title type='text'>Meridione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Che fine fanno i Fas per il Mezzogiorno?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il futuro del Sud non si costruisce coi nuovi partiti ma usando bene le risorse&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;di Francesco Forte&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;21 Luglio 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'idea di un partito del Sud nasce da una oggettiva situazione di difficoltà del Mezzogiorno a far percepire le sue istanze a livello nazionale, ma anche dallo sconforto delle popolazioni meridionali, che si sentono mal gestite e mal governate. Tuttavia, una parte rilevante di questa cattiva gestione non dipende da responsabilità del governo nazionale, ma da colpe e inadeguatezze di quelli regionali, nell'impiego dei mezzi finanziari a loro disposizione. Basti osservare che i duecento quaranta miliardi dei due Fas del 2000-2006 e del 2007-2013 (di cui metà di provenienza europea) sono, in gran parte, non spesi perché le Regioni meridionali non hanno saputo farlo e non lo stanno facendo, nei tempi che i programmi europei prevedono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per il Fas 2000-2006 le somme impegnate, mediamente, nelle Regioni meridionali, per progetti di intervento approvati sono il 50 per cento di quelle competenza. E le somme mediamente erogate sono una percentuale ancora inferiore di questa, in quanto l'attuazione di una parte dei progetti approvati incontra difficoltà, che non consentono di proseguirli o che li rallentano ulteriormente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per la Sicilia sembra che le somme erogate sul Fas 2000-2006 siano il 25 per cento di quelle assegnate alla Regione. E la gestione del Fas 2007-2013 appare abbia lo stesso lento iter.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non si può certo dire che la colpa di questi ritardi e inadempienze dipenda dal fatto che i Fas europei hanno una durata troppo breve, rispetto alle incombenze richieste per la loro attuazione. Infatti ciascuno di essi si svolge in un arco di sette anni. E negli altri stati dell'Europa ove i Fas sono in funzione, essi vengono attuati nei tempi previsti. Invece l'Italia rischia di dover restituire una parte rilevante delle somme che ha ricevuto dall'Unione europea per il Fas 2000-2006 in quanto non utilizzate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dunque non hanno del tutto ragione i promotori del partito del Sud quando si lamentano del fatto che il governo nazionale ha utilizzato parte dei fondi del Fas 2007-2013 per gli ammortizzatori sociali che riguardano prevalentemente il Centro Nord e per il terremoto dell'Abruzzo. Infatti, se il Fas 2000-2007 fosse stato interamente utilizzato si potrebbe dire che queste somme sono sottratte agli interventi che le Regioni meridionali hanno progettato e stanno attuando. Ma così non è. Si tratta di somme che giacciono, in attesa che qualcuno le spenda.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' però vero che il governo nazionale non ha fatto nulla per sveltire le procedure che ritardano l'impiego meridionale di queste somme e che al Ministero dell'economia fa gioco che gli stanziamenti dei Fas non siano "impegnati", perché ciò riduce il suo deficit di bilancio. E gli fa anche gioco che, ove impegnati, questi fondi non siano erogati, perché ciò riduce le uscite di cassa e quindi il fabbisogno che va a formare il debito pubblico nazionale. Occorre infatti notare che per ogni euro comunitario di stanziamento vi è, nel nostro bilancio, un euro italiano di contropartita, senza cui l'euro di Bruxelles non può essere utilizzato. Ma non è certo "buona finanza pubblica" quella consistente nel fare economia sui nostri stanziamenti di bilancio per il Mezzogiorno, perdendo per ogni euro così tolto al Sud, anche un euro che la Comunità europea ci ha dato (e che non è un regalo, ma una restituzione parziale in quanto l'Italia versa annualmente al bilancio europeo cifre di imposto superiore).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Occorre fare chiarezza su ciò. E pertanto appare necessario che sia presentata al più presto, al parlamento e al paese , a cura del Ministro per le Regioni e della Presidenza del Consiglio, una Relazione sulla situazione dei Fas e delle infrastrutture che ne fanno parte e di quelle meridionali di competenza dello stato. Ciò allo scopo di accertare il grado di realizzazione di questi programmi e la loro adeguatezza. E ciò anche perché vi sono esigenze prioritarie del Mezzogiorno che non sono comprese nei progetti Fas, e che hanno un'ottica sovra regionale e vanno soddisfatte in un quadro nazionale e internazionale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tale Relazione dovrebbe avere un carattere periodico, ad esempio trimestrale, onde far emergere i problemi che ostacolano queste realizzazioni e individuare quel che possono fare il governo centrale e gli altri soggetti per risolverli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il partito del Mezzogiorno però non appare uno strumento idoneo per questi problemi, semmai serve per complicarli. Infatti, sembra evidente che se le Regioni meridionali non riescono a spendere i soldi dei Fas e parte di queste somme rischia di ritornare a Bruxelles, mentre altre vengono destinate a scopi diversi, occorre che il governo nazionale venga in loro soccorso, per dare luogo a una inversione della rotta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un'epoca di crescente internazionalizzazione, i partiti di natura provincialistica possono avere senso solo nelle regioni molto internazionalizzate, ove fanno da contrappeso alla loro immersione nella globalizzazione. Sono un controsenso nelle regioni in ritardo, che viceversa hanno bisogno di una più ampia prospettiva per "non perdere l'autobus ". E d'altra parte, in questa ottica, le Regioni meridionali e il centro nord hanno interessi comuni. Infatti, l'Italia per lo sviluppo delle sue esportazioni e dei suoi investimenti ha davanti a sé tre aree promettenti, per le quali il Mezzogiorno è una piattaforma indispensabile. Ossia i paesi balcanici e agli altri stati più ad Est, che un tempo facevano parte dell'URSS; i 12 paesi dell'area sud del mediterraneo (a cui si aggiunge ora la Libia) che fanno parte di Euro Med, la futura area di libero scambio associata all'Unione europea; e gli stati del Sud Est asiatico, che si raggiungono dalle rotte del Sud del Mediterraneo e del Medio Oriente, fra cui campeggiano l'India e la Cina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;D'altra parte l'Italia, per la sua posizione, è il terminale naturale degli approvvigionamenti di gas, via mare, oltreché di gasdotti, per il rifornimento europeo. Ed anche in questo il Mezzogiorno ha un ruolo geografico essenziale. Infine, l'Italia partecipa alla nuova politica di diversificazione energetica, basata sulle energie alternative. Anche in ciò, il Mezzogiorno ha dei vantaggi naturali. Se ne desume che anziché disperdere in mille rivoli i Fas, con il rischio fondato di non riuscire a impiegare pienamente questi fondi e, comunque, di non utilizzarli in modo efficace per lo sviluppo del Mezzogiorno, conviene concentrarli in un programma di sviluppo delle vie di comunicazione e dei trasporti e di infrastrutture impostato secondo le linee strategiche appena indicate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E qui emergono alcune grandi opere che interessano il Mezzogiorno, già comprese nei Fas o che se ne potrebbero avvalere per il loro decollo. Ci sono, innanzitutto , gli interventi per i porti di Bari, Brindisi, Taranto, Gioia Taranto, Napoli e per i porti della Sicilia e della Sardegna. Ed occorrono le arterie stradali di collegamento con tali porti. Vanno inoltre attuate infrastrutture fondamentali che non hanno il supporto dei Fas, come il Ponte sullo Stretto, l'alta velocità da Salerno a Reggio Calabria e le linee ferroviarie veloci locali che vi si possono connettere in Sicilia. Vanno considerati i progetti di ricerca energetica che si possono inserire nel nuovo programma del G8, che potrebbero essere attuati allo scopo di rafforzare o riconvertire le aree industriali meridionali in difficoltà. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho indicato solo alcuni temi, per esporre, con questa esemplificazione, il criterio base, che è quello di concentrare le risorse e le iniziative su un numero limitato, ma concreto, di progetti nel campo delle infrastrutture e dell'energia, in un quadro nazionale e soprattutto internazionale, valorizzando la posizione geografica del Mezzogiorno nel rapporto con le economie emergenti del continente eurasiatico, e con il Sud del mediterraneo e il Medio Oriente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per fare ciò non serve un nuovo partito del Mezzogiorno contraltare della Lega Nord, occorre una progettualità che unisca gli interessi del Sud con quelli del Nord. Ed occorre che lo comprendano i politici del Nord e del Sud, che fanno parte della maggioranza di governo, smettendo le rivalità e incomprensioni di campanile.&lt;br /&gt;http://www.loccidentale.it/articolo/il+futuro+del+sud+non+si+costruisce+coi+nuovi+partiti+ma+impiegando+bene+le+risorse+a+disposizione.0075556&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-5619987731927239963?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/5619987731927239963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=5619987731927239963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5619987731927239963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5619987731927239963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/meridione.html' title='Meridione'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-1315158929056442700</id><published>2009-07-20T18:06:00.001+01:00</published><updated>2009-07-20T18:08:38.977+01:00</updated><title type='text'>Libano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'attacco a Unifil in Libano dimostra che i muscoli di Hezbollah fanno paura&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;di Fiamma Nirenstein&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;20 Luglio 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'attacco subito nel sud del Libano dalle truppe dell'Unifil mentre tentavano di verificare in che cosa consistesse il deposito d'armi degli hezbollah saltato per aria qualche giorno prima con morti e feriti, è un pessimo segnale per la pace in Medio Oriente. Quel centinaio di abitanti di Kirbat a Silm, che alla fine si sono persino messi a sparare contro le forze internazionali, sono il segno della solida presenza degli hezbollah al sud del fiume Litani, dove hanno comprato, costruito, arruolato; è un segnale della determinazione della milizia sciita a proteggere le armi e le loro infrastrutture nonostante la risoluzione dell'Onu che ne stabilisce lo smantellamento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La chiave dell'aggressività delle ultime azioni degli hezbollah, che hanno taciuto per lungo tempo e che sembravano determinati a conquistare il potere in Libano tramite un percorso di legittimazione democratica, deve essere letta alla luce dei risultati delle ultime elezioni, anche se è lo scontro con Israele la stella polare intorno a cui costruiscono l'azione e il consenso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Venerdì all'improvviso un gruppo di 15 libanesi, evidentemente espressione degli hezbollah dato che ne portavano le bandiere in corteo, si era introdotto dal Libano dentro il confine israeliano, rompendo ogni regola di rispetto internazionale: l'esercito israeliano ha deciso di non intervenire dato che la gente introdottasi illegalmente non portava armi e aveva con sé alcuni bambini. Né vi è stata reazione militare alla scoperta, nei giorni scorsi, di cinquanta razzi nel sud del Libano puntati verso Israele. Di fronte poi alla grande esplosione di Kirbat, che ha fatto saltare dozzine di katiuscia da 122 millimetri che hanno lasciato numerosi buchi nel tetto, Israele ha sollevato il problema all'Onu ed evidentemente l'Unifil ha agito di conseguenza. Ieri poi il capo degli hezbollah, Hassan Nasrallah, ha citato come motivo di ulteriore contenzioso con Israele la presenza nelle carceri israeliane di un suo adepto, ribadendo che non ci sarà pace finché Israele non lo restituirà. L'allusione è micidiale, se si pensa che la vicenda di Regev e Goldwasser, rapiti per farne merce di scambio con un terrorista infanticida, Samir Kuntar, ha portato alla guerra del 2006. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli hezbollah insistono, sostenuti in questo dall'esercito libanese che lo dichiara sul suo sito, nell'idea che Israele debba consegnare loro le cosiddette «Shabaa Farms», un terreno sul confine con la Siria e col Libano, che apparterrebbe - sempre che Israele per disinnescare la milizia filo iraniana, non lo consegni, come sembrerebbe, al Libano - al contenzioso con Bashar Assad.Hezbollah dunque soffia sul fuoco: il fatto è che a più di un mese dalle elezioni in cui Hezbollah ha perso a favore del sunnita moderato Sa'ad Hariri, figlio del primo ministro ucciso Rafik Hariri, la formazione del governo è ancora oggetto degli sforzi immani del primo ministro incaricato, che non ignora davvero che Hezbollah ha arsenali di armi moderne fornite dall'Iran tramite la Siria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Benché la coalizione di Hariri abbia una maggioranza di 71 seggi contro 57, e formare un governo appaia un compito facile, in realtà Hariri junior si è mosso fin dall'inizio nell'intento di formare un governo di unità nazionale, perché sa che altrimenti il Libano rischia la guerra civile. Questo pacificherebbe la Siria e l'Iran e smorzerebbe l'attività bellica interna e esterna degli hezbollah. Ma l'opposizione avendo perso le elezioni vuole recuperare imponendo i suoi termini: chiede infatti un terzo dei ministri, ovvero 10 su 30, e anche il diritto di veto sulle decisioni importanti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano accordi già fatti col precedente governo dopo l'accordo di Doha del maggio 2008 e che misero fine a mesi di violenze. La novità è che l'Egitto ha cercato di spingere la Siria a suggerire agli hezbollah di accettare un accordo, anche sulla scia dello choc subito da Mubarak quando ha scoperto una congiura degli hezbollah sul suo territorio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I cristiani e i sunniti di Hariri tendono a escludere il diritto di veto, ma il druso Walid Jumblatt, antico leader, capo del partito socialista, ha fatto una riunione con Nasrallah per cercare un accordo. Gli sciiti, dice, dopo tutto sono il più vasto gruppo etnico libanese. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre gli Usa, la Francia, l'Italia, insieme all'Arabia Saudita ed Egitto cercano di favorire una situazione in cui il potere degli hezbollah sia limitato, la Siria, l'Iran, gli hezbollah in primis non danno segno di voler diminuire le loro aspettative.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo potrebbe trasformarsi in violenza. Oppure il balenare continuo delle armi del gruppo estremista sciita potrebbe forzare la mano verso il conferimento di larghi poteri a Nasrallah che certo diminuirebbero il valore della vittoria democratica. Se i partiti vittoriosi alle elezioni non potranno resistere alle pressioni degli hezbollah, Iran e Siria avranno vinto una battaglia che certo non aiuterà nessun processo di pace. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Insomma, ambedue le prospettive non sono allegre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(da Il Giornale, 20 luglio 2009)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1315158929056442700?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1315158929056442700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1315158929056442700' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1315158929056442700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1315158929056442700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/libano.html' title='Libano'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-1549318167290359799</id><published>2009-07-18T23:53:00.002+01:00</published><updated>2009-07-19T00:11:53.045+01:00</updated><title type='text'>Impostura climatica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Contro l'impostura climatica e i suoi araldi&lt;br /&gt;Carlo Ripa di Meana, già commissario Ue all'ambiente, legge "Pianeta blu, non verde" di Vaclav Klaus. E si scopre d'accordo&lt;br /&gt;di Carlo Ripa di Meana&lt;br /&gt;Non credo al riscaldamento globale causato dall’uomo e dunque alla origine antropica dell’effetto serra. Non credo, pertanto, alla teoria che ne discende messa a punto negli ultimi anni dall’IPCC, l’International Panel on Climate Change (ONU): il cambiamento climatico andrebbe stabilizzato, secondo l’IPCC, riducendo e governando i gas a effetto serra nell’atmosfera, e, come prima misura, stivando nelle miniere dismesse il surplus di CO2 prodotto in questi anni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il clima è sempre in cambiamento. Pretendere di determinarlo è un atteggiamento prometeico. La sua evoluzione dipende da molti fattori: certo anche dalla composizione chimica dell’atmosfera, ma egualmente dalla dinamica delle grandi masse oceaniche, dai campi magnetici prodotti dal “vento solare”, dalla traiettoria che la terra percorre nella galassia, solo per ricordarne alcuni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Credo di avere in questi lunghi anni, dall’inizio dei Novanta, quando lanciai come Commissario europeo all’Ambiente la prima proposta di Carbon Tax, studiato, letto e verificato molto a proposito delle energie rinnovabili e della teoria del global warming, così come è stata formulata, dibattuta, sottoposta a verifica a partire dal 1997 con il Protocollo di Kyoto. Ho una diretta conoscenza a proposito di una delle energie rinnovabili, la più sovvenzionata e la più perniciosa per il paesaggio, irrilevante per la sua natura intermittente nella resa energetica: l’eolico industriale, il killer del paesaggio europeo e italiano in particolare. Come persona informata dei fatti sono del parere che si debba uscire dalla rassegnazione e dal fatalismo, e si debba iniziare a combattere una battaglia razionale contro le tesi autoritarie del controllo delle mutazioni climatiche che si propongono una spesa pubblica senza precedenti nella storia dell’umanità, immense risorse finanziarie per mitigare e programmare i cambiamenti climatici. Una operazione dirigistica, chimerica, dissennata contro cui, in particolare nel secondo semestre dell’anno di grazia 2009, ogni persona che non sia decisa a capitolare all’irrazionale deve condurre e portare a vittoria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Margherita d’Amico, la scrittrice e giornalista cha ha lanciato il movimento “Il respiro degli alberi”, a fine mattinata di una giornata del giugno scorso fresca, quasi frizzante, mi dice: “Dobbiamo fare qualcosa di concreto perché il riscaldamento del clima è molto preoccupante”. Quando Margherita mi ha chiamato stavo leggendo Eco logo, un volume ben documentato del mio amico Stefano Apuzzo che nella sua introduzione alle quasi trecento pagine del libro scrive: “Stiamo parlando del destino che potrebbe farci assistere da anziani (lui ha 48 anni) alle inondazioni delle nostre città causate dallo scioglimento dei ghiacciai e dall’innalzamento dei mari. I due gradi di aumento della temperatura globale previsti da quasi tutti gli scienziati del clima produrrebbero l’inondazione di Venezia, del centro di Londra, di Miami e Manhattan, con tutte le coste mediterranee ridotte a deserti aridi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’acqua potabile diminuirebbe del 20-30 per cento, la resa agricola si abbatterebbe del 10 per cento, avremmo sessanta milioni di nuovi casi di malaria in Africa, le alluvioni lungo le coste interesserebbero dieci milioni di persone in più, il ghiaccio della Groenlandia si scioglierebbe definitivamente”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Due pareri di persone che conosco, non ingenue, spesso scettiche, sempre concrete, eppure inserite, Margherita e Stefano, nel grande coro dell’Apocalisse prossima ventura. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intonato con la solennità del canto gregoriano dai grandi cavalieri e diaconi, il già Vicepresidente americano Al Gore, Nobel e Oscar, l’erede al trono Carlo d’Inghilterra e, affidato poi alla divulgazione autorevole per gli incliti, dalle voci dei tenori Lester Brown, Jeremy Rifkin (1), Nicholas Stern, Maurice Strong, Klaus Töpfer. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per i lavori duri e sporchi alle voci fonde, quella intollerante del Ministro per l’Ambiente del Regno Unito Edward Miliband e quella protonazista del giornalista britannico George Monbiot (2), per intimidire gli incolti con il completamento, per le finiture minacciose, dei gruppi di baritoni, contralti e soprani, tutti intenti a seminare il panico isterico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“È una questione morale, che riguarda la sopravvivenza della civiltà umana [...] la crisi climatica può essere risolta in tempo per evitare la catastrofe [...]”, Al Gore, ottobre 2008; “In base alle ultime relazioni il livello del mare potrebbe aumentare di un metro in questo secolo con gravi conseguenze per 600milioni di persone.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Paesi come l’Egitto e l’India ne subirebbero enormi conseguenze, mentre le isole più piccole scomparirebbero del tutto. Ci rimangono al momento solo novantanove mesi prima di raggiungere il punto di non ritorno, e questo tempo passerà in un lampo”, Carlo d’Inghilterra, Roma, Montecitorio, 27 aprile 2009; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Come i terroristi non possono presentarsi nei media, così gli scettici sulla questione climatica non dovrebbero avere il diritto di parlare pubblicamente contro la teoria del riscaldamento globale”, Edward Miliband, Pianeta blu non verde, Vaclav Klaus, p.18. IBL Libri, Torino 2009; “Ogni volta che qualcuno muore in seguito alle alluvioni in Bangladesh, un dirigente di una compagnia aerea dovrebbe essere trascinato fuori dal suo ufficio e annegato”, George Monbiot, The Guardian, 31.10.2006.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dunque l’attacco mediatico, istituzionale e politico per forzare la mano in luglio al G8 a l’Aquila, e in dicembre a Copenaghen alla grande Conferenza ONU per rinegoziare da cima a fondo il Protocollo di Kyoto, clamorosamente fallito con i relativi impegni, è nel suo pieno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nuovo Presidente Obama prepara l’affondo. Impegnato ad assumere nel mondo la guida della rivoluzione verde, dopo la lunga retroguardia americana rappresentata dai Presidenti Carter, Reagan, Clinton e i due Bush. Obama considera che questo del 2009, anno d’inizio della sua presidenza, sia il tempo ideale perché questa linea strategica maggiore, formatasi negli anni Ottanta e Novanta fino alla metà di questo decennio con allora la leadership dell’Unione europea, sia rimessa oggi alla primazia americana o, come hanno sognato Blair e Brown, in subordine, angloamericana. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo proposito non lo ha mai taciuto Al Gore, e di recente lo ha teorizzato il premio Pulitzer Thomas L. Friedman: “Io dico: l’America prenda la guida della rivoluzione verde e il mondo seguirà perché il suo potere di emulazione è ancora forte, ineguagliato. Se tentenniamo, gli altri tentennano, se avanziamo gli altri ci imitano. La Cina in particolare. Finora abbiamo tentennato. Ma se mostriamo che si può essere innovativi, ricchi e imprenditoriali anche colorando di verde la nostra economia questo varrà più di cento trattati [...] Oggi è la corsa alla terra, e la vincerà chi inventerà per primo le tecnologie più verdi, perché uomini e donne possano continuare a vivere sul pianeta”, (Corriere della Sera, 15 giugno 2009). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È stata una lunga marcia quella della teoria del global warming attribuito, come premessa di ogni cosa, all’aumento delle emissioni di biossido di Carbonio (CO2) prodotte dall’uomo, il gas a effetto serra dovuto alla crescita del consumo di combustibili fossili, carbone, petrolio e gas naturali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle intenzioni dichiarate della cultura ambientale americana “La Terza Rivoluzione industriale è l’obiettivo finale che porta il mondo fuori dalle vecchie energie basate sul carbonio e l’uranio verso un futuro sostenibile e non inquinante per la razza umana”, (Jeremy Rifkin, economista e scrittore, I libri di Gaia, Milano 2008, p.25).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Obama lo ha annunciato, con la sua consueta retorica, nel giorno dell’insediamento alla Casa Bianca, il 19 gennaio 2009, con queste parole: “We will roll back the specter of a warming planet”,”cacceremo lo spettro del riscaldamento globale, utilizzeremo il sole, i venti e il geotermico per assicurare il pieno alle nostre automobili, per far funzionare le nostre fabbriche. Costruiremo le strade e i ponti, le nuove reti elettriche con le linee digitali intelligenti che ci terranno insieme”. All this we can do. And all this we will do”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valutando oggi, sei mesi dopo, con freddo realismo, il progetto strategico di Obama, messo a punto con le regole della sempiterna special relationship con l’alleato britannico (Blair iniziò a tesserla con l’ultimo Bush verso la fine della sua presidenza, e oggi Brown con l’intesa angloamericana, con sullo sfondo la Merkel), perché in questi ultimi mesi è divenuto problematico? Esso poggiava su tre “verità indiscutibili” annunciate dagli araldi della green revolution, della green industry e del green employment, ipse dixit: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1) Il prezzo del greggio è in continuo aumento; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2) L’aumento esponenziale delle emissioni di anidride carbonica e altri gas in atmosfera prodotti dall’uomo con le industrie, il riscaldamento e il trasporto producono negativo e decisivo surplus di effetto serra; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3) Il riscaldamento globale che ne deriva produce a ritmi sempre più accelerati una sconvolgente e innegabile mutazione climatica, un climate change rovinoso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sei mesi dopo, a metà 2009, queste certezze sono state, una dopo l’altra, contraddette, prima di tutto dai crudi dati economici e scientifici. Oggi esse appaiono imprudenti formulazioni manichee. Imprudenti e non confermate. Il prezzo del petrolio è dimezzato. È probabile che riprenda a salire a crisi economica superata, dunque in data incerta. L’effetto serra dovuto a un aumento di CO2 non si è avuto. Si è registrata, al contrario, con la grande crisi, una flessione di CO2 dovuta alla riduzione dei consumi. La ricerca degli studiosi del clima e della meteorologia non registra aumento della temperatura negli ultimi dieci anni, come sembra prepararsi a riconoscere lo stesso IPCC con il prossimo rapporto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Professor Guido Visconti, il climatologo italiano più ascoltato in sede IPCC ha ammesso il 28 marzo 2009 sul Corriere della Sera, p.33, che “Il dato sull’aumento di temperatura globale è soggetto evidentemente a diversi errori. I dati sperimentali che si hanno a disposizione sono ancora troppo limitati per decidere sulla validità dei modelli”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infine, Il 30 marzo 2009 sul New York Times, centoquattordici scienziati di tutto il mondo (incluso tra gli altri il fisico italiano Antonino Zichichi), tra cui 13 Premi Nobel, hanno pubblicato un appello a Obama rispondendo con queste parole all’affermazione di qualche giorno prima dello stesso Presidente, “poche sfide che l’America e il mondo hanno di fronte sono più urgenti della lotta ai cambiamenti climatici. I dati scientifici sono indiscutibili e i fatti sono chiari”: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Con tutto il dovuto rispetto signor Presidente, questo non è vero”, hanno risposto i 114 scienziati sul NYT.Ormai da ogni parte giungono smentite al dogma del riscaldamento globale dovuto alle attività umane (tra i massimi oppositori Fred Singer, James Lovelock, Richard Lindzen, Hendrik Tennekes, Freeman Dyson, Patrick J. Michaels, Antonino Zichichi, Bjorn Lomborg, Robert Mendelson, Franco Battaglia). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Insomma, un fortissimo appello si leva da molte parti perché ci si impegni a “conoscere prima di deliberare”. Con un crescendo di pareri e di prove che svelano l’impostura e che giungono ormai anche dall’esterno della comunità scientifica. Voci della cultura e della politica, ancora timide e sommesse alcune, da parte di uomini di stato europei: il Presidente della Repubblica Ceca Vaclav Klaus, Valéry Giscard d’Estaing, Helmut Schmidt e, da New Dehli, il Primo Ministro dell’India Manmohan Singh.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Su questi nuovi orientamenti, per ora ufficiosi, caratterizzati anche da una caduta verticale di condivisione delle priorità del problema del riscaldamento globale nelle opinioni pubbliche, a Washington, a Londra, a Berlino, a Bruxelles, praticamente ovunque, è probabile che all’ordine del giorno dei “lavori travolgenti” previsti dalla equipe di Obama e dalla maggioranza dell’Unione Europea, con alcune esitazioni, Repubblica Ceca, Polonia e Italia, al G8 all’Aquila e a Copenaghen a dicembre oltre ai tre pilastri scelti, energie rinnovabili; tecnologie di accumulazione; reti energetiche intelligenti – smart grid, si aggiunga, inaspettata per gli ingenui, la carta coperta della ripresa nucleare. Da parte americana, italiana, britannica, polacca, tedesca, svedese e francese, calata, sottovoce e guardando le rondini, con il pretesto di aggiornare i reattori, da Obama con l’annuncio di nuove quattro centrali, e rilanciata a Parigi da Sarkozy: “Ogni euro per le rinnovabili corrisponderà a un euro per più nucleare energetico”, e ripetutamente preannunciata dal Governo di Roma. Con il controcanto, in Italia, di Chicco Testa, procellaria sintomatica che vola radente sulle onde del mare in tempesta in ogni svolta testa-coda dei settori energetici ed ecologici italiani più spregiudicati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fin qui le novità, le nuove condizioni e gli imprevisti del dibattito. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A seguire, il merito a proposito dei tre pilastri annunciati e le spese relative da parte dell’Unione Europea.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il primo pilastro: le energie rinnovabili, solare, eolico, idroelettrico, geotermico, moto ondoso, le biomasse, sono tutte caratterizzate da una natura intermittente, sempre aleatoria, e sono oggi energie non stoccabili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il secondo pilastro: la tecnologia di accumulazione prevede l’idrogeno come combustibile della terza rivoluzione industriale, con però la consapevolezza che si è ancora lontani dall’idrogeno commerciale, stoccabile, a disposizione per la generazione elettrica e per i trasporti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il terzo pilastro: le reti energetiche intelligenti, le smart grid, costituite da mini reti che permettono all’utenza privata, alle piccole, medie e grandi imprese di produrre localmente energia rinnovabile con contatori intelligenti composti da sensori e microchips, un potente software che permetta a tutta la rete di poter conoscere la quantità di energia utilizzata in qualunque momento, per subentrare, sopperire, integrare la diffusione dell’elettricità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi pilastri hanno già raggiunto nel 2007 nell’Unione europea una spesa record di novanta miliardi di euro, che è previsto raggiunga i 250 miliardi di euro entro il 2020. Mentre per la ricerca e l’economia dell’idrogeno l’Unione Europea ha già stanziato oltre 500 milioni di euro per realizzare celle combustibili e uso commerciale di energia all’idrogeno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Comparando le previsioni di spesa che la Ue e gli Stati Uniti si preparano a esporre al G8 tra qualche giorno per tentare di far convergere decisioni finanziarie egualmente imponenti agli altri grandi attori, Cina, India, Brasile, Corea entro il 2020, per poi ribadirle solennemente nel mese di dicembre a Copenaghen alla grande Conferenza dell’ONU, misure finanziarie tutte traguardate sul 2020, troviamo l’Unione Europea con una riduzione di CO2 del 20 per cento, gli Stati Uniti con una riduzione del 17 per cento; per le fonti alternative l’Unione Europea con diciotto miliardi di euro all’anno, venticinque milioni di dollari gli Stati Uniti; per l’occupazione l’obiettivo entro il 2020 per l’Unione Europea è di due milioni e mezzo di posti di lavoro, e per gli Stati Uniti di cinque milioni di posti di lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per la stessa data, per la modernizzazione della rete di trasmissione elettrica, la smart grid, la rete intelligente, gli Stati Uniti hanno annunciato trentadue miliardi di dollari più undici miliardi per la ricerca e lo sviluppo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’Unione europea non ha ancora definito la busta finanziaria per la super grid, e l’abbattimento dei vecchi elettrodotti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo in Italia la Terna dovrebbe rimuovere 1200 chilometri dei vecchi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel settore delle rinnovabili sembra raggiunta tra Stati Uniti e il resto del mondo, un’intesa per una priorità per l’eolico, considerato tecnologia matura e reso competitivo con la produzione energetica da carbone, gas o petrolio, i combustibili fossili, dal prezzo politico al Kw/ora, che in Italia è tre volte superiore a quello riconosciuto allo stesso indice prodotto da gas, carbone o petrolio, e negli altri paesi è il doppio del Kw/ora. Dunque un “immenso sforzo finanziario con una energia pesantemente sovvenzionata in tutto il mondo, intermittente e in quasi tutte le realtà paesaggistiche disastrosa”, (Giuseppe Zollino, Convegno Il paesaggio sotto attacco. La questione eolica, Palermo 28 marzo 2009). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Segue il solare, nella sua versione fotovoltaica, solare termica, solare termodinamica concentrata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle rinnovabili, inoltre, saranno previste, urbi et orbi, la geotermia, le biomasse, il moto delle maree, l’idroelettrico e i termovalorizzatori. È evidente che tutta questa lunga operazione è stata preparata da una decisione ideologico-politica prima. Da varie iniziative di vasta comunicazione dopo, in particolare quella visiva confezionata dal Vicepresidente americano con il suo film “Una scomoda verità”, forse il più potente propagandista dell’ideologia del riscaldamento climatico, poi dal Rapporto del Barone Nicholas Stern, scritto per ordine del Primo ministro britannico Tony Blair, “Un piano per salvare il pianeta”, che ha prodotto un panico diffuso sui cambiamenti climatici e le loro pretese conseguenze catastrofiche sul futuro della civiltà umana.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Rapporto Stern è in sostanza un esercizio di propaganda a sostegno della politica del Governo britannico per perseguire un ruolo di leadership mondiale, insieme agli Stati Uniti, in merito ai cambiamenti climatici (“Nessuna emergenza clima”, Nigel Lawson, già Cancelliere dello Scacchiere della Thatcher, Brioschi editore, Milano 2008). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla base di questo panico non c’è, però, la scienza, se non nella sua versione burocratica, lautamente retribuita e numerica rappresentata dalle migliaia di burocrati e accademici, duemilacinquecento, raccolti dalle Nazioni Unite, su indicazioni dei rispettivi governi, nell’IPCC. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dunque, nella sua sostanza si tratta della forzatura della scienza da parte di una ideologia illiberale e orientata all’autoritarismo (“La verità scientifica non si determina tra l’altro contando le teste”, James Lovelock, Prospect, dicembre 2007, London). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non aveva torto lo scrittore Michael Crichton, parlando il 15 agosto 2003 a San Francisco al Commonwealth Club, nella sua memorabile requisitoria “Environmentalism as religion”, “Vero scontro tra verità e propaganda”. Tullio Regge conferma questa rapida deriva verso forme di misticismo in cui il simbolo conta più dei fatti: “La storia è ricca di predizioni fallaci che hanno rinfocolato fanatismi. Orde di guru, per cui la modestia non era una virtù, hanno predetto catastrofi che non si sono mai avverate”, (I falsi allarmismi, Piemme, Asti 2004). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma forse la più efficace analisi e denuncia di questa manipolazione affidata alla comunicazione mediatica, tv, radio, video e giornali e riviste, l’ha sviluppata nel suo libro recente &lt;a href="http://www.brunoleoni.it/e-commerce.aspx?ID=7677&amp;amp;level1=2220" target="_blank"&gt;Pianeta blu non verde – Cosa è in pericolo: il clima o la libertà?&lt;/a&gt;, Vaclav Klaus attuale Presidente della Repubblica Ceca, tra i maggiori economisti viventi, che ci esorta a sfidare l’impostura “che non deve rimanere senza risposta da parte dell’opinione pubblica che ragiona razionalmente”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tra le motivazioni aggiuntive segnalo anche quelle di carattere narrativo e involontariamente farsesco rappresentate da due cammei della propaganda catastrofista e apocalittica, “Gli orsi polari” e “Gli eschimesi”. Per i primi vale il servizio che gli dedicò Time nel 2006, “Be worried. Be very worried” (“Preoccupiamoci. Preoccupiamoci molto”), e in copertina vi era la fotografia di un orso polare su una piccola banchisa di ghiaccio galleggiante che cercava un’altra banchisa su cui saltare, mentre nel testo si leggeva che “gli orsi bianchi polari stanno iniziando ad annegare, e a un certo punto si estingueranno”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mondadori nel 2009 ha riportato nel libro Stiamo freschi, di Bjørn Lomborg, questa asciutta dichiarazione dello scienziato, autore del grande best seller L’ambientalista scettico, sempre della Mondadori: “Per la Groenlandia, che fa parte della Danimarca, il mio paese, sono un simbolo di orgoglio, e la loro perdita sarebbe una tragedia. Ma la popolazione globale di orsi polari nell’Artico è cresciuta dai 5000 degli anni sessanta ai 25000 degli inizi di questo decennio, con le loro popolazioni in aumento”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre ancora più autoironica la considerazione del focus “Cambia il clima, aumentano le malattie”, (Corriere della Sera 15 giugno 2009), che così conclude la sua inchiesta: “Fra gli eschimesi dell’Alaska sono aumentati incidenti, cadute, fratture alle gambe, dovuti al ghiaccio troppo sottile. I ghiacciai si stanno davvero sciogliendo sotto i nostri piedi”. The laugh of the new century.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eppure il grande spin mediatico del global warming antropico non ha evidentemente memoria di tre precedenti analoghi, tre brevi ere di irrazionalità: la dannazione del Ddt quando Rachel Carson, con Silent Spring, la primavera silenziosa, nel 1962, nel dopoguerra, ferì a morte il Ddt, il pesticida che aveva estirpato la malaria, e fu bandito nel paese dove era stato inventato, prodotto e diffuso, con la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Ddt fu via via eliminato in tutto il resto del mondo. Avendo il merito, per la pressione della opinione pubblica americana, è vero, di creare in conseguenza l’EPA-Environmental Protection Agency, la prima agenzia di protezione ambientale al mondo, riducendo, alcuni rischi ma riaprendo con il bando totale i grandi continenti dell’Asia e dell’Africa alla anofele, la zanzara portatrice delle febbri malariche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Seguito, il caso Ddt dal caso di Paul Ralph Ehrlich, con il suo libro del 1968 The Population Bomb, con cui annunciava che “negli anni settanta e ottanta centinaia di milioni di esseri umani moriranno di fame nonostante programmi di emergenza e di salvezza che verranno avviati da subito”, così auspicando come prevenzione una severissima politica di controllo delle nascite in ogni continente. Le previsione di Paul Ehrlich si rivelarono completamente sbagliate e le sue teorie di pianificazione demografica furono travolte dalla constatazione che muovevano da modelli matematici errati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Donella Meadows, che fu una ricercatrice e produsse il modello matematico su computer “World3” per il Club di Roma guidato da Aurelio Peccei, fornì in tal modo la base conoscitiva di un altro libro celeberrimo Limits to growth – I limiti dello sviluppo, che alla luce dei decenni trascorsi risulta per lo più sbagliato nella previsione sulle quantità e sulle durate delle risorse minerarie ed energetiche del pianeta, a cominciare dal petrolio. Producendo, in tal modo, una ondata di diffusa di incredulità nei confronti di ricerche analoghe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dimenticando questi precedenti, che pure dovrebbero tornare alla memoria degli attuali zeloti del riscaldamento globale antropico, la maggioranza dei governi e dei leader politici sembra decisa ad avventurarsi, costi quel che costi, e mai modo di dire fu più calzante, sulla via degli impegni a proposito di un non problema, come Fred Singer, fisico dell’atmosfera dell’Università della Virginia, così riassume: “Perché dovremmo dedicare le nostre scarse risorse a quello che in sostanza è un non problema e ignorare le problematiche reali che il mondo si trova davanti, fame, malattie, negazione dei diritti umani, per non parlare delle minacce del terrorismo e delle guerre nucleari?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A distanza di pochi giorni, quando al tavolo dei G8 si potrà misurare, insieme, la parte autentica e determinata della “rivoluzione verde”, con tutte le sue pulsioni chimeriche e le sue inaccettabili imprudenze, e la obbligatoria quota parte di “fiori per il loggione”, con le inevitabili tirate retoriche che, serviranno solo a contrabbandare una diffusa ma pudica, anzi virginale, ripresa del nucleare, sotto il pretesto del riaggiornamento degli impianti con le nuove tecnologie esistenti, le dichiarazioni ufficiali che fioccano dalle sedi delle Istituzioni europee sono a dir poco velleitarie. Nel giro di ventiquattr’ore il Corriere della Sera, mai come prima impegnato a tirare la volata alla causa del riscaldamento globale, il 29 giugno ha ospitato, tra altri, i seguenti propositi del Vicepresidente dei Verdi al Parlamento europeo, Claude Turmes, che dopo aver ascoltato i resoconti dell’approvazione alla Camera dei rappresentanti con sette voti di scarto della prima legge di Obama sul clima, capolavoro del nulla, tra blandi impegni di riduzione, concepita con il ricorso illusionistico del cap and trade, un paralizzante sistema di compensazioni in fatto di emissioni di gas a effetto serra, erede peggiorativo della fallita formula degli swaps, un baratto tra industria virtuosa e industria inquinante, prova legislativa da cui il nuovo Presidente americano è uscito barcollante, l’onorevole Turmes così auspica il futuro “D.: Cina, India, o i Paesi africani chiederanno all’Occidente i soldi per ripulire i loro cieli. Sarà giusto darli? R.: “Si. Sarà morale. È una questione etica, oltre che ecologica. Noi abbiamo delle responsabilità storiche verso quei paesi che non erano ancora industrializzati trenta o quaranta anni fa. Abbiamo accumulato CO2 nei cieli per molti decenni, prima che iniziassero loro a farlo”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fa una certa impressione, lo confesso, leggere propositi e sogni di un Parlamentare europeo appena eletto che ricordano i libri di Henry Michaux, “Un barbaro in Asia”, per esempio, scritto sotto mescalina, il più potente degli allucinogeni naturali. E il giorno dopo, 30 giugno, a parlare è il ministro dell’Ambiente della Svezia, Andreas Carlgren, che nella presidenza dell’Unione assunta nelle stesse ore si propone di ottenere l’estensione della Carbon tax, oggi adottata in Danimarca, Finlandia e Slovenia, a tutti i paesi dell’Unione, possibilmente suggerendola al resto della Comunità internazionale, e preannunciando per il proprio paese un taglio del 40 per cento delle emissioni di gas a effetto serra. Omette però di dire al giornale italiano, il ministro svedese Carlgren, che alla produzione di energia elettrica nella Svezia, paese di otto milioni di abitanti con una superficie di 150 mila chilometri quadrati superiore a quella italiana, la rinnovabile tradizionale idroelettrica concorre a fornire il 60 per cento del fabbisogno elettrico. Buona parte del rimanente è coperto dal nucleare prodotto da dieci centrali atomiche che, con decisione dell’attuale governo di Stoccolma, nel marzo di quest’anno, sono state confermate e in parte già riaggiornate, con buona pace del Referendum popolare del 1980 che ne prevedeva la graduale chiusura con termine al 2010.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi limito a esprimere un pio desiderio: si inizi al G8, e si passi poi alla Conferenza ONU di dicembre, a discutere di tutte le questioni della mutazione climatica senza l’obbligo di sottostare ai dettami della correttezza politica di chi coltiva la pretesa di cambiare il clima ripristinando quello d’antan.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da Il Foglio, 8 luglio 2009 &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bibliografia essenziale&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Elenco qui di seguito i libri da consultare. Mi limito a dare i testi che considero importanti nelle edizioni italiane, e qualche riferimento a testi pubblicati altrove, ma egualmente indispensabili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stefano Apuzzo – Danilo Bonato, ECO LOGO, I libri di Gaia, Milano, 2008&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Franco Battaglia – Renato Angelo Ricci, VERDI FUORI ROSSI DENTRO, Free Foundation for Research on European Economy, Milano, 2007&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tony Blair, SPEECH ON CLIMATE CHANGE, Londra, 14 settembre 2004&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Jean-Louis Butré, L’IMPOSTURE, Editions du Toucan, Paris, 2008&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Riccardo Cascioli – Antonio Gaspari – Tullio Regge, LE BUGIE DEGLI AMBIENTALISTI. I FALSI ALLARMISMI DEI MOVIMENTI ECOLOGISTI, Piemme, Asti, 2004&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Michael Crichton, ENVIRONMENTALISM AS RELIGION, Commonwealth Club, San Francisco, 15 agosto 2003&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Michael Crichton, THE CASE FOR SKEPTICISM ON GLOBAL WARMING, National PressClub, Washington DC, 25 gennaio 2005&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Michael Crichton, STATO DI PAURA, Garzanti, Milano, 2005&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Paul Ehrlich, THE POPULATION BOMB, Ballantine Books, New York, 1968&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;David L. Goodstein, IL MONDO IN RISERVA, Università Bocconi, Milano, 2008&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al Gore, LA TERRA IN BILICO, Roma-Bari, Laterza 1993&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al Gore, UNA SCOMODA VERITÀ: COME SALVARE LA TERRA DAL RISCALDAMENTO GLOBALE, Rizzoli, Milano, 2003&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vaclav Klaus, PIANETA BLU, NON VERDE. COSA È IN PERICOLO: IL CLIMA O LA LIBERTÀ?, IBL Libri, Torino, marzo 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Serge Latouche, L’OCCIDENTALIZZAZIONE DEL MONDO, Bollati Boringhieri,Torino, 1992&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nigel Lawson, NESSUNA EMERGENZA CLIMA. UNO SGUARDO FREDDO SUL RISCALDAMENTO GLOBALE, Francesco Brioschi editore, Milano, 2008&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Richard Lindzen, CLIMATE OF FEAR, The Wall Street Journal, New York, 12 aprile 2006&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bjørn Lomborg, L’AMBIENTALISTA SCETTICO, Mondadori, Milano, 2003&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bjørn Lomborg, STIAMO FRESCHI, Mondadori, Milano, 2008&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;James Lovelock, THE EARTH IS ABOUT TO CATCH A MORBID FEVER THAT MAY LAST AS LONG AS 100.000 YEARS, The Indipendent, 16 gennaio 2006&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Laura Marchetti, IL PENSIERO ALL’ARIA APERTA, Palomar, Bari, 2000&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Donella Meadows – Dennis Meadows, I Limiti Dello Sviluppo, Mondadori, Milano, 1978&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;BARACK OBAMA’S PRESIDENTIAL ADDRESS, Shenker minibooks series, Roma, 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Maurizio Pallante, LA DECRESCITA FELICE, Editori Riuniti, Roma, 2008&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Jeremy Rifkin, ECONOMIA ALL’IDROGENO, Mondadori, Milano, 2002&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Jeremy Rifkin, IL SOGNO EUROPEO, Mondadori, Milano, 2004 &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vandana Shiva, RITORNO ALLA TERRA, Fazi editore, Roma, 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Peter Staudenmaier, L’IDEOLOGIA FASCISTA: L’ALA VERDE DEL PARTITO NAZISTA E I SUOI ANTECEDENTI STORICI, AK Press, Oakland, 1995&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nicholas Stern, UN PIANO PER SALVARE IL PIANETA, Feltrinelli editore, Milano, aprile 2009&lt;br /&gt;http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=8071&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1549318167290359799?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1549318167290359799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1549318167290359799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1549318167290359799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1549318167290359799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/impostura-climatica.html' title='Impostura climatica'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-485527665560372822</id><published>2009-07-18T12:15:00.001+01:00</published><updated>2009-07-18T12:16:36.664+01:00</updated><title type='text'>I nuovi mostri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;sabato 18 luglio 2009, 07:00&lt;br /&gt;Chi tira su questi mostri saccheggia la nostra memoria&lt;br /&gt;di &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=0"&gt;Redazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C’è una terra che è nostra, un bene indisponibile che non ci può essere sottratto. Le parole degli scrittori l’hanno preservata nella nostra memoria. Manzoni fissando per sempre l’immagine del lago di Como, Pavese le Langhe, Verga la Sicilia. E dobbiamo immaginare che l’articolo 9 della Costituzione intenda garantirne l’integrità quando prescrive con il patrimonio artistico la tutela del paesaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eppure da qualche anno nel nome di una finta energia pulita questi principi sembrano vacillare, e ancora oggi, con una insensata gerarchia di luoghi dell’Italia che è bella tutta uno strano ecologista, Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, può dichiarare: «Sarebbe folle mettere una centrale sulle cime di Lavaredo, ma in luoghi impoveriti, come le colline disboscate delle alture attraversate dagli elettrodotti, le pale eoliche migliorano il paesaggio». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’insensata affermazione sembra indicare valori diversi non si capisce in base a quale criterio. Parliamo allora dello specifico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le bellissime strade che vanno da Salemi a Marsala e a Mazara del Vallo, magnificate da Cesare Brandi come tra le più belle del mondo per la varietà di mare, colline, campagne, sono oggi disseminate di pale eoliche approfittando della povertà di comuni che vendono le concessioni e la complicità della criminalità organizzata che le facilita. Dobbiamo dubitare delle parole di Brandi e considerare che le orride pale, da lui neppure immaginate, «migliorano il paesaggio». E oggi, con un violento contrasto, Amici della terra, Coldiretti, Mountain Wilderness, Altura, Vas, Movimento azzurro, Comitato del paesaggio, Comitato per la bellezza, Fare verde, Italia Nostra hanno preso una posizione durissima contro questo saccheggio del territorio. Sono considerazioni che appaiono incontestabili a chiunque abbia visto questi paesaggi violati, stuprati e soprattutto dei luoghi più poveri e abbandonati dove la mafia agisce indisturbata e stabilisce una nuova connivenza con i poteri pubblici europei, nazionali e regionali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fino ad oggi ancora miracolosamente intatta era la più bella provincia di Sicilia, quella di Ragusa, con le campagne declinanti separate dai muretti a secco, temporaneamente evitati i parchi eolici che pure infestano Giarratana e Monterosso Almo, una nuova aggressione minaccia quelle terre integre in modo ancora più insidioso e devastante, sono gli impianti fotovoltaici che desertificano la terra distruggendo la vegetazione e smantellando senza pietà quei muretti a secco che erano stati descritti nella pittura di Guccione e dei maestri della scuola di Scicli, Franco Polizzi, Salvatore Paolino, Franco Sarnari. Come gli scrittori, questi artisti hanno lasciato memoria di una terra che non può essere sfigura con la violenza inaudita di chi distrugge e saccheggia coltivazioni e memoria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed io mi chiedo, come può il sindaco di Ragusa, Nello De Pasquale assistere inerme a questo scempio? Vedo fremere di indignazione l’architetto Salvatore Mancini che ha mirabilmente restaurato, poco lontano, l’eremo della Giuliana frequentato da chi, da ogni parte del mondo, viene a Ragusa per la, fino ad oggi, incontaminata condizione del suo territorio agricolo, e insieme mitico. Penso alla sofferenza dell’amico Giovanni Damigella di Chiaramonte Gulfi che vede la sua Sicilia umiliata e mi fermo, in località Contrada Mendolilli a osservare gli impianti che stanno per essere collocati dalla ditta Aton Sunpower. Mi chiedo come non vedano, e come del fotovoltaico non abbiano seguito gli sviluppi che consentono di applicarlo in aree industriali o dissimulato nelle tegole con ricerche più sofisticate. Qui a Contrada Mendolilli è puro vandalismo, è saccheggio, è la terra che viene rubata senza alcuna pietà per le antiche coltivazioni e per l’identità dei luoghi. Contrada Mendolilli è uno scandalo della pubblica amministrazione, indifferente e ignara, nonostante l’impegno appassionato di Rossana Interlandi, e nella distrazione di sovrintendenze asservite ai poteri locali. Mi annunciano altri analoghi orrori vicino a Sciacca in Borgo Bonsignore e a Menfi in Contrada Stoccatello mi auguro di arrivare in tempo a impedirlo con il sostegno di chiunque abbia conservato rispetto per la memoria e per la terra. La terra, appunto, che nessuno può violare perché non si può vendere o alienare per perderla per sempre.&lt;br /&gt;Mi auguro che i sindaci di Ragusa, di Sciacca e di Menfi capiscano che il loro primo compito è difendere il bene pubblico e nessun bene è più prezioso della terra.&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=367385&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-485527665560372822?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/485527665560372822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=485527665560372822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/485527665560372822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/485527665560372822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/i-nuovi-mostri.html' title='I nuovi mostri'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-2617560518874647978</id><published>2009-07-18T12:05:00.001+01:00</published><updated>2009-07-18T12:07:07.943+01:00</updated><title type='text'>Il bluf dell'eolico</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;sabato 18 luglio 2009, 07:00&lt;br /&gt;«Basta pale». Tutto il mondo contro l’eolico&lt;br /&gt;di &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=0"&gt;Redazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non le vogliono di ambientalisti. E non le vogliono i contadini. Eppure sono una fonte di energia pulita. Ma l’invasione di pale eoliche in arrivo nelle campagne inglesi ha scatenato una guerra in Gran Bretagna. E non solo: ha innescato un allarme dall’Europa agli Stati Uniti, passando per l’Italia. Il governo di Sua maestà ha presentato un progetto per ridurre le emissioni inquinanti con l’impegno di rendere più snelle le procedure per il via libera ai parchi con i moderni mulini a vento. Ma non solo: l’esecutivo britannico ha reso noti anche i siti dove nei prossimi anni, forse già entro il 2016, sorgeranno le cosiddette «eco-town», i centri abitati di nuova costruzione a impatto ambientale zero. Il risultato? Il governo inglese non ha partorito un successo. Anzi, al contrario, ha acceso una miccia e la detonazione è arrivata. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle campagne britanniche è subito esplosa la rivolta. E la loro battaglia ha già un nome in codice: Nimby («not in my back yard»). «Non nel mio giardino», tuonano gli agricoltori. E in Italia suonerebbe: «Padroni in casa nostra». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma la «bomba» eolica rapidamente ha travalicato la Manica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono tornati alla carica i paladini del paesaggio, che hanno subito denunciato che nel libro delle fonti di energia, la bilancia dell’eolico pende più sugli svantaggi che sui vantaggi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopotutto l’ingegneria del vento ha le sue regole: una turbina funziona a gonfie vele con un vento di circa 8 metri al secondo e occorre salire in alto, fino ad almeno 60 metri, per averlo abbastanza costante. In sostanza, più si va in verticale, meglio è. Ma è chiaro che una foresta di torri alta come un grattacielo di trenta piani è inguardabile. E un territorio devastato da giganteschi piloni piantati nella pancia delle colline inglesi, o italiane, o spagnole è una calamita naturale per le proteste degli ambientalisti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel libro nero dell’eolico il capitolo del costo e dei benefici è cristallino: l’eolico non è competitivo con le altre fonti. Primo perché, come il sole, anche il vento non è mai uguale da zona a zona, né di giorno in giorno. Secondo perché un ventolone produce 5 megawatt e facendo i conti ce ne vorrebbero 200 per eguagliare la potenza di una centrale tradizionale. Bocciati anche gli impianti cosiddetti offshore, quelli in mezzo al mare, perché, anche se posizionati a grande distanza dalle coste, sono comunque una rovina per il paesaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Su questo fronte negli Stati Uniti si sta combattendo una feroce battaglia: niente moderni mulini a vento dal New England a Cape Cod, niente torri e pale davanti alla baia di Nantucket e a Martha’s Vineyard, oasi di vacanza dei vip della politica a stelle e strisce - dai Kennedy ai Clinton - degli uomini d’affari, dei ricchi rampanti e degli intellettuali. L’America chic e glamour ha aperto un fuoco di sbarramento contro la produzione di energia pulita che inquini il paesaggio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eppure furono proprio i Kennedy e i Clinton i primi a tuonare contro l’ex presidente George W. Bush, quando non firmò il protocollo di Kyoto, accusandolo di voler soffocare il pianeta con i gas serra. Ma di fronte ai giganti dalle braccia rotanti, che deturperebbero la costa atlantica, l’opposizione è forte e dura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dagli States all’Europa il fronte anti eolico si allarga. La Germania è il primo produttore europeo di energia dal vento, eppure non mancano le voci contrarie. In Baviera è nata l’associazione «Gegenwind für Mensch und Natur» con l’obiettivo di chiedere al governo regionale di rinunciare «al folle disegno di ricoprire l’intera superficie del Land con i mulini a vento». E sempre in Germania, un rapporto dell’E.On tedesca - la principale installatrice di parchi eolici - ha già puntualizzato che servirebbero 24mila pale per sperare di chiudere un impianto di produzione di energia convenzionale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più dura la posizione della Federazione francese dell’ambiente sostenibile che, in uno studio dello scorso anno, ha denunciato che «l’eolico è un colossale inganno economico e ambientale». Sempre Oltralpe contro le pale hanno espresso critiche anche i vertici del Centro delle energie rinnovabili: «Se non si riducono i consumi d’energia, l’eolico non serve a nulla». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E in Italia? Continua lo scontro a distanza fra Legambiente, che si schiera a favore, e l’associazione Italia Nostra, che da anni si batte contro l’eolico.&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=367384&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-2617560518874647978?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/2617560518874647978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=2617560518874647978' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/2617560518874647978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/2617560518874647978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/il-bluf-delleolico.html' title='Il bluf dell&apos;eolico'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-3817930802778037349</id><published>2009-07-17T06:36:00.002+01:00</published><updated>2009-07-18T12:10:25.714+01:00</updated><title type='text'>Nucleare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Le centrali si faranno dove c'è acqua e le scorie sono un falso problema"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intervista a Ugo Spezia &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;di Roberto Santoro&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;15 Luglio 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cinque giorni fa il governo ha approvato il disegno di legge sullo sviluppo che al suo interno contiene il piano per la rinascita del nucleare italiano. Ma quando verranno costruiti i nuovi reattori? Dove? E che ne faremo delle scorie radioattive? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ne parliamo con Ugo Spezia, Segretario generale della Associazione Nucleare Italiana (AIN). Dottor Spezia, come verranno scelti i siti delle nuove centrali nucleari?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ordinamento italiano prevede che la localizzazione degli impianti sia decisa dagli esercenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è il governo che decide, quindi, ma i gestori&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il governo autorizza la costruzione dell'impianto sulla base delle analisi ambientali e di sicurezza. Ma può solo indicare i criteri alla base della scelta dei siti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quali sono questi criteri?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vengono emanati dalle Nazioni Unite e sono vincolanti per tutti i Paesi. In Italia percorreremo esattamente questa strada. Servono siti sicuri dal punto di vista sismico e tettonico. Come può immaginare non è consigliabile fare un impianto sotto un vulcano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci dica almeno tre siti su cui potrebbero sorgere le nuove centrali&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se le rispondessi, domani scoppierebbe una rivoluzione. Mettiamola così: gli esercenti decideranno i siti sulla base degli studi geologici, idrologici e quant'altro… ma anche sulla base delle esigenze di sviluppo della Rete. Produrre energia elettrica a Pantelleria è cosa diversa dal produrla in Val D'Aosta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pantelleria o la Val D'Aosta?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Provo a rispiegarglielo in questo modo: le centrali di ultima generazione sono impianti di grande potenza che hanno bisogno di una portata di acqua significativa per il sistema di raffreddamento dell'impianto. Attenzione, non vuol dire che si consumi dell'acqua; l'acqua viene usata per raffreddare l'impianto e poi restituita all'ambiente. Ma servono comunque grandi quantità d'acqua. Ecco perché in tutto il mondo le centrali le stanno facendo lungo le coste. Tutte le regioni costiere in Italia sono dei luoghi idonei per l'insediamento delle centrali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si potrebbero riutilizzare i siti delle vecchie centrali già esistenti?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le vecchie centrali sono in fase di smantellamento. In nessuno di questi posti, presumibilmente, sarà possibile installare grandi centrali di grande potenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La parte più delicata è lo stoccaggio e lo smaltimento delle scorie radioattive&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche in questo caso avremo bisogno di siti stabili, che non siano soggetto a rischi di terremoti, inondazioni, allagamento e così via. E deve essere un sito il più possibile a bassa densità di popolazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il fronte antinuclearista dice che le "scorie" sono una ipoteca sul futuro nostro e delle prossime generazioni… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'è molta fantascienza in giro, per non usare termini più drastici. Il problema delle scorie in realtà è un falso problema. I rifiuti radioattivi che si producono in un impianto nucleare, per il 95 per cento, perdono la loro radioattività nell'arco di 300 anni. Un impianto nucleare produce ogni anno 20 tonnellate di materiale radioattivo, ma un impianto a carbone produce ogni anno 5 milioni di tonnellate di materiali pericolosi. Ebbene, la radioattività che esce da un impianto nucleare è 25 volte inferiore a quella contenuta nelle ceneri di carbone che vengono smaltite quotidianamente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non dobbiamo preoccuparci?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'è una piccola componente pericolosa, che è quella dei rifiuti ad alta attività, ma sto parlando del 3 per cento delle 20 tonnellate prodotte in un anno da un impianto nucleare. La quantità di questi materiali ad alta attività è talmente limitata che, fino a questo momento, il problema dello smaltimento definitivo di questi materiali non c'è stato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E in prospettiva?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fra cento anni, quando sarà stata accumulata una quantità sufficiente , potranno essere smaltite in via definitiva all'interno di depositi geologici. Depositi scavati a 1.000, 1.500 metri di profondità, all'interno di formazioni di granito, salgemma, argilla, formazioni stabili da milioni di anni e che lo rimarranno per milioni di anni... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Messi a dimora i materiali, si può buttare via la chiave. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non esiste il minimo rischio che qualcuno arrivi a fare un buco a 1.500 metri di profondità per prendersi il materiale radioattivo. Questi sono i termini tecnici reali del problema.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-3817930802778037349?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/3817930802778037349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=3817930802778037349' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/3817930802778037349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/3817930802778037349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/nucleare.html' title='Nucleare'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-8262386272271185759</id><published>2009-07-16T23:47:00.000+01:00</published><updated>2009-07-16T23:48:25.417+01:00</updated><title type='text'>Munzenberg</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;giovedì 16 luglio 2009, 09:27&lt;br /&gt;Il caso di Münzenberg, ispiratore dei guastatori che affosseranno il Pd&lt;br /&gt;di Luca Josi su Il Giornale&lt;br /&gt;Un consiglio non richiesto per gli amici del Partito democratico l’avrei. Ok a Grillo. Benvenuto! Fantastico! Porte aperte!&lt;br /&gt;Ma nel sospetto, piccolo piccolo, che la candidatura sia un poco strumentale perché non v'iscrivete tutti all'Italia dei Valori, prendete la maggioranza assoluta, cambiate il segretario e poi disponete la chiusura del partito? Almeno anticiperete quello che Di Pietro vorrebbe fare a voi.&lt;br /&gt;Poi dite quello che volete. Ma i due, Di Pietro e Grillo, saranno grulli, saranno grilli, ma sono due talenti straordinari della devastazione.&lt;br /&gt;Portano all'ennesima potenza la provocazione.&lt;br /&gt;Il gioco è presto fatto. Una volta che tu molli i freni e dici che si può dire ogni cosa sul tuo nemico - che non è mai avversario - è difficile fissare un limite. Un po' di filosofi all'inizio del Novecento la spiegavano così: «Tutto quello che può accadere accadrà». Direte: che geni! Ma la frase è meno lapalissiana di come appare. Ovvero sostiene che se in qualche parte del mondo qualcuno si mette in testa un'idea, un'intuizione, sfrucuglia una possibilità, stai tranquillo che prima o poi quella cosa troverà il modo di realizzarsi. Puoi inventare qualunque barriera morale e ideologica per fermarla ma una volta che è venuta in mente a qualcuno, presto o tardi, lui o qualcun altro, la metterà in opera.&lt;br /&gt;Quindi, se la temi, ti conviene farci i conti, prevederla, governarla e preoccuparti subito subito di trovarle un antidoto o un vaccino.&lt;br /&gt;Ora a vederla grigia la pandemia distruttiva potrebbe estendersi all'intero parlamento ma per il momento guardiamo cosa può accadere al nuovo Partito democratico.&lt;br /&gt;La gara nella storia è sempre stata a sedersi per primi dalla parte del Giusto, del Buono, dell'Eroe e della Verità.&lt;br /&gt;Dal secolo scorso questi termini sono diventati i cavalli da battaglia della propaganda. Se devi convincere qualcuno, in effetti, è meglio dire che parli per conto di queste parole, belle e rassicuranti, anziché delle parole che evocano atmosfere contrarie. Infatti, a parte una piccola minoranza di masochisti - e ci sono anche quelli - le persone amano stare dalla parte del Giusto lasciando agli altri il posto del Torto.&lt;br /&gt;Di Pietro e Grillo sono un'ulteriore evoluzione, contemporanea, della rincorsa a queste promesse.&lt;br /&gt;Pensate che a sinistra si erano molto arrabbiati perché dopo corsi intensivi, durati un secolo, di egemonia gramsciana a trarne vittoria è stato un geniotto capitalista che con la Sardegna del loro bistrattato fondatore condivide poco più di una batteria di ville (e oggi un po' troppo sbirciate). Lavorare sul consenso è l'Abc della politica per conquistare qualunque maggioranza. Il problema è che il Cavaliere si è ricordato che chi vende serenità, speranza, fiducia, benessere, ricchezza in terra - bada bene, in terra - è un pochettino più charmant di chi ti elenca i guai del nemico, annuncia apocalissi e invece che impegnarsi a produrre un panino in più t'invita a fare a metà con quello del vicino (un mercato anche questo, quello dei catastrofisti, anche se minoritario. D'altre parte i popoli cercano la pensione in paradiso mica all'inferno).&lt;br /&gt;Ma torniamo ai due sconquassatori del Partito democratico: Di Pietro e Grillo. Essendo guastatori nati interpretano strade che nessuno gli ha mai insegnato. Il talento sta proprio in questo. È natura.&lt;br /&gt;Ad Est per quasi un secolo la Pravda (il cui nome significa, Verità) costruiva in maniera industriale la mente dei suoi cittadini per trasformarli in un esercito di apostoli del comunismo.&lt;br /&gt;Ad Ovest, invece, Goebbels veniva immeritatamente raccontato come il sacerdote unico, creatore della propaganda. Un'immeritata leadership sottratta a un suo connazionale, autentico genio della materia: Willy Munzenberg.&lt;br /&gt;Munzenberg per Lenin e poi per Stalin inventò lo judo mediatico. La forza dell'avversario veniva ribaltata nella sua debolezza. Portò, in sostanza, il cavallo di Troia nel secolo scorso. Piuttosto che lavorare su armi e paura, Munzenberg, teorizzava che con investimenti ridotti e ben più redditizi si potesse fiaccare l'umore dei propri nemici. Invece che produrre ulteriori carri armati e incrociatori - soprattutto in tempi di pace - si sarebbe dovuto investire nella diffusione di «Verità» da infiltrare nel territorio nemico attraverso le porte maestre dei loro fragilissimi capisaldi. Facciamo degli esempi: le democrazie difendono la libertà di espressione? Usiamola! Tutelano ogni minoranza? Creiamone! Accettano il confronto e rallentano ogni azione per non offendere sensibilità diverse? Facciamo esplodere ogni contraddizione che la natura umana possa prevedere! Vi viene in mente qualcosa o qualcuno adesso? Qualche suggestione applicabile ai nostri giorni?&lt;br /&gt;Così vennero finanziati movimenti per la liberazione sessuale nell'Inghilterra postvittoriana e in Europa, furono supportate intere generazioni d'intellettuali «indipendenti», si stimolarono le cause ambientaliste contro l'industrializzazione, quelle animaliste contro le industrie alimentari, quelle pacifiste contro le politiche di difesa.&lt;br /&gt;Oggi tutto questo ambaradan sta sdraiato sui divanetti di qualche talk show.&lt;br /&gt;Non importa cosa dici ma se quello che dici vellica gli istinti peggiori dei nostri sensi.&lt;br /&gt;Non importa la ricostruzione di un fatto, il suo capovolgimento, la sua confutazione ma solo l'emozione, la percezione di tutto questo. Perché non è necessario avere ragione nella Storia ma ottenerla (avendo poi, da vincitori, tutto il tempo per riscriverla).&lt;br /&gt;Il nostro Munzenberg, Willy, fu suicidato nel 1940 forse da sicari di Stalin che lo impiccarono al ramo di una possente pianta.&lt;br /&gt;Era irritato dall'involuzione dei suoi discepoli e per vendetta, racconta la leggenda, una notte di molti molti anni dopo, si presentò sotto false spoglie nel sonno di un leader politico. Nei panni di Morfeo suggerì all'uomo che voleva guidare al successo una gioiosa macchina da guerra un simbolo: la Quercia. Come l'albero a cui Munzenberg era stato lasciato appeso, a ciondoloni, a morire.&lt;br /&gt;Oggi pare che il vecchio Willy, non pago di quella punizione, si sia rimesso in azione.&lt;br /&gt;PS: domanda ai lettori. Munzenberg in 60 anni di storia democratica italiana non è stato, di fatto, mai pubblicato nel nostro Paese. Perché?&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=366867 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-8262386272271185759?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/8262386272271185759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=8262386272271185759' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8262386272271185759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8262386272271185759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/munzenberg.html' title='Munzenberg'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-4451289780401655371</id><published>2009-07-16T21:32:00.000+01:00</published><updated>2009-07-16T21:34:02.798+01:00</updated><title type='text'>La stampa inglese</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Per gli inglesi il Cav. è un latin lover mafioso che mangia pizza tutti i giorni&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;di Daniela Coli&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;14 Luglio 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Discutere di come ci vedono all'estero (mafiosi, puttanieri, imprevedibili, inaffidabili, cinici, cattolici, cafoni, codardi, mammoni, etc.) è il principale strumento retorico della politica italiana e poi ci arrabbiamo quando questi stereotipi ci vengono gettati addosso dai giornali inglesi e tedeschi, soprattutto d'estate quando i turisti devono scegliere dove andare in vacanza.Berlusconi sarebbe diventato per Beppe Severgnini il simbolo di nostri difetti all'estero, come se i politici britannici fossero asessuati e John Profumo con una escort in comune con un agente del Kgb in piena guerra fredda fosse il personaggio di un romanzo di Le Carré. I media stranieri riprendono i nostri stereotipi culturali, cinematografici, politici. In pieno miracolo italiano il cinema ha veicolato un'Italia povera, ma bella, con tanti vitelloni e divorzi all'italiana, un'Italia allo sbando, senza eroi, con maggiorate strapazzate e avventurieri alla Tognazzi. Negli anni '70 e '80, durante la "strategia della tensione", la fiction più vista del mondo è stata la Piovra e la mafia è diventata più nota della pizza dovunque. Excellent cadavers, un documentario della Bbc del 2005, è stato rimesso in onda questo giugno, mentre impazzava il reality di Repubblica e del Times sul premier sporcaccione, sciupatore di minorenni, utilizzatore finale di escort e quindi pericoloso per la sicurezza nazionale, europea ed occidentale. Excellent cadavers di Mario Turco è reperibile anche in dvd e si ispira al libro con lo stesso titolo poco originale di Alexander Stille, figlio di un'americana e di Ugo Stille, nato Mikhail Kamenetzky, fuggito in Italia dalla Russia bolscevica e autore con lo pseudonimo Stille di articoli antifascisti negli anni '30. Alexander ha studiato a Yale, insegna alla Columbia University e si occupa prevalentemente dell'Italia, dall'antisemitismo fascista, alla mafia a Berlusconi, adornato del cognome del padre direttore del Corriere.Excellent cadavers è la traduzione letterale di Cadaveri eccellenti, un film di Francesco Rosi del 1976, tratto dal Contesto di Sciascia, una visione apocalittica e discutibile dell'Italia degli anni '70, dove le Brigate rosse &amp;amp; C. ammazzavano poliziotti come Calabresi, direttori della Stampa come Casalegno e politici come Moro tra gli applausi della gauche. Negli Excellent cadavers della Bbc politica e mafia sono una sola storia da De Gasperi a Berlusconi: Giuseppe Ajala, guida narrativa del documentario Bbc, non parla di Mani Pulite, ma solo, velocemente, di cambio di sistema, per affermare che il centrodestra è il nuovo referente della mafia e immediatamente vengono proiettati pezzi, dove Silvio Berlusconi parla contro la magistratura. Lo spettatore global Bbc deduce che Berlusconi è un politico mafioso: nessuno spiega il ruolo della magistratura nella ghigliottina di Mani Pulite, con politici e imprenditori messi alla gogna, costretti a suicidarsi come Raul Gardini, Gabriele Cagliari, Sergio Moroni. La Bbc non menziona cosa accadde sullo yacht Britannia al largo di Civitavecchia nel giugno 1992, dove i British Invisibles, la confindustria della finanzia brit, si incontrarono con banchieri e manager italiani per decidere la privatizzazione del nostro sistema economico. Sergio Romano, sicuramente non antibrit e indubbiamente infastidito dai complottisti, ha concluso recentemente che non c'è stata privatizzazione italiana degli anni successivi in cui la finanza anglosassone non abbia svolto un ruolo.Se i media stranieri riprendono stereotipi creati in Italia, amplificandoli fino all'assurdo, i nostri media sono provinciali, italocentrici, incapaci di offrire analisi serie su quanto accade in Europa, negli Stati Uniti, in Africa, Asia, Medioriente. Media, cultura e politica sono concentrati da decenni solo sull'Italia, il fascismo, l'antifascismo, la guerra, il Pci, come in un teatro surreale, dove si gira e rigira sempre la stessa storia, con Pasolini, Sciascia e Berlinguer, mentre il mondo cambia continuamente. Crollano imperi, scoppiano guerre, emergono nuove nazioni come India e Cina e continenti come l'Africa. Barack Obama, figlio di un keniota, il cui nonno ha combattuto contro il British Empire, diventa il primo afroamericano presidente degli Stati Uniti e Repubblica, il giornale dell'intellighenzia scopre il gossip come atomica contro Berlusconi-Mussolini. Due mesi di Noemi in tutte le salse e di escort pugliesi come arma letale contro il Duce-Caimano-Padrino, colpevole di apprezzare il fascino femminile.Il reality messo su da Rep. dallo sventurato D'Avanzo, editor Ezio Mauro, e dal nuovo Machiavelli Scalfari, travolge anche il Times di James Harding, diventato un tabloid gossipparo londinese, con articoli tradotti dal maldestro Owen. L'autorevole Times, il prestigioso Times, finito come un giornaletto scandalistico qualunque. E poiché quando il pesce puzza, la testa è marcia, come dicono i brits fanatici del fish &amp;amp; chips, il supertycoon Murdoch proprietario del Times, viene preso con le mani nel sacco a fare intercettare dai suoi quotidiani telefonate e messaggi di ministri, viceministri (perfino quello di Gordon), attori, attrici, allenatori di calcio, etc. : uno scandalo che sta affossando il mito tutto italiano della correttezza british. Per non parlare del mito dell' intelligence brit, il cui nuovo capo è finito su Facebook ad opera della mogliettina, che ha spifferato tutto di lui, né della raffinata diplomazia anglosassone, con un membro finito fotografato a letto con due segnorine russe. Senz'altro due spie del Kgb, scrive il Times, dimenticando che il Kgb è finito con l'Urss e che gli inglesi amano cocktail di alcol e sesso. Insomma, se Veronica scrive a Repubblica per lamentarsi del marito premier assente, molto più inquietante è la desperate housewife del capo MI6 che ha messo il marito su Facebook, perché è evidente il pericolo corso dalla sicurezza occidentale col Regno Unito privo di controllo e con una intelligence tanto scoperta. Il Times, orfano delle Noemi e Patty varie di Rep., a fine G8 ripiega mestamente su Mrs. Brown, che ha scritto su twitter di avere rifiutato due volte il vitello all'Aquila. Forse Mrs. Brown s'illude che il vitello abbia qualcosa a che fare con i Vitelloni di Fellini.Speriamo imparino qualcosa i nostri finti inglesi, quelli ancora convinti dell' eccezionale eleganza del loden o della giacchettina di gomma trapuntata alla Prodi, quelli di Britannia vergine madre del liberalismo, nonché di parlamenti disciplinati e premier rigorosamente astemi. Ai nostri finti inglesi vorremmo ricordare Wittgenstein, figlio del re dell'acciaio di Vienna, accolto a Cambridge a braccia aperte. Wittgenstein aveva abitudini che spiazzavano gli inglesi, tutti ai suoi piedi. Permise all'inglesino David Pinsent di seguirlo in Norvegia in una capanna isolata per dirgli poi di andarsene, perché desiderava rimanere solo in mezzo ai fiordi. Ebbene, quando, dopo l'Anschluss, informarono Wittgenstein, sempre un po' distratto, che non poteva tornare a Vienna, perché era ebreo, rispose di detestare Hitler perché lo aveva condannato a diventare un finto inglese.&lt;br /&gt;da l'Occidentale&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-4451289780401655371?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/4451289780401655371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=4451289780401655371' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/4451289780401655371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/4451289780401655371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/la-stampa-inglese.html' title='La stampa inglese'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-7708045374769393138</id><published>2009-07-09T00:44:00.000+01:00</published><updated>2009-07-09T00:46:47.711+01:00</updated><title type='text'>Soros finanzia gli attacchi dei media a Berlusconi ?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Oggi Il Corriere della Sera ha svelato gli arcani della campagna multinazionale contro Berlusconi. Come gli elettori di sinistra non sanno (come potrebbero sapere? Se sapessero cambierebbero idee), la sinistra mondiale non è "proletaria" contro la destra "nababba". Al contrario, un ampio settore della finanza e delle banche finanzia ed è parte del carro laburista/democrat/PD. Molti cittadini l'hanno capito, magari incoscientemente, e ciò spiega la débacle delle sinistre alle recenti elezioni europee, quando la crisi finanziaria ha punito proprio i socialisti, indicati come causa e non come soluzione del problema, nonostante i loro proclami.Uno dei massimi rappresentanti del "capitalismo etico" di sinistra è il finanziere George Soros. Secondo il Corriere della Sera di oggi:&lt;br /&gt;George Soros, uno dei finanziatori più in grana di Barack Obama e dei democratici americani, sarebbe pronto a investire un centinaio di milioni di dollari in giro per l'Europa per contrastare la montante marea nera della destra xenofoba. Fino a oggi questo impegno era riservato a paesi dell'Est Europa e del Baltico; pare, però, che Soros stavolta sia deciso a puntare pure sull'Italia, dopo le notizie provenienti dal Belpaese, dalla lotta all'immigrazione alle politiche sui rom, con un occhio particolare alla Lega. Il finanziere avrebbe già inviato a Roma i suoi emissari sotto l'egida dell'Open Society Institute, braccio politico del magnate, con uffici a Parigi, Londra, Bruxelles, Budapest, che avrebbero cominciato a fare incontri su incontri per preparare il terreno dello sbarco.&lt;br /&gt;E puntuale oggi è arrivato un altro attacco, dopo quello palesemente falso del Guardian, da parte del New York Times, legato al gran circolo di Soros. Ecco dove troveranno fondi nuovi i Diliberto e i De Benedetti...&lt;br /&gt;Ma chi è il paladino etico delle sinistre etiche mondiali? (Di origine ungherese e naturalizzato americano)&lt;br /&gt;- Sorpresa, è stato condannato all'ergastolo in contumacia dall'Indonesia per speculazioni sulla moneta locale.- Ha favorito Solidarnosc;- Ha creato la "rivoluzione delle rose" in Georgia;- Nel Mercoledì Nero del 16 settembre 1992, Soros divenne improvvisamente famoso quando vendette allo scoperto più di 10 mld di dollari in sterline... Alla fine, la Banca d'Inghilterra fu costretta a far uscire la propria moneta dallo SME e a svalutare la sterlina, e Soros guadagnò una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Da quel momento fu conosciuto come "l'uomo che distrusse la Banca d'Inghilterra". (Wiki)- Nel 1988 gli fu chiesto di partecipare ad un cambiamento di gestione di una banca francese. Rifiutò di partecipare all'offerta, ma più tardi acquistò una parte di azioni della compagnia. Quattordici anni dopo, nel 2002, una corte francese lo condannò per insider trading e lo multò di 2 milioni di dollari. Soros negò qualsiasi addebito e disse che la notizia del cambiamento di gestione era pubblica. Dopo vari appelli è stato condannato dal tribunale francese a pagare una penale di 2,3 milioni di dollari.- Soros dichiarava che la rimozione di George W. Bush dal suo incarico era "l'obiettivo principale della sua vita" ed una "questione di vita o di morte" per la quale avrebbe volentieri sacrificato la sua intera fortuna. Soros ha donato 3 milioni di dollari al Center for American Progress, 5 milioni di dollari a MoveOn.org, mentre come il suo amico Peter Lewis ha donato 10 milioni di dollari all'America Coming Together, (tutti questi citati erano gruppi di supporto ai democratici durante le elezioni presidenziali del 2004). Nel 2004, stanziati altri fondi per la campagna, annunciava l'avvio ad un proprio tour nazionale con un discorso: "Why We Must Not Re-elect President Bush".Si preparino i cassieri del PD e dei vendoliani...&lt;br /&gt;- George Soros fu premiato -per intercessione di Prodi- con la laurea honoris causa all'università di Bologna... Eppure anche in Italia Soros è stato inquisito -invano, ovviamente- per aver guidato il complotto speculativo che portò al fallimento della lira, nel 1992. - Ha investito centinaia di milioni in operazioni-immagine in sud america, dove nel 2006 acquistava piantagioni per la produzione di etanolo. Un anno dopo Prodi si recò in Sudamerica, dove sponsorizzò le coltivazioni di biodiesel...&lt;br /&gt;- IL CASO BRITANNIA. 100 giorni dopo l'arresto di Chiesa e pochi giorni dopo la strage di Capaci, il 2 giugno 1992, al largo di Civitavecchia, su un panfilo denominato "Britannia", di proprietà di Sua Altezza la Regina d'Inghilterra, si ritrovarono un centinaio di personaggi legati al mondo dell'economia, i rappresentanti di importanti banche internazionali, soprattutto statunitensi e anglo-olandesi. Tra gli italiani vi erano il collaboratore di Prodi Beniamino Andreatta che poi ricoprirà la carica di ministro in tre successivi governi. E vi era Mario Draghi, che oggi ritroviamo a capo della Banca d'Italia, ma che allora era direttore generale del Ministero del Tesoro e, come presidente del Comitato per le privatizzazioni, guidò il processo di svendita, oltre che di Telecom, di Enel, Eni, IMI, Comit, BNL e tutto il sistema bancario italiano. Finito il suo lavoro di liquidatore (2001), in attesa di salire al vertice della Banca d'Italia, Mario Draghi parcheggia il prezioso culetto sulla poltrona di vicedirettore della banca d'affari Goldman Sachs (quel posto ora è occupato da Mario Monti, altro nome illustre della banda.&lt;br /&gt;Goldman Sachs è un elemento cruciale di questa storia e in generale nella storia delle privatizzazioni italiane, dove ha ricoperto alternativamente il ruolo di acquirente o di advisor. Romano Prodi è stato consulente della Goldman Sachs praticamente ogni volta che è rimasto fuori da incarichi pubblici: tra le due sue presidenze dell'IRI, e dalla caduta del suo primo governo alla nomina alla Commissione Europea. Gestì la procedura di privatizzazione della Bertolli, ceduta dall'IRI di Prodi al consorzio Fisvi e poi rivenduta alla Unilever con la Goldman Sachs come advisor. La stessa banca era stata advisor anche nella privatizzazione del Credito Italiano. Per tutto questo è stato inquisito e assolto... Tornando al Britannia, al piacevole party marino partecipò anche il finanziere ungherese-americano George Soros che oggi si spaccia per filantropo e scrive libri che criticano il neoliberismo, ma allora si divertiva e arricchiva lanciando attacchi speculativi alle valute di alcune nazioni.Di quella crociera i giornali diedero informazioni vaghe, e alcuni dei protagonisti si affrettarono a liquidarla come un semplice ritrovo di piacere. Draghi negò per due anni la sua partecipazione, finchè non la ammise di fronte ad una commissione parlamentare. Cosa ha a che fare la crociera sul Britannia con la nostra storia? Sarà un caso, ma pochi mesi dopo, a settembre, Moody's declassò i BOT italiani. Allo stesso tempo George Soros lanciò un attacco speculativo alla Lira attraverso una massiccia svendita della valuta italiana. Questi fatti provocarono un crollo del valore della moneta del 30% a cui la Banca d'Italia cercò di far fronte bruciando 48 miliardi di dollari (per riacquistare Lire e limitare la caduta del valore).Subito dopo la massiccia svalutazione iniziò il valzer delle privatizzazioni. In pratica, gli acquirenti stranieri, poterono beneficiare di uno sconto del 30%, un vero affare! Accorsero in branchi le iene per avventarsi sul cadavere dell'economia nazionale e spolparne le ossa.&lt;br /&gt;- I FONDI IMMOBILIARI SOROS-PRODI... Perché Prodi, Visco e Padoa Schioppa, famigerati tartassatori, siano stati così generosi con tali fondi, si spiega con i nomi dei fondi stessi: Soros RE, Pirelli RE (dove RE sta per «real estate», patrimoni immobiliari), Beni Stabili... quelli che hanno mandato a bagno le economie di mezzo mondo...Insomma i soliti compari del governo della cosiddetta «sinistra Goldman Sachs»: colossi multinazionali e amici ben protetti.Soros RE è uno dei cinque fondi offshore del noto finanziere George Soros, amico di Prodi e da lui insignito di laurea honoris causa a Bologna.Soros l'ha creato in società con Paul Reichmann, un altro notorio immobiliarista, perché controllava la maggioranza dell'immobiliare Olympia &amp;amp; York, fallita a causa dell'enorme volumetria costruita a Londra sui vecchi docks in disuso, Canary Warf, e rimasta a lungo sfitta.La Pirelli RE è stata portata alla gloria dall'amministratore delegato Carlo Puri Negri, compagno di classe di Tronchetti Provera, che è anche uno dei dirigenti più pagati d'Italia (sugli 11 milioni di euro annui). Ma mi pare che ciò che denuncia sia una strategia costante e coerente del governo d'occupazione della «sinistra Goldman Sachs»: il trasferimento di rendite dai piccoli privati ai grossi gruppi «amici» e multinazionali; dalla società che sopravvive (ed è tacciata continuamente di evasione fiscale) alle grandi società, che invece vengono detassate, ancorchè con holding di controllo nei paradisi fiscali.Tipico di Prodi. A Milano nel 2006 il Rapporto annuale Nomisma segnalava come interessanti per un grande sviluppo residenziale l'ex stazione di Porta Vittoria, Porta Garibaldi e le aree industriali dismesse (Bovisa e limitrofe). Nomisma, guarda caso. Guarda caso, la sinistra è rimasta fuori da quelle speculazioni e da quella della Fiera di Milano, grazie alle ripetute sconfitte elettorali.&lt;br /&gt;Naturalmente, i grandi giornali non dedicano una riga a questi panni sporchi dei lavandai etici. Rommel-Prodi è ritornato. Per fortuna Obama non è un servo e, al suo arrivo al G8, ha detto che l'italia ha fatto uno splendido lavoro per il G8.&lt;br /&gt;http://leguerrecivili.splinder.com/post/20918290/Soros+finanzia+i&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-7708045374769393138?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/7708045374769393138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=7708045374769393138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7708045374769393138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7708045374769393138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/soros-finanzia-gli-attacchi-dei-media.html' title='Soros finanzia gli attacchi dei media a Berlusconi ?'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-1856776804397939266</id><published>2009-07-09T00:21:00.001+01:00</published><updated>2009-07-09T00:23:14.747+01:00</updated><title type='text'>Obama "Ponzio Pilato"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Iran, dopo la figuraccia del Cairo, Obama ora fa il Ponzio Pilato&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scritto da Carlo Panella &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;mercoledì 08 luglio 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Barack Obama da Mosca, ha sostanzialmente confermato la posizione della sua Amministrazione: nessun "via libera" a Israele nel caso attacchi gli impianti nucleari iraniani, ma contemporaneamente pieno riconoscimento del diritto di Israele di attuare l'attacco. Una posizione non lineare, che conferma le critiche circa la "complicità" americana nei confronti di Israele lanciate martedì dall'iraniano Ali Larinjani. Alla domanda della Cnn se sia vero che gli Stati Uniti potrebbero dare il loro via libera ad un attacco israeliano all'Iran, Obama infatti ha risposto: "Assolutamente no. E' molto importante, e credo che non potrei essere più chiaro di così"; ma poi ha aggiunto: "Il vicepresidente Biden l'ha detto in modo categorico: noi non possiamo dettare ad altri Paesi la condotta da tenere in materia di sicurezza. Non possiamo dire a un'altra nazione ciò che può fare o non può fare, quando essa decide, se lo decide, quale sia una minaccia per la sua esistenza". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dunque, se Israele attaccherà l'Iran, Obama si è impegnato a rispettare –e quindi a non condannare- questa opzione, con enormi conseguenze, perché l'Iran reagirà militarmente e gli Usa, con questa ambigua posizione obamiana di "non aderire e non sabotare" si troveranno comunque a fianco di Israele la cui sicurezza, peraltro, secondo la dottrina sempre vigente a Washington, coincide con "la sicurezza nazionale degli Usa". Ovviamente, questa posizione non faciliterà l'apertura di un dialogo con Teheran, ma evidenzia una posizione del presidente quantomeno ondivaga. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel discorso del Cairo del 4 giugno, Obama si era infatti rivolto alla dirigenza iraniana riconoscendola apertamente e indubitabilmente quale interlocutrice affidabile. Nel contempo, molti suoi consiglieri, dicevano apertamente che era possibile convivere con un Iran dotato di atomica, impostando una logica di deterrenza. Tutta l'impostazione obamiana, a partire dalla sua analisi della affidabilità della dirigenza iraniana è stata però sconfessata dal comportamento di Khamenei –e Ahmadinejad- durante e dopo le elezioni, con l'apertura di una crisi che prefigura un lungo e sanguinoso periodo di instabilità e una reiterata aggressività verso l'esterno (di cui per ora fanno le spese la Gran Bretagna e l'Europa). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco allora lo spostamento di Obama su una posizione "alla Bush", con l'unica variante di una –poco credibile- estraneità Usa circa la decisione israeliana. Una posizione altalenante, che risente delle dure critiche dei paesi arabi alleati degli Usa che –riservatamente- avevano attaccato le posizioni di chi, tra i consiglieri più stretti di Obama, era incline a obbligarli a sopportare la minaccia di una deterrenza atomica con Teheran. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Paesi arabi che peraltro compiono ormai scelte clamorose per favorire Israele quale loro difensore contro le minacce atomiche di Teheran. Ryad –e Gerusalemme- hanno smentito ieri la notizia del Sunday Times circa la concessione del sorvolo dello spazio aereo saudita per l'eventuale missione israeliana che bombarderà Busher e gli altri siti nucleari iraniani. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma l'Egitto ha invece permesso che un sottomarino israeliano passasse, ben alla vista, il Canale di Suez per partecipare a manovre nel Golfo di Eilat. E' un sottomarino della classe Dolphin, armato con missili di crociera, perfetti per bombardare i siti iraniani. Mubarak ha dunque mandato un messaggio chiaro e forte a Teheran (e a Washington): se Israele deciderà di attaccare, l'Egitto non solo non lo ostacolerà, ma lo favorirà in modo aperto (salvo poi, magari, condannare l'azione per salvarsi la faccia di fronte alla umma musulmana).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Il Foglio dell'8 luglio 2009)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1856776804397939266?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1856776804397939266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1856776804397939266' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1856776804397939266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1856776804397939266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/obama-ponzio-pilato.html' title='Obama &quot;Ponzio Pilato&quot;'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-3609422302573130932</id><published>2009-07-07T18:13:00.001+01:00</published><updated>2009-07-07T18:14:55.187+01:00</updated><title type='text'>Il complotto contro Berlusconi c'è</title><content type='html'>Il complotto contro Berlusconi c'è&lt;br /&gt;7 giugno 2009&lt;br /&gt;di Matteo Oriani&lt;br /&gt;Mi chiedo come si possa negare l’esistenza di un complotto per far cadere Berlusconi. Basta leggere i quotidiani internazionali in questi giorni alla vigilia del G8 per capire che il complotto c'è ed è evidente!&lt;br /&gt;L’Indipendent accusa Berlusconi di essere entrato in politica perché "Cosa Nostra" gli avrebbe chiesto di mettere a disposizione della mafia una rete televisiva; l’accusa si baserebbe su una lettera di Vito Ciancimino, lettera che è strappata e mancante in molte parti!&lt;br /&gt;Anche se accettassimo come vera la lettera e il suo contenuto (ripeto parziale perché la lettera non è integrale), e anche se accettassimo che tale lettera sia stata ricevuta da Berlusconi non mi pare che il gruppo Mediaset si sia messo a disposizione della mafia, nè vedo un nesso causale tra la presunta lettera e la discesa in campo di Berlusconi.&lt;br /&gt;Dopotutto se Berlusconi fosse veramente in politica per tutelare e difendere i mafiosi come sostiene l’Indipendent allora mi chiedo come mai i maggiori latitanti e boss mafiosi siano stati arrestati proprio durante i governi Berlusconi.&lt;br /&gt;Altro attacco giunge dal The Guardian che sostiene l’ipotesi che l’Italia sia vicina all’espulsione del G8 e che verrà sostituita dalla Spagna, attualmente economicamente messa meglio del nostro Paese.Non so quali dati economici abbia letto il “fine” analista inglese, ma la Spagna , scusate i termini, è economicamente con le pezze al culo. Ha un tasso di disoccupazione superiore al nostro e un PIL decisamente inferiore.&lt;br /&gt;Non dimentichiamo poi il Sunday Time che promette nuove e scottanti fotografie dei “festini” a Villa Certosa. Se le fotografie dovessero essere dello stesso tenore delle precedenti mi chiedo dove sia lo scandalo: ragazze che prendono il sole in topless o in nudo integrale si possono vedere anche in molte spiagge spagnole, francesi, ed anche italiane (sulle nostre spiagge il nudo forse no, ma il topless sicuramente).&lt;br /&gt;Discorso a parte merita la CEI e Monsignor Crociata, che dal pulpito ha attaccato il Governo per questo libertinaggio sfrenato. L’attacco guarda caso nasce dopo l’approvazione del pacchetto sicurezza contro cui la Caritas e il mondo cattolico si sono scagliati.&lt;br /&gt;In sintesi Berlusconi sarebbe un mafioso, che sta portando l’Italia allo sfacelo economico e con atteggiamento libertino inaccettabile e tutto questo è sostenuto dalla stampa estera vicina al gruppo Murdoch, lo stesso gruppo che si è visto aumentare l’iva dal 4%al 20% dal Governo Berlusconi.&lt;br /&gt;Magari sarà un caso, ma a mio parere il complotto internazionale c’è ed è bello evidente!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-3609422302573130932?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/3609422302573130932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=3609422302573130932' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/3609422302573130932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/3609422302573130932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/il-complotto-contro-berlusconi-ce.html' title='Il complotto contro Berlusconi c&apos;è'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-1519793531943720286</id><published>2009-07-07T01:23:00.001+01:00</published><updated>2009-07-07T01:26:02.374+01:00</updated><title type='text'>Africa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nuovo direttore, vecchi africani&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Francesco Borgonovo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pubblicato il giorno: 05/07/09&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Demagogia a La Stampa&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro Bob Geldof, &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;poiché La Stampa di Torino ti ha nominato direttore per un giorno (quindi il quotidiano oggi in edicola è firmato da te assieme a Mario Calabresi) mi permetto di darti del tu e di chiamarti collega. Anche se io sono un umile redattore e tu stai alla testa di uno dei principali quotidiani italiani.Già ieri hai firmato un editoriale, con richiamo in prima pagina, intitolato «Il nostro futuro è africano», per spiegare che l'Italia - nonostante la crisi e il terremoto all'Aquila - deve rimboccarsi le maniche, mettere mano al portafogli e foraggiare il Continente nero. Nel tuo articolo, spieghi che la «credibilità» di Berlusconi come statista è «a rischio» perché il nostro Paese ha donato all'Africa «solo il tre per cento» di quanto, al G8 del 2005, si era impegnata a dare. «Anche gli altri stanno lottando», sostieni, «ma non tolgono il cibo dalla bocca dei bambini affamati, non tolgono gli aghi dal braccio dei malati».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro direttore Geldof, il filosofo francese Pascal Bruckner direbbe che il tuo è un classico esempio di «masochismo occidentale». È l'idea - che gli intellettuali di sinistra sostengono almeno dagli anni Sessanta e che volgarmente si chiama "terzomondismo" - per cui l'Occidente è il responsabile di tutti i mali del globo. «Nulla è più occidentale dell'odio verso l'Occidente, della passione di maledirsi, di lacerarsi», diceva Bruckner. In questa visione del mondo, l'Africa rimane il continente bambino. Quello che non ce la fa a sostenersi da solo, quello che ha bisogno dell'elemosina degli Stati Uniti e dell'Europa (che tu ritieni essere necessaria).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel tuo editoriale di ieri, stimato Bob, scrivevi che la popolazione del Continente nero è «altamente creativa, dinamica, intellettuale e produttiva». Sicuramente è vero. Allora perché non dovrebbe essere responsabile del proprio benessere o malessere come sono tutte le altre popolazioni della Terra?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io un'idea me la sono fatta. Per questo mi permetto di farti una proposta. Se sul "tuo" giornale avanza uno spazietto, giusto qualche riga, fai recensire da uno dei tuoi validi cronisti un libro appena uscito in Italia (su Libero ne ha scritto Ernesto Aloia). Si intitola L'industria della solidarietà e lo ha firmato Linda Polman. Racconta una storia interessante, che vorrei riportarti, perché aiuta a capire dov'è finito il mucchio di dollari (due anni fa erano 23mila miliardi) che i "Paesi ricchi" hanno versato al Terzo mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel 1967, Emeka Ojukwu, governatore del Biafra (all'epoca una delle regioni più ricche della Nigeria), dichiarò la secessione dal resto del Paese e le autorità reagirono bloccandogli gli approvvigionamenti. Scoppiò una guerra civile, con annessi morti e atroci sofferenze. Nacque allora il mito della "carestia del Biafra" (che non era dovuta a cause naturali). Grazie alle foto di poveri bambini martoriati dalle mosche e ai servizi dei cronisti inviati sul posto, nelle tasche di Ojukwu piovve un fiume di soldi. L'Occidente li donava in nome della solidarietà. Il governatore li utilizzò per finanziare il suo esercito ribelle fino al 1970, anno in cui fuggì in Costa D'Avorio su un aereo, portandosi dietro la sua Mercedes, le mogli e tremila chili di bagagli. Eppure, quando si vuole dimostrare che l'Occidente causa la sofferenza dell'Africa, la vicenda del Biafra viene citata spesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro direttore, il vero flagello del Continente nero non sono gli occidentali cattivi. Ma i dittatori e i governi (con quanti li sostengono) che affamano la popolazione, fomentano le guerre civili e ingurgitano i fondi stanziati dal resto del mondo. Quello del governatore del Biafra è solo un caso fra tanti. Qualche tempo fa in un'intervista alla rivista "Nigrizia" (giornale dei padri comboniani: missionari, non certo capitalisti senza scrupoli) Biagio Bossone, direttore esecutivo della Banca Mondiale per l'Italia, disse: «Quando la comunità internazionale era più generosa, vedi gli anni '60, arrivava a dare anche lo 0,50% (del Pil, ndr), ma queste risorse venivano spesso utilizzate per fini politici. È lì che è nato il seme del debito, che tanto angustia ancora oggi i Paesi del Sud del mondo». Questa è la ragione per cui anche tanti africani chiedono che l'elemosina verso i loro Stati finisca.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo scrittore nigeriano Uzodinma Iweala, nato nel 1982, ha scritto una volta un articolo molto chiaro: «L'Africa non vuol essere salvata. Ciò che l'Africa chiede al mondo è», diceva, «il riconoscimento della sua capacità di avviare una crescita senza precedenti, sulla base di un vero e leale partenariato con gli altri membri della comunità globale».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro direttore Geldof, prova a dare un'occhiata a quel pezzo. Fu pubblicato in prima pagina su Repubblica nel 2007. Nell'archivio della Stampa, il "tuo" giornale, una copia l'avranno sicuramente conservata.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1519793531943720286?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1519793531943720286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1519793531943720286' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1519793531943720286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1519793531943720286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/africa.html' title='Africa'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-6352721894946223424</id><published>2009-07-05T00:44:00.000+01:00</published><updated>2009-07-05T00:45:05.285+01:00</updated><title type='text'>Pansa: Questa sinistra isterica fermi la caccia al premier</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;sabato 04 luglio 2009, 07:00&lt;br /&gt;«Questa sinistra isterica fermi la caccia al premier»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sinistra troppa gente sta diventando isterica? Comincio a pensarlo dopo una serie di indizi che, insieme, fanno una prova. Mercoledì 1° luglio Il Giornale ha pubblicato due lettere inviate al direttore, Mario Giordano. Erano firmate o siglate, venivano entrambe da Milano e raccontavano le disavventure di due lettori del suo quotidiano.&lt;br /&gt;Vediamo la prima. Il venerdì 26 giugno un signore sale sull’Eurostar Roma-Milano, si siede al posto assegnato e comincia a leggere Il Giornale. Passano pochi minuti e viene insolentito da un altro passeggero. Costui ringhia: «Odio quelli che leggono Il Giornale!». Dopo qualche altro minuto, l’odiatore esclama: «Non posso sopportare la vista dei fascisti!». E si alza, cambiando posto nella carrozza. Nessuno reagisce. Nessuno sembra aver sentito nulla.&lt;br /&gt;La seconda è del 23 giugno. Milano, filobus della linea 90-91 nel tratto fra piazzale Lodi e piazza Tripoli, ore 13. Un passeggero è seduto e ha in mano Il Giornale. Ma anche per lui la lettura si rivela un’impresa. Una donna sui trent’anni gli dice: «Lei mi fa venire il voltastomaco. È privo di senso critico». Poi aggiunge, urlando: «Lei ragiona come il suo capo, il Berlusconi». Il lettore del Giornale le replica che ciascuno sceglie il quotidiano che crede. Ma la donna non si quieta. Le dà manforte un giovanotto sui trent’anni. Poi la coppia scende dal filobus gridando: «Sei un servo di Berlusconi. E fai davvero schifo!».&lt;br /&gt;La risposta di Giordano è intelligente e pacata. Si limita a dire che a nessuno dei suoi lettori verrebbe in mente di insultare chi legge Repubblica. Poi rivela che gli stanno arrivando molte lettere dello stesso tenore. Infine conclude con una verità: «Il centrodestra è maggioranza nel Paese. Purtroppo però è una minoranza culturale». Risposta tranquilla e, dunque, buona. Confesso che al suo posto sarei stato ben più duro.&lt;br /&gt;Il lettore aggredito sul filobus ricorda che negli anni Settanta, a Milano, acquistare Il Giornale, allora diretto da Indro Montanelli, poteva essere pericoloso: «Si rischiavano le bastonate. Di solito si comprava anche un altro quotidiano che serviva a nascondere il primo». Succedeva davvero così. In quel tempo lavoravo al Corriere della Sera. L’aria di Milano era orrenda. La sinistra menava e qualche volta sparava. Indro era ritenuto un fascista, come i suoi lettori. E infatti venne gambizzato dalle Brigate rosse.&lt;br /&gt;Grazie a Dio non siamo tornati a quei tempi. Ma proprio ieri ho letto una mail inviata al Riformista e diretta a me. Una signora emiliana racconta quanto segue. Stava alla stazione ferroviaria di Latina e, in attesa del treno, leggeva un mio vecchio libro, La grande bugia. Un tizio l’ha assalita a male parole. E la stessa aggressione ha poi subito, sempre per quel libro, su un Eurostar che la portava a Milano.&lt;br /&gt;C’è un detto che ho citato più volte: il diavolo si nasconde nei dettagli. Dunque è bene fare attenzione ai piccoli fatti perché spesso diventano i sintomi di un guaio più grande. Eccone uno che mi riguarda. Un libraio emiliano mi ha detto: «Mi piacerebbe invitarla a presentare il suo ultimo libro. Ma non posso farlo perché perderei molti dei miei clienti di sinistra». Gli ho risposto: «Non si preoccupi. Se un libro non è inutile, si vende da solo...».In fondo sono fastidi ancora da poco. Anche per questo mi sembra giusto mantenere il sangue freddo. Tuttavia la calma non può impedirci di osservare l’orizzonte con qualche timore. Non mi piacciono per niente le contestazioni aggressive al presidente del Consiglio. Voglio dirlo, e posso dirlo, proprio perché sono stato il primo a invitarlo alle dimissioni, per ben due volte.&lt;br /&gt;Conosco già la risposta di molti che odiano il Cavaliere: se viene contestato è colpa sua, basta pensare alle ultime storie delle ragazze convocate a Palazzo Grazioli o nel villone in Sardegna! Ma è una risposta sbagliata. Finché Silvio è il presidente del Consiglio, rappresenta tutti, anche quelli che non lo hanno votato. Dunque va lasciato in pace. O se vogliamo essere ironici, va lasciato a cuocere nel suo brodo. Criticarlo è un diritto, cercare di pestarlo no.Invece le aggressioni al premier si stanno moltiplicando. Un cronista attento, Claudio Tito di Repubblica, ci ha spiegato che le contestazioni in pubblico sono diventate «un vero e proprio incubo» per il Cavaliere. Come non capirlo? Ho visto alla tivù quella di Viareggio, dopo la strage alla stazione. Gli urlatori non erano una folla sterminata. Ma li muoveva una furia cieca che mi ha spaventato. Tanto che mi sono chiesto: e se qualcuno gli avesse sparato?&lt;br /&gt;Avere un premier in libertà vigilata è un’offesa per la Repubblica. E non giova neppure ai capi del Partito democratico. Penso che Franceschini e Bersani dovrebbero trovare un minuto nella battaglia elettorale interna per invitare i loro supporter a lasciare in pace il presidente del Consiglio. Non conviene a nessuno arroventare l’aria. E tanto meno dare la caccia al premier.&lt;br /&gt;Non conviene perché l’Italia è una democrazia instabile. Se pensiamo il contrario, facciamo un errore. Dentro le tante sinistre ci sono nuclei di fanatici pronti a menare le mani. Lo stesso succede a destra, anche su questo non ho dubbi. Vogliamo offrire ai violenti dei due blocchi l’occasione per farsi la guerra? E per tentare il bis di quel che accadde negli anni Settanta e Ottanta?&lt;br /&gt;Scherzare con il fuoco è sempre rischioso. Dunque, regola numero uno: lasciare Berlusconi al suo destino. Regola numero due: non aggredire chi legge un giornale o un libro che non ci piace. Siamo un Paese sull’orlo di un abisso. È una voragine dove s’intrecciano crisi ogni giorno più dure: economica, sociale, politica, istituzionale, civile. Meglio fermarsi in tempo. Prima che l’intolleranza divampi e ci bruci tutti. Come è accaduto ai poveri morti di Viareggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=363727&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-6352721894946223424?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/6352721894946223424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=6352721894946223424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/6352721894946223424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/6352721894946223424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/pansa-questa-sinistra-isterica-fermi-la.html' title='Pansa: Questa sinistra isterica fermi la caccia al premier'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-8249011687603057184</id><published>2009-07-04T22:12:00.002+01:00</published><updated>2009-07-04T22:16:13.011+01:00</updated><title type='text'>Lettera del Papa a Berlusconi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;LETTERA DEL SANTO PADRE ALL’ON. SILVIO BERLUSCONI, &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ITALIANO, I&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;N OCCASIONE DEL G8 (L’AQUILA, 8-10 LUGLIO 2009) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;04.07.2009 &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pubblichiamo di seguito la Lettera che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato all’Onorevole Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio Italiano, in occasione del G8, che si riunisce a L’Aquila, dall’8 al 10 luglio 2009, sotto la Presidenza Italiana:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LETTERA DEL SANTO PADRE&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Onorevole Signor Presidente,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;in vista del prossimo G8 dei Capi di Stato e di Governo del Gruppo dei Paesi più Industrializzati, che si svolgerà a L’Aquila nei giorni 8-10 luglio p.v. sotto la Presidenza italiana, mi è gradito inviare un cordiale saluto a Lei e a tutti i partecipanti. Colgo poi volentieri l’occasione per offrire un contributo alla riflessione sulle tematiche dell’incontro, come in passato ho già avuto modo di fare. Sono stato informato dai miei collaboratori circa l’impegno con cui il Governo, che Ella ha l’onore di presiedere, si sta preparando a quest’importante appuntamento, e so quale attenzione abbia riservato alle riflessioni, che, sulle tematiche dell’imminente Vertice, hanno formulato la Santa Sede, la Chiesa Cattolica in Italia e il mondo cattolico in generale, nonché Rappresentanti di altre religioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La partecipazione di Capi di Stato o di Governo, non solo del G8 ma di molte altre Nazioni, farà sì che le decisioni da adottare, per trovare vie di soluzione condivise sui principali problemi che incidono su economia, pace e sicurezza internazionale, possano rispecchiare più fedelmente i punti di vista e le attese delle popolazioni di tutti i Continenti. Questa partecipazione allargata alle discussioni del prossimo Vertice appare pertanto quanto mai opportuna, tenendo conto delle molteplici problematiche dell’attuale mondo altamente interconnesso e interdipendente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi riferisco, in particolare, alle sfide della crisi economico-finanziaria in corso, così come ai dati preoccupanti del fenomeno dei cambiamenti climatici, che non possono non spingere a un saggio discernimento e a nuove progettualità per «"convertire" il modello di sviluppo globale» (cfr. Benedetto XVI, Angelus 12 novembre 2006), rendendolo capace di promuovere, in maniera efficace, uno sviluppo umano integrale, ispirato ai valori della solidarietà umana e della carità nella verità. Alcune di queste tematiche vengono affrontate anche nella mia terza &lt;a href="http://magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2008/03/enciclica-caritas-in-veritate.html" moz="true"&gt;Enciclica Caritas in veritate&lt;/a&gt;, che proprio nei prossimi giorni verrà presentata alla stampa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In preparazione al Grande Giubileo del 2000, su impulso di Giovanni Paolo II, la Santa Sede ebbe a prestare grande attenzione ai lavori del G8. Il mio venerato Predecessore era infatti persuaso che la liberazione dei Paesi più poveri dal fardello del debito e, più in generale, lo sradicamento delle cause della povertà estrema nel mondo dipendevano dalla piena assunzione delle responsabilità solidali nei confronti di tutta l’umanità, che hanno i Governi e gli Stati economicamente più avanzati. Responsabilità che non sono venute meno, anzi sono diventate oggi ancora più pressanti. Nel passato recente, in parte grazie alla spinta che il Grande Giubileo del 2000 ha dato alla ricerca di soluzioni adeguate alle problematiche relative al debito e alla vulnerabilità economica dell’Africa e di altri Paesi poveri, in parte grazie ai notevoli cambiamenti nello scenario economico e politico mondiale, la maggioranza dei Paesi meno sviluppati ha potuto godere di un periodo di straordinaria crescita, che ha consentito a molti di essi di sperare nel conseguimento dell’obiettivo fissato dalla Comunità internazionale alla soglia del terzo millennio, quello cioè di sconfiggere la povertà estrema entro il 2015. Purtroppo, la crisi finanziaria ed economica, che investe l’intero Pianeta dall’inizio del 2008, ha mutato il panorama, cosicché è reale il rischio non solo che si spengano le speranze di uscire dalla povertà estrema, ma che anzi cadano nella miseria pure popolazioni finora beneficiarie di un minimo benessere materiale.Inoltre, l’attuale crisi economica mondiale comporta la minaccia della cancellazione o della drastica riduzione dei piani di aiuto internazionale, specialmente in favore dell’Africa e degli altri Paesi economicamente meno sviluppati. E pertanto, con la stessa forza con cui Giovanni Paolo II chiese il condono del debito estero, vorrei anch’io fare appello ai Paesi membri del G8, agli altri Stati rappresentati e ai Governi del mondo intero, affinché l’aiuto allo sviluppo, soprattutto quello rivolto a "valorizzare" la "risorsa umana", sia mantenuto e potenziato, non solo nonostante la crisi, ma proprio perché di essa è una delle principali vie di soluzione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è infatti investendo sull’uomo – su tutti gli uomini e le donne della Terra – che si potrà riuscire ad allontanare in modo efficace le preoccupanti prospettive di recessione mondiale? Non è in verità questa la strada per ottenere, per quanto possibile, un andamento dell’economia mondiale a beneficio degli abitanti di ogni Paese, ricco e povero, grande e piccolo?Il tema dell’accesso all’educazione è intimamente connesso all’efficacia della cooperazione internazionale. Se allora è vero che occorre "investire" sugli uomini, l’obiettivo dell’educazione basica per tutti, senza esclusioni, entro il 2015, non solo va mantenuto, bensì rafforzato generosamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’educazione è condizione indispensabile per il funzionamento della democrazia, per la lotta contro la corruzione, per l’esercizio dei diritti politici, economici e sociali e per la ripresa effettiva di tutti gli Stati, poveri e ricchi. Ed applicando rettamente il principio della sussidiarietà, il sostegno allo sviluppo non può non tener conto della capillare azione educatrice che svolgono la Chiesa cattolica e altre Confessioni religiose nelle regioni più povere e abbandonate del Globo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Agli illustri partecipanti all’incontro del G8, mi preme altresì ricordare che la misura dell’efficacia tecnica dei provvedimenti da adottare per uscire dalla crisi coincide con la misura della sua valenza etica. Occorre cioè tener presenti le concrete esigenze umane e familiari: mi riferisco, ad esempio, all’effettiva creazione di posti di lavoro per tutti, che consentano ai lavoratori e alle lavoratrici di provvedere in maniera degna ai bisogni della famiglia, e di assolvere alla primaria responsabilità che hanno nell’educare i figli e nell’essere protagonisti nelle comunità di cui sono parte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Una società in cui questo diritto sia sistematicamente negato, - ebbe a scrivere Giovanni Paolo II - in cui le misure di politica economica non consentano ai lavoratori di raggiungere livelli soddisfacenti di occupazione, non può conseguire né la sua legittimazione etica né la pace sociale» (Centesimus annus, 43; cfr. Id., Laborem excercens, 18). E proprio a tale scopo, si impone l’urgenza di un equo sistema commerciale internazionale, dando attuazione – e se necessario persino andando oltre – alle decisioni prese a Doha nel 2001, in favore dello sviluppo. Auspico che ogni energia creativa venga impiegata per assolvere agli impegni assunti al Vertice ONU del Millennio circa l’eliminazione della povertà estrema entro il 2015. E’ doveroso riformare l’architettura finanziaria internazionale per assicurare il coordinamento efficace delle politiche nazionali, evitando la speculazione creditizia e garantendo un’ampia disponibilità internazionale di credito pubblico e privato al servizio della produzione e del lavoro, specialmente nei Paesi e nelle regioni più disagiati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La legittimazione etica degli impegni politici del G8 esigerà naturalmente che essi siano confrontati con il pensiero e le necessità di tutta la Comunità Internazionale. A tal fine, appare importante rafforzare il multilateralismo, non solo per le questioni economiche, ma per l’intero spettro delle tematiche riguardanti la pace, la sicurezza mondiale, il disarmo, la salute, la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali per le generazioni presenti e future. L’allargamento del G8 ad altre regioni costituisce senz’altro un importante e significativo progresso; tuttavia nel momento dei negoziati e delle decisioni concrete ed operative, bisogna tenere in attenta considerazione tutte le istanze, non solo quelle dei Paesi più importanti o con un più marcato successo economico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo questo può infatti rendere tali decisioni realmente applicabili e sostenibili nel tempo. Si ascolti pertanto la voce dell’Africa e dei Paesi meno sviluppati economicamente! Si ricerchino modi efficaci per collegare le decisioni dei vari raggruppamenti dei Paesi, compreso il G8, all’Assemblea delle Nazioni Unite, dove ogni Nazione, quale che sia il suo peso politico ed economico, può legittimamente esprimersi in una situazione di uguaglianza con le altre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vorrei infine aggiungere che è quanto mai significativa la scelta del Governo Italiano di ospitare il G8 nella città de L’Aquila, scelta approvata e condivisa dagli altri Stati membri ed invitati. Siamo stati tutti testimoni della generosa solidarietà del Popolo italiano e di altre Nazioni, di Organismi nazionali ed internazionali verso le popolazioni abruzzesi colpite dal sisma. Questa mobilitazione solidale potrebbe costituire un invito per i membri del G8 e per i Governi e i Popoli del mondo ad affrontare uniti le attuali sfide che pongono improrogabilmente l’umanità di fronte a scelte decisive per il destino stesso dell’uomo, intimamente connesso con quello del creato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Onorevole Signor Presidente, mentre imploro l’assistenza di Dio su tutti i presenti al prossimo G8 de L’Aquila e sulle iniziative multilaterali intese a risolvere la crisi economico-finanziaria e a garantire un futuro di pace e di prosperità per tutti gli uomini e le donne senza nessuna esclusione, colgo volentieri l’occasione per esprimerLe nuovamente la mia stima e, assicurando la mia preghiera, Le porgo un deferente e cordiale saluto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dal Vaticano, 1° luglio 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;BENEDICTUS PP. XVI&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;© Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-8249011687603057184?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/8249011687603057184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=8249011687603057184' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8249011687603057184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8249011687603057184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/lettera-del-papa-berlusconi.html' title='Lettera del Papa a Berlusconi'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-9030490158175498623</id><published>2009-07-01T01:25:00.001+01:00</published><updated>2009-07-01T01:28:19.275+01:00</updated><title type='text'>Il video che prova il piano di Ahmadinejad e di Khamenei per una dittatura</title><content type='html'>&lt;object id="'flowplayer'" width="'425'" height="'355'" data="'http://www.fainotizia.it/sites/all/modules/flowplayer/flowplayer/flowplayer-3.1.1.swf'" type="'application/x-shockwave-flash'"&gt;&lt;param name="'movie'" value="'http://www.fainotizia.it/sites/all/modules/flowplayer/flowplayer/flowplayer-3.1.1.swf'"&gt;&lt;param name="'allowscriptaccess'" value="'always'"&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il video è stato girato subito dopo le elezioni nella città di Qom. Ahmadinejad parla di fronte al Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione su precisa richiesta dell'ayatollah Mesbah-Yazdi, uno dei più potenti sostenitori del Presidente iraniano. Quello che dice non è solo una esplicita richiesta al Consiglio di avvallare i brogli del voto, è la spiegazione fredda di un piano che non coinvolge solo l'Iran, ma coinvolge tutto il mondo e dove l'Iran è solo un punto di partenza.&lt;br /&gt;La giusta interpretazione ce la data Neguin, una donna iraniana che ha ascoltato con attenzione ciò che Ahmadinejad ha detto agli Ayatollah, una interpretazione che fa passare i brividi perché delinea uno scenario d'altri tempi, uno scenario fatto di totalitarismo assoluto che credevamo morto e sepolto con Adolf Hitler.&lt;br /&gt;I motivi per cui Ahmadinejad chiede al Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione di avvallare la “necessità dei brogli elettorali” sono diversi e tutti legati al sogno degli Ayatollah di creare “il regno della giustizia islamica”. Lui dice: “è arrivata l'ora di passare all'azione per implementare il sogno” e ancora, “il popolo è pronto, il momento è arrivato prima ancora di quanto pensavamo”. E poi, tra le altre cose, afferma: “dobbiamo usare il massimo della nostra capacità, non abbiamo molto tempo”. Il riferimento alla rivolta in corso è palese.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.fainotizia.it/video/il-video-che-prova-il-piano-di-ahmadinejad-e-di-khamenei-una-dittatura"&gt;http://www.fainotizia.it/video/il-video-che-prova-il-piano-di-ahmadinejad-e-di-khamenei-una-dittatura&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-9030490158175498623?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.fainotizia.it/video/il-video-che-prova-il-piano-di-ahmadinejad-e-di-khamenei-una-dittatura' title='Il video che prova il piano di Ahmadinejad e di Khamenei per una dittatura'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/9030490158175498623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=9030490158175498623' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/9030490158175498623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/9030490158175498623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/07/il-video-che-prova-il-piano-di.html' title='Il video che prova il piano di Ahmadinejad e di Khamenei per una dittatura'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-231157215042227318</id><published>2009-06-29T23:39:00.001+01:00</published><updated>2009-06-29T23:39:47.603+01:00</updated><title type='text'>La verità di 2.000 anni di fede</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;lunedì 29 giugno 2009, 07:00&lt;br /&gt;Quando la scienza racconta le verità di 2mila anni di fede&lt;br /&gt;Il Giornale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma- Quanto accaduto ieri sera con il sorprendente annuncio nella basilica di San Paolo fuori le Mura richiama immediatamente alla memoria un evento simile, accaduto il 26 giugno di 41 anni fa, quando Paolo VI, durante l’udienza generale, disse che erano state ritrovate le ossa di San Pietro. Era stato Pio XII, nel 1939, a ordinare che si scavasse sotto la basilica vaticana e a finanziare di tasca propria le ricerche. Nel 1950 l’annuncio del ritrovamento della tomba. Appariva dunque corrispondente al vero quanto affermato durante il pontificato di Papa Zefirino (199-217) dal prete romano Gaio, il quale, rivolgendosi a Proclo, seguace dell’eresia montanista, aveva scritto: «Se vorrai venire in Vaticano e sulla via Ostiense, potrai vedere i trofei (cioè le tombe, ndr) di coloro, che hanno fondato questa Chiesa», vale a dire di Pietro e Paolo. Le ricerche, continuate dall’archeologa Margherita Guarducci, portarono al ritrovamento di un’edicola funeraria appoggiata a un muro contemporaneo, risalente circa all’anno 150, prezioso per i numerosi graffiti sovrapposti, che la studiosa decifra. Tutti contengono invocazioni a Pietro al quale sono uniti talvolta i nomi di Cristo e di Maria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondamentale è uno di questi graffiti, risalente al 160, nel quale si legge in greco la scritta «Petros enì», «Pietro è qui dentro». La professoressa Guarducci ritrova in una cassetta, nei locali delle Grotte vaticane, le ossa che erano state raccolte nel loculo identificato come la tomba di Pietro. Le ossa, dopo essere state analizzate, risultano appartenenti a un solo uomo, di corporatura robusta, morto in età avanzata. Erano incrostate di terra e mostravano di essere state avvolte in un panno di lana colorato di porpora e intessuto d’oro, una sepoltura particolarmente preziosa. Rappresentano frammenti di tutte le ossa del corpo a esclusione del sia pur minimo frammento di quelle dei piedi. Un particolare significativo, che richiama alla mente la circostanza della crocifissione a testa in giù e gli esiti che provocava, vale a dire il distacco dei piedi, a causa della prolungata esposizione del corpo che veniva lasciato esposto sul luogo del supplizio.&lt;br /&gt;Così, il 26 giugno 1968, Papa Montini annuncia: «Nuove indagini pazientissime e accuratissime furono in seguito eseguite con risultato che noi, confortati dal giudizio di valenti e prudenti persone competenti, crediamo positivo: anche le reliquie di San Pietro sono state identificate in modo che possiamo ritenere convincente».&lt;br /&gt;Il ritrovamento e l’identificazione delle ossa di Pietro e oggi di quelle di Paolo, confermano il dato della tradizione e attestano il fondamento apostolico della Chiesa di Roma. Il pescatore di Galilea al quale Gesù secondo il racconto evangelico affidò la sua Chiesa, e l’Apostolo delle Genti, viaggiatore e predicatore instancabile, nonché «cantore della Grazia», evangelizzatore dell’Asia Minore e della Grecia e autore delle famose epistole, ritenute i più antichi documenti scritti contenenti il messaggio salvifico cristiano, sono stati dunque martirizzati entrambi a Roma, allora capitale del mondo, sotto Nerone, nell’anno 67.&lt;br /&gt;È interessante notare che negli ultimi cento anni, numerosissime scoperte archeologiche hanno confermato molte delle pagine scritte dai quattro evangelisti, che nel I secolo misero nero su bianco il racconto della vita e le testimonianze riguardati Gesù di Nazaret, la sua morte e la sua resurrezione. Non c’è stata una scoperta scientifica, un ritrovamento archeologico, che abbia smentito neanche un versetto del Vangelo. Dal ritrovamento della lapide a Cesarea Marittima contenente il nome di Ponzio Pilato, il prefetto di Giudea che fece crocifiggere Gesù come richiestogli dal sinedrio agli scavi portati avanti con tenacia e passione dai francescani in Terrasanta, che hanno portato alla luce le tracce della casa di Maria a Nazaret e della casa di Pietro a Cafarnao, entrambe oggetto di devozione antichissima, risalente ai primi secoli di storia cristiana. Il cristianesimo non è una filosofia, un insieme di riti o una summa di regole morali, ma un avvenimento accaduto nella storia.&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=111448592928&amp;amp;h=rbdr2&amp;amp;u=c_uZl&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-231157215042227318?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/231157215042227318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=231157215042227318' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/231157215042227318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/231157215042227318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/la-verita-di-2000-anni-di-fede.html' title='La verità di 2.000 anni di fede'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-7381140279893110912</id><published>2009-06-29T23:38:00.000+01:00</published><updated>2009-06-29T23:39:02.317+01:00</updated><title type='text'>Le tavole della legge di Mosè esistono</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;lunedì 29 giugno 2009, 07:00&lt;br /&gt;Dal patriarca etiope altro annuncio choc: «Le tavole della legge di Mosè esistono»&lt;br /&gt;su Il Giornale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È di una decina di giorni fa la notizia secondo cui presto il mondo potrebbe ammirare la mitica Arca dell'Alleanza descritta nella Bibbia come il contenitore in legno e oro delle Tavole della Legge che Dio consegnò a Mosè e al centro, nei secoli, di ricerche e studi.&lt;br /&gt;Lo ha annunciato, in un'intervista video all'Adnkronos, il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Abuna Pauolos, arrivato in Italia per il «G8 delle Religioni». «L'Arca dell'Alleanza - spiegava Pauolos - si trova in Etiopia da molti secoli. Come patriarca l'ho vista con i miei occhi e soltanto poche persone molto qualificate hanno potuto fare altrettanto, finora». Secondo il patriarca è custodita in una chiesa, ma per difendere quella autentica, una copia del simbolo religioso è stata collocata in ogni chiesa del Paese. Secondo alcuni studi l'Arca venne trafugata da Gerusalemme dal figlio di re Salomone e portata ad Axum, considerata la Gerusalemme d'Etiopia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E proprio ad Axum sorgerà il Museo chiamato a ospitare l'Arca, il cui progetto è stato finanziato dalla Fondazione del principe, erede designato al trono da Haile Selassie poco prima di morire, Crhijecllu, acronimo delle iniziali dei nomi dei figli del principe: Christian, Jessica, Clarissa, Lucrezia.&lt;br /&gt;L’Arca dell'Alleanza sarebbe capace, secondo la leggenda, di sprigionare lampi di luce divini e folgori in grado di incenerire chiunque ne fosse colpito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=111448592928&amp;amp;h=rbdr2&amp;amp;u=c_uZl&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-7381140279893110912?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/7381140279893110912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=7381140279893110912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7381140279893110912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7381140279893110912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/le-tavole-della-legge-di-mose-esistono.html' title='Le tavole della legge di Mosè esistono'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-1451021510899493894</id><published>2009-06-28T00:01:00.001+01:00</published><updated>2009-06-28T00:01:52.622+01:00</updated><title type='text'>Ma c'è chi può fare il barbaro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;sabato 27 giugno 2009, 07:00&lt;br /&gt;MA C’È CHI PUÒ FARE IL BARBARO&lt;br /&gt;di Mario Giordano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta con l’imbarbarimento della politica? Ma sicuro. Noi siamo d’accordo. Figuriamoci. Ora però qualcuno glielo può dire anche a D’Avanzo, per cortesia? Qualcuno può avvertire Ezio Mauro? E magari pure D’Alema, quello che parla di scossa, o Franceschini, quello che va a discutere dell’educazione dei figli altrui? Sono cinquanta giorni che, praticamente da soli, contro tutti, urliamo al mondo che usare la vita privata come strumento di lotta politica è una vergogna. Ci hanno sempre risposto che non capiamo nulla. Che usare la vita privata come strumento di lotta politica è segno di democrazia. Ma sicuro: ne abbiamo sentite di tutti i colori. Abbiamo sentito gli ex cantori dell’amore libero e del sesso in stile ’68 (e anche un po’ ’69 ) che ci hanno fatto austere lezioni di morale. E abbiamo letto le dotte prolusioni di filosofi della teoretica scalfariana costretti ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare la nuova versione dell’antiberlusconismo in salsa di Novella 2000. In cinquanta giorni nessuno che si scandalizzasse per l’imbarbarimento della politica. Nemmeno una volta. Mai.&lt;br /&gt;Però è bastato che il Giornale raccontasse due giorni fa delle escort del clan D’Alema, ed ecco che all’improvviso si sono scandalizzati tutti. Ah, l’imbarbarimento della politica. Quando poi ieri abbiamo segnalato (dato di cronaca) che la maîtresse che organizzava gli incontri sexy fra le squillo e gli uomini del clan D’Alema era socia in affari con il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, è scoppiato il finimondo. Ah, due volte ah, l’imbarbarimento della politica! Signora mia, non se ne può più: ma dove arriveremo? Come se fino all’altro ieri sui quotidiani italiani si fosse soltanto parlato dei problemi dell’astrofisica nucleare o del rapporto fra armonia celeste e sistema dodecafonico, anziché di veline, Noemi, foto rubate e lettoni più o meno grandi, gossip e prostitute.&lt;br /&gt;Basta con l’imbarbarimento della politica? Per carità, non ne vediamo l’ora. Ma dov’erano Cesa e D’Alema e Casini quando l’imbarbarimento della politica andava a sfruculiare in modo osceno dentro la privacy di Berlusconi? Dov’erano quando i giornali mettevano alla gogna i suoi ospiti in Sardegna, colpevoli soltanto di prendere il sole? Dov’erano quando le foto private ai bordi di una piscina privata in una villa privata diventavano, senza nessuna ragione, di pubblico dominio mondiale? Dov’erano quando il primo ministro di un Paese straniero veniva messo alla berlina col suo Topolanek al vento? Dov’erano quando qualcuno faceva avere ai giornalisti amici le registrazioni della D’Addario e le foto nella toilette di Palazzo Grazioli? Non avevano nulla da dire, allora, sull’imbarbarimento della politica?&lt;br /&gt;Restiamo convinti che nell’inchiesta insabbiata nel ’99 sulle escort del clan D’Alema c’era molta più sostanza che in tutto il polverone sollevato adesso contro Berlusconi. Di tutto questo presunto scandalo, da Noemi a Tarantini, scusateci, ma noi continuiamo a non vedere where is the beef, dov’è la ciccia, cioè dov’è il problema. Anche ieri ci siamo deliziati con due pagine di Giuseppe D’Avanzo su Repubblica, senza trovarci null’altro, a parte un mare di noia e una rassegna stampa un po’ malfatta. E dire che il giornalista, in genere, sa fiutare le piste giuste: com’è che da due mesi si accanisce sul caso senza cavarci il vero scoop? Come mai il gruppo editoriale l’Espresso, che ha scatenato fior di inviati senza limite di budget, a caccia di testimonianze, ragazze pentite, rivelazioni choc, deve limitarsi a montare la panna con foto di ragazze in barca e banali cene, roba che non metterebbero in imbarazzo nemmeno i catecumeni di un oratorio brianzolo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ribadisco: nell’inchiesta che abbiamo pubblicato in questi due giorni c’è molta più sostanza che in tutto il materiale D’Avanzo. Sono saltati fuori, tanto per dire, incontri fra esponenti politici ed escort all’interno di Montecitorio. E poi ci sono uomini assai vicini a D’Alema che parlano di «problemi risolti» con la Banca di Roma e altre aziende. C’è la maîtresse che chiede favori per Alitalia. Si parla di incontri a luci rosse, nei palazzi delle istituzioni, cui partecipa un «uomo politico molto importante». Ora noi domandiamo: com’è che a Bari sono state convocate ragazze su ragazze per sapere tutto della cena in una casa privata, mentre nessuno ha voluto saperne di più su quell’uomo politico molto importante che incontrava escort a Montecitorio? Dicono: l’inchiesta è stata archiviata dopo il patteggiamento della maîtresse. Ecco, appunto: perché in Italia certe inchieste (quelle contro Berlusconi) non finiscono mai e quelle contro gli altri vengono rapidamente insabbiate? Perché ci sono magistrati che continuano ad accanirsi su quello che il Cavaliere faceva vent’anni fa e invece non è interessante quello che facevano gli uomini di D’Alema dieci anni fa?&lt;br /&gt;Può piacere o no, ma quello che abbiamo fatto in questi giorni è uno degli esperimenti più interessanti della doppia morale che vige in questo Paese. Come vi abbiamo confessato il primo giorno, ci siamo avventurati nel boudoir del clan D’Alema con qualche titubanza: in linea di massima, crediamo che la politica debba evitare di infilarsi sotto le lenzuola altrui. Ma siamo stati costretti a misurarci su questo terreno. E ora, dopo l’esplosione della polemica, siamo più convinti che mai che fosse giusto tutto ciò, se non altro per mettere in luce l’ipocrisia dei nuovi moralisti, quelli per cui l’imbarbarimento della politica si può a patto che si faccia i barbari contro Berlusconi. Scusateci, ma sono davvero senza pudore: qualche anno fa hanno scritto che era sbagliato attaccare Clinton su una questione così personale come la Lewinsky; qualche tempo fa hanno scritto che era sbagliato attaccare Sircana su una questione così personale come il trans; ora scrivono che è sbagliato attaccare il clan D’Alema e Cesa per una questione così personale come la relazione con una maîtresse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo però hanno sferrato il più violento attacco personale a base di gossip e violazione della privacy che si sia mai visto in un Paese civile. Dal che si deduce la legge fondamentale di questa Repubblica fondata sul lavoro di Ezio Mauro: in politica vale tutto. Ma proprio tutto. Solo se è contro il Cavaliere, però.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=361902&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1451021510899493894?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1451021510899493894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1451021510899493894' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1451021510899493894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1451021510899493894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/ma-ce-chi-puo-fare-il-barbaro.html' title='Ma c&apos;è chi può fare il barbaro'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-3296774315795907656</id><published>2009-06-27T00:33:00.000+01:00</published><updated>2009-06-27T00:34:04.813+01:00</updated><title type='text'>Legge Mosca</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;' LA LEGGE SULLE PENSIONI STRAVOLTA DAI PARTITI'&lt;br /&gt;Repubblica — 03 novembre 1995   pagina 20   sezione: CRONACA&lt;br /&gt;GROSSETO - Nilde Iotti ha maturato la pensione di partito da quando aveva 25 anni. Bettino Craxi figura come dipendente del garofano da quando aveva 18 anni. Pierre Carniti ne aveva 17. Sergio D' Antoni matura la pensione dall' età di 17 anni, Alessandro Natta aveva 27 anni, Giorgio Napolitano trentatré, Achille Occhetto era diciottenne, Ottaviano Del Turco aveva appena quattordici anni e molto probabilmente anche i pantaloni corti, l' ex ministro democristiano Franca Falcucci e il dirigente dello Scudocrociato, Bartolo Ciccardini. E via con tutti i grandi nomi della politica e del sindacato. Dal dopoguerra a oggi. Ognuno di loro è un pezzo di storia. Uno ad uno stanno saltando fuori dalla lista dei quattromila e 500 beneficiari della legge Mosca. Entrata in vigore nel ' 74 era una grande sanatoria per attivisti di partito, sindacati e cooperative: potevano riscattare per la pensione gli anni del lavoro a nero. Secondo il procuratore circondariale di Grosseto Pietro Federico molti hanno usufruito della legge facendo passare per lavoro le attività del semplice volontariato. E sono quasi diecimila in Italia i beneficiari minorenni. Il secondo motivo che giustificherebbe l' indagine è che quella legge è stata in realtà abusata: doveva durare due anni, fino al ' 76, è stata prorogata fino all' 80 ma ancora un mese fa, prima che scoppiasse l' inchiesta, sono arrivate domande. Tutte approvate. Federico ha sequestrato nella sede dell' Inps, dei principali partiti e del ministero del Lavoro tutte le oltre quarantamila pratiche. Per la sua inchiesta a Grosseto sta controllando le posizioni di 470 persone (30 sono indagati) e ogni giorno sforna una decina di interrogatori. Ma 95 procure in Italia hanno ricevuto i dati dei beneficiari della legge nelle rispettive province. E ogni giorno saltano fuori nomi illustri. Qualche esempio. La ex presidente della Camera Nilde Iotti, classe 1920, ha riscattato con la legge Mosca gli anni dal 1945 al 1963, gli stessi che ha richiesto Alessandro Natta, classe 1918, segretario del Pci fra Berlinguer e Occhetto. Ottaviano Del Turco, nato nel 1944, ha riscattato la pensione dal febbraio 1959. L' ex segretario generale della Cisl Pierre Carniti ha chiesto di riscattare gli anni fra il 1953 e il ' 58. Aveva 17 anni. Il segretario della Cisl Sergio D' Antoni sta maturando la pensione, sempre grazie alla legge Mosca, da quando aveva 18 anni. Così hanno fatto Craxi e Occhetto. Nell' elenco figurano anche Giorgio Napolitano, Piero Larizza, Antonio Pizzinato, Bruno Trentin, Antonio Bassolino e Armando Cossutta. L' ex deputato socialista Giovanni Mosca, papà della legge, oggi vive nel Chianti. E commenta amaro. "La legge era giusta. Non mi sono mai pentito. Calcolammo allora che in Italia ci fossero circa 7-8000 persone in questa situazione. All' inizio quasi la metà delle domande fu bocciata. A esaminare le pratiche era una commissione del ministero del Lavoro, composta da funzionari dello Stato e dell' Inps e da rappresentanti di alcune grosse organizzazioni sindacali. Ma la legge doveva durare solo due anni: anche per la sua breve vita la chiamavano legge Mosca. Invece fu subito prorogata senza adeguare i sistemi di controllo. Potevo immaginare che fosse stata usata in modo disonesto ma non mi aspettavo che si fosse arrivati a cifre così colossali".&lt;br /&gt;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/11/03/la-legge-sulle-pensioni-stravolta-dai.html&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-3296774315795907656?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/3296774315795907656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=3296774315795907656' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/3296774315795907656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/3296774315795907656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/legge-mosca.html' title='Legge Mosca'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-912583759771979846</id><published>2009-06-26T22:50:00.000+01:00</published><updated>2009-06-26T22:51:20.815+01:00</updated><title type='text'>Otto domande per il Baffino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;venerdì 26 giugno 2009, 07:00&lt;br /&gt;OTTO DOMANDE PER IL BAFFINO&lt;br /&gt;di &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=4391"&gt;Massimo De Manzoni&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massimo D’Alema ci querela. O meglio annuncia la sua intenzione di querelarci, che non è necessariamente la stessa cosa. All’aspirante segretario-ombra del Pd non è piaciuto il fatto che il Giornale abbia parlato di un’inchiesta, poi insabbiata, che verteva su un giro di squillo utilizzate per ottenere favori e appalti dai politici e che vedeva pesantemente coinvolti alcuni dei suoi più stretti collaboratori quando Baffino era presidente del Consiglio. All’epoca, per intendersi, in cui Palazzo Chigi fu definito «l’unica merchant bank in cui non si parla inglese». Parole di Guido Rossi: non certo un nemico della sinistra, diciamo.&lt;br /&gt;Strano che il líder Maximo si sia risentito. Perché ci pareva che ultimamente, tra «scosse» e dichiarazioni, fosse invece piuttosto sensibile a questo tipo di faccende. Non era stato lui, dopo una visita a Bari, ad avvertire compiaciuto i suoi di tenersi pronti perché era in arrivo qualcosa di grosso contro Berlusconi? E non era stato sempre lui, a proposito di quanto emergeva dall’inchiesta pugliese, a parlare di «schifo», di «vicenda di rilevanza indubbiamente politica» e a intimare al Cavaliere di «fornire chiarimenti sui suoi comportamenti privati che offrono un desolante spettacolo che ha poco a che fare con l’etica condivisa dagli italiani»? E stava parlando di un presunto rapporto sessuale in una casa privata. Come mai ha cambiato così repentinamente idea, visto che l’inchiesta di cui ha riferito il Giornale riguarda molti e accertati incontri a luci rosse «finalizzati a ottenere benefici economici nella forma di ghiotti appalti o incarichi ben remunerati», come scriveva il capo della Mobile? Sono episodi che fanno forse parte «dell’etica condivisa dagli italiani»? Proprio sicuro, onorevole? Anche se è stato provato che qualcuno di quei focosi rendez-vous mercenari si è svolto negli istituzionalissimi uffici della Camera dei deputati? Ci permetta almeno di dissentire.&lt;br /&gt;E, visto che ci siamo, che fine ha fatto quella difesa della libera stampa che la sinistra alza, in questi giorni più che mai, come un vessillo? D’Alema annuncia un’intimidatoria querela, il suo pretoriano Luigi Zanda ci insulta in modo volgare. Fateci capire: non vorrete mica che qualcuno possa pensare male. Per esempio che la libertà che avete in mente sia quella per cui i vostri giornali di riferimento, Repubblica in testa, hanno il diritto-dovere di intrufolarsi quotidianamente sotto le lenzuola di signore e signorine di dubbia reputazione sperando di trovare qualche traccia del passaggio del Cavaliere, mentre tutti gli altri devono star lì a fare il coro. E appena «steccano», via con le querele. Non sarebbe molto democratico, diciamo. E comunque, spiacenti ma noi la pensiamo in modo diverso.&lt;br /&gt;Noi pensiamo, e l’abbiamo ripetuto più volte, che non ci piace lo spettacolo a cui stiamo assistendo in questi giorni. Ma ancor meno ci piace l’idea che sia stato allestito solo e unicamente perché il protagonista si chiama Silvio Berlusconi. I tribunali speciali ci fanno un po’ paura. Sono settimane che l’inchiesta di Bari sta tenendo banco, senza peraltro andare un passo più in là di Patrizia D’Addauro e del suo registratore nascosto. Sono settimane che Repubblica e i suoi fratelli ci ammanniscono ogni giorno sempre lo stesso piatto, con gli stessi ingredienti mescolati in modo diverso e condito da insinuazioni spacciate per domande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora qualche domanda vorremmo farla anche noi, se non vi è di troppo disturbo. Perché l’inchiesta sui D’Alema boys è stata chiusa così frettolosamente? Che cosa ha esattamente ricevuto in cambio dei suoi servizi la maîtresse che forniva le ragazze? È vero che appalti che riguardavano anche società partecipate dallo Stato sono stati inquinati da questo vorticoso giro di squillo a Montecitorio e dintorni? Come mai la nostra solerte magistratura (che a Bari sta facendo sfilare in Procura lucciole, escort e trans per stabilire quante feste si tengono a Cortina) non ha sentito l’esigenza di appurare chi era quel «politico molto influente» che ha goduto dei favori di una prostituta all’interno della Camera dei deputati? Perché nessun investigatore è stato punto dalla curiosità di approfondire i rapporti tra la famosa maîtresse e l’onorevole Lorenzo Cesa, cattolico, attuale segretario dell’Udc, visto che i due erano in società insieme? Come mai in quel caso nessuno si affrettò a passare le «carte» agli organi di informazione? Qualcuno crede davvero che l’indagine rivelata dal Giornale non contenga elementi molto più seri di quella che sta avvelenando la vita del Paese da settimane? Qualcuno crede davvero che quella vicenda si sarebbe risolta in modo così rapido e indolore se al posto di D’Alema ci fosse stato Berlusconi?&lt;br /&gt;Ecco le nostre domande: non sono dieci, ma ci accontentiamo. Certi che domani la Repubblica, l’Unità, il País, il Times e tutti gli altri immacolati guardiani della democrazia le rilanceranno da par loro. In nome della libertà di stampa e per il bene della nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=361631&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-912583759771979846?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/912583759771979846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=912583759771979846' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/912583759771979846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/912583759771979846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/otto-domande-per-il-baffino.html' title='Otto domande per il Baffino'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-8508889400626170777</id><published>2009-06-25T13:56:00.001+01:00</published><updated>2009-06-25T13:58:49.057+01:00</updated><title type='text'>Quando le virtù prevalgono sui vizi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;25/06/2009 - &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sappiamo ancora quanto ci sia di vero nell'inchiesta barese sul giro di escort di lusso che sarebbe stato organizzato per allietare le feste nelle residenze di Berlusconi. Di certo non saranno le rivelazioni scottanti di Patrizia D'Addario sulla notte a pagamento trascorsa, così dice, con il Cavaliere a configurare fatti penalmente rilevanti al punto da mettere in imbarazzo il premier. Ci vuole ben altro, anche perché le cronache recenti su simili scandali, o presunti tali, ci raccontano il più delle volte di accuse sgonfiate fino a scadere al rango di mero gossip. Per carità, ci sta anche questo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dei personaggi pubblici fanno notizia più i vizi che le virtù, e non è un caso se Silvio Berlusconi sia ora l'oggetto preferito dei pettegolezzi e delle pruriginose curiosità degli italiani. Prima di lui, vi sono stati numerosi precedenti storici. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo le cronache dei tempi, Giulio Cesare non fu certo un chierichetto tutto casa e famiglia. Persino su uno statista come Camillo Benso di Cavour si narravano presunte perversioni sessuali poco consone al ruolo istituzionale e alla flemma sabauda del personaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per non parlare di alcuni presidenti degli Stati Uniti. Come J.F. Kennedy, al quale sono state attribuite pulsioni da grande donnaiolo; e Bill Clinton, che nello Studio Ovale della White House, ovvero il posto di comando dell'uomo più potente del mondo, si rallegrava delle premure di una stagista grassottella e neppure tanto carina. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eppure, tutti questi "viziosi peccatori" hanno fatto la storia del mondo, conservando nei secoli l'autorevolezza che si sono conquistati nella vita pubblica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo momento Berlusconi è l'uomo di potere del Paese. E persin ovvio che sia finito nella centrifuga mediatica e che i suoi avversari politici continuino a soffiare sul fuoco dello scandalo. La magistratura è giusto che faccia il suo lavoro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per il resto, l'ultima parola spetterà alla storia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://it.mc271.mail.yahoo.com/mc/compose?to=andrea.miola%40cronacaqui.it" target="_blank" ymailto="mailto:andrea.miola%40cronacaqui.it"&gt;andrea.miola@ cronacaqui. it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-8508889400626170777?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/8508889400626170777/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=8508889400626170777' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8508889400626170777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8508889400626170777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/quando-le-virtu-prevalgono-sui-vizi.html' title='Quando le virtù prevalgono sui vizi'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-7815254367458850631</id><published>2009-06-22T17:23:00.002+01:00</published><updated>2009-06-22T17:38:19.223+01:00</updated><title type='text'>Ricordiamo il "prezioso" contributo dell'Islam alla nostra civiltà</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;632 d. C. ..... Morte di Maometto (8 giugno). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;632-34 …......Conquista araba della Mesopotamia e della Palestina. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;635 ............. Conquista araba di Damasco. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;638 ............. Conquista araba di Gerusalemme. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;642 ............. Conquista araba di Alessandria d'Egitto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;647 ............. Conquista araba della Tripolitania. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;649 ............. Inizio delle guerre sul mare e conquista di Cipro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;652 ............. Prima spedizione contro la Sicilia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;667 ............. Occupazione araba di Calcedonia (Anatolia). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;669 ............. Attacco a Siracusa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;670 ............. Attacco ai berberi e conquista del Maghreb. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;674-680 ......Primo assedio arabo di Costantinopoli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;698 ............. Gli arabi prendono Cartagine ai bizantini. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;700 ............. Assalto arabo a Pantelleria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;704 ............. L'emiro Musa proclama la guerra santa nel Mediterraneo occidentale; infesta il Tirreno e assale la Sicilia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;710 ............. Attacco arabo a Cagliari. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;711 ............. Sbarco arabo nella Spagna meridionale. Inizia la conquista della penisola iberica. 715-717 ....... Secondo assedio arabo di Costantinopoli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;720 ............. Attacco alle coste della Sicilia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;727-731........ Aggressioni alle coste della Sicilia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;738 ............. Liutprando sconfigge gli arabi ad Arles. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;740 ............. Primo sbarco in Sicilia di un esercito saraceno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;753 ............. Ulteriore sbarco in Sicilia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;778 ............. Il giorno 8 settembre, Franchi e Longobardi sconfiggono gli arabi a Sabart, sui Pirenei. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;806 ............. I mussulmani occupano Tyana, in Anatolia, e avanzano fino ad Ankara. Ademaro, conte franco di Genova, combatte i saraceni in Corsica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;812-813 ....... I saraceni attaccano Lampedusa, la Sicilia, Ischia, Reggio Calabria, la Sardegna, la Corsica e Nizza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;819 ............. Nuovo attacco alla Sicilia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;827 ............. Il 14 giugno, sbarco in Sicilia di un esercito, per la conquista dell'isola. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;829 ............. I saraceni sbarcano a Civitavecchia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;830 ............. I saraceni invadono la campagna romana e saccheggiano le basiliche di San Paolo e di San Pietro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;831 ............. A settembre, Palermo si arrende agli arabi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;838 ............. Attacco saraceno a Marsiglia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;839 ............. Incursioni saracene in Calabria. Sbarco e conquista di Taranto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;840 ............. Scontro navale, davanti a Taranto, tra saraceni e veneziani, che non riescono a fermare l'attacco. Saccheggio di Cherso, del Delta del Po e di Ancona. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;841 ............. Gli arabi si spingono nel Quarnaro e distruggono la flotta veneziana all'isola di Sansego. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;842 ............. Il 10 agosto Bari viene conquistata. Vengono saccheggiate le coste della Puglia e della Campania. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;843 ............. L'emiro di Palermo scaccia i bizantini da Messina. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;844 ............... I normanni sbarcano in Spagna e occupano Siviglia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;846 ............. Spedizioni saracene a Ponza e a Capo Miseno. Il 23 agosto, gli arabi sbarcano alla foce del Tevere, assediano Ostia, saccheggiano nuovamente le basiliche di San Pietro e di San Paolo e l'entroterra fino a Subiaco, assediando poi Roma. Ritiratisi, depredano Terracina, Fondi, e assediano Gaeta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;849 ............. I saraceni saccheggiano Luni e Capo Teulada, in Sardegna. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;850 ............. Attacco arabo contro Arles. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;852-853 ....... Assalto alle coste calabresi e campane. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;856 ............. Incursioni arabe a Isernia, Canosa, Capua e Teano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;859 ............. Gli arabi prendono Enna. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;867 ............. Gli arabi saccheggiano il monastero di San Michele sul Gargano. I saraceni occupano alcune città dalmate e assediano Ragusa. La flotta veneziana, guidata dal doge Orso, li insegue e li sbaraglia davanti a Taranto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;868 ............. Re Ludovico libera Matera, Venosa e parte della Calabria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;869 ............. Bande di saraceni invadono la Camargue. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;870 ............. Gli arabi occupano Malta e saccheggiano Ravenna. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;879 ............. Gli arabi prendono Taormina. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;879 ............. I saraceni saccheggiano Teano, Caserta e la campagna romana. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;881 ............. Il Papa scomunica il Vescovo di Napoli per la sua alleanza con i saraceni. 885 ............. I saraceni saccheggiano Montecassino e la Terra di Lavoro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;890 ............. I mori di Spagna attaccano la costa provenzale e stabiliscono una base a Frassineto (La Garde-Freinet). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;898 ............. Saccheggio saraceno della Badia di Farfa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;912 ............. Incursione saracena all'Abbazia di Novalesa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;913 ............. Attacco alla Calabria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;914 ............. Gli arabi stabiliscono basi a Trevi e a Sutri. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;916 ............. Incursione saracena nella Moriana (Savoia). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;922 ............. Incursione e saccheggio di Taranto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;924 ............. Presa di Sant'Agata di Calabria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;925 ............. Incursioni saracene in tutta la Calabria, fino in terra d'Otranto; assedio e massacro di Oria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;929 ............. Saccheggio delle coste calabresi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;930 ............. Paestum viene saccheggiata. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;934 ............. Assalto alla costa ligure. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;935 ............. Saccheggio di Genova.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; 936 ............. Fallito attacco saraceno ad Acqui, difesa dal conte Aleramo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;940 ............. Incursione saracena al passo del San Bernardo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;950 ............. L'emiro di Palermo assale Reggio e Gerace e assedia Cassano Jonio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;952 ............. Gli arabi, alleati con Napoli, colonizzano la Calabria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;960 ............. San Bernardo da Mentone vince e insegue i saraceni in Val d'Aosta, fino a Vercelli. 965 ............. Gli arabi prendono Rametta, ultima roccaforte siciliana e in seguito sbarcano in Calabria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;969 ............. Saccheggi saraceni nell'Albesano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;977 ............. I saraceni prendono Reggio, Taranto, Otranto e Oria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;978 ............. I saraceni saccheggiano la Calabria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;981 ............. Ancora saccheggi in Calabria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;986 ............. I saraceni saccheggiano Gerace. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;987 ............. I saraceni saccheggiano Cassano Jonio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;988 ............. Gli arabi prendono Cosenza e la terra di Bari. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;991 ............. Presa di Taranto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;994 ............. Assedio e presa di Matera. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1002 ............ Incursioni a Benevento e nelle campagne napoletane, assedio di Capua. 1003 ............ Incursioni nell'entroterra di Taranto. Attacco a Lérins, in Provenza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1009 ............ Il califfo Al-Hakim tenta di distruggere il Santo Sepolcro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1029 ............ Saccheggio delle coste pugliesi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1031 ............ Saccheggio di Cassano Jonio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1047 ............ Incursione saracena a Lérins. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1071 ............ Gli arabi vincono la battaglia di Manazkert e iniziano la conquista dell'Anatolia. 1074 ............ Sbarco di saraceni tunisini a Nicotera, in Calabria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1080 ............ I saraceni, al servizio dei normanni, saccheggiano Roma. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1086 ............ Gerusalemme cade in mano ai turchi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1096 ........ Inizio della Prima crociata. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1122 ........ Scorreria saracena a Patti e a Siracusa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1127 ........ Attacco a Catania e nuovo saccheggio di Siracusa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1144 ........ L'atabeg di Mossul Zengi, con un colpo di mano, s'impadronisce di Edessa assumendo nel mondo islamico ruolo e fama di "difensore della fede". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1145 ........ Papa Eugenio III bandisce la seconda crociata. A causa dei contrasti interni si rivelerà inutile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1187 .........Salah-ad-Din riconquista Gerusalemme. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1190 ........ Papa Clemente III organizza la terza crociata. Riccardo Cuor di Leone sconfigge per due volte Salah-ad-Din ma, sempre a causa dei dissensi interni alla coalizione, non poté liberare Gerusalemme. Concluse però una tregua di tre anni, che prevedeva garanzie per i pellegrini (1192). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1195-1204 ... Si susseguono diversi tentativi pressoché inutili di organizzare una quarta crociata. Anche in questo caso mancherà la necessaria coesione e le lotte interne la renderanno pressoché inutile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1213 ........ Papa Innocenzo III tenta di bandire un'altra crociata che però non avrà luogo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1217-1221 ... Quinta crociata. Nel 1219 le cronache riportano la visita di Francesco d'Assisi al campo crociato. Francesco predirà la sconfitta a causa delle faziosità e delle divisioni interne. La Chiesa non riconoscerà la quinta crociata. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1221 ........ Fallisce la conquista de Il Cairo e anche la quinta crociata si risolve con un nulla di fatto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1229 ........ Federico II accordatosi con il sultano d'Egitto al-Kamil (Trattato di Giaffa) ottiene Gerusalemme, Betlemme, Nazaret e alcune località costiere fra San Giovanni d'Acri e Giaffa e tra Giaffa e Gerusalemme; e conclude anche una tregua decennale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1244 ........ I mussulmani riconquistano Gerusalemme. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1245 ........ Papa Innocenzo IV bandisce la settima crociata. Luigi IX, re di Francia, la organizza con le sue sole forze ma non riesce a conquistare Gerusalemme. Ulteriori tentativi si concluderanno nel 1270 con pochi esiti. Dalla seconda metà del sec. XIV, la progressiva avanzata dei turchi ottomani verso il cuore dell'Europa ridiede una certa attualità alla crociata, intesa però in senso non di guerra santa per la riaffermazione del cristianesimo in Oriente, ma di guerra per la difesa dell'Occidente stesso dall'islamismo sulla via di sempre più ampie conquiste. Le crociate fallirono quanto al loro scopo originario, cioè la liberazione dei Luoghi Santi dai mussulmani. Restano tuttavia un fenomeno storico di grande rilevanza non solo religiosa, ma politica, economico-sociale, culturale. Politicamente, impegnarono i mussulmani contenendone e ritardandone l'avanzata in Europa, e ciò permise lo sviluppo degli Stati centro-occidentali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1308 ........ I turchi prendono Efeso e l’isola di Chio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1326 ........ I turchi conquistano Brussa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1329 ........ I turchi prendono Nicea (Urchan). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1330 ........ I turchi sconfiggono i bulgari, a Velbuzhd. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1337 ........ I turchi conquistano Nicomedia e si installano sul Mar di Marmara. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1356 ........ I turchi prendono Gallipoli, sul Mar di Marmara. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1371 ........ I turchi sconfiggono i serbi sulla Martz. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1382 ........ I turchi occupano Sofia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1386 ........ I turchi occupano Nis, in Macedonia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1423 ........ I turchi prendono il Peloponneso e la Morea. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1425 ........ Abbandono dell’isola di Montecristo a causa delle continue incursioni saracene.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1430 ........ I turchi prendono Tessalonica, la Macedonia, l’Epiro e la città di Giannina. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1453 ........ Maometto II prende Costantinopoli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1455 ........ I turchi prendono Focea, Tasso e Imbro, nell’Egeo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1458 ........ Maometto II conquista tutte le terre cristiane in Grecia, tranne le colonie veneziane. Dopo due anni di assedio, cade l’Acropoli di Atene. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1459 ........ La Serbia diventa provincia ottomana. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1460 ........ I turchi occupano tutto il Peloponneso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1461 ........ Cade anche Trebisonda, ultimo Stato bizantino. I turchi occupano la colonia genovese di Salmastro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1462 ........ Maometto II occupa la Valacchia. Prende Mitilene ai genovesi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1465 ........ Costantinopoli diventa la capitale dell'impero ottomano. La cattedrale di Santa Sofia viene trasformata in moschea. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1470 ........ I turchi occupano la veneziana Negroponte. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1471 ........ Scorrerie ottomane in Carniola, in Istria, nel Monfalconese e nel Triestino. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1472 ........ Scorrerie ottomane in Croazia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1473 ........ Scorrerie ottomane in Carniola e Carinzia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1474 ........ Scorrerie ottomane in Croazia e Slavonia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1475 ........ Incursioni turche in Stiria inferiore e Carniola. I turchi prendono Kaffa e tutta la Crimea ai Genovesi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1476 ........ Incursioni turche in Carniola, Stiria, e in Istria, fino a Gorizia e Trieste. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1477 ........ Incursione in Friuli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1478 ........ Scorreria in Carniola, Istria e Dalmazia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1480-1481 ........ I turchi conquistano Otranto e ne massacrano la popolazione compiendo un'orribile strage. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1482 ........ Incursione ottomana in Istria e Carniola. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1483 ........ Incursione in Carniola. Annessione turca dell’Erzegovina. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1484 ........ Conquista turca dei porti sulla Moldava. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1493 ........ Scorrerie in Istria, Carniola e Carinzia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1498-1499 ........ Scorrerie ottomane in Carniola, Istria e Carinzia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1499 ........ Grande scorreria turca in Friuli, fino ai confini della Marca Trevigiana. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1511 ........ I turchi conquistano la Moldavia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1516 ........ Saccheggio di Lavinio, sul litorale romano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1521 ........ Suleiman II prende Belgrado. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1522 ........ I turchi prendono Rodi ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che si trasferiscono a Malta, assumendo il nome di "Cavalieri di Malta". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1526 ........ Suleiman II sconfigge gli ungheresi a Mohàcs. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1528 ........ I turchi assoggettano il Montenegro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1529 ........ Suleiman II intraprende il primo assedio di Vienna. Occupa la Georgia e l’Armenia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1531 ........ Khaireddin saccheggia le coste dell’Andalusia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1543 ........ Suleiman II conquista gran parte dell’Ungheria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1551 ........ Dragut saccheggia Augusta, in Sicilia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1554 ........ Dragut saccheggia Vieste. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1555 ........ Dragut assale Paola, in Calabria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1556 ........ Ivan IV conquista Astrachan. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1558 ........ Dragut saccheggia Sorrento e Massa Lubrense. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1566 ........ Una flotta turca entra in Adriatico e bombarda Ortona e Vasto. I turchi prendono Chio ai genovesi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1571 ........ Il 6 agosto, i turchi prendono Famagosta, ultimo caposaldo veneziano di Cipro. Il 7 ottobre, la flotta turca, guidata da Selim II, è sconfitta, a Lepanto, da quella cristiana. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1575-1600 ........ I pirati moreschi attaccano sistematicamente le coste della Catalogna, dell’Andalusia, della Linguadoca, della Provenza, della Sicilia e della Sardegna. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1582 ........ Saccheggio di Villanova-Monteleone in Sardegna. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1587 ........ Gli arabi attaccano Porto Vecchio, in Corsica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1588 ........ Hassan Aghà saccheggia il litorale laziale e Pratica di Mare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1591 ........ Il Pascià di Bosnia invade la Croazia austriaca. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1618-1672 ........ Gli arabi attaccano sistematicamente le coste siciliane. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1623 ........ Gli arabi saccheggiano Sperlonga. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1636 ........ Gli arabi occupano Solanto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1647 ........ Gli arabi saccheggiano parte della Costa Azzurra. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1672 ........ I turchi attaccano la Polonia e conquistano la fortezza di Kamenez. Con il Trattato di Bucracz ottengono la Podolia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1680 ........ I turchi saccheggiano Trani e Lecce. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1683 ........ I turchi assediano Vienna dal 14 luglio. L’imperatore Leopoldo I si allea con Giovanni Sobieski, re di Polonia. Vienna è liberata dall’esercito austro-polacco del duca Carlo Leopoldo V di Lorena, con la battaglia di Kalhenberg, del 12 settembre. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1703 ........ Ahmed III fa guerra a Pietro I e lo sconfigge sul Prut. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1708 ........ Algeri riprende Orano agli spagnoli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1714 ........ I turchi saccheggiano la zona di Lecce. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1727 ........ I mussulmani saccheggiano San Felice al Circeo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1741 ........ I Bey di Tunisi cacciano i genovesi dall’isola di Tabarca. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1754 ........ Saccheggio arabo di Montalto di Castro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1780 ........ I mussulmani saccheggiano Castro, in Puglia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1799 ........ Dopo la partenza di Napoleone, i turchi riprendono l’Egitto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1915-1916 ........ Genocidio degli armeni da parte dei turchi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1920-1922 ........ I turchi respingono il Trattato di Sèvres e cacciano i greci dall’Anatolia. 1923 ........ Con la Pace di Losanna, la Turchia si riprende la costa dell’Anatolia. È una vera pulizia etnica con la deportazione di intere popolazioni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1928 ........ Hassan al-Banna fonda l’Associazione dei "Fratelli mussulmani". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1944 ........ Fondazione della "Lega degli Stati arabi" (Lega Araba dal 1945). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1948 ........ Proclamazione dello Stato di Israele. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1965 ........ Inizio di forti migrazioni maghrebine e turche nell’Europa occidentale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1968 ........ Inizio del terrorismo di Al Fatah. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1974 ........ I turchi occupano la parte settentrionale di Cipro. Massacri effettuati dai Palestinesi in Alta Galilea. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1975 ........ Inizio dello sterminio dei cristiani maroniti del Libano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1979 ........ Rivoluzione islamica dell’Ayatollah Khomeini, in Iran. Per anni rimase esiliato e al sicuro in Francia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1980 ........ Aumento degli attentati islamici nel mondo. Primi disordini nei quartieri islamici in Europa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1981 ........ Un terrorista turco attenta alla vita di papa Giovanni Paolo II (13 maggio). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1990 ........ Occupazione siriana del Libano. Il generale Michel Aoun si oppone tenacemente all’inglobamento del Libano nella "grande Siria". La debole politica occidentale lo porterà a cedere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1991 ........ Inizio delle guerre nel Caucaso. Rivolte in Cecenia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1991 ........ Inizio degli sbarchi clandestini di massa in Italia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1992 ........ Formazione di uno stato islamico in Bosnia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1993 ........ Primo attentato al "World Trade Center" di New York. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1996 ........ Numerosi attentati di Hamas, in Israele. Attentati anti-americani, in Arabia Saudita. I talebani prendono il potere in Afghanistan grazie all'appoggio politico-militare americano. 1998 ........ Rivolta anti-serba nel Kosovo. La Serbia, intervenuta in Kosovo, verrà successivamente attaccata da una coalizione occidentale, soprattutto dietro pressione degli USA. Si delinea più che mai l'assenza di una vera politica europea. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2001 ........ L’undici settembre il "World Trade Center" di New York viene completamente distrutto da una serie di attentati che appaiono sempre più controversi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2003 ........ Operazione "Enduring Freedom". Guerre in Afghanistan e in Iraq. La dittatura di Saddam Hussein viene abbattuta. Strage contro gli italiani a Nassiriya, in Iraq (12 novembre).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2004 ........ Numerosi attentati in Iraq. Stragi a Madrid (11 marzo) con 190 morti, e a Beslan (3 settembre): oltre 300 le vittime, per lo più bambini, vilmente assassinati in Ossezia del Nord. Strage di Taba, in Egitto (8 ottobre). Numerosi altri attentati in tutto il mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2005 ........ Numerosi Attentati in Iraq. Strage nella metropolitana e negli autobus londinesi (7 luglio): oltre cinquanta morti e centinaia di feriti. L'attentato avviene in contemporanea con l'assemblea del G8 in Scozia. Il 23 luglio seguono gli attentati di Sharm El-Sheik con oltre 60 morti e decine di feriti.&lt;br /&gt;Attentato a Bali (Indonesia) il 1° ottobre (23 morti e 150 feriti). Dal 27 ottobre al 16 novembre: violenze e rivolte delle comunità immigrate nelle periferie di Parigi e di altre città.&lt;br /&gt; L'8 novembre il governo impone misure d'emergenza, tra cui il coprifuoco. Due le vittime, circa 4.500 arrestati, oltre 10.000 le auto incendiate, distrutti 200 edifici pubblici. Il 9 novembre ad Amman (Giordania) tre attentati suicidi in tre alberghi frequentati da turisti provocano 60 morti e oltre 90 feriti.&lt;br /&gt;Il 10 novembre Al Qaeda rivendica la paternità degli attentati.&lt;br /&gt;ecc ecc&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sperare che questo lungo elenco si fermi è semplicemente irrealistico, semmai può solo peggiorare, visto che gli islamici stanno insistentemente cercando di ottenere il controllo di armi di distruzione di massa da usare oviamente contro di noi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Invece di parlare di razzismo, xenofobia, discriminazione, noi faremmo bene a pensare alla nostra pelle e a quella dei nostri familiari e concittadini.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-7815254367458850631?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/7815254367458850631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=7815254367458850631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7815254367458850631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7815254367458850631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/ricordiamo-il-prezioso-contributo.html' title='Ricordiamo il &quot;prezioso&quot; contributo dell&apos;Islam alla nostra civiltà'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-7112179677084558031</id><published>2009-06-21T01:48:00.000+01:00</published><updated>2009-06-21T01:49:43.991+01:00</updated><title type='text'>Gli antidemocratici muovono un'altra volta i carri armati in toga</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Gli antidemocratici muovono un'altra volta i carri armati in toga&lt;br /&gt;di &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=5920" target="_blank"&gt;Maria Giovanna Maglie&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ci cascate più, che siate elettori del centrodestra o del centrosinistra, anzi se siete di centrosinistra, non fatevi mortificare nella vostra libera scelta politica da questi patetici tentativi di golpe riciclato. Riflettete che l'opposizione al governo non solo commette l'errore tremendo di non riconoscere il voto della maggioranza dei cittadini, fa di peggio, pur di attaccare, colpire, ammazzare il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, se ne infischia della situazione del Paese. Non sono democratici, tutto qui. Di voi, della crisi economica, della necessità di un governo autorevole che governi l'emergenza, che è poi un’emergenza mondiale, delle richieste che anche ieri ha autorevolmente e giustificatamente avanzato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, non gli importa.Questo film l'ho già visto, correva l'anno 1993, il pentapartito aveva il cinquantatré virgola due per cento, lavoravo alla Rai, ero la prima corrispondente donna, a New York dopo otto mesi di fatiche, rischi, super lavoro, tra Bagdad, Amman, Gerusalemme. Ero popolare e apprezzata, lavoravo duro. Da un giorno all'altro diventai ladra, imbrogliona, ambasciatrice di Bettino Craxi e perciò stesso non credibile e criminale; certi servi, come l'allora direttore del tg2, Alberto La Volpe, si liberarono di frustrazioni ataviche, un delizioso killer come Pierluigi Celli, lo dico perché lui per primo lo ha scritto, dichiarato, ammesso, mi fecero fuori con tali argomenti infami e tali accuse pretestuose, eppure rimbalzanti su qualunque quotidiano moltiplicate per cento anche rispetto alla bugia iniziale, che cedetti e me ne andai. Peggio per me, me l'avevano mandato per tempo a dire di fare il Giuda e salvarmi la pelle. Quando sei mesi dopo finì con un'archiviazione, gli stessi giornali che mi avevano concesso l'onore ripetuto della prima pagina, scelsero un trafiletto a fine giornale. Avevano allora deciso di scoprire che i partiti si finanziavano illecitamente, in realtà il finanziamento illecito alla politica era sempre esistito. Il Partito comunista, poi ribattezzato, i soldi li prendeva dall'Unione Sovietica, oltre che dalle tangenti nostrane della Coop, ma questo alle Procure di rosso togate (che errore fu lasciare ai comunisti reclutati i concorsi in magistratura per un paio di decenni) non sembrò rilevante. Gli Stati Uniti ambivano ai mercati dell'Est post comunista, c'era anche un oscuro magistrato che aveva frequentato molto, e molto si era accreditato, o provato a farlo, tale Antonio Di Pietro. Cito questo modesto ricordo personale solo per spiegare che di complotti e complottini siamo in molti a ricordare la storia, non perché mi voglia ergere a protagonista, ho sempre pensato che mi fosse caduta addosso solo una tegola del tetto della prima Repubblica, niente di più, ho sempre coltivato per qualche minuto al giorno il perseguimento della vendetta, ho sempre tenuto nel mio cuore l'apprezzamento, e il dolore per la fine di Bettino Craxi. Massimo D'Alema è uno dei suoi assassini. Forse con lui hanno ammazzato anche se stessi, le loro possibilità di farsi socialdemocratici, riformisti, blairisti prima di Tony Blair, ma non lo hanno mai capito. Tanto è vero che ci riprovarono nel 1994, dopo che il Cav ci aveva salvato, e da allora non hanno mai smesso, oggi stanno sparando a raffica, uno sparo per ogni voto perso. Non importa che Silvio Berlusconi abbia il partito più grande della storia d'Italia. Non contano le regole democratiche, pensateci bene. Oggi ripartono da Bari, anzi dall'intera Puglia. Leggete la storia con tutti i suoi dettagli che vi racconta Gianmarco Chiocci, controllate e paragonate i nomi dei magistrati, a partire proprio da Michele Emiliano, sindaco di Bari e segretario regionale del Pd, dalle sue indagini sulla missione Arcobaleno, una roba scottante per Massimo D'Alema. Finì in niente, lui però diventò sindaco. Io non so se il presidente del Consiglio inviti nelle sue dimore o barche, tutte guadagnate con le sue attività imprenditoriali, troppe ragazze, forse ha questo debole, condiviso con molti maschi italiani. Il mio giudizio morale non riveste valore politico. Voglio però sapere se questa debolezza ha qualcosa a che vedere con il governo del Paese. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se, come me, credete che non debba essere così, fatelo capire al senza macchia, o no, Massimo D'Alema.&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=360074] &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-7112179677084558031?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/7112179677084558031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=7112179677084558031' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7112179677084558031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7112179677084558031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/gli-antidemocratici-muovono-unaltra.html' title='Gli antidemocratici muovono un&apos;altra volta i carri armati in toga'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-424681117615076495</id><published>2009-06-18T17:02:00.001+01:00</published><updated>2009-06-18T17:18:22.285+01:00</updated><title type='text'>La lettera di Deborah Bergamini</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Cavaliere, moderno Catilina e le persecuzioni dei riformatori&lt;br /&gt;Deborah Bergamini&lt;br /&gt;Caro direttore, salvare Catilina, salvare la Repubblica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Roma, I secolo A. C.: Lucio Sergio Catilina è un patrizio romano, uomo coraggioso e di parola. In breve tempo percorre con inaspettato successo tutta la carriera politica, coltivando idee di giustizia sociale e libertà. Per tre volte tenta di raggiungere la carica di console, massima autorità repubblicana, spinto da un consenso popolare straordinario frutto di posizioni anticonformiste, progetti di riforma e profondo senso della Patria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per tre volte i poteri forti del tempo utilizzano tutti i mezzi, leciti ed illeciti, per combatterlo e sconfiggerlo. Nella Roma del 50 a.C. esisteva una norma molto lontana dall'attuale concezione del diritto, che alcune moderne marionette del giustizialismo italico vorrebbero applicare anche alla nostra democrazia: ai cittadini romani anche solo inquisiti veniva impedito l'accesso ad ogni carica pubblica. Ed è sulla base di questa norma che Lucio Sergio Catilina viene per due volte accusato di nefandezze a pochi giorni dalle elezioni, interdetto e poi assolto dopo il voto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma a chi vede in Catilina e nel suo partito un pericolo troppo grande per i propri interessi, l'esclusione anche solo temporanea del «rivoluzionario conservatore» non può bastare: occorre distruggerne il consenso per intero. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il compito viene affidato al più famoso e abile avvocato del tempo, Marco Tullio Cicerone, alla sua spregiudicatezza e alla sua straordinaria capacità di falsificare i fatti. Cicerone trasforma Catilina in un hostis, un nemico della Patria, servendosi dei più efficaci strumenti dell'epoca: dalle accuse basate su lettere anonime, ai brogli elettorali, ai discorsi retorici tesi a costruire l'immagine più degenerata del suo avversario, fino alle palesi violazioni della legge romana. Tra le accuse più infamanti, Cicerone imputa a Catilina di aver corrotto una giovane vestale, vergine e consacrata alla dea del focolare.&lt;br /&gt;Ci spostiamo di oltre 2000 anni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al famoso avvocato pensano di sostituirsi procure politicizzate e redazioni di giornali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al posto delle orazioni di Cicerone, si ascoltano i teoremi mediatici e giudiziari, si assiste all'uso spesso indecente di foto, video e intercettazioni. La tentazione è sempre la stessa: demonizzare il «rivoluzionario conservatore» di oggi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli optimates di ieri che armarono le azioni di Cicerone erano i rappresentanti di una classe senatoriale gelosa custode di privilegi politici ed economici; gli optimates che violentano le regole di oggi sono potentati senza patria, politici mediocri e polverosi intellettuali. Il potere non accetta gli imprevisti e spesso i grandi riformatori, gli uomini in grado di cambiare la storia, si presentano all'appuntamento senza bussare. Questo li rende inaccettabili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma la storia maledice il suo ritorno. Il suo tragico fugge davanti alla farsa in cui si trasforma. E così accade che oggi, per distruggere l'uomo che sta cambiando l'Italia, si è persino disposti a distruggere l'Italia stessa. Minando la fiducia nelle istituzioni che quell'uomo rappresenta, il valore di una democrazia fondata sul consenso popolare, l'immagine di una nazione all'estero e la percezione che il Paese ha di se stesso. Si è disposti a far precipitare la dignità nazionale dentro il buco di una serratura. Un'opera di demolizione che non dovrebbe giovare a nessuno. O forse sì. Quando l'avversario politico viene trasformato per forza in un nemico della patria, quando diviene normale distruggerne il nome, la famiglia, gli amici, i collaboratori, la vita stessa, quando trionfano coloro che accusano per mestiere, con illazioni e teoremi, dietro il velo di un'informazione che è spesso solo fango, allora il diritto scompare, le Repubbliche cadono, le libertà civili si spezzano e i Cesari, quelli veri, arrivano di lì a poco.&lt;br /&gt;Deborah Bergamini &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;18 giugno 2009&lt;br /&gt;http://www.corriere.it/politica/09_giugno_18/Bergamini_berlusconi_catilina_8a220fa4-5bc8-11de-b8d9-00144f02aabc.shtml&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-424681117615076495?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/424681117615076495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=424681117615076495' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/424681117615076495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/424681117615076495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/la-lettera-di-deborah-bergamini.html' title='La lettera di Deborah Bergamini'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-2482736268970383697</id><published>2009-06-18T09:42:00.001+01:00</published><updated>2009-06-18T09:43:41.419+01:00</updated><title type='text'>Poteri forti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;IL TIMES E BERLUSCONI: MACCHE’ NOEMI&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Postato il Mercoledì, 17 giugno @ 05:36:49 CDT di davide&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI PAOLO BARNARDpaolobarnard.infoChe il Times di Londra arrivi a scrivere un editoriale dove chiama il capo di governo di un Paese europeo “clown” e “buffone sciovinista”, e ciò solo per motivi di indignazione politica, lo lascio credere ai giornalisti, ma noi persone raziocinanti dobbiamo andare oltre. Un quotidiano della portata del Times, storico bastione del conservatorismo mondiale, voce internazionale dei Consigli di Amministrazione più potenti del pianeta, non si muove così violentemente per così poco (Noemi e festini), né è pensabile che abbiano scoperto solo oggi che Silvio Berlusconi alla guida del G8 è come un orango alla guida di un pullman. La scusante ufficiale per quell’editoriale di fuoco ai danni del Cavaliere è un insulto all'intelligenza. Rattrista, ma non stupisce, che in Italia nessuno dei paludati opinionisti pro o anti ci stia pensando.Il motivo è altro, non v’è dubbio, ed è assai più importante. Per farvi capire, cito la caduta dal potere del dittatore indonesiano Suharto nel 1998. Uno dei peggiori assassini di massa del XX secolo, nulla da invidiare a Hitler per numero di morti, era il cocco di mamma degli USA e della Gran Bretagna, media inclusi, che lo adoravano perché obbediva puntigliosamente a ogni diktat dell’establishment economico neoliberale d’Occidente e soddisfaceva ogni sua voracità di profitto, naturalmente a scapito dell’esistenza di milioni di disgraziati suoi connazionali. Nel 1997 Suharto fece l’errore delle sua vita: disobbedì al Tesoro americano (leggi Fondo Monetario Internazionale), una sola volta. L’allora Segretario di Stato di Clinton, Madeleine Albright, gli disse due parole secche. Fine di Suharto.Torno in Italia. Io sono convinto che lo stesso meccanismo sia in opera col nostro capo di governo. Deve aver fatto qualcosa di non gradito a chi oltrefrontiera aveva scommesso su di lui. Forse non gli sta obbedendo, da troppo tempo, e la corda si è spezzata, dunque l’attacco del Times. C’è un’ipotesi ragionata (e qui documentata) che vale la pena considerare e ve la propongo come riflessione. Naturalmente, seguendo lo schema Suharto, per l’establishment degli investitori internazionali non è altrettanto facile sbarazzarsi di Berlusconi. Un dittatore al tuo soldo lo sciacqui giù dal lavandino con relativa semplicità, basta chiudere i rubinetti che lo foraggiano. Per un leader democraticamente eletto le cose sono molto più complesse. Di mezzo c’è la sua gente (noi) che ahimè lo vota, e continua a votarlo. In quei casi la strategia è altra, e nel mondo anglosassone si chiama ‘character assassination’. Lo si dipinge sui maggiori media compiacenti come uno scandaloso incapace, si fanno cordate con alcuni media dell’opposizione interna, e si spera che in tal modo egli ne riceva un danno elettorale. Ma soprattutto gli si manda un messaggio, chissà mai che non si ravveda. Purtroppo per i manovratori, in questo caso hanno a che fare con gli italiani, e questo non l’avevano previsto. Ma continuiamo. Berlusconi entrò sulla scena politica come il tipico Liberista economico (Liberal Economics), colui cioè che invoca privatizzazioni a raffica, tagli fiscali ai ricchi, botte ai sindacati, flessibilità ultras per i lavoratori, riduzione del ruolo del governo, deregulation selvaggia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti. Nelle Corporate Boards della City di Londra come a Bruxelles fu un giubilo unico. Era il 1994, Tangentopoli aveva appena eliminato quella fastidiosa classe politica così statalista, popolana, centralista, che non piaceva affatto alla classe dei neoliberisti rampanti di Londra e Washington. L’ipotesi che Tangentopoli sia stata teleguidata dall’esterno proprio per far strada alla Liberal Economics sul modello Thatcher/Reagan, non è cospirazionismo da Internet; ne discussi molto seriamente una sera con l’ex magistrato del pool Gherardo Colombo, che già ne sapeva qualcosa. Torniamo al ’94. Dopo pochi mesi fu chiaro che l’uomo di Arcore era tutto meno che un purista del mercato. Prima cosa, nella sua compagine di governo troneggiavano (ancora oggi) partiti simil-nazionalisti con legami molto radicati con le classi medio-basse, e avversi al concetto di leadership finanziaria sovranazionale incontrastata. Secondo, e ancor più cruciale, Berlusconi non dava segno di voler trasformare la ricca Italia in una trincea del capitalismo speculativo d’assalto, col minor numero di regole possibili, e paradiso degli investitori selvaggi. E mai lo ha fatto. L’Italia dei tre mandati del Cavaliere rimane ancora oggi un Paese tradizionalista nel Capitale, nelle banche, zeppo di zavorre statali, poco profittevole (questo fra parentesi ci ha salvato dal crack finanziario USA, ma agli investitori frega nulla di noi cittadini e dei nostri risparmi, nda). L’ipotesi è dunque che nella stanza dei bottoni i famelici Padroni del Vapore si siano spazientiti dopo anni di frustrazione dei loro piani per l'Italia, ergo l’attacco del Times. Vediamo i fatti.Siamo nel 2004, la prestigiosa e influente fondazione di destra neoliberale Stockholm Network di Londra pubblica un rapporto dove si legge “Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro (due teorici ultra Liberisti italiani, nda) sono delusi dalla differenza fra la retorica del Libero Mercato di Silvio Berlusconi e la sua reale capacità di fornire le tangibili riforme dell’ostinata burocrazia statale italiana” (1). Parole che trovano eco su decine di pubblicazioni della destra economica europea, sigle troppo oscure per questo contesto, ma tutte improntate a un senso di delusione verso le politiche economiche di Silvio. Passano due anni e il noto Economist (che non è quel bastione di progressismo che alcuni sciocchi qui pensano, nda) scrive: “L’Italia necessita urgentemente di riforme radicali, ma la coalizione di Berlusconi, che in teoria doveva essere dedita al Liberismo economico, ha fatto quasi nulla nei suoi 5 anni al governo” (2). Da notare che siamo nel 2006, a poco dall’avvento del governo Prodi, che riceverà in quegli anni il plauso di una ridda di fanatici del Libero Mercato, come il Fondo Monetario Internazionale, e il motivo c’è: Prodi alla Commissione Europea fu uno dei falchi del Liberismo economico, e nella stanza dei bottoni sapevano bene a quel punto che per ottenere le radicali riforme del lavoro e della finanza, in Italia era sui dalemiani che bisognava puntare, visti i tentennamenti di Silvio. Dopo pochi giorni esce il tedesco Der Spiegel: “L’amministrazione Berlusconi non ha mai mantenuto le promesse di taglio alle tasse, ulteriori privatizzazioni, e riforme strutturali necessarie per aumentare la competitività e privare le burocrazie del potere”. (3)Dopo pochissimo dall’elezione di Prodi, l’università di Harvard negli USA indice un seminario ultra neoliberal sull’economia italiana, presente anche Gianfranco Pasquino (ops!). Nella pubblicazione degli atti si leggono le parole di Alberto Alesina, professore ‘Nathaniel Ropes’ di politica economica nel prestigioso ateneo, che dopo aver ricordato i compiti futuri del bravo Prodi, dice: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi, e rendere più facili i licenziamenti”. (4) Cioè una pessima pagella, a suo dire, dei precedenti anni di Berlusconi, che anche l’Economist continuava a definire “assai scarsi di riforme delle insostenibili pensioni e dell’inflessibile (sic) mercato del lavoro”, da parte di un leader “mai veramente interessato alle riforme” (5). Il fuoco di sbarramento contro il ‘disobbediente’ Cavaliere è a questo punto massiccio. Le bordate arrivano anche dagli USA, e proprio guarda caso allo scadere del breve mandato Prodi. Il Wall Street Journal, voce dei falchi fra i falchi della finanza di destra, scrive a pochi giorni dalle elezioni del 2008 che “Berlusconi ci ha deluso in economia durante il suo ultimo mandato”. La vicenda Alitalia sta infuriando, cioè, sta infuriando gli investitori esteri assetati di affari sul cadavere della nostra linea aerea, mentre Berlusconi osa ipotizzare una cordata italiana per il salvataggio. Scrive il WSJ: “Berlusconi la scorsa settimana se n’è uscito contro la vendita di Alitalia, e questo è un segnale di mancanza di dedizione alle riforme”…. “Air France-KLM volevano garanzie che i sindacati e i politici non bloccassero le dolorose ristrutturazioni (per i lavoratori, nda)” E dopo due righe di plauso per il compiacente Veltroni, il quotidiano dà l’affondo: “Berlusconi aveva promesso tagli alle tasse, riforme del mercato del lavoro e liberalizzazioni, ma ha fallito in tutto… Egli si è rivelato più un nemico corporativo del Libero Mercato che un Liberista economico disposto a fare ciò che è necessario” (6)Alitalia non va giù agli investitori internazionali, e infatti non poteva mancare la regina dei loro quotidiani, il Financial Times, che tenta nel settembre del 2008 di mandare un richiamo all’insubordinato Cavaliere, suggerendogli di “… seguire l’esempio della Thatcher, e di sfidare i sindacati a scoprire le carte, così da far scoppiare l’ascesso (sic) di 30 anni di relazioni sindacali italiane irresponsabili e dannose” (7). E ancora: “Nonostante la sua immagine da imprenditore neoliberale, Berlusconi, dicono i critici, si trova a suo agio a fare il dirigista statale, con l’Alitalia in primis. La compagnia viene consegnata a un gruppo italiano e sottratta ai compratori stranieri” (8) E che il Financial Times avesse anch’egli dichiarato una guerra permanente a Berlusconi, anche se con metodi decisamente più ortodossi di quelli del Times, lo dimostra quanto ha scritto poche settimane fa, con toni sprezzanti: “Il suo primo governo nel 1994 non ha combinato nulla. I suoi cinque anni al potere dal 2001 al 2006 sono stati noti per aver fallito di nuovo nell’introdurre in Italia le riforme Liberiste così essenziali al Paese per essere competitivo nell’eurozona” (9).Ricordo a questo punto, per chi si fosse perso, che questo coro martellante che pronuncia sempre le parole magiche ‘riforme’ e ‘Liberismo’, altro non chiede se non la solita ricetta precedentemente descritta: privatizzazioni a raffica, tagli fiscali ai ricchi, botte ai sindacati, flessibilità ultras per i lavoratori, riduzione del ruolo del governo, deregulation selvaggia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti (come peraltro leggibile nelle dichiarazioni riportate). La ricetta, cioè, che di noi persone e del nostro sangue versato se ne fotte, e che pretende solo una cosa: Unlimited Corporate Profits. Ne è un esempio brillante una delle raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale (leggi il Tesoro USA) fatte all’Italia allo scadere del 2008, altro rimbrotto al Cavaliere. E’ profferta con un linguaggio omeopatico, ma la si può leggere fra le righe: “Gli autori apprezzano in Italia gli sforzi per diminuire la disoccupazione (nota dell’autore: si preoccupano dei nostri senza lavoro?). Gli autori incoraggiano una seconda tornata di riforme del mercato del lavoro, per rafforzare il legame fra redditi e produttività (nda: vale a dire il valore e la qualità di vita della persona misurato unicamente in termini di contributo al profitto altrui). Gli stipendi devono adeguarsi alle differenze regionali (nda: gabbie salariali, su cui il FMI insiste da tempo), il lavoro a tempo indeterminato deve essere più flessibile (nda: già praticamente non più in offerta, qui si chiede che sostanzialmente scompaia), in tandem con una rete di ammortizzatori sociali maggiorati (nda: ci risiamo, socializzare i danni e privatizzare i profitti, cioè lo Stato paga per la disperazione dei lavoratori, le aziende licenziano e si ri-quotano in borsa).” (10) Questa abiezione sociale è ciò che realmente si cela dietro alla parola ‘riformismo’ (Rutelli, Prodi e D’Alema + seguaci prendano nota).Ma torniamo a Silvio Berlusconi. L’ultimo avvertimento gli giunge proprio dal Times il 7 maggio 2009, e in toni inequivocabili: “Nei suoi due maggiori mandati Berlusconi ha fallito nelle riforme così disperatamente urgenti in Italia… La UE e l’OECD continuamente rivelano l’eccessiva regolamentazione del business (in Italia, nda)… I lavoratori statali rimangono protetti… e le sue sbandierate riforme del sistema pensionistico sono state minimali… le tasse rimangono alte, e la resistenza del suo governo a tagliare la spesa pubblica è enorme” (11).v Tre settimane dopo, il possente quotidiano britannico perderà di colpo la sua celebrata compostezza dopo 224 anni, e dalle sue pagine partirà un attacco sgangherato e volgare a Silvio Berlusconi. Vi si leggerà che è “un clown”, “un buffone sciovinista”, un playboy patetico, la cui performance con le signorine e nei confronti degli italiani curiosi della vicenda Noemi è inaccettabile, per il bene della democrazia e del mondo intero. Certo, come no.E così, di nuovo, l’Italia antagonista di sinistra si è fatta infinocchiare degli isterismi dei D’Avanzo, Travaglio e Santoro, Grillo e compagnia, ha di nuovo eletto a suo paladino l’ennesimo baraccone di destra neoliberale (dopo Freedom House), e insiste nell’ignorare che ciò che gli sta corrompendo la vita non è il lodo Alfano, o Emilio Fede, né il burattino Berlusconi, ma sua maestà Il Burattinaio, leggi Liberal Economics and Corporate Power. Eppure Clinton ce l’aveva detto: “It’s the economy, stupid”.Nota a margine per l’Egregio direttore del Times:“Sir, non mi risulta che negli anni cha vanno dal 1997 al 2007 il Suo giornale abbia mai usato termini così aggressivi per Mr Tony Blair, PM, mentre si rendeva corresponsabile di crimini contro l’umanità (Turchia, Timor, Ex Yugoslavia, Iraq, Palestina, Afghanistan…) e di alto tradimento della patria mandando a morire truppe britanniche su basi mendaci, oltre ad aver ridotto le classi disagiate della Gran Bretagna a livelli di povertà “pre-Vittoriana” (The Guardian), tanto che l’organizzazione Medecins du Monde ha dovuto aprire delle tende-cliniche di strada in diverse periferie urbane britanniche. Gradirei una spiegazione, Sincerely Yours, Paolo Barnard"Paolo BarnardFonte: www.paolobarnard.infoLink: &lt;a href="http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=11617.06.2009"&gt;http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=11617.06.2009&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Note:1) Stockholm Network, THE STATE OF THE UNION: MARKET-ORIENTED REFORM IN THE EU IN 2004&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2) The Economist 7/01/2006&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3) Der Spiegel 30/01/2006&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;4) April 20, 2006, Harvard Gazette&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;5) The Economist, Apr 3rd 2008&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;6) WSJ MARCH 25, 2008&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;7) Financial Times, Sep 22 2008&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;8) FT, October 18 2008&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;9) FT, May 28 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;10) INTERNATIONAL MONETARY FUND ITALY: Staff Report for the 2008 Article IV Consultation. Prepared by Staff Representatives for the 2008 Consultation with Italy. January 7, 2009&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;11) The Times, 07 May 2009&lt;br /&gt;http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=6012&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-2482736268970383697?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/2482736268970383697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=2482736268970383697' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/2482736268970383697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/2482736268970383697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/poteri-forti.html' title='Poteri forti'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-6020947000566869554</id><published>2009-06-17T23:34:00.001+01:00</published><updated>2009-06-17T23:34:56.446+01:00</updated><title type='text'>Giustizia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Grazie ad Amanda il mondo sa che la giustizia da noi fa pena&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nicholas Farrell&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pubblicato il giorno: 14/06/09&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le accuse degli Usa al pm&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certo che mi tocco i marroni, ma se non sbaglio vedo una piccola luce in fondo al tunnel. Forse, la stampa estera si sta rendendo conto di una verità: un giudice italiano non è necessariamente un giudice normale, anzi.Per far capire questo ai giornalisti stranieri ci voleva il caso di Amanda Knox, la studentessa americana accusata col suo ex, Raffaele Sollecito, dell'omicidio di Meredith Kercher. Hanno chiesto i miei colleghi: ma le prove contro questa ragazza, dove sono? Hanno concluso: le prove sono poche, e non ci convincono. Poi si sono chiesti: allora, come mai, nonostante la mancanza di prove convincenti, Amanda è in galera da 18 mesi? Nel caso di Silvio Berlusconi, d'altronde, non si sono comportati così. Da 15 anni il Cavaliere è stato la vittima di un'incontinenza giudiziaria a livelli industriali, ma nel suo caso i giornalisti stranieri hanno creduto, da brave pecore, ai giudici. Hanno deciso: non c'è fumo senza carne e dunque Berlusconi è non solo "inadatto" (parola di The Economist) e "Triste Bavoso" (parola di The Observer) e "Clown" pericoloso (parola di The Times), ma da galera. Ora, grazie al processo Knox, sono stati costretti a fare una riflessione sul sistema giudiziario italiano. A esempio un articolo recente, apparso sul New York Times, scritto da Timothy Egan, premio Pulitzer 2001, è intitolato "Un'innocente all'estero". Egan, che ha vissuto in Italia, è convinto: qualsiasi giuria normale avrebbe già bocciato l'accusa contro la Knox perché «strapiena di buchi» e «deficienze». Per lui l'assassino è Rudy Guede, il vagabondo africano condannato in un processo separato a 30 anni. Scrive: «Subito dopo il delitto è scappato in Germania. Le sue impronte e il suo Dna sono stati trovati nella camera della Kercher e sul suo corpo... Lì doveva finire tutto». Contro Knox e Sollecito invece non ci sono prove. Spiega: «Ma se Knox e Sollecito avessero ucciso la Kercher, come mai non c'è traccia di loro sul corpo?». Ma dopo è stato trovato un coltello nell'appartamento di Sollecito col Dna della Knox sul manico e un Dna sulla lama che «forse» è quello della vittima. E poi il Dna di Sollecito sul reggiseno di Mez. Ma come?, dice Egan: «Hanno scoperto questo sei settimane dopo l'omicidio, è una prova sospetta, la scena del crimine è contaminata».Poi - ma guardate un po' - il giornalista americano ce l'ha col pm Giuliano Mignini! Perché? Perché ha minacciato l'autore americano Douglas Preston venuto in Italia per scrivere un libro sul caso del Mostro di Firenze, un caso riaperto da Mignini stesso. Preston è stato interrogato da Mignini a Firenze, all'improvviso per tre ore, come possibile colpevole! Le sue telefonate sono state intercettate e il pm voleva una confessione di spergiuro e ostacolo alla giustizia. Preston si è rifiutato. A quel punto Mignini gli dice: «Lascia l'Italia subito». Preston, spaventato, è tornato in America. Egan definisce Mignini «un potente pm sotto inchiesta per cattiva condotta professionale, che qualsiasi giuria avrebbe dovuto ricusare».Nel caso Knox, come in altri, si inquina qualsiasi processo qui in Italia perché tale processo si fa prima, durante e dopo tramite le tv e i giornali. In un paese anglosassone, invece, è tutto diverso. Per primo, non si può tenere in galera più di un paio di giorni una persona senza imputarla, e per imputarla le prove concrete ci vogliono. Secondo, non si può processare una persona in tv e sulla stampa prima del processo come succede sempre qui in Italia. Si può semplicemente raccontare il nome, l'età, l'indirizzo e il lavoro dell'imputato; e l'accusa nei suoi confronti. Per motivi ovvi. Se non si fa così c'è rischio d'inquinamento.Una parola su Berlusconi, detto da me Silvio il Magnifico, perché magnifico lo è. Il Cavaliere è stato martellato dai giudici da 15 anni, ma mai condannato. Prendiamo l'ultimo processo, quello di Mills. L'avvocato inglese è stato condannato a 4 anni e mezzo perché aveva, secondo il Tribunale, preso una tangente di 600mila dollari da Berlusconi. Ma anche qui, come nel caso Knox, non c'è una prova che collega Mills e quei 600 mila dollari a Berlusconi, salvo una nota scritta da Mills al suo commercialista poi negata.Bastava conoscere la provenienza di quel denaro per capire l'identità del mittente, no? Che ne so, una firma su un assegno, o il nome della banca che l'aveva spedito, o il nome del conto bancario rilevante, no? L'ha fatto il pm? No, per quanto mi risulta. Ma Mills è stato condannato lo stesso. Morale: potrebbe anche essere vero che Knox abbia ammazzato Mez e Berlusconi abbia corrotto Mills. Ma dove sono le prove convincenti? Non ci sono. E una magistratura degna di questo nome in loro assenza non si dovrebbe muovere. Punto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-6020947000566869554?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/6020947000566869554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=6020947000566869554' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/6020947000566869554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/6020947000566869554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/giustizia.html' title='Giustizia'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-5336592341176662392</id><published>2009-06-17T23:27:00.000+01:00</published><updated>2009-06-17T23:29:00.493+01:00</updated><title type='text'>La lettera al Capo dello Stato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Napolitano, occhio ai giudici&lt;br /&gt;Il senatore a vita Francesco Cossiga scrive al presidente della Repubblica sui dimissionari del Consiglio Superiore della magistratura.&lt;br /&gt;Signor Presidente,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;mi permetto di indirizzarLe questa lettera per cercare, anche se certo Lei non ne ha assolutamente bisogno, di esporLe alcune mie considerazioni in merito alle dimissioni rassegnate da tre membri del Consiglio Superiore della Magistratura per protesta contro le dichiarazioni del Ministro della Giustizia che ha posto in luce come tutte le nomine da parte del Consiglio dei capi degli uffici di procura siano "lottizzate" tra le varie correnti presenti in questo organo.&lt;br /&gt;I tre membri del Csm hanno addirittura affermato che l’on. Angelino Alfano li aveva accusati di aver commesso dei gravi reati! In base alla mia esperienza in materia istituzionale, vissuta sui libri, sulla mia attività parlamentare e di governo e sulla semplice lettura dei giornali (non faccio neanche accenno alla mia esperienza al Quirinale, disastrosa a giudizio di tutti e mio - per il Paese, e a mio avviso anche per me…) ritenevo che fosse chiaro che l’attribuzione di tutti gli incarichi di natura giudiziaria di competenza del Consiglio Superiore della Magistratura, e non solo quelli relativi agli uffici di pubblico ministero fossero assegnati, magari con riserva di "compensazione" nel turno successivo di nomine, in modo strettamente proporzionale alla forza delle correnti presenti nell’organo. Proprio per questo le sinistre - dopo che l’Assemblea Costituente aveva respinto la proposta avanzata dal Partito Comunista di far eleggere i giudici e i pubblici ministeri dal Popolo, come già avveniva in molti Cantoni della Confederazione Elvetica e Stati degli Stati Uniti d’America - si batterono per l’introduzione del sistema proporzionale per l’elezione dei membri togati del Consiglio Superiore.&lt;br /&gt;E per quella che è la mia esperienza, certo non commendevole assolutamente come quella degli amici Scalfaro e Ciampi, anche in sede di Sezione per i Giudizi Disciplinari le condanne (rare….) e le assoluzioni (quasi di rito!) erano per così dire trattate fra le correnti. E così come è per tutti naturale che in sede di formazione degli organi direttivi del Parlamento (presidente, vice-presidente, questori e segretari) e per la formazione dei Governi, le direzioni dei Partiti prendano le relative decisioni vincolanti, così è noto che le analoghe decisioni assunte formalmente dal Consiglio Superiore, lo sono dietro le precedenti e vincolanti designazioni delle correnti politico-sindacali della magistratura associata; e poiché l’Associazione Nazionale Magistrati è egemonizzata dalla "magistratura militante" che la governa secondo i canoni del "centralismo democratico", alla "magistratura militante" è assicurata una certa egemonia. Dal che si può dedurre che, parlando in termini di "sociologia istituzionale" il Consiglio Superiore è una "struttura servente" dell’Associazione Nazionale Magistrati.&lt;br /&gt;Sul piano della storia costituzionale si potrebbe dire che a ciò si è arrivati nella linea di un’evoluzione istituzionale costante, specie dopo che io, per fortuna del Paese, lasciai il Palazzo del Quirinale per andare a farmi giudicare dal tribunale dei ministri davanti ai quali fui chiamato a rispondere dei reati di formazione di banda armata e tentativo di sovvertire l'ordine costituzionale (reati dai quali fui assolto perché i membri del tribunale sentenziarono che ero stato ed ero un perfetto cretino che non aveva mai contatto nulla…). L’Associazione Nazionale Magistrati è riuscita per la debolezza della politica a far attribuire ai membri del Consiglio Superiore la prerogativa dell’insindacabilità: e a chi davanti alla Corte Costituzionale ha obiettato che si trattava di materia costituzionale, questo giudice politico ha risposto che il fatto che la stessa prerogativa fosse stata attribuita ai membri del Parlamento e della stessa Corte con norme costituzionali, non si opponeva che potessero essere attribuite anche con legge ordinaria, perché non si trattava altro che di deroghe alle norme sulla punibilità disciplinata dalle norme ordinarie contenute nei codici penale e di procedura penale.&lt;br /&gt;Su questa linea il Consiglio Superiore si è auto attribuito competenze non previste da alcuna norma di costituzionale o anche solo ordinaria: quella di esprimere il proprio avviso su atti legislativi del Parlamento, quella di censurare con propri atti di controllo politico atti, comportamenti e indirizzi del Parlamento, del Governo e dei partiti quella di "aprire" e poi "decidere" "pratiche a tutela" di singoli magistrati che si sentano offesi da giudizi di politici e parlamentari anche espressi in sedi parlamentari e così via. Ma forse si stanno realizzando pure in Italia, con forza derogatoria anche rispetto alle norme costituzionali, quelle disposizioni di carattere non scritto ben note negli ordinamenti di "common law" e chiamate "convention", sulle quali ebbe a scrivere magistralmente quello che insieme a Blackstone è certamente il più grande costituzionalista anglosassone: Albert Venn Dicey, certo ben noto al suo figliolo ottimo giurista pubblicista. Sembra trattarsi ormai di un per così dire "trend" che riguarda anche le competenze di altri organi dello Stato: così un tempo era "proibito" ai presidenti di Senato e Camera dei Deputati lo svolgere politica attiva, prendere "parte" nei dibattiti parlamentari, esprimersi pubblicamente su materie all’ordine del giorno del Parlamento.&lt;br /&gt;E per quanto riguarda l’ufficio cui tanto irresponsabilmente io fui chiamato nel 1985 e che tanto indegnamente ricoprii, era chiarissimo che l’unico potere del Capo dello Stato nei confronti del Parlamento, era quello di poter rinviare alle Camere una legge già approvata, e sempre con atto controfirmato dal Presidente del Consiglio, ma non di pronunciarsi su un provvedimento legislativo in corso di esame, o di parlare pubblicamente in materie politiche: economia, finanza, politica estera se il suo dire non fosse stato concordato preventivamente con il ministro competente. E io per averlo fatto mi beccai, e giustamente! una proposta di "impeachment" da parte del Partito Comunista. Ma i miei erano tempi diversi: tempi nei quali si era più vicini allo spirito della Assemblea Costituente e per quanto mi riguardava tempi nei quali chi mi aveva votato, dai comunisti ai democratico cristiani, se ne era pentito dopo pochi mesi.&lt;br /&gt;Ma il "trend" ha investito anche istituzioni amministrative, come ad esempio quella militare, nella quale per via di una "convention" ormai affermatasi con l’assenso del Governo, il comando operativo delle Forze Armate è trasmigrato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa al Consigliere Militare della Presidenza della Repubblica, sottratto al potere di comando politico del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della Difesa; ma questo è un altro discorso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con deferenza&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Francesco Cossiga&lt;br /&gt;13/06/2009&lt;br /&gt;http://iltempo.ilsole24ore.com/&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-5336592341176662392?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/5336592341176662392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=5336592341176662392' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5336592341176662392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5336592341176662392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/la-lettera-al-capo-dello-stato.html' title='La lettera al Capo dello Stato'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-8303781439379963791</id><published>2009-06-16T23:14:00.000+01:00</published><updated>2009-06-16T23:15:04.827+01:00</updated><title type='text'>Gli antidemocratici</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;martedì 16 giugno 2009, 07:00&lt;br /&gt;Il commento: Gli anti democratici&lt;br /&gt;di Paolo Granzotto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si potrebbe pensare che le «scosse» vaticinate da D’Alema siano una manifestazione d’impazienza della sinistra, poco disposta ad attendere il 2013 per prendersi la rivincita, riappropriarsi del potere - che logora chi non ce l’ha - e liquidare una volta per tutte Silvio Berlusconi. Ma non è così. I progressisti e in particolare D’Alema, che ne è l’esponente giudicato più agile di mente, su quello che riserverà loro il futuro non sono così ottimisti. La sinistra non è allo sbando solo in Italia, ma in tutt’Europa, investita da una crisi di identità dalla quale, per mancanza di strumenti ideologici e culturali appropriati, non sa come uscirne. E nulla lascia credere che le cose possano migliorare nel tempo. Quindi non di impazienza si tratta, ma di sconforto. Stato d’animo che può virare nella disperazione. In fondo, l’interpretazione autentica delle parole di D’Alema col richiamo alle «scosse», è quella che ne ha data la sua intervistatrice, Lucia Annunziata: «Io penso che Massimo, in fondo, abbia riassunto un pensiero abbastanza diffuso nel centrosinistra».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensiero di una spallata risolutrice, da assestare ora o mai più, per liberare il campo da colui il quale è tuttora considerato un abusivo, un attore che calcando illegittimamente la scena politica da troppo tempo la toglie a quanti sono convinti d’averne, per diversità antropologica, per superiorità di ideali e di sogni, la privativa. La tentazione se non proprio l’intento sarebbe dunque quello di un colpo di mano col quale scavalcare le istituzioni, il Parlamento, la Presidenza della Repubblica, la legge stessa: una scossa, appunto, che consenta alla sinistra di conquistare Palazzo Chigi senza dover passare per la consultazione popolare, fonte di tanti, di troppi dispiaceri.&lt;br /&gt;C’è un precedente, d’altronde. Finito in sorpresa, ma molto ben congegnato. Tangentopoli. Ovvio che qui non si mette in discussione l’assoluta autonomia di pensiero, azione e giudizio del pool di Mani pulite, il quale si mosse, chi non lo sa, esclusivamente a fine di giustizia. Ma intanto spazzò via dalla scena politica la Democrazia cristiana e il Partito socialista, inoltre ammaccando a tal punto i partitini «laici» da ridurli al lumicino. Un repulisti che aprì alla sinistra vaste praterie dove galoppare in solitario, che le offrì, su un piatto d’argento, il potere e la sua gestione non condizionabile, per mancanza di concorrenti, da esiti imprevisti delle consultazioni. La sorpresa, quella che ruppe le uova nel paniere, fu la discesa in campo di Berlusconi. Fu un partito messo insieme in quattro e quattr’otto che ottenne un consenso immediato e di proporzioni inimmaginabili per chi stava cullandosi sugli allori di Mani pulite. Eppure, nonostante il fallimento la sinistra seguitò a ritenere la via giudiziaria la bocca di fuoco più efficace contesa politica: non un colpo di quell’arma è stato risparmiato a Berlusconi, doppiamente colpevole d’aver occupato un vuoto che tale doveva restare e di averlo occupato con un volume, in consensi elettorali, che ne superava la capienza. Solo recentemente sembrò alla sinistra che il moralismo pruriginoso potesse rappresentare un’arma migliore, comunque alternativa, per abbattere il nemico, costringerlo alle dimissioni gettando nell’elettorato liberale il seme del disincanto. Ma anche questa mossa è fallita, ed è fallita proprio per il disinteresse dell’opinione pubblica per questioni eppure urlate tra un gran fragore di grancassa dalla Repubblica e dai Michele Santori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’uno o l’altro strumento, si è sempre trattato di iniziative condotte al di fuori delle regole democratiche che esigono sia l’elettorato, il popolo sovrano, a stabilire chi debba e chi non debba governare. Con l’uno o con l’altro strumento sempre è emersa l’anima totalitaria e giacobina di una sinistra ora rappresentata da quel Franceschini che abbastanza spudoratamente si mise a giurare sulla Costituzione, testo che dovrebbe invece aver cura di aprire e leggere. Subito. Perché a sentire l’Annunziata, a sentire cioè Massimo D’Alema, nel centrosinistra monta una gran voglia di scorciatoie, di una bella «scossa». Che è solo un termine politicamente corretto per dire golpe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=359064&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-8303781439379963791?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/8303781439379963791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=8303781439379963791' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8303781439379963791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8303781439379963791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/gli-antidemocratici.html' title='Gli antidemocratici'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-1204818061032455925</id><published>2009-06-16T22:46:00.000+01:00</published><updated>2009-06-16T22:47:35.443+01:00</updated><title type='text'>Analogie: Craxi - Berlusconi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il ricordo: "Così colpirono anche mio padre"&lt;br /&gt;[http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=359276]&lt;br /&gt;di &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=5775"&gt;Stefania Craxi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le parole del presidente Berlusconi al Convegno dei giovani industriali hanno suscitato indignate quanto ipocrite reazioni. La stampa nazionale, chiamata in causa a proposito del tentativo di eversione, ha negato invocando la libertà di stampa, ma ignorando che un giornalista incapace di distinguere fra verità e pettegolezzo non dovrebbe nemmeno esercitare la professione.&lt;br /&gt;Ma è davvero inesistente il tentativo di eversione? La storia ci aiuta a capire, e la storia italiana dice che ogni volta che sulla scena si affaccia un leader capace di far funzionare la macchina dello Stato, togliendo potere alle lobbies, i tentativi di eversione si fanno avanti.&lt;br /&gt;Vorrei invitare Paolo Franchi, che sul Corriere della Sera fa una specie di discorso di Antonio riconoscendo le ragioni di Berlusconi ma solo per rovesciargliele addosso, a ricordare - lui che quegli anni li ha vissuti - le molte e strette analogie con la storia di Bettino Craxi, contro il quale l’eversione c’è stata, tanto da costringerlo all’esilio ed alla morte precoce.&lt;br /&gt;Stesso attacco concentrico stampa-magistratura (basti pensare a come è stata scritta ed a come è stata presentata dai giornali la sentenza Mills, come se Berlusconi, e non l’avvocato inglese, fosse stato condannato). L’anonimato dei poteri forti - ignoti ieri, ignoti oggi - che con i loro giornali menano le danze. La copertura politica all’eversione del Partito comunista ieri, del Partito democratico oggi. La violenta diffamazione personale, Craxi ladrone di tesori occulti, Berlusconi pedofilo, corruttore avido di beni pubblici.&lt;br /&gt;Le uniche differenze stanno nel fatto che capofila contro Craxi era il Corriere della Sera, con La Stampa e La Repubblica al seguito, e oggi è stata invece La Repubblica a dirigere l’orchestra; l’altra differenza di gran peso, il diverso comportamento dei due presidenti della Repubblica, con Scalfaro parte attiva nella distruzione della Prima Repubblica (Napolitano non è Scalfaro). Saltiamo appena due o tre anni e andiamo al primo governo Berlusconi del ’94: che cos’è, se non un tentativo di eversione, l’avviso di garanzia portato al presidente del Consiglio a Napoli mentre presiedeva una conferenza internazionale contro la criminalità? Un avviso di garanzia pubblicato con titoli di scatola sulla prima pagina del solito Corriere della Sera ventiquattro ore prima di essere notificato al diretto interessato. Un avviso di garanzia per un reato dichiarato inesistente dalla stessa magistratura, naturalmente anni dopo.&lt;br /&gt;E, continuando con gli interrogativi, che nome si dovrebbe dare alla garanzia data dal presidente Scalfaro a Bossi di non sciogliere le Camere consentendo così di compiere a man salva il ribaltone che avrebbe posto termine al governo Berlusconi? La triste verità è che il golpismo delle Brigate Rosse, anche se ha riempito le cronache di vittime innocenti, è un gioco da bambini rispetto al golpismo strisciante eternamente annidato sotto la politica italiana.&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi è un gran combattente; ha stravinto le elezioni e consolidato il potere del suo governo. Ma nessuno può illudersi di aver vinto per sempre un male che affonda le radici nella storia recente e passata del'Italia.&lt;br /&gt;*Sottosegretario agli Esteri&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1204818061032455925?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1204818061032455925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1204818061032455925' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1204818061032455925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1204818061032455925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/analogie-craxi-berlusconi.html' title='Analogie: Craxi - Berlusconi'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-8865453625132824382</id><published>2009-06-15T20:42:00.000+01:00</published><updated>2009-06-15T20:43:02.216+01:00</updated><title type='text'>Obama: politica estera disastrosa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Obama ha fatto campagna elettorale per Ahmadinejad, senza accorgersene: un disastro Scritto da Carlo Panella lunedì 15 giugno 2009Barack Obama va incredibilmente annoverato tra i grandi elettori che hanno assicurato ad Ahamadinejad la vittoria plebiscitaria di ieri. Vittoria sicuramente gonfiata dai brogli, ma con un tale margine da non permettere dubbi sulla sostanza: una sanguinaria dittatura, che ha in programma di cancellare Israele dalla faccia della terra, che impicca gli omosessuali, che terrorizza gli oppositori, riscuote in Iran uno straordinario consenso popolare. Obama, sicuramente, non voleva ottenere questo risultato, ma il suo dilettantesco discorso all'Islam dal Cairo, l'ha invece rafforzato. Obama si è presentato politicamente in ginocchio di fronte ad Ahamadinejad, ha chiesto scusa per le ingerenze statunitensi, ha detto cose incredibili –e false- sulla tolleranza dell'Islam, ha cancellato ogni pretesa che l'Iran si adegui alle richieste dell'Onu (dell'Onu, non degli Usa) e sospenda il programma di arricchimento nucleare, si è detto disposto a discutere. Soprattutto, Obama, non ha minacciato, si è voluto distinguere da Bush presentandosi solo e unicamente col volto amico, addirittura si è detto disposto a riconoscere le buone ragioni dell'Iran. Questo, a dieci giorni dal voto iraniano, dieci giorni in cui Ahmadinejad ha potuto portare a testimonianza lo stesso discorso di Obama per dimostrare –a ragione- agli iraniani, che la sua strategia è stata pagante, che disattendere le risoluzioni dell'Onu, rifiutare i controlli dell'Aiea, lanciare missili intercontinentali (che hanno senso solo se armati con una atomica), armare i Talebani afgani (questo ha rivelato il segretario Usa alla difesa, Gates), armare Hamas, aveva obbligato il nuovo presidente americano a abbassare la cresta, a riconoscere la potenza iraniana. Solo il cielo sa chi e che cosa abbiano convinto Obama a fare quel suo sciagurato discorso del Cairo, prima che Hamas e al Fatah avessero cessato di spararsi nei Territori, prima che la Siria avesse fatto un solo passo di appeasement, prima che a Teheran si fosse delineata una minima apertura.Avesse taciuto, avesse compreso quel che stava bollendo in pentola a Teheran (e dopo 30 anni dalla vittoria di Khomeini ci sarà pure qualche americano che abbia imparato a "leggere" quel paese), si fosse riservato la mossa del discorso all'Islam in tempi più maturi, Obama oggi non si troverebbe spiazzato.Soprattutto si sarebbe risparmiato di fare davanti al mondo la figura del provinciale –che è- che parla al popolo dell'Iran come parlerebbe al popolo della Virginia: tutta retorica, voli pindarici, frasi ad effetto e nessuna sostanza, solo appelli buonisti al solidarismo.In cinque mesi la "strategia del dialogo"di Obama ha dunque portato a questi risultati: la Corea del Nord è sull'orlo di una guerra con la Corea del Sud; in Iran il blocco oltranzista si è rafforzato a dismisura, con conseguenze a catena su Hamas e Hezbollah (che hanno salutato il trionfo di Ahmadinejad, come fosse loro), Abu Mazen subisce sempre più l'iniziativa terroristica di Hamas anche in Cisgiordania, mentre la semplice notizia del ritiro di buona parte del contingente Usa dall'Iraq, sta facendo rialzare la testa a quei terroristi che erano stati quasi tacitati. Ora, si dice a Washington, Obama correrà ai ripari, metterà in campo un "piano B".Il problema è che questa alternativa non esiste, che da tre anni il senatore di Chicago spiega al mondo le virtù salvifiche del dialogo e del buonismo, che ha vinto le elezioni su questa piattaforma ipocrita e che il "piano B" possibile è uno e uno solo: fare esattamente quel che fece George W. Bush.Obama ha già ricalcato le orme della precedente amministrazione in molti campi (l'ala liberal dei democratici glielo rimprovera ogni giorno), ma in politica estera era riuscito sinora a mantenere la sua immagine di "portatore di speranze". Ora che Ahmadinejad gli ha subito detto a brutto muso che di dialogo non si parla nemmeno e che se vuole parlare con lui deve accettare il nucleare e cessare di appoggiare Israele, Obama di deve trasformare in un uomo di Stato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Possibilmente con idee vincenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Il Tempo del 15 giugno)&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-8865453625132824382?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/8865453625132824382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=8865453625132824382' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8865453625132824382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8865453625132824382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/obama-politica-estera-disastrosa.html' title='Obama: politica estera disastrosa'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-6668451063658151686</id><published>2009-06-14T23:02:00.000+01:00</published><updated>2009-06-14T23:03:26.655+01:00</updated><title type='text'>Cossiga scrive a Napolitano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a title="Permanent Link: GIUSTIZIA: COSSIGA, CSM INSIDACABILE PER ANM E POLITICA DEBOLE" href="http://www.diritto-oggi.it/archives/00041737.html"&gt;GIUSTIZIA: COSSIGA, CSM INSIDACABILE PER ANM E POLITICA DEBOLE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(AGI) - Roma, 13 giu. - "L'Associazione Nazionale Magistrati e' riuscita per la debolezza della politica a far attribuire ai membri del Consiglio Superiore la prerogativa dell'insindacabilita': e a chi davanti alla Corte Costituzionale ha obiettato che si trattava di materia costituzionale, questo giudice politico ha risposto che il fatto che la stessa prerogativa fosse stata attribuita ai membri del Parlamento e della stessa Corte con norme costituzionali, non si opponeva che potessero essere attribuite anche con legge ordinaria, perche' non si trattava altro che di deroghe alle norme sulla punibilita' disciplinata da le norme ordinarie contenute dei codici penale e di procedura penale". E' una delle argomentazioni rivolte da Francesco Cossiga in una lettera a Giorgio Napolitano nella lettera in seguito alle dimissioni di alcuni membri del Csm in polemica con il ministro della Giustizia "che ha posto in luce come tutte le nomine da parte del Consiglio dei capi degli uffici di procura siano 'lottizzate' tra le varie correnti presenti in questo organo". Il senatore a vita ricorda tra l'altro che "le sinistre, dopo che l'Assemblea Costituente aveva respinto la proposta avanzata dal Partito Comunista di far eleggere i giudici e i pubblici ministeri dal Popolo, come gia' avveniva in molti Cantoni della Confederazione Elvetica e Stati degli Stati Uniti d'America, si batterono per l'introduzione del sistema proporzionale per l'elezione dei membri togati del Consiglio Superiore" e aggiunge che "anche in sede di Sezione per i Giudizi Disciplinari le condanne, rare..., e le assoluzioni, quasi di rito!, erano per cosi' dire trattate tra le correnti". Il Presidente emerito della Repubblica osserva che il Csm "si e' auto attribuito competenze non previste da alcuna norma di costituzionale o anche solo ordinaria: quella di esprimere il proprio avviso su atti legislativi del Parlamento, quella di censurare con propri atti di controllo politico atti, comportamenti e indirizzi del Parlamento, del Governo e dei partiti quella di 'aprire' e poi 'decidere' 'pratiche a tutela' di singoli magistrati che si sentano offesi da giudizi di politici e parlamentari anche espressi in sedi parlamentari e cosi' via". Cossiga annota anche che "era chiarissimo che l'unico potere del Capo dello Stato nei confronti del Parlamento, era quello di poter rinviare alle Camere una legge gia' approvata, e sempre con atto controfirmato dal Presidente del Consiglio, ma non di pronunciarsi su un provvedimento legislativo in corso di esame, o di parlare pubblicamente in materie politiche: economia, finanza, politica estera se il suo dire non fosse stato concordato preventivamente con il ministro competente. Ed io per averlo fatto mi beccai, e giustamente! una proposta di 'impeachment' da parte del Partito Comunista. Ma i miei erano tempi diversi". (AGI) Bal&lt;br /&gt;http://www.diritto-oggi.it/archives/00041737.html&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-6668451063658151686?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/6668451063658151686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=6668451063658151686' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/6668451063658151686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/6668451063658151686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/cossiga-scrive-napolitano.html' title='Cossiga scrive a Napolitano'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-3941731684851625826</id><published>2009-06-14T22:57:00.000+01:00</published><updated>2009-06-14T22:58:49.063+01:00</updated><title type='text'>Il mondo vittima impotente dell'odio dei dittatori</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;domenica 14 giugno 2009, 09:56&lt;br /&gt;Il mondo diventa vittima impotente dell’odio di piccoli e grandi dittatori&lt;br /&gt;di Fiamma Nirenstein&lt;br /&gt;Quale orribile risultato. Mettiamo pure che i brogli elettorali riducano la proporzione della vittoria di Ahmadinejad, mettiamo anche che gli scontri a Teheran possano modificare o condizionare la leadership iraniana. È molto difficile tuttavia evitare il pensiero che le preferenze per il futuro, ed anche ex, presidente iraniano, sono il doppio di quelle per Hossein Moussavi, la pallida stella di un cambiamento che tuttavia avrebbe avuto un carattere interno.&lt;br /&gt;È anche interessante, e denota il consueto ottimismo pacifista, che la stampa di tutto il mondo e i vari leader mondiali abbiano seguitato a immaginare che Moussavi potesse vincere, nonostante fosse facile prevedere la vittoria di Ahmadinejad: il supremo ayatollah Khamenei, tutta la classe dirigente della Repubblica islamica hanno rinnovato semplicemente la scelta fatta a suo tempo, nel 2005, per l’uomo che avrebbe raddrizzato l’Iran dopo otto anni di tentennamenti del riformista Khatami. Khamenei, che durante la campagna ha tenuto un atteggiamento da Sibilla Cumana, tuttavia alla fine l’ha detto chiaramente: «Noi siamo favorevoli al candidato più capace di contrapporsi all’Occidente».&lt;br /&gt;L’ha detto dopo il lancio del missile Sejil 2, duemila chilometri di gittata, fino a Tel Aviv o in Europa, e dopo che Ahamdinejad ha festeggiato le 7.000 centrifughe atomiche. Stavolta il gioco della scelta preordinata si è ripetuto all’ennesima potenza: non si è badato a spese neppure nella messa in scena della farsa della democrazia iraniana, perché si sapeva che Obama sedeva con un sorriso accattivante nella prima fila della platea. Così, il regime ha messo in scena una percentuale straordinaria di votanti, basandosi anche cinicamente sul desiderio di cambiamento affinché la porta sbattuta di fronte alla richiesta di colloquiare sul nucleare con gli Usa facesse un rumore assordante.&lt;br /&gt;Il regime ha scelto l’uomo che lo ha detto più chiaro di tutti: il nucleare non è negoziabile, è un argomento chiuso. Ha scelto il leader che pavimenta, fisicamente, la strada per l’avvento del Mahdi, il messia sciita. Lo show di potenza di Ahmadinejad è quello del regime che non si vergogna di impiccare dissidenti, omosessuali, donne.&lt;br /&gt;Non ci può far niente il variegato popolo iraniano, indubitabilmente antico e ammirevole mosaico di opinioni e di gruppi sociali. Perché ormai nel mondo la forza del peggiore è fortissima: Ahmadinejad trionfa perché, come ho letto in molti virgolettati degli elettori, “ha saputo riportare l’Iran alle gloria del mondo” oppure “ha messo in ginocchio l’Occidente” oppure “ha piegato il potere globale degli americani ed Israele”.&lt;br /&gt;Non sono chiacchiere: la piramide occidentale dei diritti umani ha subito in questi anni, di fronte all’integralismo islamico, una flessione concettuale enorme. Il discorso mondiale si è incarognito e si è sgrammaticato al punto che l’Assemblea generale dell’Onu elegge presidente Ali Treki, ministro libico degli Esteri al tempo in cui gli uomini protetti da Gheddafi facevano saltare per aria sinagoghe, aerei e discoteche. Prima di lui è stato presidente il nicaraguense Miguel d’Escoto, contraddistintosi per un grande abbraccio a Ahmadinejad alla fine di un suo discorso in assemblea.&lt;br /&gt;Vicepresidente di Treki è un sudanese, rappresentante di un Paese presieduto dal sanguinario Bashir, su cui pesa l’accusa di genocidio e che rivendica pubblicamente il diritto della Sharia a tagliare mani e piedi. Il siriano Bashar Assad inaugurò uno stile dicendo accanto a Papa Giovanni Paolo II, che rimase basito, che gli ebrei torturavano i palestinesi come avevano torturato Gesù. Il livello è questo, e noi li stiamo a sentire. Hassan Nasrallah, con cui l’Inghilterra vuole stabilire rapporti diplomatici e che il neoprimo ministro libanese Hariri seguita a tenere buono con promesse di lasciargli le armi e non fare la pace con Israele, in manifestazioni di massa chiama Israele con i nomi di tutti gli animali più schifosi e gli promette morte. Hamas tiene recite davanti a piazze enormi in cui fa ridere i bambini mostrando una caricatura delle sofferenze dell’ostaggio israeliano Gilad Shalit.&lt;br /&gt;Le folle islamiche ormai, checché ne pensi Obama, sono molto sensibili al pensiero di umiliare l’Occidente, e si può temere che sia anche da ascrivere a questo, oltre ai fattori che elencavamo poc’anzi, la vittoria di massa di Ahmadinejad. Dominare, costringere i cristiani e gli ebrei a piegarsi, piace ai dittatori come Bashar Assad di Siria, come Bashir, e anche come il venezuelano Ugo Chavez o il "caro leader" nordcoreano Kim Jong Il. Piace agli hezbollah, a Hamas, che a sua volta ha usato lo strumento delle elezioni per stabilire una dittatura; e abbiamo visto che piace anche a Gheddafi, che con i suoi ritardi e i suoi discorsi profetico-furbeschi ha cambiato la grammatica del consueto, ragionevole e anche cortese discorso politico cui siamo, o dovremmo essere, adusi.&lt;br /&gt;Piace a gran parte delle folle delirare con vittimismo e onnipotenza. Ahmadinejad, dopo il discorso dell’Onu del 2005 in cui di nuovo prometteva morte a Israele, intimava a Bush di convertirsi, negava la Shoah, disse che aveva chiaramente avvertito il crearsi di un alone di luce intorno al suo corpo, e che aveva anche notato che uno dei delegati lo aveva guardato fisso per 27-28 minuti senza mai battere le ciglia. Adesso noi dovremo guardarlo fisso per altri quattro anni, e sarà meglio che ci svegliamo dallo sbigottimento che dà il cercare di comunicare con uno, dieci, centomila personaggi confusi, scriteriati, violenti e determinati al nostro male. Sbattiamo le ciglia prego.&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=358691&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-3941731684851625826?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/3941731684851625826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=3941731684851625826' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/3941731684851625826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/3941731684851625826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/il-mondo-vittima-impotente-dellodio-dei.html' title='Il mondo vittima impotente dell&apos;odio dei dittatori'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-4411573807907151992</id><published>2009-06-09T23:57:00.001+01:00</published><updated>2009-06-09T23:57:55.144+01:00</updated><title type='text'>Caso Berlusconi e i farisei</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;27.05.2009&lt;br /&gt;Ricordate la sinistra pacifista attorno al 2004? Tutta l’Italia piena di bandiere arcobaleno, manifestazioni di massa, scuole e piazze occupate, appelli di intellettuali, programmi televisivi, ogni giorno articoli su articoli. Sembrava l’emergenza assoluta. I pensosi leader della sinistra e i loro giornali si mostravano allarmatissimi per le sorti del mondo. Ma l’altroieri il tiranno della Corea del Nord ha fatto un test atomico con lancio di missili (ieri ha replicato), un’esplosione paragonabile a Hiroshima, ha perfino provocato un terremoto. Obama ha parlato di minaccia alla pace mondiale, subito l’Onu si è riunito e i giornali del pacifismo nostrano su cosa hanno titolato? Su Noemi. Questo sì che è importante, secondo loro: la festa di compleanno di Casoria. Certo, concede Concita De Gregorio, “direttora” dell’Unità, “succede anche altro. La Corea del nord fa test atomici”, ma volete mettere la quisquilia coreana, liquidata con una riga (una!) dalla “direttora”, rispetto a Noemi.Infatti ecco la copertina dell’Unità: “Illusionismi. Berlusconi e Noemi. Tutti i misteri insoluti”. Ed ecco il titolo del Manifesto: “Pupi e papi”. Il quotidiano Europa sotto la testata ha addirittura tre richiami con foto di Noemi. Direttore d’orchestra naturalmente è La Repubblica che cita Veronica e dedica al caso addirittura due (dicasi due) editoriali affiancati: uno di Giuseppe D’Avanzo (“La prima ammissione tra un rosario di bugie”, titolo lievemente sgrammaticato) e un sermone di Stefano Rodotà (“La menzogna in politica e il diritto alla verità”). Rodotà non si occupa di chi ha teorizzato e praticato sistematicamente l’uso politico della menzogna a copertura di immani crimini di regime: il comunismo, da Lenin in poi, con la connivenza di partiti comunisti e intellettuali. No, l’ardimentoso pensatore si occupa delle bugie su Noemi.Ma torniamo al botto coreano. Cosa volete che sia un’esplosione atomica di potenza paragonabile a quella di Hiroshima, che ha messo in fibrillazione Obama e pure Putin e che spaventa il mondo, a confronto della vicenda Noemi.In fondo questo dittatore coreano, Kim Jong-il mica è Chirac contro i cui esperimenti atomici a Muroroa, nel giugno 1995, tutta la sinistra italica insorse sdegnata. Kim è pur sempre un compagno. Sì, magari un “compagno che sbaglia”, ma un compagno, una personcina. Il “mostro” invece è Berlusconi. E’ alla sua demolizione morale che si dedicano pagine e pagine. E’ lui che è stato ritratto come un “don Rodrigo” lunedì, sulla Repubblica, dal virgineo Gad Lerner. Va capito, Gad. Essendo cresciuto in quel collegio di caste orsoline (tanto delicate d’animo) che fu Lotta continua, per poi approdare fra gli asceti dell’Espresso e i penitenti della Repubblica, Lerner ha visto rigorosamente praticati la più dura astinenza dai piaceri della carne e la monogamia. Dunque questo tenero bocciolo arrossisce di vergogna quando sente le battute ardite del Cavaliere sulle belle donne. Che orrore. Questo premier diventa ai suoi occhi un mostruoso “Don Rodrigo del Duemila”. La stampa “perbene” e la sinistra “al tartufo” da sempre ignorano o mettono in secondo piano quel fenomeno criminale planetario che è stato ed è il comunismo. Ma a Berlusconi non perdonano nulla.Cosa volete che sia se il tiranno coreano negli anni Novanta – sperperando addirittura il 25 per cento del pil in armamenti - ha provocato una carestia che ha accoppato un milione circa di persone. Che volete che sia se in quel paese di 23 milioni di abitanti le vittime del comunismo (instaurato da suo padre, Kim Il Sung) sono state circa 3 milioni, che volete che sia se in questo inferno, tuttora in funzione, le donne dei lager sono ammazzate con bestialità ancor peggiori di quelle degli uomini (“ho visto più volte con i miei stessi occhi” riferisce un testimone “corpi atrocemente seviziati: raramente le donne muoiono in modo tranquillo. Ho visto seni lacerati a colpi di coltello, parti genitali sfondate con il manico di un badile, nuche fracassate a martellate”). Che importa se i neonati delle detenute violentate vengono strangolati o sgozzati, se di recente abbiamo conosciuto l’orrore dei lager per bambini (figli dei “nemici del popolo”), dove fanciulli di 6 o 7 anni che sono sopravvissuti per un decennio ai lavori forzati l’hanno fatto mangiando topi o ragni, che importa se questo inferno continua e se questo regime ha sponsorizzato azioni di terrorismo internazionale e minaccia i vicini con armi nucleari.Notoriamente il vero pericolo pubblico – per la gente perbene della Sinistra – è Berlusconi.Del comunismo nel mondo è disdicevole parlare. Il comunismo italico poi è stato puro e idealista e il provocatore revisionista Pansa che lo diffama va ignorato. Così ora si torna perfino a essere orgogliosamente comunisti. Appena sabato scorso proprio l’Unità dedicava una lusinghiera copertina ad Armando Cossutta che rivendicava “ero, rimango e rimarrò sempre comunista”, annunciando che stavolta voterà Pd per difendere l’Italia da Berlusconi.Sono così accecati da questa ossessione che – pur di attaccarlo – se ne infischiano pure dei disoccupati. La prova? Sempre l’altroieri il cardinale Bagnasco ha aperto l’assemblea della Cei affermando che “i lavoratori non sono una zavorra” e chiedendo garanzie per i licenziati, ma l’Unità su cosa ha titolato? Ovvio, sul mancato attacco dei vescovi a Berlusconi: “Tiepido sulla morale. Bagnasco delude i vescovi”.Capito l’antifona? Stavolta volevano il fervorino morale. Loro che da anni sparano a palle incatenate sui vescovi italiani per i loro richiami alla morale naturale, loro che da anni inalberano bandiere come aborto, unioni gay, esperimenti sugli embrioni e non sopportano che la Chiesa dica la sua. Loro che ogni volta denunciano l’intollerabile interferenza, loro che hanno partecipato al “crucifige” planetario perché Benedetto XVI ha osato mettere in dubbio la sicurezza del preservativo per la prevenzione dell’Aids, ecco, questi signori stavolta volevano che Bagnasco tirasse le orecchie a Berlusconi con un ardente sermoncino morale.Per cosa poi? Per “la vicenda Noemi-Berlusconi”. Ma ad oggi non c’è proprio nulla di censurabile né sul piano morale, né sul piano legale (la sola cosa vergognosa, per ora, è il trattamento riservato dai giornali a questa ragazzina e alla sua famiglia).Volevano che Bagnasco attaccasse Berlusconi perché ha messo nelle liste delle belle ragazze (la “cultura delle veline”). E loro no? O volevano che venisse lanciato un anatema “ad personam” perché “si dice” che a Berlusconi piacciano le belle donne? Ma in questo caso sono proprio sicuri politici, giornalisti e intellettuali della Sinistra di essere delle “sante marie goretti”? Sono sicuri di potersi ergere a giudici? Dove sono tutti questi sessantottini macerati dai digiuni, forgiati dalla castità, sostenitori della verginità e della monogamia? Io sinceramente non ne conosco uno. Non predicavano la fine dei tabù e il libero amore già 40 anni fa?Questa pretesa moralistica “ad personam” è insopportabile. La Chiesa sa che tutti gli uomini sono peccatori. E ricorda a tutti il monito di Gesù: “non giudicate”. Nel Vangelo quegli scribi e farisei che pretendevano di lapidare i cosiddetti “pubblici peccatori” davanti a Gesù, furono fulminati da questa sua risposta: “chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra”. Queste persone perbene furono le uniche contro cui Gesù – che era dolce con tutti, specialmente coi peccatori – si scagliò con parole durissime: “guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che somigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e di iniquità” (Mt 23, 27-28). A chi pensa di esser giusto e poter giudicare gli altri, Gesù ripete: “vi assicuro che i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio” (Mt 21-31). Perché tutti gli uomini hanno bisogno della “carezza del Nazareno”, della sua misericordia. Questo dice la Chiesa. Saggia e materna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Antonio Socci&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-4411573807907151992?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/4411573807907151992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=4411573807907151992' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/4411573807907151992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/4411573807907151992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/caso-berlusconi-e-i-farisei.html' title='Caso Berlusconi e i farisei'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-5056309997296376315</id><published>2009-06-09T00:33:00.000+01:00</published><updated>2009-06-09T00:34:16.719+01:00</updated><title type='text'>Obama, you can't</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Gli mancava la tunica e la papalina bianca in testa e Barak Obama era il Papa.&lt;br /&gt;Siamo ancora sconvolti dal suo discorso del tutto va bene, degli israeliani e arabi sullo stesso piano, dell'Islam buono e tollerante, del terrorismo inesistente, del fondamentalismo quasi innocente, del basta insediamenti Israele! , dei palestinesi come i negri schiavi d'America.&lt;br /&gt;Barak Obama ha deluso semplicemente perche' ha fatto un discorso falso e bugiardo e se io fossi un discendente degli schiavi negri sarei molto arrabbiata col Presidente.&lt;br /&gt;Ma la conosce la storia? ma la sa la differenza? Ma quando mai ha visto un negro americano ammazzare bambini bianchi americani? Come si permette di paragonare dei fondamentalisti terroristi a un popolo pacifico che proprio gli arabi razziarono in Africa per venderlo ai padroni bianchi in America e in Europa.&lt;br /&gt;E' impossibile che una Nazione come gli USA mandi in giro per il mondo un presidente ingenuo fino alla stupidita' quindi se Obama non e' ingenuo o stupido e non credo che lo sia, allora e' falso e allora significa che Israele e' in svendita perche' lui possa raggiungere i suoi scopi ormai chiariassimi: accattivarsi le simpatie del mondo islamico e farne pagare il prezzo a Israele.&lt;br /&gt;Forse quando ha parlato dei valori americani e ha detto che , come l'America, anche l'Islam e' portatore di giustizia, tolleranza, progresso e dignita' per tutti gli uomini, e' stato colto da amnesia, ha dimenticato le teste tagliate, gli sgozzamenti, uno dei primi quello di Daniel Pearl, ebreo americano, costretto a dire, prima che il coltello gli entrasse in gola, "sono ebreo, mia madre e mio padre sono ebrei".&lt;br /&gt;Dignita', tolleranza, progresso e Giustizia, Presidente?&lt;br /&gt;Anni di sgozzamenti di occidentali. Per fortuna quelli tra musulmani ci sono stati risparmiati.&lt;br /&gt;Chissa' se prima di parlare di dignita', tolleranza, progresso e giustizia ha pensato a Theo Van Ghogh, il regista olandese cui fu fatto karakiri per aver girato un film sulla situazione tragica della donna nell'Islam!&lt;br /&gt;Giustizia tolleranza progresso?&lt;br /&gt;E' di questi giorni a Parigi il processo agli arabi che hanno ammazzato Ilan Halimi dopo averlo torturato per tre settimane e poi gettato come spazzatura per la strada, ormai morto.&lt;br /&gt;Era solo un ragazzo ebreo.&lt;br /&gt;Giustizia, Tolleranza, Dignita'?&lt;br /&gt;E il terrorismo in Israele non se lo ricorda, Presidente? Autobus pieni di corpi fumanti di cittadini innocenti, pizzerie, bar , teatri distrutti pieni di cadaveri.&lt;br /&gt;Giustizia, Tolleranza, progresso?&lt;br /&gt;Francamente, da donna occidentale, mi sento offesa dalle parole dette e non dette del Presidente americano che ormai sara' il caso di chiamare Hussein, gli si addice di piu'.&lt;br /&gt;Mi sento offesa come ebrea e israeliana.&lt;br /&gt;Il suo meraviglioso discorso ha toccato il tema dell'antisemitismo e dobbiamo essergli grati per averlo fatto nel cuore del mondo islamico dove tutto e' antisemita, dall'aria che si respira, ai giornali, ai film, alle canzoni "sgozzo sgozzo sgozzo l'ebreo", giuro sono le parole di una canzoncina araba, una delle piu' gettonate.&lt;br /&gt;Ha detto che negare la Shoa' e' da stupidi, che odiare gli ebrei e' da stupidi, che Israele deve ritirarsi dagli insediamenti in Giudea a Samaria, e poi ha detto una frase che dire scandalosa e' dire poco, sono rimasta di sasso, ho provato disgusto e rabbia.&lt;br /&gt;Ma come, il Presidente critica l'antisemitismo e poi anziche' condannare la propaganda islamica che nega il diritto di Israele di esistere sulla sua terra avita, se ne esce con la frase piu' cretina che essere umano avrebbe potuto dire: "Tanto, ha detto sorridendo come per una bella battuta, Israele non se ne andra'"Arabi, rassegnatevi, Israele qui resta quindi fate buon viso e accettate l'odiatissimo paese.&lt;br /&gt;Ma come, dopo che da Arafat, sia maledetto il suo nome, in poi, ogni arabo nega che esista un legame indissolubile tra gli ebrei e Gerusalemme, tra gli ebrei e Israele come se 5000 anni di storia ebraica fossero niente, come se il Tempio non fosse mai esistito, come se "L'anno prossimo a Gerusalemme" non fosse mai stato pronunciato per 2000 anni, ogni anno, ogni anno, ogni santissimo anno. Come se qui in Erez Israel gli arabi non fossero arrivati molti secoli dopo gli ebrei, come se nella Torah non fosse nominata Gerusalemme per ben 750 volte e mai una volta nel Corano. Anzi nel Santo Corano come ha detto Obama.&lt;br /&gt;E come se tutto questo non fosse realta' e storia e sangue lui va a dire "rassegnatevi perche' tanto loro non se ne vanno"????? Quindi Obama ha detto a tutto l'Islam che anche per lui, non solo per il miliardo e piu' di musulmani sul piede di guerra, Israele e' un corpo estraneo in Medio oriente.&lt;br /&gt;No, Presidente, You can't.&lt;br /&gt;Non tutto le e' permesso e Israele esige da lei il rispetto dovuto, il rispetto che si deve a un paese che e' legato, come l'America, a progresso, tolleranza e dignita' per ogni essere umano.&lt;br /&gt;Rispetto, capito? Rispetto per un paese che voleva vivere in pace e che e' stato invaso, per essere distrutto, sei ore dopo la sua legittima fondazione decisa non a causa dell'Olocausto ma molti anni prima, nel lontano 1922 dalla Lega delle Nazioni che ricevette il mandato di ricostituire lo stato ebraico in Palestina. Non costituire bensi' ri-costituire perche' questa terra e' stata sempre ebraica anche nella sua storia piu' recente.&lt;br /&gt;Lei doveva dire a tutto il mondo arabo e islamico che Israele ha il diritto inalienabile di stare dove e', un diritto storico, religioso, di carne e di sangue. Non che non se ne andra' per far dispetto agli arabi ma perche' questo e' il suo posto, qui, esattamente dove siamo e chi non ci accetta se ne vada lui, il mondo arabo e' immenso.&lt;br /&gt;E prima di parlare degli insediamenti e ordinarci di non ingrandirli nemmeno a causa delle nascite, (cosa facciamo li ammazziamo i nuovi nati? Impediamo alla gente di sposarsi?), doveva parlare anche delle centinaia di insediamenti arabi, per l'esattezza 291, costruiti illegalmente. Quindi siamo pari, Presidente. E prima ancora di insediamenti lei doveva toccare l'argomento terrorismo e terroristi e neonazisti di hamas e di Fatah che non e' che siano meglio. E doveva accennare all'Iran con piu' decisione perche' non e' che noi ridiamo al pensiero che hanno missili in grado di arrivare davanti a casa nostra e non ci divertiamo neppure a sentir dire ogni mattina da qualche malefico ayatollah che Israele e' un cancro che sara' estirpato.&lt;br /&gt;Il risultato del suo discorso, Presidente, e' che adesso gli israeliani hanno, per la prima volta, paura dell'America. Noi sappiamo cosa significhi essere soli al mondo, non avere alleati, non avere amici, tutti comprati per un pieno di benzina. Noi sappiamo cosa significa ma fino ad ora, almeno dal 1970 l'America era con noi.&lt;br /&gt;Adesso l'America e' con i barbudos che nelle moschee predicano la morte.&lt;br /&gt;Non ci piace tutto questo e ancora devo dirle , Presidente, con molto rispetto, No, You can't.&lt;br /&gt;Per il resto, gran bel discorso, Presidente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deborah Fait&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/"&gt;www.informazionecorretta.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-5056309997296376315?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/5056309997296376315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=5056309997296376315' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5056309997296376315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/5056309997296376315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/obama-you-cant.html' title='Obama, you can&apos;t'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-7767601616265830444</id><published>2009-06-08T01:35:00.000+01:00</published><updated>2009-06-08T01:36:45.010+01:00</updated><title type='text'>Come verrà islamizzato il mondo libero</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Michael Sfaradi intervista Bat Ye'or&lt;br /&gt;Da TEMPI riprendiamo l'intervista di Michael Sfaradi a Bat Ye'or, autrice di " Eurabia " (Lindau editore) in occasione dell'uscita del suo nuovo libro " Il califfato Universale":&lt;br /&gt;«Il califfato universale è un obiettivo che l’Organizzazione della Conferenza Islamica (Oci) vuole ottenere usando diverse strategie, un progetto che porterà alla completa islamizzazione del mondo libero, una dominazione che sarà possibile anche grazie alla complicità dei governi occidentali». Conserva i toni forti e le affermazioni tranchant a cui ha abituato i suoi lettori Bat Ye’or, l’autrice di Eurabia che ha da poco dato alle stampe (per Lindau) Il califfato universale, un libro in cui prevede la completa sottomissione e connivenza dell’Europa all’islamismo.&lt;br /&gt;Come si realizzerà quello che lei chiama il califfato universale?Per arrivare a questo ci sono diverse vie, una delle quali riguarda l’immigrazione. Guardando la dichiarazione di Durban 2 ci si rende conto che l’Oci chiede all’Europa di dare una via preferenziale ai flussi che arrivano dal Nordafrica. Tutto il mondo occidentale è coinvolto e il conflitto arabo israeliano è soltanto la punta dell’iceberg. Sarebbe errato focalizzare l’attenzione soltanto lì come viene fatto oggi perché la problematica è molto più ampia. L’Oci è composta dai ministri degli esteri di 57 paesi, elencati nel mio libro, una sorta di Onu islamico. C’è anche una carta costituente che dichiara la necessità di liberare Gerusalemme dove costruire la sua sede. Ha creato anche una corte di giustizia islamica internazionale, che ha giurisdizione su tutti i paesi che aderiscono all’Oci. Questa corte avrà la facoltà di perseguire i reati contro l’islam giudicandoli in base alla sharia.&lt;br /&gt;In Occidente c’è chi pensa però che la pace fra Israele e i suoi vicini possa essere la chiave di svolta per la pacifica convivenza con il mondo arabo. Cosa ne pensa?Bisogna comprendere cosa vuole dire pace. Quello che l’Europa, l’America il mondo arabo vogliono creare è una pace senza Israele. Uno Stato sovrano dovrà essere eliminato e gli ebrei e cristiani che oggi lo abitano dovranno tornare alla condizione di dhimmi, di minoranza sotto la sharia. Questa non sarebbe pace ma soltanto umiliazione.&lt;br /&gt;Vuole spiegarci che cosa è la condizione di dhimmi?È una condizione di estrema umiliazione che si fonda sul disprezzo dei non musulmani. Rafforza l’ideologia del jihad ed è inclusa nelle sue regole. Se noi vogliamo la pace nel rispetto dobbiamo pretendere che i musulmani abbandonino completamente questa ideologia altrimenti l’attrito fra le culture arriverà a scuotere il mondo fino ad una possibile terza guerra mondiale. Per garantire la nostra libertà abbiamo l’obbligo morale di non accettare che si possa anche soltanto pensare ad una superiorità del mondo musulmano o della sua religione sulle altre religioni. Un nostro cedimento in questo senso significherebbe vivere nell’umiliazione. L’assurdità è che i musulmani vedono l’offerta della condizione di dhimmi in maniera diversa, per loro è addirittura un favore e noi dovremmo ringraziarli per questa “protezione”. Essere un dhimmi significa che non si può possedere terra, non si hanno diritti politici, culturali o linguistici. Ci obbligherebbe a sottostare a tasse e balzelli, a noi dedicati, che ci relegherebbero al ruolo di uomini di classe inferiore destinati a vivere in una condizione di povertà. In sostanza una situazione di pieno e completo razzismo nei nostri confronti.&lt;br /&gt;I popoli europei capiscono il tipo di pericolo contro cui lei mette in guardia?Sì, ma non sanno come reagire perché i governi, la stampa e la cultura sono oggi alleati con i paesi musulmani. L’Unione Europea è fortemente legata ai paesi arabi con accordi commerciali e le università hanno addirittura accettato libri approvati dall’Oci. Testi che hanno come base non la conoscenza obiettiva della storia, ma la storia vista secondo i dettami i-slamici. In Europa vengono costruite moschee e scuole islamiche, delle vere e proprie madrasse (scuole coraniche), per far sì che le nuove generazioni crescano all’interno della Sharia, per evitare così la loro occidentalizzazione. Dobbiamo capire che l’unica strada che abbiamo è difenderci da questa organizzazione che conta al suo interno rappresentanti politici, ministri e presidenti delle peggiori dittature. In Europa la gente ha cominciato già da tempo a percepire una situazione di disagio ma questa strategia è complicata e tenuta, almeno per il momento, in un profilo molto basso. In questo modo è molto difficile difendersi contro qualche cosa che non si vede.&lt;br /&gt;Il governo italiano sta respingendo il flusso di clandestini che arrivano dal mare, potrebbe essere il segno di un cambiamento di politica almeno per quello che riguarda l’Italia?Certamente, ma il mondo islamico non lascerà la presa soprattutto considerando il fatto che vuole fare pagare all’Europa lo sviluppo delle nazioni arretrate. Questa decisione è stata presa alla conferenza islamica del 2005, vertice durante il quale sono state anche decise le linee guida che caratterizzeranno i prossimi 10 anni di azione islamica. Nel mio libro fornisco la lista di queste decisioni. Credo e spero che in Europa si formi un movimento di opinione che possa costringere i governi europei, complici della politica di distruzione dell’Europa, ad un cambiamento. Solo in questo modo si può agire per salvaguardare il mondo così come lo conosciamo. Un altro aspetto positivo che riguarda l’Italia è che gli italiani hanno una grande coscienza della libertà, hanno lottato per essa. Quando io vengo in Italia vedo dappertutto la parola libertà e non è un caso che anche il partito di Berlusconi ha nel suo nome la parola libertà. Ci sono anche diversi musulmani che vorrebbero mantenere la cultura occidentale, in loro noi possiamo trovare degli alleati?Ci sono molti musulmani che si battono per mantenere i valori universali di dignità e uguaglianza. Queste persone, che vengono costantemente minacciate, sono molto coraggiose e sanno che quando entrano in questa ottica si prendono dei rischi enormi sia per loro che per le loro famiglie. Vanno aiutati, seguiti e protetti, sono degli alleati preziosi ed insostituibili. C’è da augurarsi che i governi europei sappiano proteggerli come meritano.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-7767601616265830444?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/7767601616265830444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=7767601616265830444' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7767601616265830444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/7767601616265830444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/come-verra-islamizzato-il-mondo-libero.html' title='Come verrà islamizzato il mondo libero'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-8013377851956155855</id><published>2009-06-07T01:59:00.000+01:00</published><updated>2009-06-07T02:00:38.722+01:00</updated><title type='text'>E ora l'America si interroga sul presidente pro-islam</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;giovedì 04 giugno 2009, 07:00&lt;br /&gt;E ora l’America si interroga sul presidente pro-islam&lt;br /&gt;di &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=5551"&gt;Marcello Foa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Qual è il vero Obama? Quello che in campagna elettorale si presentava come un ex ateo convertito al cristianesimo e convinto sostenitore dello Stato ebraico o quello di oggi, fiero delle proprie origini islamiche e sempre più esigente nei confronti di Gerusalemme? Tra i due c’è un abisso. E l’America inizia a interrogarsi sul significato autentico della spettacolare apertura del presidente verso il mondo musulmano, enfatizzata dalla visita di ieri e oggi a Riad e al Cairo. È solo realismo politico dettato dalla necessità di ricostruire in Medio Oriente il prestigio di un Paese scalfito dall’era Bush o è il sintomo di una convinzione personale, profonda, duratura, ma fino ad oggi sapientemente celata?Di certo nel 2008 Obama faceva di tutto per nascondere le proprie radici religiose. Quando declamavano il suo nome per intero - Barack Hussein Obama - reagiva furiosamente, accusando i suoi nemici di voler spaventare gli elettori. Già, Hussein come Saddam Hussein. Nella sua biografia aveva descritto il padre come un idealista che, sebbene formalmente musulmano, non praticava la religione; anzi, non era nemmeno credente. Sapeva che questo era il suo punto debole (e potenzialmente fatale), in un’America ancora traumatizzata dall’11 settembre e dall’incubo del fondamentalismo islamico.Ma a salvarlo fu, paradossalmente, John McCain, che, da gentiluomo qual è, decise che la religione non doveva diventare un tema di campagna. Niente fango sulla fede. E costrinse i suoi spin doctor a disarmare.Trascorsi cinque mesi dall’insediamento alla Casa Bianca, Obama può essere finalmente se stesso e i suoi portavoce parlare liberamente dei suoi trascorsi. Oggi ricordano che il presidente «ha avuto esperienze di islam in tre continenti», ha dichiarato il viceconsigliere per la Comunicazione strategica Denis McDonough. Quali? «Ha vissuto parte dell’infanzia in Indonesia», con il secondo marito della madre, frequentando le scuole locali. «Suo padre, africano, era musulmano», come «i numerosi islamici dell’Illinois e del Chicago». Una realtà che Barack evidentemente conosceva bene.Obama non nasconde più le proprie origini, ma le esalta. «Così può conquistare la fiducia e il rispetto dei governi arabi», assicurano i suoi collaboratori. Come dire: niente paura, si tratta solo di un’operazione simpatia. Marketing diplomatico, insomma.Ma i dubbi aumentano, soprattutto considerando la sua politica nei confronti di Israele, che al Congresso molti giudicano squilibrata. Ben 329 parlamentari hanno firmato un appello, promosso da una lobby filoebraica, che chiede al presidente di collaborare intensamente e, soprattutto, privatamente con il governo di Gerusalemme, rinunciando a esercitare pressioni in pubblico, come avvenuto recentemente.E tra i 329, molti erano democratici. «Penso che il presidente difenderebbe meglio gli interessi dell’America se obbligasse gli iraniani a eliminare la minaccia nucleare iraniana, anziché imbarazzare i nostri alleati e soprattutto l’unica democrazia in Medio Oriente», lo ha sferzato la compagna di partito Shelley Barkley.In realtà il presidente si è limitato a chiedere il congelamento delle colonie israeliane in Cisgiordania e a difendere il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato. Nulla di rivoluzionario, ma colpisce la differenza di toni. Agli arabi riserva lusinghe e attenzioni, anche a regimi che calpestano i diritti umani, come l’Arabia Saudita, o formalmente nemici, come l’Iran. Agli israeliani avvertimenti e critiche indispettite. Due pesi e due misure. A che cosa mira davvero Obama?&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=356196&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-8013377851956155855?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/8013377851956155855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=8013377851956155855' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8013377851956155855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/8013377851956155855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/e-ora-lamerica-si-interroga-sul.html' title='E ora l&apos;America si interroga sul presidente pro-islam'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-1377069158592401038</id><published>2009-06-07T01:14:00.000+01:00</published><updated>2009-06-07T01:15:49.600+01:00</updated><title type='text'>L'Italia non aspetta l'America</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'Italia non aspetta l'America. Pronto lo scudo anti-Iran&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Francesco Ruggeri&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pubblicato il giorno: 05/06/09&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I nuovi missili iraniani Sejil, con una gittata di oltre 2000 km, dallo scorso 20 maggio minacciano per la prima volta anche il tacco dello Stivale, proprio mentre Obama taglia i fondi per lo scudo stellare europeo. Ma l'Italia non deve preoccuparsi troppo, perché una volta tanto ha visto più lontano degli altri. Decidendo di puntare su uno scudo spaziale "fatto in casa", senza aspettare il solito provvidenziale intervento dello zio Sam. Il sistema mobile di difesa antimissile made in Italy, nome in codice Meads, è firmato dall'azienda di Stato Finmeccanica, e vedrà la luce tra 2011 e 2012 con anni di anticipo sull'arrancante mega progetto americano. Con l'ausilio di speciali radar e dei satelliti Sicral, anch'essi italiani, proteggerà dai vettori degli Ayatollah le nostre regioni orientali e le numerose basi Usa ivi ospitate. Scongiurando ricatti o ritorsioni contro uno tra i più stretti alleati di Israele e Stati Uniti: non del tutto improbabili in caso di blitz da parte ebraica. I test preliminari a Pratica di mare hanno superato le più rosee previsioni. Costo per l'avvio dell'impresa 600 milioni di euro (esclusi i satelliti), su un totale a lungo termine di 3,4 miliardi. Quasi nulla rispetto ai 50 miliardi iniziali dello scudo a stelle e strisce, col quale, grazie alle doti di interoperabilità del Meads, sarà sempre possibile integrarsi. No global permettendo, e salvo improvvisi ripensamenti delle priorità di spesa, che nessun analista serio ora avallerebbe.La minacciaLo shock era arrivato a poche ore dalla visita a Teheran del ministro Frattini. Con l'annuncio del lancio, dal poligono di Semnan, del missile balistico terra-terra a due stadi di medio raggio Sejil. In lingua farsi, la terracotta coranica buttata da un branco di volatili sui nemici. Portata 1243 miglia (oltre 2000 km). In grado di colpire con precisione un bersaglio al rientro dalla parabola in atmosfera. Il ministro della difesa Usa Gates ha confermato il buon esito e le caratteristiche del test, ampliandone anzi il range fino a 2500 km. Gli esperti dell'intelligence ne han tratto le conclusioni: per la prima volta un Paese islamico dispone di un vettore capace di colpire l'Europa meridionale. E in particolare la dorsale adriatica dell'Italia, come anticipato in questa rubrica nel 2007, da un report riservato dei servizi. Per di più si tratta di un ordigno a carburante solido, dunque occultabile, non legato a postazioni fisse individuabili in anticipo. L'Iran conta di produrne un migliaio nei prossimi 6 anni. Si aggiunga poi che l'1 marzo il capo di stato maggiore Usa, Mike Mullen, ha ammesso che l'Iran possiede già sufficiente materiale per una testata atomica. Ed ecco spiegata la reazione apparentemente scomposta di Frattini, che ha annullato il suo viaggio appena appreso che tra le destinazioni figurava Semnan. Ai tempi della guerra fredda l'Italia ospitava centinaia di vettori antimissile americani, i cosiddetti "Honest John" (Jupiter, Nike, Hercules), e anche casalinghi (Spada, Aspide). Un dispositivo moderno per l'epoca, ma ormai obsoleto. Gli Scud di Gheddafi su Lampedusa e la presenza sul territorio nazionale di basi nucleari americane (Ghedi e Aviano) hanno riacceso il dibattito. Già nel '95 si arrivò a una bozza d'intenti col Pentagono per partecipare alle guerre stellari post reaganiane. Tutto però rimase lettera morta. Fino alla più recente svolta "fai-da-te". Mbda ha stabilito una joint venture coi tedeschi di Eads/Lkk (Aerospatiale Matra) e la Lockheed Martin. La società è a capitale misto. Ma con gli ingegneri romani nel ruolo chiave, a realizzare il cuore tecnologico del Medium extended air defense system, o Meads.Tecnologia nostranaL'unità di fuoco del nascente scudo targato Finmeccanica si compone di lanciatori verticali mobili terra aria da 8 pezzi l'uno, montati su veicoli semoventi da 5 t, in grado di salire o scendere da un cargo C130 o da un A400 in circa un minuto. A guidare verso i bersagli in arrivo i razzi a propellente solido Pac 3 (Mce missile segment enhancement), versione migliorata del vecchio modello Patriot, sono dei radar a ultrasuoni anti guerra elettronica, e altri multifunzione a banda X Aesa da 10.000 moduli ciascuno. Il coordinamento è affidato ad appositi centri operativi tattici (Toc), che provvedono a connettere i computer e le comunicazioni sul campo. Anche attraverso i satelliti militari Sicral 1 (da 300 mln di euro) e Sicral 1B (240 mln), quest'ultimo costruito a L'Aquila dall'Alenia Spazio e in orbita dal 20 aprile. Il Sicral 2 partirà fra 3 anni. Il raggio della copertura si estende fino a 600 km. E protegge città e installazioni da missili balistici tattici, di medio raggio, da crociera, droni, ale rotanti o fisse. Ingaggiando più bersagli insieme, fin nella fase terminale del volo e sino a 35 km d'altezza. Come dimostrato dalle simulazioni svolte a Pratica di mare. L'interconnessione via satellite consente il dislocamento dei lanciatori su un'area vastissima e l'integrazione con aerei Awacs e futuri sistemi anti missile Nato (Thaad, Accs ecc). Il missile aggressore viene frantumato con la semplice forza cinetica d'impatto. Il centro nevralgico delle 9 batterie italiane sarà con ogni probabilità la Brigata artiglieria contraerea di Padova e i suoi reggimenti di Rovigo, Mantova, Bologna, Sabaudia. Oltre al centro radar di Pratica di Mare e al centro di controllo interforze Sicral di Vigna di Valle (Bracciano). Appena esauriti i test di volo, entro il 2011, i lanciatori diverranno operativi. Il modello base del Pac 3 ha al contrario già vissuto il battesimo del fuoco in Iraq, contro i razzi Ababil dell'arsenale sunnita. Dal 2014 ai Sicral si affiancherà una seconda generazione di satelliti radar Sar.Impero tricoloreLa Selex sistemi Marconi della Mbda realizza il radar multifunzione, e sempre a Roma si assembla il sensore di controllo di tiro, componenti del lanciatore, il sistema di comando, il computer di controllo e comunicazione. L'acquisizione nel 2008 da parte di Finmeccanica del leader mondiale per l'elettronica militare (Drs), di sicuro non nuoce. Sommando gli addetti tra Monaco, Orlando o Dallas, sono impegnate nel progetto 1800 persone in 6 fabbriche. Il direttore tecnico è Claudio Ponzi. La supervisione in ambito Nato è compito di un'agenzia dedicata, la Nameadsma, nel cui comitato siede il generale Ludovisi. Mbda (controllata al 25% da Finmeccanica) e i suoi partner esteri sperano di esportare il Meads per 20 miliardi. In realtà il sistema in certo senso si autofinanzia. In quanto i moduli dei radar si possono "riciclare" su navi, caccia e mezzi terrestri. Nel febbraio 2007 l'Italia prodiana aveva aderito anche al progetto di scudo spaziale di Bush. «Il piacere di annunciare un memorandum di accordo quadro», spettò al direttore dell'agenzia di difesa missilistica Usa, Obering. L'arrivo di Obama ha portato al taglio di quasi il 20% del budget dell'agenzia. Causando la soppressione del Kinetic interceptor della Grumman, dei laser della Boeing e del Kill vehicle Lockheed. E a uno stop all'aumento del numero di intercettori in Alaska da 24 a 44, così come al rinvio a un riesame quadriennale del programma di intercettori europei. D'altro canto persino Polonia e Repubblica Ceca devono ancora autorizzare il via libera definitivo, né gli esiti operativi stanno dando una mano: 6 fallimenti su 14 test.I problemiDue invece gli eventuali ostacoli sulla strada dello scudo italiano. Anzitutto il rischio di tagli al bilancio annuale della difesa, già il più basso dell'Occidente con lo 0,8% del pil. Quindi l'opposizione dei movimenti no war, che seguono la strategia della protesta preventiva. Il portavoce mondiale della marcia per la pace, Giorgio Schultze, ad esempio ha già effettuato uno sciopero della fame. E interrogazioni ante litteram, parlamentari e non, recano la firma di esponenti della sinistra antagonista, da Elettra Deiana a Tana De Zulueta alla verde Frassoni. In prima linea contro l'ipotesi di scudi spaziali si segnalano pure Dario Fo, Piero Pelù, e l'immancabile Nichi Vendola.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Benchè presidente della regione più esposta alla minaccia iraniana: la Puglia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1377069158592401038?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1377069158592401038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1377069158592401038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1377069158592401038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1377069158592401038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/litalia-non-aspetta-lamerica.html' title='L&apos;Italia non aspetta l&apos;America'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-4410573259684357434</id><published>2009-06-07T00:55:00.001+01:00</published><updated>2009-06-07T00:58:36.534+01:00</updated><title type='text'>Il viaggio di Obama</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SisCi5Am-TI/AAAAAAAAAaw/mbpxllabPoM/s1600-h/obama+in+viaggio.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344368181247408434" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SisCi5Am-TI/AAAAAAAAAaw/mbpxllabPoM/s320/obama+in+viaggio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;04.06.2009&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il viaggio di Obama&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;di Giovanni De Sio Cesari &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Cairo, 4 giugno 2009: dopo la visita in Arabia saudita il presidente Obama è atteso al Cairo dove avrà fra l’altro un incontro all’ università di Al-Azhar la più importante del mondo arabo: si tratta di un avvenimento storico molto atteso in Egitto Obama ha mostrato un diverso atteggiamento verso il mondo islamico dal momento del proprio insediamento e anche per il fatto stesso di essere egli stesso figlio di un mussulmanoTuttavia non bisogna credere che egli, effettivamente, possa cambiare, nella sostanza, i principi della politica USA: l’atteggiamento può essere diverso ma i principi non possono cambiare. Gli USA non possono infatti permettere che il fondamentalismo islamico, fanaticamente anti occidentale possa mai raggiungere il potere nei paesi mediorientali, non possono abbandonare certamente l’alleanza con i regimi moderati e filooccidentali. Obama, in concreto non può ritirare le truppe dall’Afganistan o dall’Iraq senza che in questi paesi si raggiunga un minimo di stabilità. In particolare in Pakistan vi è una guerra strisciante o forse sarebbe, meglio dire aperta, fra il governo e i talebani di cui il recente episodio della Swat è stato solo il più eclatante.Anche l’annunciata chiusura di Guantanamo è più facile a dirsi che a farsi perché non si sa cosa fare dei prigionieri che vi sono ancora rinchiusi; non possono essere lasciati liberi negli USA, non possono essere riconsegnati ai paesi di origine e nessun paese si mostra disposto a ospitare tale ingombranti personaggi.La soluzione poi della Questione Palestinese è quanto mai difficile e pare allontanarsi sempre di più dopo le ultime elezioni in Israele.Al Jazeerra, in un editoriale, avverte che non è da farsi illusione: da un sondaggio citato rileva pure che la maggioranza degli americani percepisce ancora il mondo islamico come nemico. Quando bin Laden, nel suo solito video, afferma che nulla è cambiato nella sostanza con la presidenza Obama in realtà dice un cosa vera e non crediamo nemmeno, come molti sostengono, che egli “ tema” le mosse di Obama: è piu probabile che, come tutti i leader fondamentalisti veda nella maggiore moderazione dell’America un segno di debolezza, cosi come è avvenuto nello Swat. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella foto, da alJazeera: Obama incontra re Abdullah &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;http://www.italianotizie.it/leggi.asp?idcont=3027&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-4410573259684357434?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/4410573259684357434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=4410573259684357434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/4410573259684357434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/4410573259684357434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/il-viaggio-di-obama.html' title='Il viaggio di Obama'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SisCi5Am-TI/AAAAAAAAAaw/mbpxllabPoM/s72-c/obama+in+viaggio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-850044511331762992</id><published>2009-06-06T00:14:00.000+01:00</published><updated>2009-06-06T00:15:58.351+01:00</updated><title type='text'>Il presidente alieno: Barak Hussein Obama</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;IL PRESIDENTE ALIENO&lt;br /&gt;Pubblicato il 02/12/08 alle 22:17:13 GMT da &lt;a href="http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=anonemail&amp;amp;sendto=kinvuli"&gt;kinvuli&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;IL PRESIDENTE ALIENO CHI E’ BARAK HUSSEIN OBAMA, IL PRESIDENTE ELETTO DEGLI STATI UNITI? La sua biografia dice che nato il 4 Agosto del 1961, all’Ospedale Kapi’ olani di Honolulu nello stato Statunitense delle Hawaii, da madre Statunitense bianca (Stanley Ann Dunham) di 18 anni e da padre Keniota e mussulmano (Barak Obama Senior) di 23 anni.All’età di 2 anni il piccolo Barak Obama viene abbandonato dal padre, che rivedrà solo per alcune ore e per l’ultima volta nel 1971 (Barak Obama Senior moriva poi in Kenya nel 1982). Nel 1964, la madre di Obama divorzia dal marito Kenyota e sposa un Indonesiano(mussulmano) di nome LELO SOETORO, i tre si trasferiscono (nel 1967)in Indonesia a Jakarta, dove il piccolo Obama viene iscritto dal neopadrino alla scuola primaria indonesiana con il nome di BARRY SOETORO come studente mussulmano e cittadino indonesiano. Nel 1971 Barak Hussein Obama torna insieme alla madre ed alla sorella Maya Soetoro ad Honolulu per continuare gli studi, e vivere nella casa dei nonni materni, nel 1977 la madre torna da sola in Indonesia e poi in Pakistan (dove riceve la visita del figlio nel 1978, anno in cui era proibito ai cittadini americani effettuare viaggi in quel paese, probabilmente Obama ha usato il passaporto indonesiano).Nel 1979 Barak Hussein Obama, si diploma ad Honolulu e lo stesso anno si trasferisce a Los Angels per continuare gli studi (2 anni), poi a New York , all’Università di Colombia - non era una cima -(dove riceve un mutuo da una banca per pagarsi gli studi, circa 40,000 dollari) ed infine alla prestigiosa (e per facoltosi) Università di Harvard (un ex Lettore (?) &lt;a href="http://townhall.com/blog/g/c2df500d-0189-47d8-a454-54de9f6584c3" target="_blank"&gt;http://townhall.com/blog/g/c2df500d-0189-47d8-a454-54de9f6584c3&lt;/a&gt; dell’università - ED EX LEGALE DI Malcom X - testimonia che Obama fu presentato da un certo Al Mansour, un consigliere di un principe dell’Arabia Saudita, che probabilmente pagò anche le rette universitarie). Il secondo emendamento della Costituzione Americana sentenzia: - Possono essere eletti alla Presidenza degli Stati Uniti solo i “NATURAL BORN CITIZIEN”, cioè: a) Solo quei cittadini nati da genitori americani (entrambi) sul territorio degli Stati Uniti d’America. b) Il cittadino deve aver risieduto, interrottamente(compreso il giorno della nascita) per almeno 14 anni sui territori degli Stati Uniti. c) La madre del cittadino deve aver compiuto il 19mo anno alla nascita dello stesso. d) Il cittadino deve aver giurato fedeltà solo ed unicamente alla Costituzione degli Stati Uniti (per cui il cittadino non può avere o aver avuto una doppia cittadinanza, per essere eletto Presidente). Ci sono negli USA ben 18 cause pendenti contro Obama, ma il Presidente eletto è riuscito a bloccarle quasi tutte per motivi di forma ma non di merito, infatti il suo Certificato di nascita non salta fuori, la tensione sale, entro il 5 Dicembre si terrà una manifestazione a Washington contro l'elezione di Obama a Presidente ed il giorno 5 Dicembre la Corte Suprema deciderà in merito alle qualifiche di Obama, staremo a vedere. Intanto oggi è stata pubblicata una "lettera aperta" ad Obama sul Chicago Tribune, vedere sito: http//www.WeThePeopleFoundation.org (segue traduzione)kinvuli SITI INTERESSATI: &lt;a href="http://www.freedommarch.org/" target="_blank"&gt;http://www.freedommarch.org&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.obamacrimes.com/" target="_blank"&gt;http://www.obamacrimes.com&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;LETTERA APERTA A BARAK HUSSEIN OBAMA: Sei tu’ un cittadino originario e nativo degli Stati Uniti? Sei tu’ legalmente eleggibile alla Presidenza degli Stati Uniti d’America? 1° Dicembre, 2008 Mr. Barack Obama Barack Obama Transition Office Kluczynski Federal Building 230 So. Dearborn St., Chicago, Illinois 60604 Caro Mr. Obama: Rappresentando migliaia di cittadini Americani responsabili, i quali hanno innanzitutto giurato di difendere la Costituzione degli Stati Uniti d’America, ho il dovere impostomi dalla mia posizione di richiederti di rimediare a un’apparente violazione della Costituzione. Probanti evidenze sostengono la richiesta; che a te sia impedita la nomina all’Ufficio della Presidenza, perché le stesse evidenze dimostrano la violazione della clausola Costituzionale del 2° Emendamento della Costituzione, inerente la cittadinanza del Presidente degli Stati Uniti. Per esempio: &amp;#61589;&amp;#61472;E’ stato mostrato su internet un tuo “Certificato di Nascita” non firmato, falsificato e discreditato dagli esperti, un modulo creato tramite computer nel 2007, un modulo di nascita mancante di quelle informazioni vitali, rintracciabili su qualsiasi Certificato di nascita, originale firmato a mano, come: l’indirizzo dell’ospedale, la firma del medico preposto e l’età’ della madre. &amp;#61589;Il Dipartimento della Sanità dello Stato delle Hawaii non conferma la tua asserzione di essere nato alle Hawaii. &amp;#61589;&amp;#61472; Affidavit legali costatano che tu’ sei nato in Kenya. &amp;#61589;&amp;#61472; In una registrazione su nastro magnetico tua nonna paterna dichiara di essere stata presente alla tua nascita in Kenya. &amp;#61589;&amp;#61472; Le leggi degli Stati Uniti in atto nel 1961 negano la cittadinanza Americana a qualsiasi bambino nato in Kenya, se al momento della nascita il padre fosse stato di nazionalità Keniota e se la madre avesse avuto meno di diciannove anni di età. &amp;#61589;&amp;#61472; Nel 1965 tua madre rinunciò legalmente a qualsivoglia cittadinanza (sia keniota o americana che tu e tua madre avreste avuto), sposando in quell’anno un cittadino indonesiano e divenendo così entrambi cittadini naturalizzati indonesiani. &amp;#61567;Tu hai ripetutamente rifiutato di fornire l’evidenza della tua eleggibilità’ quando ti è stato richiesto formalmente per vie legali. Allo stesso tempo tu sei riuscito a far dichiarare a diversi giudici di “non avere i poteri” con i quali ordinarti di provare la tua eleggibilità’ per assumere la Presidenza degli Stati Uniti. Incredibilmente, un giudice delle Hawaii ha dichiarato testualmente che sarebbe un’invasione della tua privacy richiedere l’ordine per accedere al tuo Certificato di Nascita Originale per provare la tua eleggibilità’ alla Presidenza. Prima che tu possa legittimamente esercitare uno qualsiasi dei poteri attribuiti al Presidente degli Stati Uniti, tu devi assolutamente aderire ai criteri di eleggibilità’ stabiliti dalla Costituzione. Tu hai il dovere morale, legale e fiduciario di profferire dette evidenze. Se tu assumessi l’ufficio della Presidenza senza aver provato prima di tutto e in buona fede di essere un “cittadino naturale, nato negli Stati Uniti da genitori americani”, tu provocherai una crisi tale da mettere in pericolo la pace e la stabilità della Nazione. Per esempio: &amp;#61589;&amp;#61472; Tu sarai inviso da gran parte degli americani come un usurpatore. &amp;#61589;&amp;#61472;Le Forze Armate non avranno l’obbligo legale di obbedirti. &amp;#61589;&amp;#61472;Nessun civile dell’amministrazione governativa obbedirà a qualsiasi dei tuoi proclami. &amp;#61589;&amp;#61472;Le nomine dei Giudici della Corte Suprema da te nominate, saranno nulle. &amp;#61589;&amp;#61472;Il Congresso non potrà legiferare non potendo lo stesso acquisire la firma di un Presidente in “Bona fide”. &amp;#61589;&amp;#61472; Il Congresso politicamente diviso non avrà gli strumenti per rimuovere mediante “impeachment” un usurpatore dall’ufficio della Presidenza, causando cosi un caos politico, incluso potenziali conflitti armati in generale e/o tra gli stati o tra la popolazione per rendere effettiva la rimozione dell’usurpatore. In considerazione della montante crisi costituzionale dovuta dalla totale mancanza di evidenze richieste che stabiliscano senza ombra di dubbio la tua “eleggibilità’”, sono obbligato dal mio status di rappresentante di un gran numero di cittadini americani a consegnarti questa Petizione del I° Emendamento per la rimozione di detta  violazione della Costituzione. Con tutto il rispetto dovuto, io ti chiedo formalmente di ordinare alle persone comunali incaricate della Città di Honolulu, nello stato delle Hawaii, di mettere a disposizione dei nostri esperti forensi il tuo Certificato originale di nascita per i seguenti giorni 5, 6 e 7 Dicembre 2008. Inoltre, ti chiedo di spedire i seguenti documenti al seguente indirizzo: “the National Press Club in Washington DC”, entro le ore 10 am dell’8  Dicembre, 2008, indirizzati alla mia attenzione: &amp;#61589;&amp;#61472;Una copia certificate del tuo Certificato “Originale” di nascita. &amp;#61589;&amp;#61472; Copie certificate con timbro rilasciate ai seguenti nominativi Barack Hussein Obama, Barry Soetoro, Barry Obama, Barack Dunham e Barry Dunham. &amp;#61589; Una copia certificate del tuo Riconoscimento di cittadinanza. &amp;#61589; Una copia certificate del tuo “Giuramento di Fedelta’ alla Costituzione”. &amp;#61589; Copie certificate dei moduli di ammissione all’ Occidental College, alla Columbia University ed alla Harvard Law School. &amp;#61589;&amp;#61472; Copie certificate di qualsiasi documento legale che provino il cambiamento del tuo nome. Ogni membro del Collegio Elettorale, che il giorno 15 Dicembre decidera’ di votarti o meno alla Presidenza, ha il dovere costituzionale di accertarsi che tu sia un Cittadino Naturale degli Stati Uniti. A tutt’oggi non esiste nessuna evidenza nei pubblici registri (ne alcuna evidenza e’ stata da te prodotta), ciò elimina ogni tua pretesa all’assunzione dell’ufficio del Presidente, perché tu non hai i requisiti richiesti dalla Costituzione. Tutti gli State’s Electors sono stati avvisati del fatto che a meno ché tu fornisca evidenze documentate prima del 15 Dicembre, evidenze che proverebbero la tua eleggibilità’, loro non potranno votare in tuo favore senza commettere un atto di tradimento alla Costituzione. “In un sistema governativo fondato sulle leggi, lo stesso sistema è messo in pericolo se lo stesso fallisce di osservare le leggi scrupolosamente. Il nostro sistema governativo e’ il potente ed onnipresente maestro. Benevolmente o forzatamente esso impone I suoi insegnamenti a tutto il popolo con i suoi esempi. Il crimine e’ contagioso. E se il sistema governativo viola le sue stesse leggi, esso promuove l’inosservanza delle leggi da parte di qualsiasi cittadino, invitandolo a commettere crimini o a farsi giustizia da solo, il passo verso l’anarchia e’ breve.” Causa: Olmstead v. U.S., 277 U.S. 438 Ti ringrazio per la tua comprensione e cooperazione sulla risoluzione di questa urgente e problematica situazione. Sinceramente, Robert L. Schulz Chairman We The People Foundation For Costitutional Eucation, Inc.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&amp;amp;id=3854&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-850044511331762992?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/850044511331762992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=850044511331762992' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/850044511331762992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/850044511331762992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/il-presidente-alieno-barak-hussein.html' title='Il presidente alieno: Barak Hussein Obama'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-1028588370826999052</id><published>2009-06-04T13:36:00.000+01:00</published><updated>2009-06-04T13:37:39.542+01:00</updated><title type='text'>Parliamo di Nakba</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Due volte all'anno gli arabi israeliani commemorano la nakba, il disastro per loro, la fondazione della Stato di Israele per noi. Perche' addirittura due volte all'anno? Esagerati!&lt;br /&gt;La prima volta lo fanno nel giorno in cui Israele celebra, secondo il calendario ebraico, Yom Hazmaut, la Festa dell'Indipendenza e la seconda volta lo fanno il 15 maggio, giorno in cui fu fondato Israele secondo il calendario gregoriano.&lt;br /&gt;Meglio abbondare....pensano!&lt;br /&gt;In quei due giorni non si contano bandiere e kefieh palestinesi, quelle bianche e nere, simbolo di morte e terrore, e' tutto uno sventolio all'urlo "Ritorneremo".&lt;br /&gt;Il manifesto con cui quest'anno hanno ricoperto villaggi e citta' israeliani citava testuale in arabo e in inglese "AlNakba 61 Anniversary. We shall return."&lt;br /&gt;Va bene, tornate, noi vi aspetteremo ...ma non siete sempre stati qua? O forse minacciate di ritornare in forze per buttare in mare l'odiato ebreo?&lt;br /&gt;Ehhh si, credo sia questo il vero significato di quel "Ritorneremo".&lt;br /&gt;Lo ha fatto capire chiaro e tondo un deputato arabo della Knesset, del Parlamento israeliano, Haneen Zuabi, donna, in trasferta di propaganda all'estero (pagata con le mie tasse come con quelle di tutti gli altri israeliani).&lt;br /&gt;La deputata, che dovrebbe essere al servizio di Israele, ha tenuto una conferenza alla Monash University in Australia e il titolo era molto incoraggiante e esplicativo:&lt;br /&gt;"Israele e' un paese razzista?"&lt;br /&gt;Davanti a un pubblico di giovani australiani la deputata Haneen Zuabi, con i soldi delle tasse degli odiati israeliani in tasca, ha detto:&lt;br /&gt;che non esistono gli arabi israeliani ma solo i palestinesi,&lt;br /&gt;che gli ebrei non hanno nessun legame e diritto sulla Palestina ( leggi Israele),&lt;br /&gt;che il territorio su cui sta Israele e' stato rubato ai palestinesi,&lt;br /&gt;che gli ebrei e i sionisti non sanno cosa sia la verita',&lt;br /&gt;che solo i palestinesi la dicono perche' onesti e gli ebrei bugiardi.&lt;br /&gt;Quante perle, vero?&lt;br /&gt;Ed e' un deputato del Parlamento Israeliano, capite?&lt;br /&gt;Questo genere di conferenze organizzate dai palestinesi nel mondo sono la norma in ogni universita' che si rispetti, hanno tanti soldi e invitano chi vogliono e chi si presta a diffamare e delegittimare Israele anche se in tasca ha un passaporto israeliano e in banca i soldi dei cittadini israeliani.&lt;br /&gt;Sono tantissime le organizzazioni filopalestinesi che diffondono odio contro Israele e vengono accolte a braccia aperte dovunque.&lt;br /&gt;Avigdor Liberman aveva pensato di preservare Israele dal tradimento di una parte dei suoi cittadini proponendo la legge del giuramento di fedelta' al Paese.&lt;br /&gt;Proposta bocciata.&lt;br /&gt;Peccato.&lt;br /&gt;Sopporteremo altri traditori, ingoieremo altre accuse, altre offese, altre diffamazioni, altre menzogne.&lt;br /&gt;Altro fango su Israele.&lt;br /&gt;Peccato.&lt;br /&gt;Ma torniamo alla Nakba.&lt;br /&gt;Credo che nessun paese al mondo potrebbe sopportare una minoranza sventolante le bandiere di un altro stato, tra l'altro ancora inesistente, in qualsiasi giorno dell'anno e meno ancora nel giorno in cui si festeggia una festa nazionale, la festa dell'Indipendenza, la piu' importante, emozionante e coinvolgente giornata per ogni Nazione del mondo.&lt;br /&gt;Nessun paese del mondo accetterebbe le minacce di distruzione da parte di una minoranza.&lt;br /&gt;Ma vediamo chi sono i campioni della nakba. Sono gli arabi israeliani, sono quelli che prima del 48 erano servi della gleba, fellah, schiavi di sceicchi, morti di fame che nel 1948 sono stati inventati a tavolino e nobilitati a popolo.&lt;br /&gt;Sono diventati cittadini di una democrazia, hanno avuto diritto di voto, diritto di lavoro, diritto di studio , diritto di sciopero, diritto di avere una casa. diritto di voto.&lt;br /&gt;Hanno avuto tutti i diritti degli altri cittadini di Israele.&lt;br /&gt;Gli altri, quelli fuggiti da Israele e sbattuti dagli arabi nei campi di raccolta, sono ancora la', negli stessi campi e non hanno diritto di lavoro, diritto di studio, diritto di vita, non hanno nessun diritto civile, sono sempre schiavi, peggio sono non-umani, non possono nemmeno lavorare o possedere dei mobili, non votano, non possono studiare.&lt;br /&gt;Allora, forse io saro' scema o fascista come dicono i miei nemici filopalestinesi, ma alla luce dei fatti io non vedo che gli arabi israeliani possano piangere sul loro destino. Sono liberi cittadini di un paese libero e allora? Che nakba? Che disastro? che disgrazia? Dovrebbero toccare il cielo con un dito.&lt;br /&gt;Dovrebbero ballare e saltare di felicita', dovrebbero baciare la bandiera biancoazzurra che ha dato loro dignita'.&lt;br /&gt;Ma gli avete rubato la terra, urlano i cretini.&lt;br /&gt;La terra? Che terra? La terra ce l'hanno venduta i loro padroni, la terra ce la siamo comprata, la terra ce la siamo conquistata vincendo le guerre mosseci dagli arabi per distruggerci.&lt;br /&gt;Potrei capire il loro scontento se qui fosse esistito un Paese, una Nazione distrutta da un Israele conquistatore ma nooooo, qui non c'era niente, qui c'era occupazione ottomana prima e inglese poi, qui vivevano ebrei chiamati palestinesi prima del 1948 e arabi, beduini e seminomadi chiamati arabi.&lt;br /&gt;Potrei capire se gli ebrei avessero distrutto una Nazione araba e avessero messo Israele al suo posto. Ma qui non c'era nienteeeeeee.&lt;br /&gt;E quando l'ONu propose la creazione di due nazioni gli arabi risposero di NO.&lt;br /&gt;E allora che nakba?&lt;br /&gt;Che razza di ipocrisia e' questa? Che razza di sporcizia ideologica?&lt;br /&gt;Dovrebbero essere felici perche' sono in assoluto gli arabi piu' fortunati del Medio Oriente, gli unici liberi, liberi persino di manifestare per la distruzione del Paese che e' anche il loro, il Paese che gli ha dato cittadinanza e diritti civili.&lt;br /&gt;Nessun paese al mondo permetterebbe questo.&lt;br /&gt;Dovrebbero vergognarsi ma piu' di loro dovrebbero vergognarsi gli ebrei israeliani, comunisti, anarchici e traditori, che vanno con loro a urlare contro Israele.&lt;br /&gt;Questa e' perversione del concetto di democrazia.&lt;br /&gt;E' vigliaccheria ed e' immensa stupidita'.&lt;br /&gt;Io ammiro molto l'esagerata democrazia israeliana, a volte mi commuove altre mi fa rabbia, fosse per me questa gente, arabi o ebrei, tutti i cretini che urlano nakba , potrebbe ricevere un bel calcione nel sedere ed essere mandata fuori da Israele, in qualche dittatura araba.&lt;br /&gt;Chissa', forse dopo capirebbero....riuscendo a vivere abbastanza a lungo prima di essere giustiziati nella piazza principale di una qualsiasi citta' araba.&lt;br /&gt;Giustiziati come sporchi sionisti, il colmo dell'ironia!&lt;br /&gt;Altro che Nakba!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Deborah Fait&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/"&gt;www.informazionecorretta.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1028588370826999052?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1028588370826999052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1028588370826999052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1028588370826999052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1028588370826999052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/parliamo-di-nakba.html' title='Parliamo di Nakba'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-1851583776861575169</id><published>2009-06-03T00:06:00.000+01:00</published><updated>2009-06-03T00:07:10.099+01:00</updated><title type='text'>Dai comunisti ai "pop brezneviani", ecco la ex-sinistra</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’unica cosa certa – oggi – ripercorrendo l’orgia di parole del tempo in cui tutti si chiedevano come sarebbe stata la nuova stagione che si annunciava, è che invece stava finendo una grande storia. Oggi si può dire senza dubbio che il salvataggio non ha avuto l’esito sperato, e la parola «sinistra» ha ceduto il passo a un aggettivo – «democratico» – che gli stessi protagonisti di quella Svolta, all’epoca, consideravano poco meno che una bestemmia. Il Partito democratico non è arrivato come un traguardo, ma come una resa, o un tentativo di lifting. Non ha prodotto la leadership di una nuova generazione, ma il ricongiungimento con un’altra storia di «post», senza più storia. L’unica differenza fra i post-comunisti alla Veltroni e i post-democristiani alla Franceschini è che i primi si vergognano del proprio passato, e gli altri no.&lt;br /&gt;Questo singolare almanacco di paradossi e di idoli infranti, per i leader del centrosinistra, dovrebbe se non altro rappresentare il segnale che qualcosa di profondo non va: è diventato, invece, una delle altre grandi rimozioni del loro dibattito politico. Dopo quattordici anni di battaglie elettorali sempre e comunque drammatiche (fra le politiche del 1994 e quelle del 2008), è che qualunque postcomunista si sia candidato alla guida del Paese – da Achille Occhetto, a Massimo D’Alema, da Piero Fassino (sia pure in tandem) a Walter Veltroni – è stato sconfitto. Tre coincidenze, scriveva Agatha Christie, fanno un indizio. E in questo caso forse può aiutare il fatto che lo stesso sia accaduto a Francesco Rutelli. Nessuno aveva capito – in quel giorno di jacquerie – che insieme alla storia del comunismo si stava rottamando anche quella del socialismo italiano. E che anche questo ennesimo parricidio (dopo il proprio, anche quello del padre degli altri) avrebbe lasciato un vuoto incolmabile. Anche questo epilogo era già inscritto nella storia del 1989, nel dialogo tra sordi, incompiuto e impossibile, tra Bettino Craxi e Achille Occhetto.La cosa più difficile da spiegare è come sia potuto accadere che tutti e quattro i leader messi in campo dalla sinistra (o da quel che ha preso il suo posto) dopo il 1989, siano stati tutti sconfitti dalla stessa persona: un imprenditore catodico nato prima della Seconda guerra mondiale che di nome fa Silvio Berlusconi. Una delle prime barzellette che finirono nell’archivio del Kgb, quando l’ironia in Unione Sovietica divenne improvvisamente un efferato reato, fu quella che suonava così: «Un giudice si piega in due dal ridere. Un collega gli chiede cosa c’è di così buffo. “Ho appena sentito la storiella più divertente della mia vita”, gli risponde divertito il giudice.&lt;br /&gt;“Raccontamela”, lo prega il collega. E il giudice: “Non posso! Ho appena condannato un tizio a cinque anni di lavori forzati per averlo fatto...”». Ecco, quando sento parlare molti dirigenti del Pd mi viene in mente quel geniale apologo. Il fondatore del Pds – Achille Occhetto – da molto tempo non fa più parte di quel partito, e tantomeno è entrato in quello nuovo che ha preso il suo posto, tra amarezza, rancori e polemiche. È un paradosso: ma loro non ne hanno mai parlato. Hanno derubricato e rimosso. Parlarne significherebbe prendere atto che lo hanno adulato prima e accoltellato poi, e questo non è carino. Altrettanto curiosamente, anche Romano Prodi, fondatore del partito che ha sostituito i Ds – il Pd – si è dimesso a sua volta dalla carica di presidente: e ovviamente anche lui tra amarezza, rancori, e polemiche. È incredibile: ma neanche di questo si è mai discusso, nel Pd. Farlo, avrebbe comportato prendere atto che fino al giorno prima della sua caduta Prodi era considerato un grande statista, e che un attimo dopo è stato degradato a un re Tentenna, debole e incapace. E anche questo, ovviamente, non è carino.&lt;br /&gt;L’ultimo archiviato è stato Walter Veltroni. Era stato acclamato, persino dai suoi peggiori nemici, come un salvatore della patria. Si è dimesso una mattina, con una conferenza stampa tenuta nella cornice suggestiva del Tempio di Adriano, e da quel giorno su di lui non si è più ragionato. Farlo avrebbe voluto dire che è stato considerato un sindaco geniale, e subito dopo un leader inetto e vocato alla fuga. E quindi nemmeno questo era carino. Meglio non pagare mai il conto, e contrarre nuovi “debiti”. Dopo aver sentito un discorso bello ed elusivo, quello dell’addio di Veltroni, ero rimasto a contemplare le lacrime dei suoi fedelissimi e dei suoi Bruto, tutti in prima fila e assolutamente indistinguibili, e ho temuto che presto anche il suo erede potrà subire un trattamento analogo: tumulazione e rimozione, e un conseguente nuovo debito di analisi, acceso a spese della verità.&lt;br /&gt;Questo avvicendarsi di incoronazioni e giubilazioni io lo chiamo “pop-breznevismo”. Perché nella mancanza di una dialettica democratica, esplicita, ancora oggi i postcomunisti e i loro eredi vivono con fatica l’idea che in un partito ci possano essere maggioranze e opposizioni: scomparso il comunismo, un unanimismo di sapore quasi brezneviano (molto più forte e ipocrita di quello che si respirava nell’ultimo Pci) è diventato il costume di un intero gruppo dirigente. Scomparso il comunismo, i suoi epigoni – proprio come l’homo sovieticus perfettamente immortalato da Berlinguer – non dicono mai la verità, e producono caramelle che rimangono attaccate all’incarto. Dicono che non sono più comunisti, e addirittura che non lo sono mai stati: eppure, nella loro vita interna, non sono mai riusciti a propiziare una sfida fra alternative chiare, un duello fra programmi e leader come avviene in tutti i partiti progressisti del mondo. Non c’è stato congresso, dal 1991 a oggi, che si sia aperto senza che se ne conoscesse già l’esito. Il rito del centralismo antidemocratico ha lasciato il posto a quello delle acclamazioni. Si sono spartiti il potere come i Borgia: fra complotti e pugnalate, sempre negando il conflitto e sempre sperando di poter concordare con il più odiato avversario politico cosa avrebbero dovuto fare vincitori e vinti. Tra un colpo di stiletto e uno scappellotto paternalista. Sempre cooptando il nemico con le regole della prossimità familistica, mai sfidando l’avversario con quelle della democrazia.&lt;br /&gt;www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=354678&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4303694834649779941-1851583776861575169?l=maria-biancaluna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/feeds/1851583776861575169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4303694834649779941&amp;postID=1851583776861575169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1851583776861575169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4303694834649779941/posts/default/1851583776861575169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maria-biancaluna.blogspot.com/2009/06/dai-comunisti-ai-pop-brezneviani-ecco.html' title='Dai comunisti ai &quot;pop brezneviani&quot;, ecco la ex-sinistra'/><author><name>Maria</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_iowKX43jX34/SQB9r-q07UI/AAAAAAAAAVs/bqqb9kNAjEc/S220/IMAG0025+-+Maria+al+battesimo+di+Giacomo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4303694834649779941.post-6053472943843304515</id><published>2009-06-02T23:37:00.001+01:00</published><updated>2009-06-02T23:38:57.164+01:00</updated><title type='text'>Bat Ye'or</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sun, 31 May 2009 15:46:17 +0200&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intervista con Bat Ye'or sull'aggressione dell'IslamTo&lt;br /&gt;L'attuale situazione dell'Europa e il suo essere caparbiamente restia a riconoscere e ad opporsi al pericolo della sua sottomissione ad una dittatura islamo-razzista e' assolutamente analoga e la copia dell'accettazione supina e codarda dell' Europa, della superiorita' nazista nel 1938. L'Islam politico e' la esatta copia ed erede della "ideologia" nazista. Imbecillita' europea? La storia si ripete.&lt;br /&gt;Enzo Nahum&lt;br /&gt;...........................................................................................................................................................................................................................................&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'EURABIA AVANZA&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Il Vecchio continente è già connivente di chi vuole costringerlo alla condizione di dhimmi». L'allarme di Bat Ye'or, autrice di Eurabia.&lt;br /&gt;di Michael Sfaradi«Il califfato universale è un obiettivo che l'Organizzazione della Conferenza Islamica (Oci) vuole ottenere usando diverse strategie, un progetto che porterà alla completa islamizzazione del mondo libero, una dominazione che sarà possibile anche grazie alla complicità dei governi occidentali». Conserva i toni forti e le affermazioni tranchant a cui ha abituato i suoi lettori Bat Ye'or, l'autrice di Eurabia che ha da poco dato alle stampe (per Lindau) "Il califfato universale", un libro in cui prevede la completa sottomissione e connivenza dell'Europa all'islamismo.- Come si realizzerà quello che lei chiama il califfato universale?Per arrivare a questo ci sono diverse vie, una delle quali riguarda l'immigrazione. Guardando la dichiarazione di Durban 2 ci si rende conto che l'Oci chiede all'Europa di dare una via preferenziale ai flussi che arrivano dal Nordafrica. Tutto il mondo occidentale è coinvolto e il conflitto arabo israeliano è soltanto la punta dell'iceberg. Sarebbe errato focalizzare l'attenzione soltanto lì come viene fatto oggi perché la problematica è molto più ampia. L'Oci è composta dai ministri degli esteri di 57 paesi, elencati nel mio libro, una sorta di Onu islamico. C'è anche una carta costituente che dichiara la necessità di liberare Gerusalemme dove costruire la sua sede. Ha creato anche una corte di giustizia islamica internazionale, che ha giurisdizione su tutti i paesi che aderiscono all'Oci. Questa corte avrà la facoltà di perseguire i reati contro l'islam giudicandoli in base alla sharia.- In Occidente c'è chi pensa però che la pace fra Israele e i suoi vicini possa essere la chiave di svolta per la pacifica convivenza con il mondo arabo. Cosa ne pensa?Bisogna comprendere cosa vuole dire pace. Quello che l'Europa, l'America il mondo arabo vogliono creare è una pace senza Israele. Uno Stato sovrano dovrà essere eliminato e gli ebrei e cristiani che oggi lo abitano dovranno tornare alla condizione di dhimmi, di minoranza sotto la sharia. Questa non sarebbe pace ma soltanto umiliazione.- Vuole spiegarci che cosa è la condizione di dhimmi?È una condizione di estrema umiliazione che si fonda sul dis
